venerdì 28 marzo 2014

Recensione: Conta le stelle se puoi di Elena Loewenthal (ediz. Einaudi 2008)

Al supermercato, tra un surgelato ed un rotolone di carta Scottex, nel poco fornito scaffale dei libri in promozione, l'occhio mi è caduto su questo libro dalla copertina un po' retrò in bianco e nero, e siccome a volte i libri si scelgono anche dalle copertine e grazie a fortunate intuizioni....il romanzo è finito nel carrello, lo definirei un "incontro" fortunato!
Conta le stelle se puoi è  un piccolo gioiello, imperdibile per chi, come me, ama le saghe famigliari.
"Ed il Signore disse ad Abramo, guarda il cielo e conta le stelle, se puoi contarle...aggiunse, così numerosa sarà la tua stirpe".
Con quest incipit si apre il romanzo e noi lettori conosciamo "nonno Moise", che a quell'epoca, siamo alla fine dell'800, è ancora un ragazzo, non ancora nonno, ma già un giovane intraprendente, solido e con grande fiuto per gli affari. Moise è destinato a fare fortuna e a dare vita ad una dinastia numerosa, quella dei Levi, che di generazione in generazione sopravviverà fino ai giorni nostri, espandendosi in ogni parte del mondo. 
Nonno Moise (Moisin), pilastro del romanzo, lascia la sua umile famiglia ed il paese natale, Fossano, in Piemonte, ed inizia il suo viaggio portando con sé solo un carretto pieno di stracci; noi partiamo con lui alla volta di Torino e di una nuova vita, destinata ad essere lunga e ricca.
A Torino, infatti, Moise farà fortuna, si sposerà due volte, avrà sei figli ed un'infinità di nipoti e pronipoti, costruirà la sua dimora in via Maria Vittoria, dove un tempo c'era il ghetto; una casa di famiglia che accoglierà generazioni di Levi e con loro la storia di oltre un secolo, tra arrivi, partenze, nascite e lutti, lacrime e risate, tradizioni e grandi cambiamenti.
La Loewenthal ci regala un potente affresco famigliare, in cui la quotidianità della vita diventa vera protagonista. 
Il romanzo non offre colpi di scena o grandi sorprese, chi cerca un libro d'azione rimane deluso, offre invece un susseguirsi di piccole, grandi emozioni che accompagnano i personaggi nella loro ricerca della "terra promessa", intesa non solo come luogo geografico, ma come luogo dell'anima. Quella Terra Promessa che per nonno Moise è la casa di Via Maria Vittoria e l'abbraccio, caldo e profumato di ricordi, di Cesira, che per Ida è un kibbutz nella neonata terra d'Israele, per Perla la cabina di un piroscafo che la porta verso i figli sparsi per il mondo.
Quando, dopo la grande guerra, il romanzo si addentra in un'epoca storica che lascia presagire la tragedia del nazismo, dell'olocausto, della deportazione ed il lettore è pronto a versare lacrime sulle sorti della famiglia Levi, l'unica grande sorpresa è leggere che "a quel brutto muso di Mussolini" nel '24 gli è preso un "colpo secco". 
Con questo artificio narrativo l'autrice abolisce l'orrore per raccontare e festeggiare la vita; la Loewenthal spiega la sua scelta con queste parole, che ho trovato davvero toccanti:
"Il lettore non avrà difficoltà a convincersi che questa non è una storia vera. Quella vera...... è svanita dentro le ciminiere dei forni crematori, nelle camere a gas, nelle fosse comuni.
Allora, ho voluto provare a non arrendermi alla verità della Storia.
A immaginarne una, inventata ma verosimile, come se non fosse successo quello che è successo. E costruirla insieme a chi non c’è piú.
L’ho scritta per non arrendermi al silenzio di quei morti. Per provare, una volta tanto, a pensare la Storia non senza di loro, ma insieme a loro. Immaginandoli accanto a me. A noi........ho cercato di lasciare tutto o quasi com’era e come è stato, ma senza la Shoah. Perché la Shoah non sta dentro, sta fuori dalla nostra storia. È silenzio di morte, invece che vita e parole.
Cosí, siamo diventati molti di piú.
Dedico questa storia a tutti coloro che hanno vissuto quell’altra, purtroppo vera. A chi non è mai piú tornato. A chi l’ha attraversata, per raccontarla. O per tacerla, proprio come faceva mia nonna".

Se all'inizio avevo storto un po' il naso all'idea di una simile "revisione" della Storia...dopo aver letto queste righe ed aver "conosciuto" la famiglia Levi, mi sono davvero ricreduta: esiste modo più delicato e partecipe di ricordare chi non c'è più?
L'autrice racconta davvero "quello che poteva essere", lo fa con una prosa elegante, in cui l'italiano è spesso intervallato da detti e frasi in dialetto piemontese e con uno stile semplice ed incisivo.

 e mezzo!

venerdì 21 marzo 2014

La mia settimana librosa # 5. Un sacco di novità!

Un sacco di belle novità questa settimana!
Ho appena finito di leggere Quella brava ragazza di Lars Lundholm, un giallo dal ritmo lento (un po' soporifero, a dirla tutta) che non mi ha convinto del tutto, diciamo nulla di nuovo o di originale.


Sto leggendo Conta le stelle se puoi di Elena Loewenthal e mi sta piacendo tanto! è un libro che mi è capitato in mano per caso (era in offerta al supermercato!), che mi ha attratto da subito, fin dalla copertina con quel gusto un po' retrò; racconta la storia della famiglia Levi a cavallo tra '800 e '900, una saga famigliare come piace a me (negli ultimi mesi di romanzi con simile struttura ed ambientati nella stessa area geografica, il Piemonte, ne ho letti almeno due) con un punto di vista storico molto particolare, ve ne riparlerò di sicuro!
Le vere novità sono due nuove uscite che non vedo l'ora di leggere e che già sono in pole position sul comodino (e dentro il mio fido ereader) e cioè La sirena di Camilla Lackberg, ultimo romanzo, in ordine di traduzione, della serie gialla di Erica Falck e Patrik Hedström, serie pluri premiata in Svezia, che ho seguito fin dal suo primo capitolo e La casa nel bosco di Gianrico e Francesco Carofiglio, un romanzo che promette quell'atmosfera teneramente malinconica che riesce tanto bene ai fratelli Carofiglio, autori che amo molto!

La sirena

lunedì 17 marzo 2014

Il libro dell'umore #2


Buona serata a tutti (tutti?? mi sento vagamente fessa, se ci siete lasciate un segno!!).
Visto che il tempo per le recensioni ancora scarseggia e che sono piuttosto umorale in questo periodo...facciamoci un altro giro di libri dell'umore. Si sceglie una libro (non è necessario sia una lettura recente) e gli si associano le emozioni che ci ha suscitato. 
E' un modo veloce ed originale di ricordare e condividere le nostre letture!

☆☆ Mistero: Acquanera di Valentina D'Urbano
La singolare storia di Fortuna e della sua famiglia di donne "misteriose", un po' streghe, un po' veggenti, di certo piuttosto infelici; è un romanzo particolare, con atmosfere dark ed un fascino macabro ed inquietante che mi ha catturata (malgrado una trama in alcuni punti un po' esile). Lo stile della D'Urbanio è molto incisivo e senza fronzoli, mi piace.

☆☆ Gioia: Io che amo solo te di Luca Bianchini
Divertente, acuto, intelligente: è una gioia sfogliare le pagine di questo romanzo e conoscerne i personaggi, specchio di vizi e virtù della nostra società. Raccontando con humor un mondo che vive di apparenze e pregiudizi, Bianchini lascia peraltro intravedere la forza, l'ottimismo e la tenerezza di vite straordinariamente comuni.

☆☆ Lacrime: Io prima di te di Jojo Moyes
Lo ammetto, mi sono fatta incastrare; eppure lo sapevo! sapevo che la storia non prometteva niente di allegro, eppure ci son cascata lo stesso. Alla fine singhiozzavo e non mi succede frequentemente. Trama e personaggi non saranno originalissimi, ma il libro tocca il cuore.

☆☆ Sorpresa: L'amore bugiardo di Gillian Flynn
Accattivante, intrigante, pieno di colpi di scena, l'amore tra Amy e Nick è l'antitesi dell'amore da romanzo rosa, è un amore bugiardo e sorprendente, un racconto sul lato oscuro del matrimonio e dei sentimenti. Un thriller originale!

Avete letto questi romanzi? vi sono piaciuti? vi hanno suscitato emozioni diverse dalle mie?

Ricordando questi libri mi sono venuti in mente alcuni dei loro personaggi, magari la prossima volta trasformerò la rubrica in "personaggi dell'umore"! tipo, se penso a Ninella di  Io che amo solo te, la  prima cosa che mi viene in mente è la sua dignità, mentre Louisa Clarke di Io prima di te, l'ho trovata teneramente naive ( ok, in certi momenti diciamo naive in modo irritante..) ed Amy & Nick di L'amore bugiardo .....loro sono decisamente e spudoratamente bugiardi!

martedì 11 marzo 2014

Non solo libri #2 First Kiss

...Per la serie "non solo libri"..ecco un video che spopola in rete e che ho trovato molto carino; bella l'atmosfera, bella la scelta del bianco e nero, azzeccata la scelta delle coppie, il loro imbarazzo, il loro sussurrarsi frasi di "circostanza". Tutto sottovoce, come piace a me.

"La videomaker Tatia Pilieva ha chiesto a venti persone che non si conoscevano di provare a baciarsi. Le reazioni, sorprendenti, sono state raccolte in un video che su YouTube ha totalizzato un milione di visualizzazioni in 12 ore. Sarà il bianco e nero delle immagini, sarà il look dei partecipanti, ma la tensione positiva generata è davvero emozionante. All’inizio c’è la fase di studio, un comprensibile impaccio, ma una volta scattata la scintilla la passione diventa travolgente".

domenica 9 marzo 2014

La mia settimana librosa # 4



Ciao a tutti! in questi giorni di tempo primaverile sono stata un po' latitante, mia mamma si è sottoposta ad un intervento chirurgico e le ore in ospedale e la stanchezza non hanno aiutato la lettura; speriamo mamma si rimetta in piedi in frettissima! 
Ho letto con piacere e partecipazione Per dieci minuti della Gamberale (qui la recensione) ed ho iniziato Quella brava ragazza di Lars Lundholm un romanzo giallo della serie (assai poco conosciuta, oserei dire) Omicidi a Stoccolma.



Il libro mi è stato consigliato da mia cugina, che è un po' la mia pusher di gialli-thriller; sto andando a rilento, la trama non è male, ma il ritmo è lento lento. Forse le continue interruzioni nella lettura e le molte distrazioni della settimana non aiutano! vi saprò dire....
Cosa leggerò??? bella domanda, sono sempre alla ricerca del libro perfetto...diciamo che in pole position tra i libri che giacciono impilati accanto al comodino, c'è un romanzo di cui non avevo mai sentito parlare, ma che ha ricevuto critiche lusinghiere, si tratta di Maledetta Primavera di Paolo Cammilli. Voi lo conoscete?


Alla prossima!

lunedì 3 marzo 2014

Recensione: "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale (Ediz. Feltrinelli, 2013)


Trama: Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.


Pochi giorni fa mi "lamentavo" qui sul blog (delusioni libresche) perché non riuscivo a trovare una lettura consona a queste giornate difficili ed uggiose; volevo qualcosa di leggero, ma con personaggi credibili, in cui potermi immedesimare.

Quando si dice il destino. 
Nel mio ereader avevo una serie di ebooks caricati nel corso degli ultimi mesi (regali, prestiti, acquisti... la mia biblioteca virtuale) e la scelta è caduta, quasi a caso, su questo romanzo di Chiara Gamberale, romanzo del quale sapevo pochissimo, avendo letto solo di sfuggita la trama riportata qui sopra.
Questo libro è un diario, prima di tutto, il diario di un mese della vita della protagonista Chiara (sì, Chiara, come l'autrice, perché c'è sicuramente molto di autobiografico nel romanzo;"un'autobiografia parziale" è stata definita), un mese particolarmente difficile, a cavallo tra dicembre e gennaio 2012, con il Natale e le festività di mezzo..ed una vita a pezzi.
Dieci minuti al giorno, in questo mese maledetto, da dedicare a una cosa mai fatta prima, da dedicare a sé, per riscoprire- o scoprire- che non esiste solo il proprio dolore, ma un microcosmo di persone, piccole storie e gesti che possono cambiarti la vita.
I dieci minuti sono solo il pretesto (originale e felicemente sviluppato) che l'autrice utilizza per raccontare, con uno stile asciutto, una storia, quella di una donna che aveva (o pensava di avere) tutto e che all'improvviso si ritrova con nulla; il Marito di Chiara, l'uomo che ha amato fin dall'adolescenza, l'ha lasciata per telefono mesi prima (che stile!), non prima di averla fatta trasferire in una casa ed in una città che le sono straniere, anche il lavoro non è più un punto fisso, ma solo l'ennesima delusione. 
Malgrado le premesse questa storia non è una storia triste e non è nemmeno scontata.
Il romanzo colpisce il cuore (almeno il mio) per il coraggio e la verità dei sentimenti. Per quel modo pudico di riferirsi al compagno di una vita senza mai chiamarlo per nome, solo "Marito", quasi che il nome di battesimo creasse troppo dolorosi ed intimi ricordi, per quel contare le ore che si trasformano in giorni, che scivolano via, ore che sembrano eterne (non a caso ogni capitolo racconta un giorno e di ogni giorno è riportato l'orario di alba e tramonto), per l'ironia, per l'affetto con il quale l'autrice descrive la galleria di persone che le stanno vicine, veri motori della sua rinascita.
Chiara non è una vittima travolta dagli eventi, come potrebbe sembrare, ma una donna che ad un certo punto alza la testa e decide; decide che quell'uomo confuso che vuole riavvicinarsi a lei, ma "non troppo", quell'uomo, non è più il Marito che amava, il ragazzo di cui si è innamorata tanti anni prima. Lei merita di più.
Ed io, che una storia simile l'ho vissuta ( Marito confuso compreso), non ho potuto fare a meno di tifare per lei!


"..se nel mondo ci sono persone che suonano il violino, cambiano pannolini, girano video porno amatoriali, insegnano hip-hop, seminano e leggono Harry Potter, fra sette miliardi ce ne sarà almeno una che stava aspettando proprio me, nei dieci minuti in cui io la incontrerò".