giovedì 21 agosto 2014

La mia settimana librosa # 16.

Eccoci all'appuntamento riguardante le letture di questo periodo (la cadenza settimanale è ormai solo un ricordo!).
Complice il tempo autunnale ho letto abbastanza..ed anche cestinato alcuni romanzi prima della fine (lo so, non si fa! ma quando sono irritabile mi prende così...arrivo fino ad un certo punto, magari a fatica, poi c'è la fatidica goccia che fa traboccare il vaso, et voilà, il libro finisce nel cestone delle delusioni).
Bando alle chiacchiere. 
Ho letto: L'azzurro del cielo non ricorda di Hanna Richell. Ve ne avevo accennato in questo post (qui) dove c'è anche la trama. All'inizio mi era parso un po' un polpettone di cose già lette, con l'artificio narrativo dei due piani temporali (che comincia a stufarmi), mi sono ricreduta. E' un romanzo scorrevole che sonda sentimenti poco nobili (la gelosia malata, ad esempio) e che presenta protagonisti davvero "antipatici" ed atipici. In fondo ci vuole del coraggio! nessuna concessione al buonismo/romanticismo/sentimentalismo, almeno non nella parte del libro ambientata nel "passato". 
Un uso qualunque di te di Sara Rattaro. Un libro strano, non ho ancora capito se mi è piaciuto o meno. Anche qui una protagonista in cui ho trovato davvero difficile immedesimarmi, una donna piena di contraddizioni, una vita di errori (leggendo mi veniva il nervoso, avrei voluto urlare "ma sei scemaaaa???). Finale con redenzione e lacrimuccia. Tanti i temi affrontati e troppo poche le pagine in questo racconto dove tutto corre all'impazzata verso un epilogo ad effetto (anche se dal sapore vagamente soap opera).
L'amore quando c'era di Chiara Gamberale. La Gamberale mi piace, l'ho già scritto, mi solletica con il suo umorismo, mi strappa un sorriso, questa volta, in questo brevissimo romanzo, mi ha fatto "strappare" i capelli dal nervoso (brutto periodo per i miei nervi, avrete capito). Protagonista odiosissima, saccente, puntigliosa, che si attacca come una cozza al proprio ex fidanzato (che nel frattempo si è rifatto una vita). E dopo un lungo disquisire via email, via sms e non solo, sul senso dell'amore e della vita...miss simpatia decide che l'amore è meglio quando c'era (a passato), perchè "...Persone come noi, persone incapaci di stare davvero bene mentre stanno bene, rendono perfetto solo quello che hanno già vissuto o che potranno vivere". Ah, ben. Ecco la teoria dell'amore mordi e fuggi, prima che subentri la noia, la meschinità, l'infelicità, il dolore. Una teoria che mi trova in disaccordo totale, perchè l'amore è meglio quando c'è e trovo normale lavorarci un po' per farlo durare. Detto questo...son qui che ne parlo, quindi la Gamberale ha raggiunto l'obiettivo!
Nele Neuhaus, Biancaneve deve morire. Un giallo tedesco di un'autrice che non conoscevo (ma che ha scritto parecchi romanzi). Abbandonato dopo poche decine di pagine. La trama intrigava, ma l'ho trovato lento lento, anche perchè la Neuhaus riempie le pagine con i nomi e cognomi di tutti gli abitanti del paese dove è ambientata l'azione. Troppi. Irritanti. Inutili.
Al momento sono alle prese con il giallo Questa volta tocca a te di M. J. Arlidge. Osannato come "il nuovo re del thriller che farà cadere tutte le tue difese". Le difese no, la pazienza sì!! niente di nuovo o non letto prima, thriller con serial killer spietatissimo. L'ispettrice protagonista ogni tanto va a farsi frustare da un professionista del BDSM per allentare la tensione. Lui un giorno le propone di farsi seguire ANCHE da un terapeuta (il gatto a nove code non è sufficiente). Mi sa che è la famosa goccia. Sono pronta al lancio nel cestone! 
Se siete arrivati fino a qui..chapeau! che pazienza.
Alla prossima.

lunedì 18 agosto 2014

Recensione: La misura della felicità di Gabrielle Zevin (Ediz. Nord, 2014)





Cari lettori, ho un sacco di recensioni arretrate, colpa delle ferie, che impigriscono (anche quando sono ferie estive...ma il clima meteo è più da albero di natale che da bikini).

Oggi vi scrivo la mia opinione su questo romanzo di Gabrielle Zevin che ha ricevuto tante entusiastiche recensioni. Inutile dire che mi sento un po' una voce fuori dal coro.
La Misura della felicità è un romanzo carino, che si legge tutto d'un fiato, il problema è che quando lo finisci hai l'impressione che ti sia rimasto poco o nulla. Non lascia il segno, almeno così è successo a me.
Favola moderna sul potere dell'amore e soprattutto della lettura, il libro ci racconta la storia di un libraio triste, scostante ed addolorato, che vive per la sua piccola libreria, Island books, dove "nessun uomo è un'isola, ogni libro è un mondo". Un giorno una donna misteriosa abbandona in libreria una bimba di due anni, Maya, che il libraio burbero decide di adottare e che gli conquisterà il cuore, aprendolo ad una nuova felicità ed anche ad un inatteso amore.
La trama è semplice, al centro i buoni sentimenti, la redenzione, la "seconda possibilità" , tutti temi tanto cari alla letteratura americana. Anche lo svolgimento e lo stile narrativo sono semplici, così semplici che il romanzo scivola agilmente fino all'ultima pagina, ma senza addentrarsi mai nel "vivo". Il rapporto tra il libraio e la piccola, ad esempio, risulta davvero poco esplorato. Della bimba, dei suoi sentimenti, sogni, affetti, conosciamo poco o nulla, eccezione fatta per la precoce intelligenza; Maya rimane un personaggio centrale per la storia, ma spesso "trasparente" dal punto di vista della narrazione. L'autrice non riesce (mia opinione personale) a fare quel passo in più ed a creare una vera empatia tra lettore e personaggi. Le parti in cui c'è maggior trasposto sono quelle in cui i veri protagonisti sono i romanzi e la lettura: i consigli fulminanti e contro corrente che il libraio dà ai suoi avventori ed il suo "testamento spirituale", intelligentemente inserito sotto forma di lettere alla figlia con richiami a testi letterari e consigli di vita. Probabilmente la parte che mi è piaciuta di più!

"... Mi sono imbattuto di nuovo nella Fortuna di Roaring Camp un paio di anni fa e ho pianto così tanto che, quando prenderai in mano la mia edizione economica della Dover, vedrai che è deformata dalle lacrime. Credo di essermi ammorbidito, con la mezz'età. Ma credo pure che la mia reazione più recente a questo libro sia la prova che bisogna incontrare le storie al momento giusto. Ricorda, Maya: le cose che ci colpiscono a vent'anni non sono necessariamente le stesse che ci colpiscono a quaranta, e viceversa. Questo è vero nei libri e anche nella vita."


martedì 5 agosto 2014

La mia settimana librosa # 15



Eccoci all'appuntamento random con le mie letture. Sto cercando di godermi il mare della mia Liguria, certo quasi tutti i giorni i colori sono questi:

..diciamo non propriamente estivi. Quest'anno va così.
Ma torniamo ai nostri amati libri.
Ho letto Giochi d'ombra di Charlotte Link. Etichettato come thriller, parte come un giallo tradizionale, stile Agatha Christie, un cadavere ed una ristretta cerchia di amici sospettati, per trasformarsi in un lungo racconto della vita dei protagonisti. Ben scritto, come tutti i libri dell'autrice tedesca, è peraltro piuttosto lento e di thriller neanche l'ombra!! Non mi ha lasciato molto.
Molto meglio La verità di Amelia di Kimberly McCreight, romanzo con struttura da thriller (e qui il thriller c'è) e contenuto "spinoso": una storia di bullismo, di amicizie ed amore che mette a nudo i pericoli e le difficoltà della realtà in cui viviamo, con internet ed i social network che mettono a nudo le debolezze dei figli ma anche dei padri, con le famiglie disgregate, i falsi miti e tutta la struggente fragilità dell'adolescenza. Il romanzo non indugia in falsi buonismi e non punta il dito su un unico colpevole. E' una lettura molto scorrevole, che fa anche pensare.

Sto leggendo L'azzurro del cielo non ricorda di Hannah Richell, romanzone di amore, rabbia, gioventù ecc ecc. Accattivante, per ora, anche se non particolarmente originale. Ecco la trama.
Sulle sponde del lago il cottage è quasi invisibile, nascosto dalla vegetazione. L'acqua sotto il pontile riflette i timidi colori della brughiera inglese. Un luogo incantato. Un luogo ideale per rifuggire il mondo. Il nascondiglio perfetto per un segreto. E questa la strana eredità che Lila, trent'anni, ha ricevuto in dono da un anonimo benefattore. All'apparenza un lotto di terreno sperduto da qualche parte nell'Inghilterra settentrionale. In realtà una seconda occasione, la possibilità di lasciarsi alle spalle Londra, e con essa un dolore difficile da sopportare. È come se quel luogo potesse parlare direttamente alla sua anima. È come se volesse raccontarle una storia. La storia di cinque amici che, trent'anni prima, in quello stesso cottage hanno inseguito il sogno di un'esistenza libera e spensierata. Che tra quelle mura di pietra antica hanno conosciuto l'amore e la gelosia, il coraggio e la paura, l'entusiasmo e la sconfitta. Che lungo le rive di quel lago, durante un'estate riarsa dal sole, hanno costruito la loro personale idea di felicità. Fino a quando l'arrivo di un ospite inatteso ha spezzato l'incanto e trasformato il sogno di un'eterna giovinezza in un segreto da nascondere a tutti costi. Via via che il cottage ritrova vita grazie agli amorevoli restauri di Lila e la primavera inonda l'orizzonte di colori, la voce del passato torna a farsi sentire, portata dal vento che soffia tra l'erba.


Leggo anche un classico senza tempo, Il buio oltre la siepe di Lee Harper. Non lo avevo mai letto per intero, ne vale decisamente la pena! 

Non so cosa leggerò dopo...voi cosa leggete in questo periodo? 
Per ora è tutto, spero la vostra estate stia procedendo serena, lavoro, clima e ferie..permettendo.