martedì 31 marzo 2015

Liebster Award 2015..secondo round!

Ciao lettori! Eccomi di nuovo alle prese con le domande e risposte del Liebster Award! Antonella del blog If you have a garden and a library...è stata gentilissima a nominarmi per il premio, grazie! visto che ho scritto un post dedicato al Liebster award pochi giorni fa..vi rimando  per scoprirne regole e significato. Oggi mi limiterò a rispondere alle domade di Antonella, un buon modo per conoscere meglio il mio mondo. Cominciamo!
Qual è il tuo libro preferito? Non posso davvero sceglierne uno solo, sarebbe imbarazzante! Ho dei libri del cuore di cui ho parlato nelle risposte del post precedente; posso dire il libro preferito degli ultimi mesi, quello che mi ha coinvolto di più: Quando tutto era possibile di Meg Wolitzer.



Hai un sistema di catalogazione dei libri letti? Ahimè no. Sono disordinata, il mio è un caos “organizzato” a modo mio. I libri già letti sugli scaffali delle librerie, secondo una disposizione chiara solo a me, quelli da leggere..ovunque. Va un po' meglio se si parla di ebook!



Cosa pensi dei social network come Goodreads o aNobii? Mi piace leggere le recensioni degli utenti, ma non li frequento tanto e non sono iscritta, sono social(mente) imbranata.

Compri mai libri online? Spesso!



Ti piacciono i libri usati? Mi piacciono i libri. Se posso li compro nuovi, ma li scambio anche, li compro al mercatino dell'usato, se li possiedo doppi o non mi sono piaciuti li regalo alla biblioteca, li prendo in prestito, insomma..l'importante è leggere ed aiutare gli altri a fare altrettanto. Massima condivisione.



Con chi condivi la tua passione per i libri nella vita non virtuale? La passione per i libri l'ho ereditata da mio papà e la condivido con mia cugina e con alcune amiche.


Perché hai deciso di aprire un blog a tema letterario? Ormai chi mi legge lo sa..La Libreria nasce fondamentalmente per scommessa!

Meglio libro cartaceo o e-book? E' bello avere un libro fra le mani, la copertina, l'odore di carta e inchiostro sono impagabili, d'altra parte penso che il formato digitale per chi legge tanto abbia indubbi lati positivi.



La libreria per me è...il posto dove si può sognare in santa pace!



Partecipi mai a gruppi di lettura? Non mi è ancora capitato. Mai dire mai!



Ringrazio ancora Antonella, questa volta io non nominerò nessuno, davvero, non saprei chi indicare!

Baci, alla prossima.


lunedì 30 marzo 2015

Segnalazioni: Lavinia Brilli e Bonifacio Vincenzi.

Oggi vi lascio la segnalazione di due romanzi molto diversi tra di loro ma con un tema comune: si parla di donne. 
Lavinia Brilli ci racconta, in tono ironico e scanzonato, la storia di una donna che superati i fatidici quaranta si sente già vecchia e spia il mondo attraverso la vetrina virtuale dei social network, Bonifacio Vincenzi ci parla, attraverso una serie di racconti, di amore malato e in alcuni casi violento. 
Argomenti e toni diversissimi per due libri di grande attualità.
Lavinia Brilli, Ci vediamo su FB (selfpublishing, 2015. Disponibile su Amazon Kindle Store).

Lisa ha superato da un po’ i quaranta e si sente in piena mezza età. Tra supermercato e parrocchia, tra un marito misantropo e un lavoro deprimente, la sua vita è spumeggiante come una coca sgasata. Eppure guardandosi intorno vede gli altri quarantenni in pieno fervore, a caccia di divertimento come adolescenti in ritardo di qualche decennio. Mentre lei occupa il suo tempo preparando la merenda agli amici dei figli, le sue uniche due amiche passano da un pub a una discoteca, pubblicando immancabilmente i selfie su Facebook per dimostrare ad amici e conoscenti quanto si divertano. E Lisa è proprio tra quelli che si collegano a Facebook per guardare la vita degli altri dal buco della serratura, senza mai pubblicare niente (chi vorrebbe guardare le foto di una consulta scolastica o di una serata davanti alla tv?) L’annuncio della visita di sua cugina Diana, regina delle serate milanesi e desiderosa di conoscere la vita notturna della provincia, getta Lisa nella disperazione e la costringe a cercare un modo per allargare il suo giro di amicizie. Dopo aver tentato di tutto, Lisa ha un’illuminazione e architetta un piano per rendere la sua vita più interessante proprio con l’aiuto di Facebook, ma imbranata com’è le sarà difficile evitare figuracce e camminare in equilibrio sul filo delle bugie. E adesso anche il rischio di perdere il marito è dietro l’angolo… 

Bonifacio Vincenzi, Testimone un cane e altri racconti. (Ediz. Panesi, 2015. Disponibile nelle maggiori librerie online).

Amore malato, amore vissuto intensamente, ma anche paure, tradimenti e stranezze che invadono vite inquiete e solitarie. Una raccolta di nove brevi opere di Bonifacio Vincenzi. Dopo il successo dei primi due e-book Shakira – Uno sguardo dal cuore e L’apprendista Babbo Natale, Vincenzi affronta il mondo dei sentimenti e delle loro mille sfaccettature.
Temi importanti quelli trattati in questi racconti: “L’amore, amore malato ma anche amore vissuto intensamente, anche con paura, anche con dolore, ma capace di dischiudere un’esistenza completamente nuova. Poi c’è l’affascinante tema del doppio e poi – racconta Vincenzi – paure, tradimenti, stranezze che invadono vite inquiete e solitarie”.
Sul romanzo breve Testimone un cane che dà il titolo all’opera ci svela: “Nel 2014 nel nostro paese c’è stata una donna uccisa ogni tre giorni. A commettere queste efferatezze non è mai un assassino seriale, ma il fidanzato, il marito, il convivente della vittima. Ed è proprio l’amore malato la causa della scomparsa di Angela. Almeno così pensano gli inquirenti e sono anche convinti che la donna sia stata uccisa. Non ci sono però testimoni né prove certe per risolvere il caso. Quello che gli inquirenti ignorano, però, è che la vittima e l’assassino non erano soli. C’era un testimone con loro, un testimone che ha visto tutto: il cane di Angela. Un testimone completamente inutile all’accusa. Nessun tribunale ne avrebbe mai tenuto conto. Nessun tribunale, ma non l’assassino!” 
Fra le tante segnalazioni che ricevo, oggi ho scelto queste: per gli argomenti trattati, per le copertine (il peloso quattrozampe, in modo particolare..mi frega quasi sempre) e per la gentilezza mostrata da questi due autori nel presentare le proprie opere.
Baci.


venerdì 27 marzo 2015

La mia settimana librosa 2. # 8

Eccoci all'appuntamento settimanale con le letture in corso. La settimana è iniziata con una serie di libri che non sono riuscita a leggere, li ho riposti in libreria aspettando momenti "migliori"; a volte mi succede di avere un periodo schizzinoso, in cui molte letture non mi prendono (non sono brutte, non sono da buttare direttamente nel cestone delle delusioni, ma magari non ho semplicemente voglia di scoprire SE mi piaceranno continuando a leggere, se sono salvabili). Penso che dopo un romanzo ricco di emozioni e contenuti come L'albero velenoso della fede (qui) non sia facile trovare una lettura all'altezza.
Quindi, accantonati per il momento Blackland di Belinda Bauer e La fragile Costellazione della vita di Anthony Marra (qui la presentazione), ho deciso di provare un romanzo di Meg Wolitzer, autrice americana poco conosciuta in Italia, che mi aveva entusiasmata con il suo Quando tutto era possibile" (mini recensione). Leggo, divertendomi, La città delle ribelli, un romanzo davvero particolare.

Smettere di fare l'amore con i propri uomini per ritrovare la felicità. La vera felicità. Questa è la strategia che le donne di Stellar Plains, nel New Jersey, adottano, più o meno consapevolmente, per ritrovare sé stesse e i loro desideri. Una dopo l'altra iniziano a rifiutare qualsiasi contatto con i loro compagni. L'ispirazione per la rappresaglia è data da Fran Heller, la nuova professoressa di teatro del liceo, che ha deciso di mettere in scena Lisistrata, la commedia di Aristofane in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero del sesso per protestare contro i loro mariti e contro la guerra. Eppure Stellar Plains sembra un luogo felice. Niente turba la serenità delle coppie che vi abitano. O almeno così appare. D'altro canto... Dory e Robby Lang, insieme dai tempi dell'università, dicono di amarsi come il primo giorno, ma stanno scivolando verso una stanca sopportazione; la moglie del preside è afflitta da una sindrome di stanchezza cronica, mentre il marito se la intende con la consulente scolastica. Gli uomini fingono di non vedere le crepe celate dietro le facciate linde e ordinate e le erbacce che infestano le aiuole immacolate. E allora è compito delle donne guardare la realtà in faccia, riprendere in mano il loro destino e combattere la battaglia per salvare le coppie, e la passione delle loro notti. "La città delle ribelli" usa l'ironia come un bisturi e penetra nelle camere da letto in punta di piedi, svelandoci i segreti e i desideri nascosti di ogni donna.


La scrittura della Wolitzer mi piace davvero tanto. 
Poi leggerò E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone (ringrazio Francesco dell'Ufficio stampa Lettera EFFE!). E' ora di fare un giro a Borgo Propizio!
Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

In questi giorni sono usciti alcuni romanzi che desidero intensamente, la mia WL si allunga.
Il capitolo conclusivo della trilogia dell'Isola di Lewis di Peter May, L'uomo degli scacchi deve essere mio, è una saga che amo tantissimo (la trovate qui)! mi intriga molto anche Il settimo bambino di Erik Valeur e L'invenzione delle ali di Sue Monk Kid.

Dopo aver abbandonato la polizia e aver deciso di stabilirsi definitivamente sulla più settentrionale delle isole Ebridi, Fin Macleod tiene lontano i cacciatori di frodo dalle terre di un facoltoso locale. Ed è proprio nel corso di un giro di ricognizione in quegli aspri territori che, in compagnia dell'amico Whistler, si imbatte nella più incredibile delle visioni. Un piccolo velivolo, all'apparenza intatto, col rosso e il bianco della fusoliera ancora ben visibili, è apparso su un cumulo di sassi, nell'alveo di un lago che si è appena ritirato. A bordo, il corpo di Roddy Mackenzie, una vecchia conoscenza di Fin e Whistler. E ben presto Fin si rende conto che della vicenda Whistler sa molto più di quanto non voglia ammettere.


All'alba dell'11 settembre 2001, in una spiaggia a nord di Copenaghen, viene rinvenuto il cadavere di una sconosciuta. Poche ore dopo, mentre il mondo osserva attonito il crollo delle Torri Gemelle di New York, la polizia danese chiude il caso come "morte accidentale". Eppure, sul luogo del ritrovamento vengono raccolti quattro oggetti che rimandano palesemente a un macabro rituale: un libricino di fantascienza, un ramo di tiglio, un piccolo cappio e un raro canarino con il collo spezzato. A poche centinaia di metri dalla spiaggia si erge, inoltre, il celebre brefotrofio di Kongslund diretto da Martha Ladegaard, cui nessuno ha pensato di rivolgere la benché minima domanda. Queste e altre considerazioni si affollano nella testa di Knud Tasing, giornalista screditato da uno scandalo e sull'orlo del licenziamento, allorché, sette anni dopo, apre la lettera anonima che gli è stata recapitata e ne esamina il contenuto: un articolo del 1961 che parla del brefotrofio e una foto che ritrae sette bambini. Alcuni di loro sono volti noti della società: un astronomo, un noto presentatore televisivo, un avvocato e persino l'assistente di un ministro. Uno solo, invece, tale John Bjergstrand, non compare da nessuna parte. Come se non fosse mai esistito. Chi è quel bambino? E perché qualcuno sta cercando di attirare l'attenzione su di lui dopo così tanto tempo?

Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano.

Per oggi è tutto, a presto con alcune segnalazioni!
baci.

giovedì 26 marzo 2015

Liebster Award 2015!

Buonasera dalla Libreria! oggi sono qui per ringraziare di cuore Chicca del Blog di Librintavola e Serena del Blog Libri che porto con me per aver nominato la mia Libreria per il Liebster Award! 


Cos'è il Liebster Award? è un premio che viene conferito di blogger in blogger per dare visibilità ai nostri angoli virtuali, dando precedenza ai blog piccoli e appena nati, in modo che possano essere conosciuti.
La libreria di Tessa non si puo' certo considerare un neonato..ma è una piccola realtà (anche per la mia imbranataggine "social") e quindi accetto con piacere la nomination!

Cominciamo! le regole del Liebster Award:
  • Ringraziare i blog che ti hanno nominato.
  • Rispondere a dieci domande.
  • Nominare altri 10 blog.
  • Porre 10 domande a tua volta ai tuoi nominati.
  • Comunicare la nomina ai dieci blog scelti.

Le domande di Chicca:
1. Se tu fossi un’insegnante quale libro sceglieresti per avvicinare i tuoi alunni alla lettura e perchè?
Dipende dall'età degli alunni. Per i piccoli sceglierei forse Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach, un romanzo che è anche una favola e che mi ha sempre trasmesso un gran senso di libertà.

2. Qual è a tuo parere il libro più sopravvalutato di sempre? Non ho certo le competenze per parlare di grandi classici, mi limito ai romanzi contemporanei e quindi fondamentalmente esprimo un mio gusto. Ho sempre sentito parlare bene di Non ti muovere della Mazzantini, a me personalmente è parso sopravvalutato.

3. Hai a disposizione un’intera libreria stracolma di libri ma puoi prenderne solo 3 entro 10 minuti prima che questa svanisca come nelle favole, quali scegli? Solo 3? praticamente un incubo! senza fare torto a nessuno porto con me i libri del cuore, quelli che per me sono come una coperta di Linus, quelli che ho sempre sul comodino, in valigia, che mi hanno accompagnata in vari momenti della vita. Cose sagge e meravigliose di James Herriot, Storie d'more, storie d'allegria di Brunella Gasperini, un giallo di Elizabeth George (rigorosamente serie Lynley- Havers). Non li conoscete? lo so. Io ho gusti strani.

4.Quando hai capito di essere una lettrice compulsiva e da cosa lo hai dedotto? Ricordo una piccola Tessa che un'estate leggeva di notte con una torcia, per non farsi beccare dai genitori. Ho iniziato con i gialli dei ragazzi..e non mi sono più fermata. Io devo leggere qualche pagina prima di addormentarmi,  sempre. Altrimenti proprio non prendo sonno. Direi che sono abbastanza compulsiva!

5. Il tuo/tua compagno/a ti fa un regalo ma quando lo scarti ti rendi conto che il libro che ha scelto è di un autore che tu proprio non tolleri. Come ti comporti? Sorrido, abbozzo e penso seriamente di aver sbagliato compagno! scherzi a parte, mi riesce difficile immaginare un compagno che non condivida per nulla i miei gusti libreschi!

6. A quale personaggio di carta chiederesti un appuntamento romantico? E dove lo porteresti? Uscirei volentieri con l'Ispettore Tommy Lynley (creatura della giallista Elizabeth George) e siccome è ricco sfondato (ed è colto, bello e intelligente)  mi farei portare da lui nella sua magione in Cornovaglia! 

7. Tu adori i libri, non c’è dubbio, ma quale tra quelli letti è riuscito ad emozionarti come mai nessun altro è mai riuscito a fare? Mamma mia, difficile indicarne uno solo; vado di pancia, senza pensarci: Shantaram di Gregory D. Roberts, un romanzone che mi ha fatto "palpitare".

8. Se potessi associare il libro che stai leggendo al momento (indica quale) ad una pietanza quale sarebbe? Leggo uno strano libro intitolato La Città delle ribelli di Meg Wolitzer..e visto l'argomento trattato sarebbe sicuramente un piatto speziato.

9. Hai prestato un libro a cui tenevi molto ad una tua cara amica. Quando te lo rende è in condizioni pietose. Come reagisci? Me ne faccio regalare un altro! 

10. Hai la possibilità di trascorrere una settimana in un’isola splendida in completa armonia con la natura servita e riverita come una principessa ma per farlo dovrai rinunciare per sempre ad un libro che aspettavi di leggere da mesi e che ti hanno appena consegnato, cosa fai? Ma questa è una domanda trabocchetto! comunque, dato che sono già stata in Cornovaglia con l'Ispettore Lynley, posso rinunciare all'isola!


Le domande di Serena:
1. Quanto conta per te la copertina di un libro? Indubbiamente la copertina mi attira, diciamo che col tempo..ho imparato a non farmi fregare! non sempre una bella copertina è sinonimo di un buon libro!

2. Hai mai letto libri in lingua originale? Quali? Ho studiato al liceo linguistico, quindi i classici della letteratura inglese li ho letti in lingua originale; leggo ancora in inglese, cose più semplici, perlopiù gialli.

3. C'è un autore o autrice di cui non leggeresti mai nulla? Perchè? Mai dire mai! non mi precludo nulla senza provare.

4. Tre libri che ti hanno cambiata? Quando tutto era possibile di Meg Wolitzer (uno dei migliori libri degli ultimi anni e causa della mia recente passione per i romanzi che parlano degli anni '60) , La casa degli spiriti di Isabel Allende (che mi ha fatto scoprire la letteratura sudamericana) e Il buio oltre la siepe di Harper Lee (uno dei primi libri da adulti che ho letto).

5. Come sono le tue recensioni? Disperatamente "logorroiche", non ho il dono della sintesi!

6. Dimmi una cosa che hai conosciuto o scoperto grazie ai libri Ho scoperto posti lontani (che probabilmente non vedrò mai) e capito di essere una persona molto curiosa!

7. Tre libri che hai sottovalutato ed invece ti sono piaciuti? L'ultimo libro letto e recensito, L'albero velenoso della fede di Barbara Kingsolver, era in libreria da un po', non mi attirava e invece mi ha entusiasmata, idem la quadrilogia di Elena Ferrante, anche Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli pensavo non mi piacesse per nulla...mi sbagliavo!

8. Un tuo amico ti chiede cosa fai stasera, e tu rispondi che non farai altro che leggere un bel libro.         cui ti deride, cosa rispondi? Che leggere farebbe bene anche al suo neurone!

9. Cosa ti ha spinto ad aprire un blog letterario? Un periodo particolare della mia vita..e una scommessa!

10. Chiudi con la tua citazione preferita! "Ognuno si racconta la vita come gli fa comodo" Elena Ferrante.


Eccoci, ce l'ho fatta, spero di non avervi annoiata. 
Ora dovrei nominare 10 blog, ma sinceramente 10 blog che non siano stati già nominati, che siano nati da poco e che io non abbia già nominato in passato per premi simili..io non li conosco. Ne nomino 2 che ho conosciuto di recente, che seguo e che hanno iniziato da poco l'"attività", sono Pagine e Briciole di Rachele e Incanto dei libri di Rosa. Visitateli, ne vale la pena!

Le mie domande per loro:
  • Come è nata l'idea del blog?
  • Gioie e dolori della vita da blogger, cosa ti piace e cosa ti infastidisce?
  • Che genere di letture preferisci?
  • Quale personaggio di carta (maschile e femminile) hai amato particolarmente?
  • Il primo libro da "adulta" che ricordi di aver letto (dopo topolino e le favole!).
  • Ebook o cartaceo?
  • Un libro imperdibile.
  • Un libro che ti ha fatto piangere.
  • Un libro che hai detestato.
  • Un autore che per te è una garanzia.

Prima di salutarvi vorrei citare un blog che ha già ricevuto il Liebster e ha già risposto a molte domande (quindi è dispensato dal ricominciare tutto da capo): si tratta di Desperate Bookswife, blog nuovo di zecca di Salvia, già conosciuta, assieme all'amica Menta, per il blog Scribacchiando in soffitta. A lei, che ha cominciato una nuova avventura, il premio coraggio! andate a visitarla, il suo è un posticino speciale.
Buona notte e grazie ancora!









lunedì 23 marzo 2015

Recensione: L'albero velenoso della fede di Barbara Kingsolver (Ediz. BEAT, 2013).

L'albero velenoso della fede è uno di quei romanzi che ti conquistano piano piano. Almeno così è successo a me. Non un amore a prima vista, ma un graduale immedesimarmi nei suoi personaggi e nelle loro storie. Fino a venirne completamente rapita. 

È un romanzo sofferto e complicato, questo di Barbara Kingsolver, è una storia che può venire letta in tanti modi: è un romanzo storico, è un romanzo politico-sociale, è una denuncia contro il colonialismo e contro lo sfruttamento che il mondo civilizzato consuma, da sempre,  nei confronti del continente africano ed è, sopratutto, una potente storia d'amore, di odio, di colpa e di perdono.
Da dove comincio? 
Non è facile. Prendo la via più semplice e comincio là dove inizia il libro. Una donna bianca nella giungla africana con quattro ragazzine. La donna, Orleanna Price, moglie di un predicatore battista, ha lasciato la vita comoda che aveva in Georgia, l'unica vita a lei conosciuta, per seguire lo zelo missionario e visionario del marito fino a Kilanga, un paese sperduto del Congo belga circondato da un giungla impenetrabile: un posto ostile al quale Orleanna non è neanche lontanamente preparata. Le ragazze sono le sue figlie, Ruth May, la più piccola, è ancora bambina, Rachel, la maggiore, è bionda e vanitosa, Leah, forte e avventurosa, è quella che più di tutte cerca di adattarsi alla vita e alla missione scelta dal padre e poi c'è  Adah, gemella di Leah, geniale e muta, nata con un handicap che le rende difficile muoversi e parlare.
L'albero velenoso della fede lo raccontano loro, le donne Price, un capitolo a testa, dal 1960, anno del loro arrivo in Congo, all'epoca ancora (per poco) colonia belga, fino ai giorni nostri.
Attraverso i loro loro occhi, così diversi, scopriremo un paese dalla natura affascinante ma ostile, dalle grandi ricchezze eppure incapace di gestirle, un paese che si può accettare, amare, ma sicuramente non si può cambiare o piegare.
La prima parte del romanzo racconta proprio l'incontro-scontro tra due culture e mentalità talmente diverse da risultare "incompatibili". 
E' la parte che, personalmente, ho trovato più ostica. C'è un senso di claustrofobia e di estraneità nel racconto della vita a Kilanga, nel modo in cui i Price cercano di adattarsi al loro "destino": c'è chi cerca di piegare i "pagani" alla propria interpretazione delle sacre scritture, chi cerca l'integrazione, chi desidera solo non essere contaminato e tornare a casa.
La Natura e la Storia avranno il sopravvento, e così, dopo la proclamazione d'indipendenza del Congo e l'inizio dei conflitti politici e sociali che ne seguono, dopo la siccità, le malattie e la morte, le donne Price lasciano Kilanga e si separano, seguendo strade diverse quanto i loro cuori e sogni.
Nel destino di Orleanna, Leah, Adah, Rachel e Ruth May, nelle loro vite che seguiamo nel corso degli anni, il romanzo trova un respiro più ampio. 
Lucido, spietato, a tratti ironico, a tratti commovente, L'albero velenoso della fede ci racconta come la vita possa prendere strade del tutte inaspettate e come i legami di sangue e la voce del cuore spesso non vadano a braccetto. Una storia di amore, di rivalsa, di violenza e di assoluzione, tutta, o quasi, al femminile, sullo sfondo la storia tormentata del centro Africa.
Un libro da non perdere: non lasciatevi spaventare dai primi capitoli, ci vuole un po' ad abituarsi al continuo cambio di punti di vista e di stile, ma ne vale la pena! 

"...Questa foresta mangia se stessa e vive in eterno...
..Molto più in basso, in fila indiana sul sentiero, procedono una donna e quattro ragazze, tutte in maniche di camicia. Viste da quassù sono boccioli esangui, destinati a suscitare compassione. Stai attenta. Più avanti dovrai decidere quanta compassione si meritino. La madre, soprattutto... guarda come le guida, occhi chiari, decisa."


Genere: saga famigliare, romanzo d'avventura, politico e storico (chi più ne ha ne metta).

Pagine:478.
Voto: 
             e mezzo



venerdì 20 marzo 2015

La mia settimana librosa 2.# 7

Buongiorno lettori! oggi primo giorno di primavera e pure giorno di eclissi! speriamo le congiunzioni astrali siano favorevoli.
Settimana in Libreria, vediamo le novità!
Ho letto La signorina e l'amore di Giovanna Mozzillo (una persona davvero di una gentilezza squisita), un romanzo che mi ha conquistata per la sua prosa antica e poetica. Un'esperienza assolutamente nuova. Qui trovate la recensione.

Ho finito da poche ore un libro che mi ha totalmente "presa" per quasi una settimana, L'albero velenoso della fede di Barbara Kingsolver. Ecco, questa è una di quelle storie che ti rimangono dentro; all'inizio non l'ho capita, ho fatto fatica, poi l'ho apprezzata ed alla fine l'ho amata profondamente. E' il racconto di una famiglia di missionari nel Congo belga degli anni '60. Non so da dove cominciare a recensirlo...ma presto partorirò qualche idea (speriamo non sia una gravidanza da balena!). 

Non ho le idee chiarissime su cosa leggerò adesso; in rete ho trovato questo post che seleziona alcuni romanzi stranieri imperdibili del 2014 (link). ORRORE, non ne ho letto neanche uno! volevo correre ai ripari. La mia scelta è caduta, per comodità (l'ho trovato in biblioteca), su La fragile costellazione della vita di Anthony Marra. Ammetto che sinossi e copertina non mi invogliano particolarmente, ma oggi inizio..e poi vi farò sapere.
La vita non è mai una linea retta. E la sua era un'orbita irregolare attorno a una stella oscura, una falena che girava attorno a una lampadina fulminata, alla ricerca della luce che aveva racchiuso. Un uomo e una bambina fuggono nei boschi; alle loro spalle, una casa in fiamme, distrutta dai soldati russi che hanno arrestato il padre della bambina e che ora stanno cercando anche lei. L'uomo si chiama Achmed: medico (incompetente) di professione, artista (mancato) per vocazione, nella vita ha sbagliato tutto, ma ora non può fallire, deve salvare la piccola Havaa, figlia di colui che un tempo era il suo migliore amico. È pronto a rischiare la vita pur di portarla in città, è disposto a tutto pur di chiedere aiuto a una donna di cui conosce soltanto il nome: Sonja. Lei fa il chirurgo, e ha abbandonato una brillante carriera a Londra per tornare in Cecenia a cercare la sorella scomparsa. Insieme a un'unica infermiera, gestisce ciò che resta dell'ospedale della città, dove è più facile procurarsi munizioni che garze, le suture si fanno con il filo interdentale, e due soli reparti sono ancora in funzione: maternità e traumatologia. Perché la vita, dopo anni di guerra, ormai è semplice, essenziale: si nasce, si muore. Grazie ad Havaa, nel corso di cinque giorni cruciali, Achmed e Sonja scopriranno gli intrecci invisibili che legano da sempre le loro strade. Perché Havaa è la forza che attrae i destini in un'unica orbita..


Poche entrate libresche questa settimana, vi segnalo un giallo che tenevo d'occhio da un po' e che è entrato nel circuito di scambio tra amiche book- addicted, sarà una mia prossima lettura!Belinda Bauer, Blacklands (2011), ecco la copertina dell'edizione inglese.


Steven Lamb ha dodici anni e scavare buche nell'Exmoor ha dato uno scopo alla sua vita. Spera di trovare un corpo. Sono passati quasi vent'anni da quando lo zio Billy, allora undicenne, è scomparso, e anche se tutti sono convinti sia tra le vittime di Arnold Avery, serial killer ora in carcere, la nonna di Steven lo sta ancora aspettando. Intanto, la famiglia intorno a lei va in pezzi, incapace di superare una perdita così crudele. Per chiudere finalmente i conti con il passato, Steven decide di scrivere ad Avery una lettera anonima, e di chiedergli di rivelare il luogo in cui ha sepolto il fratello di sua madre. Ma appena Avety capisce di avere di fronte un bambino, in lui ritorna prepotente l'istinto omicida. Tra le brughiere avvolte dalla nebbia del sud dell'Inghilterra, comincia un gioco molto pericoloso tra un ragazzino disperato e un serial killer annoiato...

Per oggi è tutto! e voi?? cosa leggete? cosa mi consigliate? fatevi sentire!