lunedì 27 gennaio 2014




Eccomi ad inaugurare la mia rubrica delle letture in corso, appena concluse ed in attesa di essere iniziate (diciamo la mia versione casereccia di www wednesday).

In questi giorni sto leggendo "Philomena" di Martin Sixsmith. Che dire....non mi sta esaltando, l'ho iniziato attratta dalla copertina con la grande Judy Dench, protagonista della trasposizione cinematografica del romanzo, attualmente nelle sale; mi aspettavo qualcosa di completamente diverso. Il taglio è molto giornalistico e questo non aiuta tanto ad immedesimarsi nei personaggi, ma la vera domanda è....Philomena dov'è?? perchè sono arrivata, a fatica, a 100 pagine dalla fine del libro e di Philomena nemmeno l'ombra. 

Ho finito di leggere da poco "Il giardino degli oleandri" di Rosa Ventrella e mi è piaciuto parecchio (con qualche riserva sul finale). Una bella saga famigliare incentrata sul rapporto madre-figlia; bella l'atmosfera un pò magica (mi ha ricordato l' Allende della Casa degli Spiriti, fatte le dovute proporzioni) e l'ambientazione nell'assolata Puglia. A breve la recensione!                                                                    
Cosa leggerò dopo Philomena (se mai arriverò a finirlo)?? 
sono indecisa tra "La terapia" di Sebastian Fitzek, il primo di una serie di thriller psicologici di questo autore che ho letto essere maestro nel genere (ho alcuni suoi ebooks nel mio fido ereader Nook da tantissimo tempo ed ancora non li ho "testati")
e "Just one evil act", l'ultimo recentissimo mystery di Elizabeth George, una delle mie autrici di gialli preferite. Il libro non è stato ancora pubblicato in Italia...ma nutrendo io un'insana passione per l'Ispettore Tommy Lynley,  non sono riuscita ad aspettare la versione italiana.
Voi che ne dite? cosa leggete in questi giorni? avete già letto questi romanzi?
una bacio a tutti!                                                        



giovedì 23 gennaio 2014

Non solo libri....

Ciao a tutti! da qualche giorno girano in rete alcune foto veramente belle della fotografa Elena Shumilova; raccontano di bambini ed animali, del calore delle feste, dei colori della campagna. Sono immagini davvero mozzafiato, almeno secondo me. Da appassionata di fotografia (..ma sono l'ultima delle principianti) e da zoofila convinta (sono cresciuta con cani, gatti, roditori vari, tartarughe, un cavallo...ed ho adottato perfino una lumaca!) non potevo non innamorarmi di questi scatti.
Per scoprire questa giovane artista russa e vedere una galleria completa dei suoi scatti:
http://500px.com/ElenaShumilova




bellissime..che ne pensate?


(copyright  by Elena Shumilova, no infringement intended)

domenica 19 gennaio 2014


Recensione/Libro del Cuore: "Una donna ed altri animali" di Brunella Gasperini.

Parlare di Brunella Gasperini non è per me cosa semplice; vorrei dire così tante cose che i pensieri si ingarbugliano e perdo il filo! vorrei spiegarvi perchè un'autrice spesso sottovalutata e troppo presto dimenticata (la sua opera fu pubblicata tra gli anni '50 e gli anni '70), un'autrice di romanzi "rosa" (antesignana del genere chick lit), nota anche per celebri rubriche di posta del cuore su settimanali femminili (NO, vi prego, NON fatevi ingannare da questo apparente mare di melassa)..possa essere così prepotentemente attuale e moderna. Non ci credete? datemi una possibilità!
C'è un libro di Brunella Gasperini che è il mio libro del cuore in assoluto; è il libro che me l'ha fatta conoscere ed è anche il suo ultimo romanzo, pubblicato poco prima della sua triste, prematura, scomparsa nel 1979. Si intitola "Una donna ed altri animali" (sulla sinistra la copertina della prima edizione di Mondadori, 1978; sulla destra un'edizione del 2004 di Dalai Editore).

tramaCronaca familiare irriverente e leggera: il marito iracondo, i figli vagamente autonomi, il lavoro stimolante e persecutorio, e poi gli animali (cani, gatti, uccelli) che popolano la casa e le memorie. Via via, attraverso i tic professionali, e nonostante quelli, vengono fuori le nevrosi, le ferite mal chiuse, le temporanee anestesie, le illusioni e le rabbie politiche: tutta l'ilare disperazione di una donna che si trova a fare i conti con la propria vita.


E' una sorta di diario autobiografico (non è una vera autobiografia) in cui la scrittrice racconta la sua famiglia, il suo lavoro, le passioni, le grandi illusioni e disillusioni di un paese che cambia velocemente, in quel periodo di grande fermento intellettuale, sociale ed economico che l'Italia ha vissuto tra la fine degli anni '60 e quella degli anni '70.
Il fil-rouge del romanzo è rappresentato dagli animali, gli animali di Brunella: dal cane della sua infanzia, il mitico ed eroico Baffo, al Merlo indiano parlante e spudorato, al Due ed alla Patata, compagni degli ultimi anni, passando attraverso la Peppa, la Giovanna, il Pluto ed una moltitudine di pelosi a quattro zampe raccontati con un'ironia ed un affetto talmente vivi e sinceri..che alla fine ci sembra siano un pò anche "nostri". 
Fra un racconto e l'altro, il libro non ha un vero "filo logico" temporale, si dipana la storia privata e famigliare dell'autrice, il compagno di vita burbero, i figli che crescono, gli amici dei figli, i luoghi del cuore, l'amata Valsolda con la casa-darsena rossa, la villetta di viale Zara a Milano ed ancora la Guerra, la Resistenza, i lutti ed il passare inesorabile del tempo. Il tutto condito da un lessico famigliare che rimane dentro, che cattura...che diventa tesoro di tutti i lettori.
Ecco la grande forza della Gasperini, la capacità di farti affezionare, di farti sentire a "casa" fra le pagine dei suoi scritti, di farti piangere e subito dopo sorridere, di tenerti compagnia, di toccare con leggerezza, grande ironia ed umorismo, argomenti universali e complessi come la perdita, la memoria del passato, la malattia, la paura, mescolati sapientemente all'amore in ogni sua declinazione, alla tenerezza, alla forza interiore che sono i temi portanti di tutti i suoi romanzi. Il risultato è un dolce-amaro che non scade mai nello stucchevole.
"Una donna ed altri animali" è un libro che ho letto da ragazzina, un libro trovato per caso fra i romanzi di mia mamma, durante un'estate di tanti anni fa nella mia casa in campagna (l'equivalente della darsena in Valsolda di Brunella); scelto nel mucchio, incuriosita dalla copertina e dal titolo, sono bastate poche righe per farmelo amare! 
Da allora sono cambiate tante cose ma non l'affetto che provo per questi racconti, letti e riletti, che tengo gelosamente sul comodino!

Amate gli animali e volete un libro che vi faccia fare anche un tuffo in un passato (per alcuni di voi molto remoto!) ricco di entusiasmi e di emozioni? non potete perdervi "Una donna ed altri animali" e le esilaranti cronache famigliari di Brunella Gasperini ("Io e loro", "Lui e noi", "Noi e loro", cronache di un marito, di una moglie e di una figlia)
Questi libri purtroppo non si trovano più nelle librerie, sono usciti di produzione e da alcuni anni non sono più ristampati; si possono trovare su ebay, nei mercatini dei libri usati o nel fornitissimo archivio digitale del blog dedicato dalle fans a Brunella (http://brugas.blogspot.it/) dove si trovano anche tante notizie, foto, commenti affettuosi.
Spero di esser stata almeno un pochino convincente!!









mercoledì 15 gennaio 2014


Recensione: "Un giorno arriverò" di Silvana Mossano (ediz. Salani 2012) e qualche impressione su "La Masnà" di Raffaella Romagnolo.

Si tratta di due saghe familiari che raccontano le vicende di famiglie dell'Italia contadina nel corso di buona parte del secolo scorso. Entrambi i romanzi sono ambientati in Piemonte.
Non posso recensire il libro della Romagnolo perchè devo ammettere di non essere riuscita a finirlo, evidentemente è un mio problema, dato che "La Masnà" ha ricevuto ottimi e quasi unanimi consensi; io e la prosa della Romagnolo non ci prendiamo (qui il commento al suo ultimo romanzo "tutta questa vita"), spesso leggendo perdo il filo e lo stile per me non riesce ad essere evocativo (eppure il genere "sagone familiare" mi intriga e l'ambientazione nelle colline del Monferrato dovrebbe richiamare ricordi lontani della mia famiglia). 
Questioni di gusto!
Il romanzo della Mossano invece l'ho letto con interesse.


Trama:  Per Anita la "Merica" è un sogno, una speranza e un dolore. Un dolore perché sua sorella è emigrata laggiù per non tornare; una speranza perché lei vuole raggiungerla, e ricominciare una vita migliore, lontana dalla durezza della campagna e degli anni terribili tra la prima e la seconda guerra mondiale; un sogno perché ogni anno che passa sembra allontanare l'America sempre di più... Eppure Anita non si arrende e vive la sua vita, di fatica e lavoro, ma anche di piccole grandi gioie, in attesa del momento in cui raggiungerà finalmente il porto di Genova e salirà sulla grande nave per solcare la pianura liquida e sconfinata dell'oceano. Un giorno partirà, a dispetto di sua madre, di suo marito, di Mussolini e della guerra. E l'America, il Paese dove tutto è possibile, diventerà realtà. Un giorno... La Storia cammina accanto ai personaggi di questo romanzo, li tocca e li travolge; figure forti di donne, immerse nei profumi e nelle nebbie delle valli piemontesi, segnate da drammi che da piccoli e quotidiani diventano grandi e universali.

Il romanzo attraversa tutta la storia dello scorso secolo, dagli anni Venti fino alle soglie del Duemila, seguendo la vicenda della protagonista Anita (Nita), figlia di contadini di un casale piemontese, che vede partire la sorella appena sposata per “la Merica” ed insegue tutta la vita il sogno di raggiungerla.
E' un romanzo che racconta di donne, non c'è solo Nita, la protagonista, c'è una galleria di donne forti, orgogliose, piegate ma mai spezzate dal corso spesso tragico della Storia. Sono mamme, sorelle, mogli, suocere, cognate: un universo femminile raccontato nella sua quotidianità di vizi e virtù.
Il libro è ben scritto, in uno stile asciutto, lineare, senza grandi picchi, cosa che mi ha reso difficile, a volte, vista anche la drammaticità delle vicende raccontate, riuscire a creare una vera empatia con i protagonisti. 
Parole e detti in dialetto piemontese, utilizzati dall'autrice per rendere più vivide e forti certe situazioni e personaggi, donano immediatezza e vivacità al testo e sono stati, per me, piacevole ricordo di suoni e "sapori" della mia infanzia.
Ne risulta uno spaccato di vita rurale fatto da tanti episodi in "bianco e nero": la storia di Nita, del suo sogno di andare a "la Merica" e dei tanto ostacoli che troverà sulla sua strada; un racconto unico ed allo stesso tempo emblematico di quel periodo storico, un racconto che però raramente si tinge di colore. C'è molto dramma, fin troppo, tanto che all'inizio di ogni capitolo viene spontaneo chiedersi "quale altra tragedia capiterà?" ..e la tragedia arriva sempre, fin troppo prevedibile in certi casi!
Una storia ben scritta cui manca...un pò di luce!



    



venerdì 10 gennaio 2014


Recensione: "Una stella tra i rami del melo" di Annabel Pitcher (ediz. Salani 2011)



Trama:Tutti continuavano a dire che col tempo sarebbe passata, ma Jamie sa che è solo una di quelle bugie che i grandi dicono nelle situazioni difficili. Da quando sua sorella Rose è morta in un attentato sono passati cinque anni, e ora è peggio che mai: il papà beve, la mamma se n'è andata con un altro e a Jamie sono rimaste tante domande a cui deve rispondere da solo. Anche sua sorella Jasmine, la gemella di Rose, non sembra essersi ripresa: si è tinta i capelli di rosa, si è fatta un piercing e ha smesso di mangiare. Jamie però ha deciso di salvarsi: gioca con il suo gatto Roger, pensa alla maglietta di Spider-Man che desidera tanto e fa amicizia con Sunya, una bambina musulmana, cercando di tenerlo nascosto al padre. Quando un giorno vede alla tv l'appello per partecipare a una trasmissione di giovani talenti, sogna che possa essere un modo per salvare la sua famiglia... Sullo sfondo del piccolo mondo di Jamie rimbombano le grandi questioni dell'umanità,ma è la sua voce trasparente e pura, sono i suoi occhi ingenui di bambino che danno la misura della forza che hanno solo le cose essenziali: l'amore della mamma, la verità della morte, l'immensità della vita.


Ecco un libricino che ho letto per caso e che è diventato uno dei miei libri del cuore.
La trama non è apparentemente originalissima: Jamie ha 10 anni e sua sorella, Rose, è stata uccisa in un attentato terroristico, da quel momento il suo piccolo mondo è andato in frantumi: i genitori si sono separati e lo trascurano, piegati dal dolore e presi nel tentativo di venire a patti con la perdita della figlioletta, a scuola Jamie è vittima di bullismo e guardato con sospetto e curiosità. Questo è il racconto della sua elaborazione del lutto, del suo viaggio interiore in cerca di risposte alle tante domande importanti che lo tormentano ma alle quali i genitori, gli insegnati, gli adulti in generale, non sanno rispondere. 
Dall'incipit fulminante "mia sorella Rose abita sulla mensola del camino.." (che è poi il titolo originale del romanzo, ben più evocativo del titolo italiano) al finale dolce-amaro, questo libro ti cattura, ti coinvolge ed avvolge nella sua tenerezza.
Jamie, con la sua maglietta di Spider Man addosso, ti prende per mano e ti accompagna nel suo viaggio verso la conoscenza e l'accettazione; attraverso i suoi occhi, ingenui e gentili, vivi una serie di episodi allegri, tristi, buffi e commoventi e conosci una galleria di personaggi indimenticabili: la sorella Jasmine, gemella di Rose, tutta un groviglio di rabbia adolescenziale, debolezza e forza insieme, la deliziosa Sunya, compagna di scuola musulmana ed amica dolce e leale (ma da tenere "segreta" al padre, proprio per la sua appartenenza ad un mondo, quello islamico, che nell'ottica paterna è sinonimo di terrorismo e violenza), il gattino Robin che gli insegnerà, alla fine, il senso più profondo della vita e della morte (tenete i fazzoletti a portata di mano).
L'autrice, al suo esordio con questo libro, tocca temi importanti e molto attuali, ma il suo tocco è lieve non cade mai nel tranello del "troppo" (troppo serio, troppo triste, troppo impegnato). Il risultato è un piccolo gioiello da leggere tutto d'un fiato.
Il romanzo ricorda, per i temi trattati e per il punto di vista scelto, il ben più noto libro di Jonathan S. Foer "Molto forte, incredibilmente vicino" (2005), ecco perchè ho parlato di trama "non originalissima"; a mio parere il racconto della Pitcher, pur non avendo il ritmo e l'originalità stilistica di quello di Foer, risulta più toccante e delicato.

4 stelle, ma sicuramente libro del cuore!

            




martedì 7 gennaio 2014

Recensione: Luna di miele a Parigi di Jojo Moyes (ediz. Mondadori, 20013)


trama:Al centro di questo racconto due romantiche e tormentate storie d'amore quella di Sophie e Édouard Lefevre in Francia durante la Prima guerra mondiale e, circa un secolo dopo, quella di Liv Halston e suo marito David. "Luna di miele a Parigi" - uscito in Inghilterra solo in ebook - si svolge alcuni anni prima degli eventi narrati nel romanzo "La ragazza che hai lasciato," quando le due coppie si sono appena sposate. Sophie, una ragazza di provincia, si ritrova immersa nell'affascinante mondo della Belle époque parigina ma si rende conto ben presto che amare un artista apprezzato come Édouard implica qualche spiacevole complicazione. Circa un secolo più tardi anche Liv, travolta da una storia d'amore appassionante, scopre però che la sua luna di miele parigina non è la fuga romantica che aveva sperato...



Mini libro e mini recensione, non c'è molto da commentare su questo "prequel" del prossimo romanzo di Jojo Moyes, autrice, tra gli altri, del romanzo di successo "Io prima di te" (che avevo trovato molto carino).

96 pagine per introdurre 4 personaggi, come racconta la trama: si tratta di due coppie che hanno in comune un amore passionale, un matrimonio affrettato ed una certa differenza sociale tra marito e moglie. Liv è una neolaureata che non ha ancora trovato la propria strada lavorativa, David, suo novello sposo, è un uomo maturo, ricco e di successo; Sophie è una commessa che proviene da un ambiente modesto, Eduard invece è un famoso ed affascinante pittore. Le due vicende si svolgono a Parigi in due piani temporali diversi.
I personaggi sono parecchio stereotipati e non particolarmente simpatici (specie le signore che mi sono parse un filino nevrotiche ed esagerate nelle reazioni) e la trama è proprio esile e per nulla originale. 
96 pagine sono poche..ma per raccontare la luna di miele di due coppie che mettono in crisi la loro relazione per motivi più o meno futili ed a pochi giorni dalle nozze..risultano fin troppe. 
Se l'operazione era invogliare a leggere il romanzo in uscita nei prossimi mesi, sinceramente con me non ha funzionato (per la serie..simpatia portami via! nei commenti do il peggio di me).

                                                                            

domenica 5 gennaio 2014

Recensione: Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith (ediz. Salani, 2013)

Ecco un romanzo che mi è piaciuto molto! 
Robert Galbraith è lo pseudonimo dietro il quale si è celata la famosa scrittrice J. K. Rowling (mamma di Harry Potter dell'omonima, celebrissima saga) per pubblicare il suo primo romanzo giallo. Ho letto il libro senza pregiudizi o aspettative: non sono una fan del fantasy e della Rowling non avevo ancora letto nulla.



Trama: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.


Di questo romanzo mi ha colpito più che la trama in sè, la galleria di personaggi proposti dall'autrice e la loro profonda caratterizzazione psicologica. 
La trama è ingarbugliata al punto giusto (e l'autrice la padroneggia con grande destrezza), il ritmo è teso, ma non aspettatevi sparatorie, colpi di scena memorabili, effetti splatter, presunti colpevoli..siamo davanti ad un romanzo poliziesco di impianto classico, dove l'intuito investigativo dei protagonisti e la complessità psicologica di tutti i personaggi la fanno da padrone.
E' così che impariamo, pagina dopo pagina, ad apprezzare la ruvidezza di Cormoran Strike, veterano di guerra, investigatore privato squattrinato e dall'incedere vagamente claudicante (ha perso una gamba in Afghanistan), uomo dalla vita privata e famigliare incasinata e tormentata.
Ci affezioniamo a questo personaggio imperfetto che non scade peraltro mai nella caricatura, ai suoi abiti sgualciti, alla barba di due giorni, alle battute pungenti ed ai modi di fare burberi ed a volte goffi; ci affezioniamo senza neanche rendercene conto, come succede alla sua improvvisata aiutante, Robin Ellacott, che al contrario, è dolce, carina, educata e super efficiente.
E così, grazie all'abilità della Rowling, nasce una coppia di protagonisti che, a mio parere, funziona alla grande: umani, credibili, ben assortiti e con grande "chimica"...è difficile non provare per loro empatia e simpatia e non aspettare con ansia una nuova avventura.
Cormoran e Robin ci portano per le strade di una Londra imbiancata dalla neve (impeccabile l'ambientazione) sulle tracce dell'assassino di Lula Landry, modella di fama internazionale; con loro esploriamo il mondo ricco, patinato, pieno di invidie e corruzione della vittima, tra feste in discoteche alla moda, set fotografici e palazzi lussuosi e conosciamo gli amici e parenti di Lula, tanti personaggi minuziosamente descritti nei (tanti) vizi e nelle (poche) virtù.
Mi è piaciuto lo sguardo indulgente che l'autrice getta su questa umanità ricca e viziata ma in fondo infelice e dolente.
Un bel romanzone, insomma, che mi ha ricordato, in alcuni aspetti narrativi, la serie poliziesca dell'Ispettore Lynley creata da Elizabeth George, una delle regine del mystery  contemporaneo.







venerdì 3 gennaio 2014

Recensione : Tutta questa vita di Raffaella Romagnolo (ediz. Piemme, 2013)

Inizio con la recensione di un libro che ho appena finito di leggere e che mi è stato regalato per Natale da una cara amica, come me infaticabile lettrice.




Trama : A sedici anni tutto è da scoprire, la vita è ancora intera, possibile, e il futuro un'opportunità. Così anche per Paoletta, che di avere "tutta la vita davanti", però, non è entusiasta. Forse perché odia le frasi fatte o semplicemente perché è diversa dalle altre ragazze: detesta Facebook, legge Anna Karenina, filosofeggia su Harry Potter, invece delle sit-com guarda vecchi film, si ingozza di dolci infischiandosene della bilancia e allo shopping con le amiche preferisce di gran lunga le passeggiate silenziose con il fratello minore, Richi. O forse è proprio lui a renderla diversa: Richi ha dodici anni, le gambe così fragili che possono reggere solo pochi passi strascicati, un braccio difficile da controllare e una vita tanto più complicata davanti. Non parla molto, e quando lo fa, non sempre gli altri lo capiscono. Ma Paoletta sì; brevi frasi che hanno, per lei, il sapore della sincerità che manca nella villa di famiglia. Un'autentica prigione. Una tortura di menzogne, cose non dette, segreti pericolosi, da cui la ragazza scappa ogni volta che può. E insieme a Richi attraversa il confine, immaginario eppure così reale, che divide lo splendido giardino di casa loro dalle Margherite, il quartiere popolare, dove gli appartamenti sono modesti, le giostrine arrugginite e i padri non sono imprenditori di successo ma cassintegrati in difficoltà. E dove c'è Antonio, anche lui, a modo suo, diverso. L'unico, a parte Richi, che sa leggerle dentro e che l'aiuterà...



Sarò abbastanza laconica, come la protagonista del romanzo, Paoletta: il libro non mi è piaciuto. Lo considero un'occasione un pò sprecata per l'autrice che peraltro, mea culpa, non conoscevo (ma ho letto commenti molto lusinghieri sulla sua opera precedente "La Masnà").
Peccato, perchè dopo una partenza accattivante, con descrizioni argute della protagonista e della sua famiglia che mi hanno strappato più di un sorriso (la nonna sempre perfetta nei suoi mocassini pitonati, i capelli candidi acconciati in modo impeccabile, quasi a sfidare la legge di gravità, la madre algida, fissata con il conteggio calorico ed ossessionata dall'esteriorità, il padre poco presente e due figli "diversi", ciascuno a modo suo e poco integrati nel contesto sociale che li circonda, quello di un'opulenta alta borghesia "arrichita" dove l'apparire ad ogni costo e l'essere accettati dal "branco" costituiscono i pilastri della vita quotidiana), dopo un inizio promettente, dicevo, il libro si perde in una trama esile esile, con un intreccio narrativo poco sostanzioso.
Anche i personaggi perdono, nel corso della narrazione, verve e spessore emotivo, stemperandosi in figure piuttosto stereotipate (il papà ricco e corrotto, il ragazzo di umili origini troppo buono per essere vero, il portatore di handicap che parla a fatica ma quando lo fa dice solo grandi verità, la colf extracomunitaria saggia).
Paoletta, sedicenne goffa, "cavallona" e con qualche chilo in più, fronteggia una crisi famigliare che porterà una radicale trasformazione del suo mondo, verranno a galla verità nascoste nel passato, si creeranno nuove dinamiche in famiglia che le permetteranno di mettersi in gioco, crescere, accettare i propri limiti e quelli degli altri; scoprirà una nuova forza interiore e darà nuovo significato e fiducia al proprio ruolo di figlia, sorella e amica, trovando infine forse anche l'amore. 
Proprio nel finale il racconto mostra nuova energia narrativa, tanto da farti tifare per la nuova Paola e per la sua conquistata maturità. E' il racconto del "viaggio", di questa trasformazione da Paoletta a Paola, che risulta, a mio parere, un pò zoppicante e lacunoso (improvvisa e sincrona redenzione di mamma e nonna, vogliamo parlarne? la figura di Alberto, ragazzo di umili origini e molti talenti, personaggio che rimane evanescente, poco credibile ) .
Mi piacciono molto i romanzi di formazione, il genere young adult...ma forse nella lettura di questo libro sono stata penalizzata dal fatto di non essere più tanto young! volendo rimanere nel genere, ho letto recentemente ed apprezzato  "Il rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano e "L'estate del cane nero" di Francesco Carofiglio (romanzo di qualche anno fa), molto diversi tra di loro ma sicuramente caratterizzati da un certo spessore narrativo.
Mi ripropongo di leggere "la Masnà" e di commentarlo qui sul blog!
Tessa

voto           

mercoledì 1 gennaio 2014

Benvenuti!

Sono solo una lettrice! mi vengono in mente queste poche parole per salutare chi vorrà visitare e seguire questo blog. Mi piacerebbe condividere la mia passione per la lettura con voi, in modo semplice e "famigliare": sono un'avida lettrice, leggo un pò di tutto, non sono particolarmente colta, non ho nessuna formazione specifica che mi renda migliore, nel recensire un libro, rispetto alle tante persone che già lo fanno in rete attraverso i blog o sulla carta stampata. La mia libreria vuol essere solo un punto di incontro virtuale...dove fermarsi ogni tanto a scambiare qualche parola sui libri che stiamo leggendo, sulle storie che ci hanno affascinato, emozionato, fatto sorridere o anche fatto arrabbiare. 
Non mi pongo traguardi e già so che questo blog sarà semplice e molto ruspante: non sono brava con banner, layout, impostazioni avanzate ecc. Posso offrire solo la mia opinione personale (di fanciulla..ahimè neanche più giovanissima!), condividere qualche idea, alcune passioni, la vita di tutti i giorni..e tanti libri!!
a presto,
Tessa

E se volete sapere qualcosa di più, potete seguire questo link. 
Quattro chiacchiere su di..me!