lunedì 31 agosto 2015

Recensione: siamo tutti completamente fuori di noi di Karen Joy Fowler (Ediz. Ponte alle Grazie, 2015).

Ho finito da poche ore questo romanzo e mi sto scervellando su come scrivere una recensione sensata senza anticipare troppo e senza parlare di quello che è, allo stesso tempo, il tema portante del romanzo, ma anche il colpo di scena che mi ha lasciata a bocca così aperta da temere una dislocazione della mandibola. Capite bene che l'impresa è ardua, e probabilmente inutile, perché immagino molti di voi avranno letto recensioni o commenti in rete, dove tutto viene allegramente svelato in poche parole. 
Poche parole che rovinano l'esperienza di questo originalissimo, a tratti geniale, romanzo. Siamo tutti completamente fuori di noi di Karen Joy Fowler; io l'ho avvicinato in modo assolutamente ingenuo, la trama ufficiale, infatti, racconta poco o nulla, la copertina, con una ragazzina dal viso innocente arrampicata su di un albero verdissimo, le gambe a penzoloni, mi ha colpita, ispirandomi un grande senso di libertà. 
Non possiamo dirvi qui il fondamentale segreto di questo libro, che scoprirete leggendo. Possiamo però riferire quel che ne ha scritto la giuria del PEN/Faulkner, uno dei più prestigiosi premi letterari americani, assegnato nel 2014 a "Siamo tutti completamente fuori di noi": "Fowler dà un nuovo significato al principio secondo cui 'ogni famiglia infelice è infelice a modo suo'". E raccontare solo alcuni aspetti della trama: Rosemary Cooke ha cinque anni quando, d'estate, viene spedita dai nonni. Al ritorno in famiglia scopre che sua sorella è sparita e dell'argomento non bisogna parlare. Cinque anni più tardi, suo fratello scappa di casa, e probabilmente è ricercato dall'FBI. È facile intuire quanto la vita di Rosemary sia segnata da queste due assenze. Ma quando devi raccontare una storia, le ha insegnato suo padre, comincia dal centro. Salta l'inizio. E al centro di questa storia c'è lei ventiduenne che si ritrova finalmente a fare i conti col proprio passato e coi propri ricordi. Tra l'altro, e lei lo sa benissimo, dei ricordi non ci si può fidare più di tanto...

Rosemary Cooke e la sua famiglia molto complicata: ecco il mio punto di partenza. Non potevo immaginare però quanto profondamente ferita, chiusa e prigioniera del proprio passato fosse la famiglia Cooke. Quanto il mestiere del professor Cooke, capofamiglia e psicologo comportamentalista, docente universitario irremovibilmente aggrappato alla sua scienza, avrebbe influito sulla moglie e sui tre figli. Fern, Rosemary e Lowell, uniti dal legame a volte doloroso e fallibile che solo i fratelli conoscono, un legame fatto di piccole grandi gelosie e tradimenti, di assenze dolorose ma destinato a durare, almeno nel cuore, tutta la vita.

Rosemary. Questa è la sua storia, complicata, visionaria a volte, i ricordi che si accavallano, avanti e indietro in un viaggio nel tempo e nella memoria. 
Rose bambina, chiacchierona e amata, vive in una fattoria piena di gente; Rose cresciuta, ragazza fin troppo silenziosa e solitaria, frequenta senza grandi risultati l'università; Rosemary che si è vista strappare a breve distanza di tempo, in tenera età, entrambi i fratelli: Fern, la sorella con cui è cresciuta in simbiosi, scomparsa misteriosamente, Lowell, il fratello maggiore, fuggito volontariamente da una famiglia sempre più cupa e decimata. Ogni defezione un trasloco, in case sempre più piccole e silenziose, la porta della camera dei genitori un muro invalicabile per Rosemary, che reca sulle spalle tutto il peso dell'essere "quella rimasta", la testimone del fallimento degli ideali di famiglia, con il dubbio perenne, forse anche motivato, di avere in qualche modo colpa nell'allontanamento dei fratelli.
Quella che ci racconta Karen Joy Fowler è una storia di perdita, di elaborazione e perdono, ma è anche un'incredibile storia di denuncia, le cui radici sono profondamente radicate negli anni settanta, quando gli studi su psicologia e comportamento fiorivano ovunque, sull'onda di un ottimismo scientifico e culturale che spesso sfiorava l'irresponsabilità. 
Storia d'amore e "libertà" toccante, è un romanzo che a volte confonde, mescolando momenti di ironia, a momenti di profonda commozione, intercalati da dissertazioni scientifiche e filosofiche che personalmente ho trovato piuttosto ridondanti. Non è una prosa semplice e immediata, quella della Fowler, ma è disseminata di verità e frasi davvero azzeccate, di immagini indimenticabili e di un'originalità che, come ho detto, sfiora la genialità.
Un romanzo che non piacerà a tutti, ma che merita una chance.
Vorrei dirvi molto altro, ma vi rovinerei davvero la lettura! 

Genere: Il passato è una terra straniera.
Pagine: 311.
Voto: 



lunedì 24 agosto 2015

Recensione: Il mistero di Oliver Ryan di Liz Nugent (Ediz. Neri Pozza, 2014).

Oggi vi parlo di un romanzo che ho appena finito di leggere, Il mistero di Oliver Ryan, un libro che ho davvero apprezzato molto.
Oliver Ryan è un uomo sicuro di sé. Unisce, come dice Michael, suo amico sin dai tempi dell'università, "un'avvenenza poetica" a modi compiti e riservati. Una combinazione irresistibile per le numerose ragazze da lui sedotte in gioventù, quando se ne andava in giro come un divo del cinema coi suoi completi di lino e gli occhi scuri da bel tenebroso. Una combinazione irresistibile anche per tv e media dublinesi, che fanno a gara per averlo nei talk show e sulle pagine delle riviste patinate. Oliver Ryan è, infatti, uno scrittore famoso, uno dei più noti autori irlandesi di libri per bambini. Come sovente accade agli uomini di successo, ha una compagna dolce e carina: Alice, che illustra magnificamente le sue opere, ma rifugge le luci della ribalta ed è così schiva che non vuole nemmeno rivelare che l'illustratrice dei volumi di Vincent Dax - il nom de plume di Oliver - è sua moglie. Una sera di novembre del 2011, dopo una cenetta deliziosa a base di tajine di agnello, roulade con i lamponi e Sancerre, accade l'irreparabile. Nella casa della coppia, situata nell'elegante Pembroke Avenue, Oliver picchia così selvaggiamente Alice da ridurla in coma... un corpo inerte disteso per terra, la testa e il tronco curvi come un punto interrogativo. La notizia fa subito il giro di tv e giornali. Com'è possibile che il carnefice dell'illustratrice sia proprio Vincent Dax? Lo scrittore venerato da un ampio pubblico per i suoi modi cortesi e per l'irresistibile fascino della sua persona?

Cinico, tagliente, acuto, questo romanzo d'esordio di Liz Nugent mi ha affascinato. 
Solo poche settimane fa ho recensito  Il ragazzo in soffitta, di Pupi Avati (qui), un noir incentrato su un tema particolare, quello della nascita di un "mostro", di una persona che si macchia di crimini efferati. Mostri si nasce o si diventa? 
Anche il romanzo della Nugent racconta la vita di un "mostro",Oliver Ryan, partendo dalla ricostruzione minuziosa e corale dei tanti eventi concatenati che conducono al dramma. Sono molti, infatti, i personaggi che, capitolo dopo capitolo, raccontano la propria verità su Oliver, persone che hanno subito il fascino subdolo e manipolatore del protagonista, testimoni in una specie di processo immaginario, in cui Oliver è l'accusato, ma anche un lucido testimone.
Il crimine commesso? L'aver picchiato selvaggiamente, e senza apparente motivo, la moglie Alice, donna devota e silenziosa, vittima senza voce di una intricata vicenda che inizia nella cattolicissima Irlanda degli anni '70, dipanandosi fino ai giorni nostri.
Chi è veramente Oliver Ryan? Lo scrittore di libri per l'infanzia celebrato dalla critica e amato dalle donne? Il marito freddo e manesco? Il fidanzato troppo ambizioso per assumersi le proprie responsabilità o il bambino malvestito e cresciuto con un disperato bisogno d'amore e approvazione?
Oliver Ryan come Samuele Menczer, del romanzo di Avati, sono destinati ad essere diversi (e forse cattivi) ancor prima della nascita, a causa di famiglie d'origine che costituiscono già da sole una condanna? Ai lettori la sentenza.
Liz Nugent non ha lo sguardo indulgente e pietoso di Pupi Avati, sceglie un taglio quasi giornalistico e distaccato; Oliver ci viene raccontato e si racconta in modo lucidamente spietato, non chiede e non evoca nessuna simpatia, il risultato è un noir deliziosamente crudele, in cui cattiveria, amore, bugie, tradimenti e perbenismo si mescolano sapientemente.
Un noir intelligente, con un finale inaspettato. Da non perdere.

Genere: Segreti, bugie e cattiverie.
Pagine:223.
Voto:
 e mezzo

sabato 22 agosto 2015

Segnalazioni: Giada Befanelli & Tania Paxia.

Buongiorno lettori! come state? io sto leggendo un bel po' di libri, presto ritornerò con le recensioni. Oggi vi lascio due segnalazioni, scusandomi con le autrici per il ritardo nella pubblicazione; purtroppo è stato un periodo molto movimentato, ma ora piano piano si torna alla normalità.

Giada BefanelliAlone. Il solitario, genere urban fantasy (self published, disponibile su Amazon dal 9 luglio u.s.).

Dopo aver attraversato la Svezia, il cacciatore di lupi mannari Einar Ivarsson arriva nella piccola e silenziosa città di Falun. Lì viene ingaggiato per uccidere Kirsi, una ragazza che due mesi prima si è tramutata in mannaro, aggredendo due uomini. Ma niente è ciò che sembra e, tra apparizioni misteriose e rivelazioni oscure quanto pericolose, Einar si troverà a dover fare delle scelte difficili che riporteranno a galla il suo passato.

Giada Bafanelli ha 27 anni e le sue più grandi passioni sono sempre state la musica e la narrativa, specialmente di genere fantasy. Oltre al racconto urban fantasy “Alone. Il solitario”, ha pubblicato il romanzo fantasy ispirato alla mitologia norrena “La figlia della vendetta” e il prequel “I giardini di Asgard”.

Link utili: Blog: http://paginemagiche.blogspot.it/
Facebook: https://www.facebook.com/GiadaBafanelliAutrice
Twitter: https://twitter.com/GiadaBafanelli



Tania Paxia: Ti amo già da un po', genere narrativa rosa (self published, disponibile su Amazon dal 22 luglio u.s.)

Keene, New Hampshire
5 Giugno 2006
Ore 22:50
Harper
Lei era lì, dall’altro lato della strada, più bella che mai, con i capelli castani tirati in una coda di cavallo, mentre sorrideva allegra, aggiustandosi la piccola borsa a tracolla che le era scivolata di fianco. Indossava degli shorts corti di jeans, abbinati a una t-shirt rosa. Era accaldata, forse era davvero corsa fin lì da chissà dove.
Il tempo si fermò, concentrandosi in un solo attimo. L’attimo in cui realizzai che non era lì per me, ma era insieme a…
May
“Owen” mi bloccai all’istante, senza fiato. “Ci sediamo?” gli indicai una delle panchine che costeggiavano la strada, di fronte al gazebo rotondo in legno, nella piazza principale. Era uno dei miei posti preferiti.

Un biglietto. Un malinteso. Questo ha portato Maybelle Watson (detta Trilli) e Peter Harper ad allontanarsi. Da amici per la pelle, sono diventati due estranei, per gli otto anni consecutivi, fino a quando May, stufa della sua vita a New York, del suo lavoro di avvocato, del suo fidanzato apatico e insensibile, avvocato anche lui, decide di tornare a Keene. Ed è qui che incontrerà di nuovo Peter Harper, il suo amico speciale, il suo Peter personale. Tra liti, scontri e cioccolate calde col cuore di gelato, May scoprirà cosa Harper avrebbe voluto dirle quella sera di inizio estate.

Tania Paxia vive a Bibbona, un paesino nella provincia di Livorno. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza (Magistrale) di Pisa e una delle sue grandi passioni è scrivere.
“Nicholas ed Evelyn e il Diamante Guardiano” è il suo primo romanzo. Il racconto che lo segue “Nicholas ed Evelyn e il Dragone Carbonchio” è uscito il 1 marzo. Il secondo della serie “Nicholas ed Evelyn” è in fase di scrittura. Nel frattempo, ha scritto altri libri: “La Pergamena del Tempio” un giallo su base storica edito da Europolis Editing, in ripubblicazione autonoma il 14 agosto 2015, un paranormal “Il marchio dell’Anima EVANESCENT The Rescuer of Souls #1”, un fantasy “La cacciatrice di stelle” e una commedia romantica intitolata “Sono io Taylor Jordan!”.

Link utili: Goodreads: https://www.goodreads.com/book/show/25860172-ti-amo-gi-da-un-po
Blog http://www.nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it


Mi scuso ancora con Giada e Tania per il ritardo e auguro loro un grosso in bocca al lupo per i loro lavori (sono due autrici instancabili!).



giovedì 13 agosto 2015

Recensione: La specialista del cuore di Claire Holden Rothman (Ediz. Neri Pozza, 2010/ BEAT, 2015).

È una gelida notte d'inverno del 1874 quando Honoré Bourret, rinomato medico di St Andrews East, ridente cittadina del Quebec vicina alla foce del fiume Ottawa, entra nella camera di Agnès, la sua bambina di cinque anni, la bacia, esce, poi raccoglie nella sua stanza qualche vestito e i soldi messi da parte per il battesimo di Laure, l'altra figlia di cui sua moglie è in attesa, e scappa. Una fuga generata da un'accusa orribile: aver percosso e affogato sulla riva dell'Ottawa Marie, sua sorella, una ragazza storpia e muta, diventata, a detta degli abitanti di St Andrews East, un peso insopportabile per lui e la sua carriera dopo la scomparsa dei loro genitori. Da quella notte d'inverno, un pensiero ossessivo si insinua nella mente di Agnès: ritrovare suo padre, "quell'uomo triste e tenebroso", e riconquistarlo. Alla morte della madre, incapace di sopravvivere agli eventi, Agnès, la pelle scura come quella di una zingara, viene accudita dalla nonna assieme a sua sorella Laure, bella come un angelo coi suoi capelli setosi e color del grano. Mentre Laure si rifugia nel suo mondo protetto e incantato di bambina dalla salute cagionevole, Agnès coltiva con ostinazione un sogno apparentemente irrealizzabile per una ragazzina del XIX secolo: percorrere le stesse orme del padre, diventare medico, nella speranza di poterlo un giorno incontrare.
La specialista del cuore di Claire Holden Rothman è un romanzo che desideravo leggere da parecchio tempo. Mi incuriosiva il fatto che fosse liberamente tratto dalla vera storia di Maude Abbott (1869-1940), una delle prime donne a laurearsi in medicina in Canada alla fine dell'Ottocento, nota nel mondo medico per i suoi studi dettagliati sull'anatomia del cuore e delle sue malformazioni. Complice il titolo e soprattutto la copertina della vecchia edizione Neri Pozza, credevo il libro ripercorresse le vicende della Abbott, Agnes White Bourret nel romanzo, puntando molto sul lato sentimentale della sua straordinaria vita. Mi sbagliavo.
La specialista del cuore è un libro che racconta sicuramente sentimenti, senza però indugiare in sentimentalismi, dipingendo abilmente e senza fronzoli la figura di una donna forte, motivata e pronta a tutto pur di coronare il suo sogno, un sogno assolutamente impensabile per una donna della sua generazione: diventare medico, seguendo le orme di un padre assente, conosciuto appena e idealizzato per gran parte della vita.
La laurea in medicina, i tirocini in Europa, la dura lotta contro il maschilismo che le vieta, nel suo paese, la pratica della professione (una donna non poteva visitare i pazienti, specie maschi, era considerata una cosa disdicevole), ma soprattutto la sua storia famigliare non certo felice, fanno di Agnes una persona profondamente sola, austera nel modo di vivere e rapportarsi con gli altri. Più in sintonia col mondo maschile, che pur per anni l'ha veementemente rifiutata, Agnes rifugge da qualsivoglia forma di femminilità, sia nell'aspetto esteriore, sia in quello più intimo. Spesso incapace di lasciarsi guidare dai sentimenti, inseguirà sempre la figura paterna, amando uomini con la devozione di una figlia o di una discepola, più che con la passione di un'amante. La vera passione la coglierà alla fine di sorpresa, quasi impreparata davanti a un sentimento così irrazionale.
Un bel romanzo, ben scritto e originale, non aspettatevi però barattoli di cuori e farfalle colorate, Agnes White nei barattoli di vetro che portava spesso in borsa , racchiudeva ben altro! 
Più simile alla donna ritratta nella copertina della recente edizione Beat, Agnes attraversa indomita la Storia della prima metà del Novecento, sempre anticonvenzionale, sempre invidiando il mondo degli uomini, forse inconsapevole del ruolo che giocherà nell'emancipazione femminile.

La sua unica "debolezza"? quel padre che l'ha abbandonata da piccola, segnando per sempre, nel bene e nel male, la sua vita.
Da leggere.

Genere: Cuore ribelle.
Pagine:379.
Voto:         
             e mezzo