martedì 30 giugno 2015

La mia settimana librosa 2.# 17.

Appuntamento con le novità in Libreria. L'ultimo giorno di giugno mi trova spiazzata. Secondo i miei piani avrei dovuto leggere un sacco di romanzi  e metterne altrettanti nel mio borsone da mare. Ottimisticamente pensavo di passare gran parte del mese di luglio nella mia Liguria. Invece, visto che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, eccomi qui alle prese con lunghe, snervanti attese fuori dai reparti di unità intensiva dove è ricoverato il mio papà.  Lui è malato da tempo, dovrei esserci abituata, invece c'è sempre un misto di rabbia e stupore, quando le cose si aggravano. Ma bando ai miei casini personali, che avrete già i vostri da sbrogliare! 
Vi racconto solo una cosa bella di questi giorni: ho incontrato delle donne in gamba. Vorrei descrivervi i loro visi, gli occhi, i sorrisi; non ne sono capace, ma le ringrazio. Infermiere, allieve, dottoresse, specializzande, ma anche mamme, mogli, figlie: tante donne, in sala d'attesa, ma soprattutto in corsia; poche arriveranno  a occupare posizioni di potere, siamo ancora un paese maschilista in questo, ma la forza e l'umanità di queste donne d'acciaio è bella e fa bene. Grazie.
Ho letto poco. Due gialli, gli unici in grado di farmi staccare la spina. Almeno per qualche...minuto. Si tratta de La verità celata di Seb Kirby (recensione qui) e Famiglia perfetta di Pam Lewis (ve ne avevo parlato qui). Puro intrattenimento il primo, con tanta azione e colpi di scena, più psicologico e con una sottile vena di perversione famigliare il secondo. 
Sto leggendo La ragazza del treno di Paula Hawkins. Non ho saputo resistere al richiamo di questo thriller acclamato dalla critica, mi sta piacendo un sacco! Spero continui con questo ritmo. 
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?

Fra le entrate vi segnalo L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso, un libro che mi è stato regalato e che mi intriga!
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.
Poche novità, come vedete, speriamo in tempi migliori!
Vi abbraccio

lunedì 29 giugno 2015

Recensione: La verità celata di Seb Kirby ( CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015).

La verità celata è il primo capitolo della serie thriller che ha come protagonista James Blake, creata dall'autore inglese Seb Kirby e già pubblicata con buon successo nei paesi anglosassoni.

Si tratta di un romanzo di puro intrattenimento, molto veloce, pieno di azione, con una trama intricata, ma non difficile da seguire: è uno dei pochi libri che sono riuscita a finire in questi giorni particolarmente caotici che sto vivendo.
James Blake, indiscusso protagonista della vicenda, è un produttore radiofonico, una persona perbene, un marito innamorato. La tragedia irrompe a ciel sereno nella sua quotidianità: rientrando nella sua casa londinese, James trova la moglie Julia, restauratrice, priva di vita; un omicidio senza apparente spiegazione. Braccato dalla polizia inglese, che lo ritiene il principale indiziato, a James non rimane che trasformarsi in investigatore e seguire l'unica pista lasciata da Julia prima della morte: un messaggio con allegata la foto del dipinto di Michelangelo Leda e il cigno.
In un rocambolesco susseguirsi di avvenimenti, James si trova ad inseguire la verità celata dietro la brutale morte della moglie, gli indizi lo portano in Italia, a Bergamo, Venezia e Firenze, dove, tra dipinti nascosti, clan malavitosi, rapimenti, inseguimenti e ulteriori fatti di sangue, getterà luce su traffici e attività illegali che legano a doppio filo tutti i protagonisti della vicenda.
La verità celata è un thriller scritto con stile essenziale, capitoli brevi, descrizioni concise dei luoghi dove si svolge l'azione, frequente uso dei flashback a vivacizzare la narrazione. 
Il romanzo coinvolge grazie a tante idee e ad alcuni spunti originali, che sopperiscono una scrittura che ho trovato ancora acerba (ma è solo il primo romanzo, vedremo i successivi).
Avido lettore, viaggiatore e ricercatore e studioso del restauro delle opere d'arte, Seb Kirby mette questi suoi interessi al servizio di una trama ben costruita.
In conclusione una piacevole lettura estiva, perfetta sotto l'ombrellone, adatta agli amanti del genere azione/avventura; il finale lascia socchiusa la porta a nuove avventure del nostro James Blake, uomo comune, ma anche un po' supereroe.
Ringrazio l'autore e la traduttrice italiana Monica R. Pelà per avermi dato l'opportunità di leggere questo romanzo.


mercoledì 24 giugno 2015

Segnalazioni: Bonifacio Vincenzi, Tiziana Cazziero & Fay Camshell.

Buongiorno Lettori. Chi mi segue su FB sa che in questo periodo leggo e posto a singhiozzo, perchè ho mio papà ricoverato in ospedale (questo è l'anno sfigato per definizione, è ufficiale!).
Ho un attimo di tempo, ne approfitto per alcune segnalazioni! anzi, mi scuso con gli autori per il ritardo nella pubblicazione di questo post.

Le bambine di Carroll di Bonifacio Vincenzi (Ediz. LietoColle, 2015). Si tratta dell'ultima raccolta poetica dello scrittore e poeta calabrese. 


Le bambine di Carroll  è divisa in due parti. La prima è composta da quindici poesie e aperta da una citazione di Lewis Carroll: (…) Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. “Che strada devo prendere?” chiese. La risposta fu una domanda: “Dove vuoi andare?”. “Non lo so”, rispose Alice. “Allora – disse lo Stregatto – non ha importanza.” (…).
La seconda parte, nella struttura, è uguale. È costituita, infatti, da altre quindici poesie e da un’altra citazione di Lewis Carroll che la apre: (…) “Allora dovresti dire quello a cui credi”, riprese la Lepre Marzolina. “È quello che faccio”, rispose subito Alice. “Almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.” “Non è affatto la stessa cosa!” disse il Cappellaio. “Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!” (…). 
Ma cosa c’entra Alice nel paese delle meraviglie con questa raccolta di poesie di Bonifacio Vincenzi? Una risposta esauriente la potrà dare solo la lettura perché, mai come in questo caso, è davvero difficile poter guidare il lettore nello straordinario mondo del poeta calabrese. Forse la via più semplice per concludere questa breve nota e spingere il lettore a cercare il libro è darne un breve assaggio estrapolando la poesia che dà il titolo alla raccolta: 
Dall’albero pendono arance/ in nessun luogo i sogni/ diventano realtà// Un fumo alitante/ disegna cerchi su cerchi/ attenti alle bambine di Carroll// Portano sempre/ di là dello specchio,/ attenti ai danzatori invisibili// Assentano sguardi,/ fanno fuori il tempo presente/ in cambio del passato. (Le bambine di Carroll) 
Per saperne di più: 
http://www.lietocolle.com/shop/collane-collana-blu/vincenzi-bonifacio-le-bambine-di-carroll/


E tu quando lo fai un figlio: diario di una maternità negata di Tiziana Cazziero (self publishing disponibile su Amazon, 2015). Questo romanzo tratta il tema dell'infertilità in chiave ironica, è una commedia divertente, narra la vita di una coppia che improvvisamente scopre le difficoltà legate alla procreazione.
Lei è un’esponente dell’alta finanza, lui un artista, si sono conosciuti in giovane età ed è nata una bella storia d'amore. Si sono sposati credendo di aver raggiunto la felicità. Tutto però non sempre è come sembra, quando pensi di poter avere quello che vuoi, arriva sempre un imprevisto che può sconvolgere i tuoi piani. I soldi non fanno la felicità, aiutano, ma non sempre sono la risposta ai grandi tormenti della vita. Lo sanno bene Luisa e Leonardo in cerca di un bambino che non vuole arrivare; hanno i mezzi finanziari per avere il meglio della medicina e le cliniche più esclusive, ma i soldi non possono essere la risposta a tutto. La storia racconta la lunga trafila che una coppia deve affrontare quando decide di avere un bambino e si scontra con il muro dell’infertilità. La vicenda è narrata in chiave ironica in prima persona dalla protagonista femminile: Luisa è una donna forte e sicura di sé, ama suo marito, un uomo che in quanto artista, ha i suoi lati comico drammatici che regalano alla storia ilarità e spensieratezza. Il tutto è accompagnato dalla descrizione degli eventi da parte di Luisa, che dall’alto della sua posizione di donna in carriera nel mondo ostico della finanza, deve scontrarsi con verità lavorative e famigliari dure e nemiche della sua salute mentale. Che cosa accade all’interno di una coppia quando un bambino non arriva? Una coppia potrebbe avere tutto, ma non riesce ad avere ciò che desidera davvero: un bambino. 
Tanti cambiamenti attendono un uomo e una donna che si scontrano con questo mostro chiamato infertilità, riusciranno a sconfiggere il nemico? Si può accettare la sterilità ed essere felici? Tra cene famigliari discutibili e viaggi della speranza, Luisa e Leonardo ci raccontano come affrontare questo dramma senza rimanerne vittima. 
Questa è la pagina facebook dell'autrice e l'indirizzo del suo blog, dove troverete ulteriori informazioni.
https://www.facebook.com/pages/Tiziana-Cazziero-autrice-i-miei-libri/159952844200803 
http://voltapaginatizianacazziero.blogspot.it/

Per sempre estate di Fay Camshell (ediz. Narcissus,2015. Acquistabile sulle principali piattaforme on line).
" A otto anni mi imbarazzavo quando qualcuno diceva che ero bella,
a sedici adoravo che i ragazzi mi guardassero … ero così ingenua.
Ora, a venti, odio chi mi definisce bella, dopo quello che è successo l'anno scorso,
detesto essere giudicata solo per l'aspetto fisico, tutto a causa "sua". "
Summer è costretta a passare l'estate lavorando con i suoi genitori nonostante avesse promesso a se stessa che niente l'avrebbe riportata a casa. Decisa a chiudere per sempre con i ragazzi, non permette a nessuno di avvicinarsi, i suoi propositi, però, vacillano quando incontra Lucas. Lui è tutto quello che Summer ha sempre odiato. È ricco, presuntuoso e troppo sicuro di sé, ma spesso le apparenze ingannano e il passato non sempre resta tale...
"Dalla morte di mia madre sono diventato un guscio vuoto senza sentimenti, colmo solo di sensi di colpa, rimorsi e obblighi. Obblighi. Una parola insignificante che rappresenta perfettamente la mia vita prestabilita. "
Lucas StJames ha tutto quello che si può desiderare dalla vita: soldi, una futura carriera nella società del padre e ragazze. Ciò che nessuno sa è che, dalla morte della madre, tre anni prima, nasconde un segreto che lo tormenta e non gli permette di lasciarsi alle spalle una vita che odia. Complice il suo migliore amico e un viaggio di lavoro del padre, Lucas accetta di partire per una vacanza estiva che dovrebbe aiutarlo a liberarsi dai fantasmi del passato. Quando incontra Summer, però, desidera un'unica cosa: che sia per sempre estate.
Fay Camshell vive a Napoli, ma ha viaggiato molto e si è trasferita spesso, per questo ama definirsi cittadina del mondo. Ha 29 anni, è laureata in Ingegneria, ha sposato il suo storico fidanzato e insieme hanno una splendida bambina. E' ossessionata dai libri da quando a dieci anni le hanno regalato "Una ragazza fuori moda" da allora non ha mai smesso di leggere.
"Per sempre estate" è il suo romanzo d'esordio.


Una raccolta di poesie, un romanzo sulla maternità, un romanzo genere young adult: c'è veramente un po' di tutto in questo giro di segnalazioni.
In bocca al lupo a tutti!

venerdì 19 giugno 2015

La mia settimana librosa 2.# 16.

Qui in Libreria è un periodaccio, per vari motivi, non vi sto a tediare; anche le letture vanno un po' a rilento, ultimamente ho iniziato alcuni romanzi che poi ho abbandonato, forse pretendo troppo: vorrei il libro ideale per questo momento "nuvoloso". Ma esiste il libro perfetto?
Bando ai discorsi filosofici! 
Rispetto alla scorsa puntata ho recensito Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi (qui), e ho finito (un po' arrancando, ma sono felice di aver portato a termine la lettura) Il caso Bellwether di Bejamin Wood (qui).
Ho letto Dov'è finita Audrey, primo young adult della Kinsella, che mi ha piacevolmente sorpresa (qui).

Cosa non sto leggendo? Fino a ieri sera leggevo La vita quando era nostra di Marian Izaguirre, romanzo ambientato nella Spagna franchista del dopoguerra (ecco la presentazione). Probabilmente è un problema mio, ma arrivata a pagina 120, la notte scorsa, ho avuto un rifiuto. Cupo, lento, pervaso da un' atmosfera pesante: lo riprenderò più avanti, ho bisogno di leggerezza!
Non so ancora cosa sceglierò come prossima lettura, magari un romanzo tra le new entry di questo periodo:
Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati. 
Berardo Rossi detto Dedo è popolare e brillante, è negato per il latino e tifa Milan anche se vive a Bologna. Giulio Bigi è timido e sovrappeso, legge "l'Eneide" come fosse "Tuttosport" e indossa orrende cravatte. Due quindicenni che sembrano appartenere a pianeti diversi, se non fosse che ora abitano nello stesso palazzo e frequentano la stessa classe... E che nella famiglia di Giulio c'è un segreto che coinvolgerà, suo malgrado, anche Dedo. Giulio, infatti, non ha mai visto suo padre, chiuso in ospedale fin da prima che lui nascesse. Ora quello sconosciuto sta per tornare a casa. Ma non è la persona che lui si aspetta. Mentre dagli armadi del passato emerge una favola nera di ambizione musicale e passione non corrisposta, Dedo si rende conto che il "ciccione del piano di sopra" è diventato un amico, che quell'amico è in pericolo, e che è il momento di fare delle scelte: ora sono loro due contro tutti. Da una Trieste intrisa di nostalgia a una luminosa e cinica Bologna, Pupi Avati mette in scena nel suo primo romanzo un intenso intreccio psicologico e una vicenda ricca di suspense: la storia di un'amicizia adolescenziale, di un lungo amore, di una nera vendetta. E crea con Dedo e Giulio due protagonisti di estrema autenticità: due ragazzi costretti a diventare grandi affrontando le sconfitte dei loro padri.
Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr, premio Pulitzer 2015 (questo lo tengo per un momento di calma!).
È il 1934, a Parigi, quando a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l'eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio. In quello stesso anno, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all'accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce.
Famiglia perfetta di Pam Lewis, un thriller del 2012 frutto di uno scambio.
Questo thriller inizia con l'annegamento di Pony, giovane rampolla dei Carteret, nel lago antistante la loro elegante casa nel Vermont. Non solo è strano che Pony sia annegata visto che era una nuotatrice esperta, ma ha lasciato il suo bambino di un anno incustodito in riva al lago, dove viene ritrovato. Ancora più strana la circostanza per cui il fratello preferito di Pony, William, era stato da lei "convocato" nella ricca dimora estiva per una rivelazione che non farà in tempo a raccontargli. La numerosa famiglia si mobilita, guidata dall'arcigno patriarca Jasper Carteret III, per svelare il mistero della morte di Pony. Ma non tutti sono disposti a collaborare ed emergono, uno dopo l'altro in un'incalzante serie di rivelazioni, i conflitti, le invidie, gli odi nascosti dietro l'apparente facciata felice della rispettabile famiglia. Chi è stato quindi a uccidere Pony? Il fratello? Una delle sorelle con cui non ha mai avuto rapporti facili? Il padre autoritario? Un misterioso personaggio emerso dal passato? Con il fiato sospeso si scoprono segreti decennali che risalgono a quando la madre di Pony era viva e anche prima, agli anni della giovinezza dei due genitori. Segreti che nessuno conosceva (la madre è morta e altri protagonisti sono scomparsi) e che travolgono adesso le vite dei personaggi del romanzo. Fino al finale che sorprenderà tutti.

In attesa di scegliere la mia prossima lettura, vi abbraccio!

lunedì 15 giugno 2015

Recensione: Dov'è finita Audrey di Sophie Kinsella (Ediz. Mondadori, 2015).

Quando Anna, della Casa Editrice Mondadori, mi ha proposto l'ultimo romanzo di Sophie Kinsella, suo esordio nel genere young adult, ci ho pensato un po' su. Anni fa avevo letti alcuni brani di I love shopping: non ne ero rimasta favorevolmente impressionata, in più io e lo young adult proprio non andiamo d'accordo (immagino anche per una questione generazionale); i presupposti non erano dunque favorevoli. Chi mi conosce sa che sono curiosa come una scimmia, specie quando si tratta di libri, quindi ho accettato la sfida, convinta di trovarmi davanti la solita storia d'amore zuccherosa e rosa quanto la copertina del romanzo.
Sorpresa! Dov'è finita Audrey non è la classica storia di sentimenti adolescenziali stile "sole, cuore, amore", dove una ragazzina ingenua si innamora di un coetaneo, solitamente simpatica- canaglia, bello e palestrato, ma fondamentalmente destinato a farla soffrire per almeno tre quarti del libro. 
Il libro della Kinsella è sicuramente leggero e scritto con stile semplice e scanzonato, destinato principalmente ad un pubblico giovane, quello che non avevo messo in conto è la tenerezza che mi ha suscitato la giovane protagonista Audrey: l'autrice ha saputo tratteggiare un personaggio verosimile, semplice e complicato al tempo stesso, un po' come l'adolescenza che sta vivendo .
Audrey, 14 anni, occhiali da sole e felpa col cappuccio, si nasconde in casa, da mesi, al riparo dai rumori, dalle voci, dalle luci, che la terrorizzano quasi quanto il contatto con altre persone. Nuda, vulnerabile, diversa. Il suo problema si chiama ansia con attacchi di panico ed è iniziato dopo una brutta storia successa a scuola. 
No, non storcete il naso, non è una storia strappalacrime, è la storia di Audrey che esce dalla sua prigione, dalle quattro mura che la proteggono ma allo stesso tempo la intrappolano. Ad aiutarla c'è la sua famiglia, i Turner, mamma molto nevrotica e dominante (forse il personaggio meno azzeccato), papà un po' defilato, molto "vivi e lascia vivere" (ah, questi uomini moderni!), fratello adolescente computer dipendente, fratellino piccolo tutto da baciare...e poi..la dottoressa Sarah, una psicologa credibile e sempre col sorriso sulle labbra e Linus. 
Linus è una bravo ragazzo, educato e gentile, non so se è bello, non so se ha i pettorali al posto giusto, so che a Audrey piace il suo sorriso che ricorda "uno spicchio d'arancia", so che è abbastanza sensibile da non impaurirla, da non giudicare il suo comportamento strano.
Ecco, se Audrey fosse mia figlia, so che farei il tifo per Linus, per i suoi bigliettini appassionati, per il coraggio che dimostra nel voler scoprire cosa si nasconde dietro quegli occhiali scuri. Dietro le lenti, per chi ha pazienza, c'è una sorpresa: gli occhi azzurri di Audrey, che sono bellissimi e pieni di vita.
Saranno gli ormoni, l'età che avanza, non vi so dire, ma io questa storia leggera e pudica, specie nel raccontare il dolore, l'ho trovata toccante. 

venerdì 12 giugno 2015

Recensione: Il caso Bellwether di Benjam Wood (Ediz. Ponte alle Grazie, 2015).

Il caso Bellwether, romanzo d'esordio di Benjamin Wood, accolto dalla critica internazionale come un vero (ennesimo) caso editoriale, mi ha personalmente dato non poco filo da torcere.

Ambientato nella Cambridge fascinosa dei college esclusivi, dei ragazzi intellettualmente molto dotati, molto ricchi, molto viziati e raccontato attraverso gli occhi di un outsider, un giovane intelligente ma di classe sociale inferiore, del tutto estraneo all'ambiente accademico, il libro ricorda, per molti versi, Dio di illusioni di Donna Tartt, e porta con sè anche un vago sapore di gatsbiana memoria.
Oscar Lowe vive a Cambridge, è un ragazzo intelligente, ma venendo da una famiglia operaia non ha avuto la possibilità di studiare, è ben consapevole del classismo che lo circonda, guarda i college e gli studenti con curiosità, ma non è invidioso, lavora in una casa di riposo per anziani, da anni, lo fa con dedizione, senza lasciarsi distrarre da ambizioni fuori dalla sua portata.
Una sera entra nella cappella del King's College attratto dal suono di un organo. La sua vita da quel preciso momento cambierà per sempre: incontrerà infatti i fratelli Bellwether: Iris, studentessa di medicina e talentuosa violoncellista, per cui Oscar perderà la testa, e Eden, musicista geniale dai comportamenti molto ambigui.
Da quella sera Oscar entrerà nella cerchia dei Bellwether, conoscerà i genitori di Iris e Eden, dediti alla mondanità e alle regole della vita accademica, dove l'apparenza conta più di tutto e i panni sporchi si lavano tra le mura domestiche, ma soprattutto entrerà in contatto e stringerà rapporti con gli amici dei ragazzi Bellwether, un gruppetto ben assortito di giovani pieni di talento che si frequentano da molti anni.
Appare subito chiaro quanto Eden sia il sole (malato) attorno a cui ruota sia la famiglia che il gruppo di amici. In lui si concentrano genio e sregolatezza, forza e debolezza: un personaggio destinato a manipolare chi gli sta intorno, un ragazzo cui tutto è perdonato, per affetto, per paura, per fedeltà, per mantenere segreti i suoi bizzarri comportamenti.
Eden studia musica e filosofia, si rifà agli studi di Johann Mattheson e Cartesio: è convinto di poter guarire disturbi emotivi e fisici delle persone con il suono del suo organo e l'ipnosi. Quella che sembra innocua musicoterapia, diventa, molto presto, un gioco ambiguo e oscuro, che nessuno avrà la forza o forse la volontà di fermare.
Un thriller noir che sonda il labile confine tra genio e follia, Il caso Bellwether, ma anche una storia d'amore, quella tra Iris e Oscar, che non viene messa in crisi dalla differenza di classe sociale e il racconto degli struggimenti di un ragazzo, Oscar appunto, che, assieme all'amore, scopre quanto tutto ciò che ha respinto per principio fino a quel momento, possa al contrario essere fonte di gioia: una vita agiata, amicizie influenti, pomeriggi e serate passati a discutere di scienza, letteratura e filosofia con ragazzi intelligenti, che risvegliano il suo interesse per gli studi e le sue ambizioni. E' dura per Oscar scoprire che "non si è mai sentito tanto felice" come nei giorni oziosi trascorsi d'estate in casa Bellwether.
Perché il romanzo mi ha dato del filo da torcere? perché, dopo un inizio molto promettente, la piega filosofico musicale, a tratti anche un po' surreale, della vicenda, mi ha lasciato un po' perplessa; i miei piedi sono ben piantati per terra, e le dissertazioni filosofiche non sono il mio forte. Inoltre, il personaggio di Eden mi è risultato da subito antipatico e troppo sopra le righe, il suo eloquio affabulatorio e le vicende legate ai suoi esperimenti musicali raccontate in modo inutilmente intricato. 

È un brutto romanzo quindi? No, è ben scritto, ben tradotto, e c'è qualcosa di affascinante nelle sue pagine: un mix di torbido e malato che tiene vivo l'interesse fino alla fine.
Mi è piaciuto molto il modo in cui viene raccontato il cambiamento di Oscar, la sua capacità di guardare le cose con occhio disincantato, anche quando gli appare chiaro che in Iris e negli altri ragazzi della compagnia, ha trovato quel che mancava nella sua vita solitaria e ordinaria: amore, amicizia, calore, consapevolezza di meritare qualcosa di più.
Il finale drammatico, annunciato già dalle prime pagine, lascia comunque un piccolo spazio alla speranza. Speranza che è un altro dei temi portanti della narrazione.
Romanzo colto, meno prolisso di Dio di illusioni della Tartt, ma comunque impegnativo.
Consigliato a chi ama sondare le grandi contraddizioni della mente umana.

Genere: La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Pagine:411.
Voto:
                 
            e mezzo.


lunedì 8 giugno 2015

Recensione: Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi (Ediz. Einaudi, 2015).

Non conoscevo Fausto Brizzi scrittore, associavo il nome alla sua carriera cinematografica di regista e sceneggiatore; Fausto Brizzi è il regista di  Notte prima degli esami, giusto per citare uno dei suoi  film più conosciuti.
Mi sono tenuta volontariamente alla larga da Cento giorni di felicità, il suo primo romanzo: chi mi segue sa che ho un limite personale nei confronti dei libri che parlano di malattia, specie se terminale. Ho voluto provare invece questa sua seconda opera, Se mi vuoi bene, dopo averne  letto tante recensioni positive.
Oddio, l'argomento non è che all'inizio mi entusiasmasse, si parla di un uomo di mezz'età affetto da depressione; ma mi sono dovuta subito ricredere!
La storia di Diego Anastasi, 45 anni, avvocato, divorziato, con due figli adolescenti complicati, una famiglia non proprio stile mulino bianco e una depressione nuova di zecca da fronteggiare, mi è piaciuta subito: un racconto pieno di humor, di tenerezza, molto vero e credibile nel dipingere i primi, confusi, passi nel mondo buio e solitario del male oscuro. Gli amici che non ti prendono sul serio, la famiglia che ti incita a stare allegro che passerà, il primo confronto con l'analista freudiano, che ti obbliga a ripercorrere le tappe dell'infanzia e adolescenza, perché lì, ti dice, si aggrovigliano i nodi dell'esistenza adulta, e poi, l'impatto con i farmaci. Brizzi ci racconta queste tappe di una "ordinaria" storia di depressione (ordinaria per la medicina, straordinaria per chi la vive) con mano leggera, col sorriso sulle labbra, prendendo spunto dalla tristezza del presente, per rivivere il passato del protagonista e la sua giovinezza negli anni '80. E' un racconto generazionale, almeno nella prima parte, in cui i 40-50 enni (generazione dell'autore..e mia) si potranno identificare, ricordando la musica, le mode, gli avvenimenti di una stagione indimenticabile della propria vita; è anche un racconto delicato e ironico di un' esistenza che ad un certo punto, senza preavviso, perde smalto e senso e sembra andare alla deriva, ed anche in questo molti si potranno rivedere e immedesimare, perchè la depressione è il male del secolo, e chi, arrivato all'età adulta, può dire di non aver mai provato momenti di buio? 
Un romanzo che fa sentire meno soli, che tratta con garbo un argomento così delicato: io già gridavo al miracolo! Ecco, in questa ottica, la seconda parte del libro ha un po' deluso le mie aspettative.
Una lettrice ha commentato su Amazon che Se mi vuoi bene è un "libro a due marce", ed è esattamente l'impressione che ho avuto anche io. Ad un certo punto la narrazione cambia ritmo e tono, in contemporanea Diego Anastasi cambia radicalmente strada, abbandona farmaci e psichiatra e trova, involontariamente, un metodo alternativo per uscire dal tunnel: incontra una persona saggia, che gli indica, fra le righe, l'unica via di guarigione, ovvero l'amore. Durante il percorso Diego rifletterà sulla differenza tra volere bene alle persone che ci circondano e fare loro del bene. Nel tentativo di "adoperarsi in modo attivo per i suoi cari", il nostro maldestro protagonista combinerà un sacco di guai, si ficcherà in situazioni buffe ed equivoche, con momenti esilaranti, ma anche piuttosto surreali. Ecco, la seconda parte del romanzo è molto cinematografica, si legge con piacere, ma perde di genuinità e originalità. C'è qualche dejà- vu e qualche frase fatta di troppo.
Un romanzo comunque scorrevole e molto piacevole, adatto a tutti.

Genere: commedia nostalgico-sentimentale.
Pagine: 256.
Voto: 
              e mezzo

domenica 7 giugno 2015

La mia settimana librosa 2.# 15 & Vincitori Sbarazzo 2.

Buona domenica afosissima dalla Libreria. Oggi qui in città sarà una giornata rovente e io ho una grande voglia di mare! tengo duro, il mio mar ligure non lo vedrò ancora per un po'.

Ho letto Il segreto degli angeli di Camilla Lackberg che si è rivelato un ottimo thriller, a presto la recensione completa.

Ho divorato in poco tempo anche Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi, autore a me noto solo per i suoi successi cinematografici (sceneggiatura e regia). Se mi vuoi bene ha stuzzicato la mia attenzione, mi ha fatto sorridere, pensare e anche un po' arrabbiare. Appena ho un attimo di tempo vi racconto perchè!
Nessuno è più letale di chi vuole fare del bene a tutti i costi. Dopo "Cento giorni di felicità" Fausto Brizzi torna con una commedia capace di commuoverci e di farci sorridere. E con un protagonista tenero e maldestro che tutti, in fondo, vorremmo per amico. Esiste una sottile ma fondamentale differenza tra "voler bene" e "fare del bene". Purtroppo Diego Anastasi se ne accorge soltanto quando ha quasi quarantasei anni, un matrimonio alle spalle e una depressione nuova di zecca in corso. Scopre infatti che tutte le persone che ama non hanno tempo per lui e per le sue paure. E capisce che nemmeno lui si è mai davvero occupato di loro. Nel tentativo di uscire dalla palude emotiva in cui è precipitato decide quindi di adoperarsi in modo attivo per i suoi cari. Il risultato è inevitabile: con la precisione di un cecchino distrugge l'esistenza di ognuno di loro. O forse no.



Sto leggendo Il caso Bellwether di Benjamin Wood, romanzo d'esordio accolto con grande successo di critica e pubblico nei paesi anglosassoni. L'inizio mi è piaciuto molto, fascino, atmosfera, ottimi personaggi, ma ora sono un po' perplessa dalla piega vagamente paranormale e dalle dissertazioni filosofiche regalatami dalle ultime pagine lette. Il mio istinto mi urla a gran voce "mollalo, non è il tuo genere, ti deluderà", ma io voglio andare un po' avanti e vedere dove va a parare. 

Mi ricorda un po' Dio di Illusioni di Donna Tartt, autrice premio Pulitzer per Il Cardellino.
Al termine di una giornata di lavoro come tante, il giovane Oscar si incammina verso casa. Passando accanto alla cappella del King's College, viene attratto dal suono dell'organo e decide di entrare. Mentre si abbandona all'ascolto, incrocia lo sguardo di Iris Bellwether, studentessa di Medicina, violoncellista ed esuberante figlia della ricca borghesia di Cambridge. Oscar si innamora di lei all'istante e, poco a poco, viene accolto dalla sua cerchia di amici, un piccolo gruppo esclusivo che ha origini ben diverse dalla sua. Tra loro c'è anche Eden, il fratello di Iris, un personaggio misterioso, dal fascino ambiguo, convinto di poter curare le malattie attraverso la musica e l'ipnosi. Ma chi è, in realtà, Eden Bellwether? Un taumaturgo o solo un pericoloso seduttore, un manipolatore che tiene in scacco le persone che lo circondano piegandole alla propria volontà? Al suo romanzo d'esordio, Benjamin Wood mette in scena una vicenda abilmente giocata sul confine sottile tra genio e follia, fede e ragione. Irretiti dal crescendo di tensione psicologica che alimenta ogni pagina, ci si lascia trascinare dagli eventi che incalzano, desiderosi di arrivare all'esito finale, di conoscere quanto è profondo l'abisso dell'animo umano.


Vi farò sapere se ne vengo a capo! Non ho nessuna nuova entrata da segnalarvi oggi, vi rimando quindi a quelle della puntata # 14 qui!

A proposito di Donna Tartt e del suo Cardellino, vi comunico i vincitori dello Sbarazzo #2 della Libreria, qui il post.
Si aggiudica la copia de Il Cardellino il coraggioso Mr Ink del blog Diario di una dipendenza, mentre per la copia del romanzo di Jojo Moyes Foto di famiglia (vecchia edizione di L'amore in un giorno di pioggia) ho estratto a sorte e la "fortunata" è stata Chicca del blog Librintavola. 
Trovate tutto (compreso il video fantozziano dell'estrazione) sulla pagina FB 

Buona domenica a tutti! chi può faccia un bagno al mare/lago/piscina anche per me!

venerdì 5 giugno 2015

Segnalazioni: Michela Belli & Andrea Alfonso.

Buongiorno dalla Libreria! oggi vi lascio due segnalazioni di giovani autori:

Michela Belli, Eva e l'assoluto (self publishing, 2015. Disponibile su Amazon).

Eva, dolce e scorbutica, fragile e determinata, piena di casini e contraddizioni fino all'inverosimile. La sua sconclusionata vita ruota intorno ad una serie di certezze assolute: un grande amore impossibile, la sfida di una amicizia viscerale con un uomo, che prova come sia possibile essere amici nonostante il sesso, una sorella sempre più perfetta di lei, un padre totalmente insoddisfatto di sua figlia, un lavoro che sembra scelto per accrescere la sua depressione, una passione sfrenata ma non corrisposta per la letteratura, la grande ambizione o piuttosto il desiderio legittimo di realizzare se stessa e i suoi sogni.
Insomma il mondo regolarmente incasinato di una ragazza di oggi.
Tranne scoprire che niente è come sembra: la vita non è fatta di bianchi o neri, né di situazioni o sentimenti immutabili. Al contrario, tutto è un continuo divenire e lei dovrà confrontarsi con delusioni e sorprese, con prove di forza e prese di coscienza delle proprie debolezze mentre procede nella ricerca della sua strada.
L'unica, assoluta certezza è che non ci sono certezze! Non può sapere cosa le riserva il futuro, può solo andargli incontro con la consapevolezza di aver seguito il suo cuore.
L'autrice:Michela Belli è nata a Napoli il 21 giugno 1982. 
É laureata in lingue e letterature dell'Europa e delle Americhe presso l'Istituto Orientale di Napoli.
L'accompagnano da sempre una passione sfrenata per Virginia Woolf e Vasco Rossi.
Attualmente vive a Follonica, Maremma Toscana, dove gestisce un hotel con la sua famiglia. Vive un felice matrimonio ed è la mamma orgogliosa e perdutamente innamorata di Virginia.

Andrea Alfonso, Scritto nel sangue (self publishing 2015, disponibile su Amazon  sulle principali piattaforme on line).
Scritto nel sangue è ambientato a Gholan, città portuale facente parte del Regno di Alek, una confederazione di stati. Qui opera un ladro di alto profilo, chiamato Dog e soprannominato Mezzanotte.
Da tempo, la città è funestata dagli omicidi di un misterioso serial killer, chiamato il Massacratore, per le macabre condizioni in cui i corpi vengono ritrovati; per questo motivo, la corona incarica il Capitano-Commissario Vorat, facente parte del Corpo di Pubblica Sicurezza, di fermare questa scia di sangue a tutti i costi.
Durante uno dei suoi furti, Dog scopre il cadavere del padrone di casa che sta derubando: Arthur Baxton, nobile Gholaniano, è stato ucciso in modo raccapricciante. 
Dog viene quindi sorpreso da Aner, figlio del Lord ed è costretto a farsi strada fra le guardie del Palazzo, prendendo anche come ostaggio la giovane Lady Aly, sorella di Aner. In fuga, incolpato di un crimine che non ha commesso, cerca rifugio presso Vas, suo vecchio amico.
Vorat nel frattempo, incalzato anche dall'arrivo in città del suo diretto superiore, il Colonnello-Conestabile Parson, inizia ad indagare sul Massacratore, collegando l'assassino di Baxton al misterioso ladro chiamato Mezzanotte: la sua strada finirà inevitabilmente per incrociarsi con quella di Dog. Da una parte quindi si avrà il ladro, che cercherà di scoprire chi ha voluto incastrarlo in un omicidio a cui è completamente estraneo, addossandogli anche tutte le morti provocate dal Massacratore; dall'altra Vora, impegnato nella sua indagine volta a scoprire e fermare l'assassino seriale e a scoprire i segreti del Colonnello Parson.
L'autoreAndrea Alfonso, nasce sulle coste di Alghero, trentadue anni fa. Sperimenta vari lavori al fine di sbarcare il lunario ed è attualmente iscritto nella facoltà di Infermieristica, presso l'università di Sassari.
Da sempre amante della lettura, comincia a scrivere dall'età di dieci anni. I suoi generi preferiti sono il Fantasy e la Fantascienza. Dal 2003 gestisce un blog, dove riversa anche i suoi racconti inediti. 
Scritto nel Sangue è il suo primo romanzo. 

martedì 2 giugno 2015

Recensione: L'amante di Calcutta di Sujata Massey (Neri Pozza, 2014).

Ci sono romanzi, come L'amante di Calcutta di Sujata Massey, in cui si mescolano romanticismo e avventura, ambientazione esotica e storia; mix di generi letterari, non sfigurerebbero in una trasposizione cinematografica e se ben scritti, come questo, hanno il pregio di intrattenere il lettore e portarlo in luoghi lontani, almeno con la fantasia. 

Siamo in India, negli anni che vanno tra 1930 e 1948, un periodo travagliato della storia indiana, che comprende la Seconda Guerra Mondiale ed i movimenti anti colonialisti che portarono all'Indipendenza dall'Impero Britannico; in questo lasso di tempo si svolge la storia drammatica e avventurosa di Pom, piccola bengalese nata in una famiglia di casta molto povera. Pom, rimasta orfana e sola al mondo, si troverà nella necessità di adattarsi a diversi ambienti a lei estranei e ostili, assumendo ogni volta un nome diverso e traendo da ogni esperienza il meglio, tanto da riuscire, con gli anni, a salire la scala sociale e a diventare... (mica vorrete che ve lo racconti? è un libro da non perdere).

Pom, detta Didi, verrà ribattezzata Sarah, e farà la sguattera nella scuola per ragazze inglesi di Miss Jamison, dove imparerà il valore della vera amicizia e scoprirà una grande passione: quella per i libri e la letteratura. Spinta da un gran coraggio e da una titanica forza di volontà, inizierà di nascosto il suo processo di scolarizzazione, armata dell'Oxford English Dictionary e di qualche romanzo classico, imparerà la lingua dei colonizzatori. La sua capacità di parlare un inglese forbito le tornerà utile quando, rimasta nuovamente sola, cadrà nelle grinfie di una perfida maitresse, nella cui ricca casa Pom-Sarah diverrà Pamela, per poi fuggire ancora ed arrivare a Calcutta, dove rinascerà come Kamala e si costruirà un destino nuovo di zecca.
L'India delle caste, del colonialismo e dell'indipendenza, raccontata attraverso la storia avventurosa di una donna in grado di cambiare un destino già scritto alla nascita, in un romanzo di formazione che non ha probabilmente il pregio del realismo, ma che intrattiene con personaggi ben descritti, il profumo delle spezie ed i mille colori di un'India descritta nella sua fiera bellezza e nei suoi terribili contrasti sociali. Aggiungete un amore impossibile...e il gioco è fatto.

Genere: Quando Bollywood era di Sua Maestà.
Pagine:557
Voto: