mercoledì 31 dicembre 2014

Il mio anno libroso.





Ultimo giorno dell'anno e quasi-compleanno della libreria! tiriamo le somme. I libri che più ho amato in questi mesi e che mi sento di consigliare.

☆☆ # 1 Quando tutto era possibile, Meg Wolitzer. 
L'outsider, il romanzo iniziato per caso e divorato amandone (quasi) ogni pagina. Storia di amicizia, racconto di un' epoca; arguto, intelligente, umano.

☆☆ # 2 L'amica geniale, Elena Ferrante.
Mi avevano detto che era bello, ma per mesi l'ho lasciato sul comodino, non mi attirava: a pagina 30 ne ero innamorata persa. A distanza di 10 giorni ho iniziato il quarto ed ultimo capitolo di questa serie che racconta l'amicizia tra Lila e Lenù. Due personaggi indimenticabili. 

☆☆ # 3 Il richiamo del cuculo, Robert Galbraith.
Prima avventura della serie che ha come protagonisti il detective Cormoran Strike e la sua assistente Robin. Uno dei migliori gialli degli ultimi anni.

☆☆ # 4 L'uomo di Lewis di Peter May.
Un altro giallo, parte della trilogia dell'Isola di Lewis, un romanzo che è molto più di un semplice giallo, è una storia toccante ambientata magistralmente. 
 

☆☆ # 5 Conta le stelle se puoi, Elena Loewenthal.
Saga famigliare, un genere che amo molto. Un romanzo particolare nel suo genere. Il migliore dell'anno (sempre nel suo genere). 

☆☆ # 6 Per dieci minuti, Chiara Gamberale.
Racconta una storia che ho vissuto anche io e se è pur vero che ogni storia è diversa..in questa mi sono immedesimata ed ho fatto il tifo. Questa empatia vale sicuramente il podio! (Chiara, mi metterò a pari, leggerò anche gli altri romanzi).

☆☆ # 7 6.41, Jean Philip Blondel.
Incontrare il proprio primo amore dopo tanti anni su un treno di pendolari. Rivedersi, riconoscersi (a stento), fare bilanci. Breve romanzo originale e molto "europeo". Merita!

☆☆ # 8 L'amore che ti meriti, Daria Bignardi.
Alla ricerca delle proprie origini e dei segreti di famiglia in una Ferrara magica dal sapore antico. Un romanzo d'atmosfera che mi ha affascinata.
Daria Bignardi - L'amore che ti meriti

☆☆ # 9 I ricordi della casa sul lago, Rosie Thomas.
Storia d'amore dal sapore esotico e storico. Accattivante!


☆☆ # 10 L'amore bugiardo, Gillian Flynn.
Geniale, cattivo, pungente. Intelligente.


Ecco la mia personale top ten. Molti di questi libri li ho recensiti qui sul blog, se vi interessa sapere qualcosa di più. Alcuni verranno recensiti presto.
Sto leggendo un sacco di classifiche in rete..e sto prendendo appunti. Spero la mia possa esservi utile, darvi qualche spunto per nuove letture. L'anno nuovo è alle porte, questione di ore. Vi abbraccio!

lunedì 15 dicembre 2014

Recensione: Quella vita che ci manca di Valentina D'Urbanio (Ediz. Longanesi, 2014).

Buongiorno a tutti! oggi sono bloccata a casa da un pernicioso "colpo della strega" (ahimè, l'età si fa sentire, me ne vado in giro piegata e zoppetta con boule dell'acqua calda e plaid di lana...una versione solo un pochino più "sprintosa" della mia inossidabile nonna).
Torniamo a bomba, che io sono maestra nel divagare! sono qui malaticcia e disoccupata...quale migliore occasione per entrare in atmosfera natalizia....gli addobbi in giro per casa non li posso mettere (ho la mobilità di un bradipo), quindi addobbo un po' questo angolo! Xmas edition, piccola recensione di un libro che mi è piaciuto ed un bacione a tutti!
Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.


Valentina D'Urbanio ha qualcosa di "speciale". Scrive trame che di primo acchito non mi attirano, eppure i suoi romanzi, iniziati a volte per caso o pura curiosità, finiscono per prendermi totalmente, mi fanno entrare nel suo mondo, nei personaggi creati dalla sua penna, nelle sue emozioni.
E' successo così per Acquanera, un po' favola, un po' racconto generazionale tutto al femminile, molto dark; un romanzo che non era, almeno sulla carta, assolutamente nelle mie corde, ma che ho letto e finito con piacere. 
Idem per Il rumore dei tuoi passi, un libro che è come un pugno nello stomaco, la storia di un Amore (con la A maiuscola) malato e distruttivo. La storia di un posto, la Fortezza, che ti entra dentro...volente o nolente, appunto.
Quella vita che ci manca ci riporta, a distanza di anni, nella Fortezza, quartiere dormitorio di una periferia degradata qualunque; quei posti dove la noia, la povertà, la violenza e l'ignoranza, sono il comune denominatore di vite allo sbando. Qui incontriamo Valentino e la sua famiglia; quattro fratelli molto diversi che condividono solo il sangue materno, una madre piegata (ma non spezzata) da una vita di miseria.
E poi...come una folgorazione, Valentino incontra Delia. Delia, bruttina ma in fondo bellissima, Delia che viene da "fuori" e che cerca in tutti i modi una vita "dignitosa".
E' un romanzo d'amore Questa vita che ci manca, parla di sentimenti universali, come il legame e la lealtà fra fratelli, l'amore materno incondizionato, le gioie ed i tormenti del primo vero amore al di fuori della famiglia. 
Sentimenti più classici rispetto a quelli de Il rumore dei tuoi passi, qui non c'è la malattia, la dipendenza, il tormento; c'è più normalità, a volte ho percepito perfino una punta di melassa (!) nel racconto, che manca, forse, di quel guizzo di imprevedibilità che avevo trovato nei libri precedenti della D'Urbanio. 
In fondo, vista la stagione, un po' di "luce" non stona. Il libro è scorrevole e piacevole, insomma..ci sono felicemente "cascata" di nuovo! 

                      e mezzo


venerdì 5 dicembre 2014

Segnalazione: Solstice - L'incantesimo d'Inverno di C.E.A. Bennet.

Buon Sabato a tutti! Con questo week end si entra ufficialmente in clima natalizio, io negli ultimi anni ho sviluppato una certa allergia nei confronti delle feste: alberi addobbati da un mese, confezioni regalo, decorazioni sbarluccicose in ogni dove. Oddio, già mi copro di bollicine! avrò bisogno di una dose extra di libri per arrivare incolume a gennaio.
In tema di libri, oggi accolgo con piacere una richiesta di segnalazione. Dato che ho in famiglia "giovani" scrittori talentuosi e so quanto fatica si fa a farsi strada nel mondo editoriale, auguro ogni fortuna ad una giornalista e scrittrice esordiente e vi segnalo il suo romanzo Solstice - L'incantesimo d'Inverno (primo capitolo di una saga fantasy-romance).

Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre Kate e a Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate. 
Le Hataway non sono donne normali, ma streghe costrette a nascondere la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina per aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec.
Da allora i tre sono inseparabili nonostante Emma sia costretta a nascondere il segreto che più le sta a cuore.
Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all'improvviso senza lasciare traccia?
Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. Spesso ha la sensazione che Emma conosca tutte le risposte.
Emma. Cosa lo lega a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?
Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell'ombra in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.
La storia, raccontata in prima persona da Emma e Alec, inizia con due episodi dell'infanzia destinati a cambiare per sempre le loro vite.
Dopo un salto di dieci anni li ritroveremo alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri che non facilitano le cose, anzi...
Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.


Il romanzo è disponibile in formato epub ed è acquistabile in tutte le maggiori librerie online.
Vi invito a visitare il sito dedicato per saperne di più! http://www.thesolsticesaga.it/


lunedì 1 dicembre 2014

Recensione: La regola dell'equilibrio di Gianrico Carofiglio (Ediz. Einaudi, 2014)

È una primavera strana, indecisa, come l'umore di Guido Guerrieri. Messo all'angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall'accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l'amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.


Quinto capitolo delle avventure di Guido Guerrieri, avvocato barese nato dalla penna di Gianrico Carofiglio (ex magistrato, ex senatore, ora scrittore prolifico a tempo pieno).
Io amo Guido Guerrieri. E' un dato di fatto. Guerrieri ha solo qualche anno più di me, è una persona educata e civile (non è il classico protagonista affascinante ma dannato, incline alla sbornia ed ai pestaggi), ma di sicuro non è noioso, ama il mare, il buon cibo, la buona musica, i quadri di Edward Hopper (che io adoro), ha un lato malinconico che sento affine. 
Capirete quindi come mi sia difficile essere oggettiva. 
Ho letto i primi 3 romanzi con protagonista Guido Guerrieri un numero imbarazzante di volte (Testimone inconsapevole, Ad occhi chiusi e Ragionevoli dubbi, tutti editi da Sellerio), amandone ogni singola riga. 
Non mi piace tanto il genere legal thriller, ma in questi romanzi di Carofiglio la parte "legale" non prevarica mai la storia di vita, l'introspezione psicologica dei personaggi, l'investigazione portata avanti alla vecchia maniera. 
Il quarto romanzo, Le perfezioni provvisorie, uscito 4 anni fa, mi era sembrato un po' meno riuscito dei precedenti, ma sempre godibile. A distanza di anni ho accolto il ritorno del "mio" Guerrieri con grande aspettativa, forse anche per questo La regola dell'equilibrio mi ha piuttosto deluso.
Guido Guerrieri è tornato, è un po' più vecchio (succede, sono invecchiata pure io nel frattempo!), più malinconico, più acciaccato di come lo avevo lasciato, però è pur sempre lui, ama sempre le cose belle, le camminate notturne nella sua Bari, le donne complicate; da subito però ho notato qualcosa di diverso ed ho realizzato che il mio avvocato preferito in questi anni mi è diventato un po' un "trombone"! Uno da citazioni colte e metafore, in ogni dove, anche in momenti in cui i dialoghi avrebbero davvero avuto necessità di maggiore leggerezza e spigliatezza. Va bene che il titolo, come spiegato dallo stesso autore, è una frase tratta da I fratelli Karamazov, ma davvero, a furia di citare questo e quello (facendo anche un po' vergognare il lettore medio) il racconto perde brio e se le citazioni riguardano pure i codici e codicilli legali la cosa si fa pesantuccia.
Un romanzo un po' troppo "legal" per i miei gusti, una storia di grande attualità sulla corruzione della magistratura e sui dilemmi etici del mestiere di avvocato, in certe parti quasi un saggio sull'etica della giustizia. Leggibile, ma non all'altezza dei precedenti.