venerdì 30 ottobre 2015

Segnalazioni: Cristina Vichi & Daniela Lojarro.

Ritorna anche la rubrica che si occupa di segnalare scrittori emergenti. Mi devo proprio scusare con gli autori/autrici che mi hanno contattata in questi ultimi due mesi (forse anche tre!) per il grande ritardo nella pubblicazione dei post loro dedicati; il tempo è tiranno e ho voluto dare la precedenza alle recensioni arretrate, non me ne vogliate.
Oggi vi segnalo:
Celeste di Cristina Vichi (2015, selfpublished, disponibile su Amazon in formato digitale e cartaceo. Genere: romanzo storico.).

Celeste è una ragazza dal cuore selvaggio e impavido, con una forza emotiva talmente spiccata da riuscire a ribellarsi alla corrente ideologica di tutta la nobiltà. 
L’inaspettato incontro con l’amore sconvolgerà non poco la sua vita, ma lei combattiva e diffidente, cercherà di resistere con tutte le sue forze a quel turbine di emozioni profonde e sconosciute penetrate nel suo cuore senza chiedere il permesso. 
Il passato, però, con i suoi drammi e inganni, sta per esplodere e Celeste si trova proprio al centro di tutto, perché ciò che lei è dipende anche da avvenimenti accaduti quando ancora non era nata.
L'autrice: Cristina Vichi è nata nel 1985 a Rimini e si è diplomata al Liceo Psicopedagogico. Mamma di tre bambini, assistente dentista e cameriera occasionale, asseconda la sua passione ritagliandosi spazi di tempo per scrivere.
Link utili: https://www.cristinavichi.blogspot.com/
http://www.amazon.it/Celeste-Cristina-Vichi-ebook/dp/B00VDFM6IK/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1436482124&sr=1-1&keywords=celeste

Fahryon - Il suono sacro di Arjiam ( Parte prima) di Daniela Lojarro (2015, GDS Editrice; disponibile in formato digitale in tutti gli store on line. Genere: fantasy).
«Esisterebbe la luce senza il sole? O il calore senza il fuoco? Il Suono Sacro ha creato il Mondo e noi facciamo parte del Suo canto.»
Nel regno di Arjiam, Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell'Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell'Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.
L'autriceDaniela Lojarro è nata a Torino. Terminati gli studi classici e musicali (canto e pianoforte), vince alcuni concorsi internazionali di canto che le aprono le porte fin da giovanissima a una carriera internazionale sui più prestigiosi palcoscenici in Europa, negli U.S.A., in Sud Corea, in Sud Africa nei ruoli di Lucia di Lammermoor, Gilda in Rigoletto e Violetta in Traviata. Alcuni brani che ha inciso sono entrati nelle colonne sonore di diversi film, fra i quali «The Departed» di M. Scorsese, «Il giovane Toscanini» di F. Zeffirelli e «I shot Andy Wharol» di M. Harron. 
Si dedica anche all’insegnamento del canto e alla musico-terapia come terapista in audio-fonologia, una rieducazione della voce e dell’ascolto rivolta ad adulti o bambini con difficoltà nello sviluppo della lingua oppure ad attori, cantanti, commentatori televisivi, insegnanti, manager per sviluppare le potenzialità vocali.
Link utili: http://www.mondadoristore.it/Fahryon-suono-sacro-arjiam-Daniela-Lojarro/eai978886782437/
http://www.ibs.it/ebook/lojarro-daniela/suono-sacro-di-arjiam/9788867824373.html
http://www.amazon.it/Fahryon-suono-sacro-arjiam-Parte-ebook/dp/B012JOPXW4/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1441546714&sr=1-1&keywords=fahryon

Per oggi è tutto, nei prossimi post vi lascerò altre segnalazioni, in ordine di arrivo nella mia mail box! 

mercoledì 28 ottobre 2015

La mia settimana librosa 2. #21.

Lettori! che cosa fate in questa giornata uggiosa? io ho giusto il tempo di aggiornarvi riguardo le mie letture.
Ho letto La parabola delle stelle cadenti di Chiara Passilongo (qui) e L'inganno di Charlotte Link (qui), due romanzi che mi hanno tenuto buona compagnia, vi lascio il link alla recensione.
Sto leggendo L'estate del bene e del male di Miranda Beverly Whittemore (Sonzogno, 2014), un libro che ho ricevuto in regalo e che per ora (ma sono solo all'inizio) mi sta intrigando parecchio.

Dopo aver vinto una borsa di studio per un college prestigioso dell'East Coast, l'intelligente ma ordinaria Mabel Dagmar si trova a essere compagna di stanza della ricca e capricciosa Genevra Winslow. Mabel viene subito stregata dal mondo aristocratico di Ev e, contro ogni previsione, tra le due ragazze nasce una forte amicizia. Così quando Ev invita Mabel a passare l'estate a Winloch, la centenaria proprietà di famiglia affacciata su un lago del Vermont dove il potente clan Winslow ama radunarsi, Mabel accetta senza pensarci due volte. Lì, tra bagni di mezzanotte, gite in barca, feste e fuochi d'artificio, Mabel si rende conto di avere trovato tutto ciò che ha sempre desiderato: l'amicizia, l'amore, il lusso e, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, la sensazione di far parte di qualcosa di bello e felice. Tuttavia, a mano a mano che l'estate avanza, Mabel avverte che sull'abbagliante perfezione dei Winslow si allungano ombre inquietanti che affondano le radici in un tempo lontano. Mentre indaga sui loro segreti, Mabel si ritrova a lottare con i demoni del suo stesso passato e scopre che a volte il Bene non è altro che una maschera. E che nell'eden di Winloch si nasconde un Male che forse solo lei è in grado di fermare. La ragazza dovrà scegliere: affrontare l'orrore che batte nel cuore del clan e farsi cacciare da quel paradiso, oppure lasciarsi sedurre dallo splendente futuro che le viene offerto.
Ho ricevuto in omaggio da Mondadori Tutto quello che siamo di Federica Bosco, un'autrice che personalmente non ho ancora avuto occasione di conoscere e che si cimenta per la prima volta nel genere YA. Come sapete è un genere in cui solitamente non mi trovo a mio agio, ma sono curiosa di scoprire questa autrice e la trama mi sembra molto carina.


Marina ha 19 anni e una vita non facile. Una mamma che se n'è andata troppo presto, un padre padrone, il sogno di frequentare l'Accademia di Belle Arti lasciato nel cassetto per evitare che il fratellino venisse cresciuto dalla "matrigna", e la scelta di andare a lavorare per non gravare sul padre pronto a rinfacciarglielo. Si sente peggio di Cenerentola: profondamente sola, incompresa e armata solo di una bella dose di ironia, ma senza nessuna Fata madrina all'orizzonte che venga a salvarla. L'amore è qualcosa a cui, ovviamente, non ha mai neanche pensato, e comunque l'unico ragazzo che le interessa, spocchioso studente del terzo anno, che vede tutte le mattine al bar dove lavora (giusto davanti all'Accademia, tanto per farsi del male!) sembra non accorgersi di lei. Fino al giorno in cui i loro sguardi si incrociano...

Sono in trepidante attesa de Le conseguenze dell'odio, l'ultimo romanzo di Elizabeth George, la mia giallista preferita (lo so, sono ripetitiva, ormai lo sanno anche i sassi). Uscirà, in contemporanea con la pubblicazione in USA e UK (amen!), il 5 novembre per Longanesi. Ho già prenotato la mia copia, perchè davanti a Sir Thomas Lynley non ci sono per nessuno!

Non c'è pace per l'ispettore di New Scotland Yard Thomas Lynley, che, reduce dalla difficile indagine condotta in Italia, si trova a scavare tra i segreti, i risentimenti e i rimorsi di una famiglia segnata da un lutto terribile: un suicidio che, ogni giorno di più, rivela risvolti agghiaccianti, costringendo Lynley ad affrontare i suoi stessi, dolorosissimi fantasmi, in quello che si annuncia come il caso più complesso della sua carriera. La vita non sorride nemmeno al suo storico braccio destro, Barbara Havers, che attraversa una profonda crisi personale e professionale. Sperando di aiutarla a ritrovare la sicurezza e lo smalto di un tempo, Lynley accetta di affidarle un caso che Barbara stessa si è trovata tra le mani: la morte in circostanze sospette di una scrittrice nota per le sue posizioni a favore del femminismo. Per risolvere l'enigma, Barbara parte per il Dorset, dove, dietro una facciata incantevole di villaggi pittoreschi, distese di colline erbose e scogliere bianche a picco sul mare, scopre un mondo di tradimenti, incontri clandestini e amori trasformati in gabbie da cui è impossibile fuggire...

lunedì 26 ottobre 2015

Recensione: L'Inganno di Charlotte Link (Ediz. Corbaccio, 2015).

Buongiorno lettori! oggi è stata una splendida giornata autunnale e io sono qui in Libreria a raccontarvi le mie impressioni sull'ultimo romanzo di Charlotte Link, L'inganno.

Charlotte Link non ha bisogno di presentazioni, è un'autrice di romanzi a sfondo storico e di thriller psicologici molto conosciuta; personalmente ho amato gran parte dei suoi libri, mi vengono in mente La casa delle sorelle, La donne delle rose, Nobody: tutti caratterizzati da trame avvincenti e da personaggi decisamente ben caratterizzati. Devo ammettere che il penultimo romanzo, Giochi d'ombrapubblicato nel 2014, lo ricordo come una lettura deludente e piuttosto noiosa. 
Attendevo quindi con ansia L'inganno, che è risultato un thriller ben scritto, non noioso, ma non all'altezza dei titoli che hanno reso popolare questa prolifica autrice tedesca.

Quando Jonas e Stella Crane ricevono la visita della madre biologica del loro bambino, Sammy, capiscono che stanno per precipitare in un incubo. Il nuovo compagno di Terry è un uomo violento, un manipolatore e di sicuro non è mosso dall’impulso di appagare il desiderio della giovane donna di rivedere il figlio dato in adozione appena nato. Dentro un incubo, invece, si trova già Kate Linville, poliziotta di Scotland Yard, da quando il padre, ispettore di polizia in pensione, è stato trovato brutalmente assassinato a casa sua nello Yorkshire. Kate non si fida degli agenti che si occupano del caso, sa che suo padre nel corso di un’integerrima carriera si è fatto molti nemici fra i delinquenti che ha contribuito ad arrestare, ma tutte le indagini in quella direzione sembrano portare a un punto morto. E nel frattempo una donna viene uccisa nello stesso identico modo. Una donna apparentemente estranea alla vita di Richard Linville… Famiglie apparentemente estranee l’una all’altra, persone che nulla hanno in comune se non il disperato bisogno di nascondere i lati oscuri della propria vita, finché un assassino che da anni cova un odio feroce non tenterà di unire il loro destino in un mortale disegno di vendetta. Charlotte Link fa ancora centro con un thriller che lascia col fiato sospeso fino all’ultima pagina e che mostra come la normalità di una vita non sia spesso altro che una facciata che nasconde realtà oscure e inquietanti.

Il romanzo ci racconta due storie parallele che si svolgono sullo stesso piano temporale e che coinvolgono persone apparentemente provenienti da mondi diversi e senza nessun comune denominatore. Da una parte Stella e Jonas Crane, alle perse con la madre biologica del loro figlio adottivo e con il di lei compagno, un uomo manipolatore violento, dall'altra Kate Linville, poliziotta insicura e dalla scarsa autostima, alla ricerca dell'assassino dell'amatissimo padre.
Le loro storie di incontreranno ad un certo punto, intersecandosi con quelle di tanti altri personaggi, coinvolti, più o meno direttamente, con l'omicidio Linville.
La lettura è piacevole, scorrevole, ma la trama, seppur ben costruita, non mi ha coinvolta particolarmente e penso che in parte questo sia dovuto al fatto che mi è risultato difficile entrare in sintonia con i personaggi, tifare per loro, soffrire per i dolori e le tragedie che si trovano ad affrontare e per le debolezze che li paralizzano. La Link ha creato in passato personaggi indimenticabili, Kate Linville, al confronto, mi è sembrata un po' insipida. 
In conclusione, un buon thriller che sonda il lato oscuro della natura umana.

Genere: piccoli & grandi scheletri nell'armadio.
Pagine:427.

Voto :
       e mezzo.

martedì 20 ottobre 2015

Recensione: La parabola delle stelle cadenti di Chiara Passilongo (Ediz. Mondadori, 2015).

Chiara Passilongo, veronese, classe 1981, ci racconta, nel suo romanzo d'esordio La parabola delle stelle cadenti, una storia famigliare che diviene, pagina dopo pagina, un vivido affresco degli ultimi 30 anni della storia politica e sociale del nostro paese. Lo fa con intelligenza, immergendosi in una realtà, quella della provincia operosa del nord est, nella quale è evidentemente a sua agio; riesce a dosare sapientemente dramma e commedia, con uno stile scorrevole e leggero ma per nulla superficiale. Il risultato è una saga famigliare decisamente attuale e molto gradevole.

Achille Vicentini è un piccolo imprenditore della provincia veronese, negli anni '70 ha trasformato il forno a conduzione famigliare del padre in una piccola industria dolciaria, nel 1981, per festeggiare la nascita dei suoi attesissimi figli, che vengono alla luce la notte del 10 di agosto, Achille inventa un impasto speciale per una merendina fatta a forma di stella cadente: è un successo, la produzione cresce assieme all'azienda Vicentini e Achille, come molti altri italiani, vive un periodo in cui tutto sembra possibile.

Testardo, sanguigno, facile all'ira, Achille è un uomo che vive per la famiglia e l'azienda, che per lui sono un'unica cosa. Uomo di destra, dalle vedute spesso ristrette e ammantate di perbenismo, Achille è fondamentalmente un gran lavoratore e una persona onesta e rappresenta perfettamente la generazione di imprenditori che ha reso il Veneto una regione ricca e laboriosa. Ma la vera forza di Achille Vicentini è la moglie Nora. È lei, figlia di un avvocato e amante dell'arte, mentalmente più aperta del marito, che silenziosamente lo accudisce, consiglia e ne smussa gli angoli, lei che gli ricorda le medicine quando la salute vacilla, lei che cuce e ricuce gli strappi che immancabilmente si creano in famiglia. Mentre gli anni passano e i figli, Giulia e Francesco, i due gemelli della "tortina San Lorenzo", crescono, tra cuori infranti e piccole e grandi contestazioni rivolte all'ingombrante figura paterna, l'Italia cambia assieme alla famiglia Vicentini: gli anni della ricchezza e dello sviluppo fanno posto a quelli della crisi delle piccole e medie imprese. E così, tra lacrime e sorrisi, seguiamo la parabola, questa volta in discesa, di Achille Vicentini, tradito dai tempi, da una politica sempre più spietata e confusa, da amici senza remore morali e da un senso dell'onore che, malgrado qualche scivolone, non ha mai perduto. Achille, simile ad una stella cadente:

"...e stelle più luminose di tutte le altre: si incendiano per attrito, bruciano quello che sta intorno a loro e poi arrivano a spegnersi, consumate dalle loro stesse fiamme".

Una storia tutta italiana in cui molti potranno riconoscersi, una galleria di personaggi ben descritti nei vizi e nelle virtù (personalmente ho preferito le figure della vecchia generazione rispetto ai giovani), in questo bel romanzo d'esordio che consiglio a tutti. 


sabato 17 ottobre 2015

La mia settimana librosa 2 #20.

Ritorna la rubrica delle letture presenti, passate e future, l'avevo messa in stand by durante l'estate e poi colpevolmente abbandonata. Oggi si riprende!

Recentemente ho letto alcuni libri che mi sono piaciuti, li ho quasi tutti recensiti, li trovate nei post precedenti. Vi lascio il link della recensione riguardante un romanzo che ho appena finito, penso che meriti, è il primo 5 stelle dell'anno! Si tratta del primo volume della saga dei Cazalet, Gli anni della leggerezza di Elizabeth J. Howard (qui).
In questo momento sto leggendo La parabola delle stelle cadenti di Chiara Passilongo (ricevuto in omaggio da Mondadori) e devo dire che mi sta veramente appassionando! un libro d'esordio davvero bello per questa giovane autrice, che è, tra le altre cose, mia concittadina.

10 agosto 1981: Nora dà alla luce due gemelli, Francesco e Gloria. Achille Vicentini, il neo padre, sta tornando a casa dopo la notte in ospedale, a bordo della sua Giulietta, euforico. Attraversa il panorama di "case e aziende, case e aziende" che ben conosce: così è tutta la campagna veneta dove vive, popolosa e operosa. Lui stesso vi contribuisce da quando con suo padre ha trasformato il forno di famiglia, nel centro di Borgo San Bartolomeo, in una piccola azienda dolciaria. Alla ditta e ai figli Achille intende dedicare ogni suo giorno. È uno tutto d'un pezzo, un uomo di destra pervaso però da un senso di responsabilità di marca socialista nei confronti di chi lavora per lui: i dipendenti sono parte della famiglia. È con loro che Achille escogita il modo più bello di festeggiare la notte in cui i suoi figli sono nati: una nuova merendina a forma di stella cadente, la Tortina San Lorenzo, destinata ad avere grande successo. Achille già immagina Francesco e Gloria che crescono mangiando quei dolci genuini, che diventano bimbi paffuti, adolescenti sereni, studenti d'eccellenza pronti a prendere in mano le sorti della ditta. Dagli anni Ottanta a oggi le vite di Achille e Nora, di Gloria e Francesco e di tutta la comunità che li circonda vengono narrate come in un album di fotografie, pieno di luci, di sorrisi e di ombre. Nulla, o quasi, sarà come Achille lo aveva previsto.

La mia prossima lettura potrebbe essere L'inganno, l'ultimo romanzo di un'autrice che amo molto, Charlotte Link.
Quando Jonas e Stella Crane ricevono la visita della madre biologica del loro bambino, Sammy, capiscono che stanno per precipitare in un incubo. Il nuovo compagno di Terry è un uomo violento, un manipolatore e di sicuro non è mosso dall’impulso di appagare il desiderio della giovane donna di rivedere il figlio dato in adozione appena nato. Dentro un incubo, invece, si trova già Kate Linville, poliziotta di Scotland Yard, da quando il padre, ispettore di polizia in pensione, è stato trovato brutalmente assassinato a casa sua nello Yorkshire. Kate non si fida degli agenti che si occupano del caso, sa che suo padre nel corso di un’integerrima carriera si è fatto molti nemici fra i delinquenti che ha contribuito ad arrestare, ma tutte le indagini in quella direzione sembrano portare a un punto morto. E nel frattempo una donna viene uccisa nello stesso identico modo. Una donna apparentemente estranea alla vita di Richard Linville… Famiglie apparentemente estranee l’una all’altra, persone che nulla hanno in comune se non il disperato bisogno di nascondere i lati oscuri della propria vita, finché un assassino che da anni cova un odio feroce non tenterà di unire il loro destino in un mortale disegno di vendetta. Charlotte Link fa ancora centro con un thriller che lascia col fiato sospeso fino all’ultima pagina e che mostra come la normalità di una vita non sia spesso altro che una facciata che nasconde realtà oscure e inquietanti.

Un altro romanzo che penso di leggere presto, omaggio della Casa Editrice Mondadori, che ringrazio, è La felicità dell'attesa di carmine Abate, un autore che ho una gran voglia di scoprire!

«Il primo a partire fu Carmine Leto, il nonno paterno di cui porto il nome.» Comincia così la nuova saga di Carmine Abate che abbraccia quattro generazioni della famiglia Leto, più di un secolo di storie e tre continenti. Come La collina del vento era la storia di una famiglia che rimane e resiste, così La felicità dell'attesa racconta i destini – più che mai attuali – di quanti lasciarono le sponde del Mediterraneo per cercare fortuna altrove, approdando nella "Merica Bona": una terra dura eppure favolosa, di polvere e grattacieli, sfide e trionfi È qui, negli States, che un ragazzo partito nel 1903 dal paese arbëresh di Carfizzi, la mitica Hora di Abate, può diventare un campione di bowling noto in tutto il mondo: Andy "The Greek" Varipapa. Proprio lui è il mentore di Jon Leto, l'uomo che parte tre volte: per vendetta, per amore e per lavoro. A Los Angeles, grazie a Andy, Jon incontrerà una giovane donna circonfusa di un fascino magnetico, come il neo ammaliatore sulla sua guancia sinistra: Norma Jeane, non ancora nota con il nome che la renderà un mito... Carmine Abate dà vita a una grandiosa epopea tra l'Italia e il "mondo grande", che ancora una volta scava nella nostra memoria collettiva e ci racconta di uomini e donne coraggiosi: dal capostipite Carmine Leto, con la sua moglie americana, al figlio Jon e al nipote Carmine, il narratore della storia, che segue le tracce segrete del proprio padre; dal duro lavoro nelle miniere del Meridione alle speranze di riscatto nella "terra promessa" oltreoceano; dalle straordinarie donne del passato a quelle di oggi, come Lina Leto, irrequieta e ribelle, e la figlia Lucy, che ai giorni nostri torna inaspettatamente al paese per riscoprire le proprie radici.

Per questa volta è tutto! e voi? cosa leggete?
Alla prossima!

giovedì 15 ottobre 2015

Recensione: Gli anni della leggerezza, la saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard (Ediz. Fazi, 2015).

Gli anni della leggerezza è il primo capitolo di una saga in cinque volumi incentrata sulla famiglia Cazalet, creata da Elizabeth Jane Howard e pubblicata in Inghilterra tra il 1988 e 2013 con strabiliante successo (ne è stata tratta anche una serie TV).
Fazi ha riscoperto questa opera letteraria e ce ne propone il primo volume che, personalmente, ho amato alla follia.
I Cazalet sono una famiglia facoltosa, non hanno sangue blu nella vene, ma godono di una solida posizioni sociale grazie al commercio di legname. La loro vita si divide tra Londra e la splendida casa di campagna nel Sussex, a pochi chilometri dal mare, che accoglie l'intera famiglia, parenti e amici, durante l'estate. 
Il romanzo racconta le vicende personali e umane dei Cazalet, che si intrecciano a quelle storiche nel corso di due lunghe stagioni estive, quella del 1937 e quella del 1938.
Il salotto di Home Place, dimora di campagna del clan, è sempre animato e pieno di vita, suoni, voci e profumi; da lettrice mi sono immersa nella sua atmosfera totalmente, tanto che mi sembra di averci trascorso qualche giorno, comodamente seduta su una poltrona di pelle, magari davanti a té e dolcetti, mentre il Generale e la Duchessa, così vengono affettuosamente chiamati i capostipiti Cazalet, organizzano le giornate di figli e nipoti, decidono menu più o meno complessi con la cuoca, controllano il lavoro delle domestiche e delle tate. L'atmosfera è ovattata, le regole della morale vittoriana scandiscono la quotidianità dell'anziana coppia, ma i tempi stanno cambiando, in fretta ed inesorabilmente. I quattro figli Cazalet e le loro famiglie fanno parte di una generazione in bilico tra i dettami del passato e l'ansia di rinnovamento. C'è Edward, bello e fin troppo sicuro di sé e sua moglie Villy, ex danzatrice classica, ora moglie e mamma dagli occhi velati di tristezza; c'è Hugh, che porta ben visibili nel fisico e nella psiche i segni della grande guerra, con la dolce Sybil; c'è Rupert, l'artista, il fratello più sensibile, che ha sposato in seconde nozze la capricciosa e giovanissima Zoe. E poi c'è Rachel, unica femmina, generosa e piena di attenzioni per tutti, nubile per un motivo ben preciso. 
Ma il vero cuore pulsante di questa casa sono i bambini e i ragazzi della nuova generazione, maschi e femmine di tutte le età, dal neonato Wills a Eddie e Louise, ormai adolescenti. Li vediamo giocare insieme in giardino o in spiaggia, litigare e creare alleanze che sembrano destinate a durare per sempre, ma che svaniscono nel tempo di un'estate. Crescono davanti ai nostri occhi, con i piccoli e grandi drammi quotidiani; dalle loro voci, più che da quelle degli adulti, intuiamo la paura del cambiamento, sia esso rappresentato da un nuovo college, da una matrigna non all'altezza di una madre amata e perduta o da una guerra alle porte che rischia di sparigliare le fragili certezze dell'infanzia.
Appartengono soprattutto a loro gli "anni della leggerezza", quelli delle estati infinite, dei giochi, dei fioretti, dell'ingenuità. Leggerezza è comunque la parola d'ordine di questo romanzo. L'autrice riesce a dare voce a tanti personaggi diversi, raccontandone anche gli aspetti più bui e torbidi con una sensibilità che mi ha davvero colpita; è una narrazione fluida, piena di grazia nel descrivere le gioie ma anche i grandi drammi della vita quotidiana. Il romanzo è corposo e non ci sono grandi colpi di scena, eppure io non l'ho trovato assolutamente noioso; ci sono, è vero, alcune descrizioni fin troppo minuziose, magari di un vestito o di un cibo, che possono, nelle prime pagine, impaurire un po'. Il mio consiglio è quello di non desistere, presto vi affezionerete ai Cazalet come è successo a me! 
Ho lasciato il Generale, la Duchessa, figli e nipoti (specialmente la mia amata Polly, la bimba di Hugh), nel settembre del 1938: festeggiano, lo spauracchio di una nuova guerra sembra superato. É probabilmente l'ultimo anno di serenità, e io non vedo l'ora di sapere cosa ne sarà di loro.
Se amate le ambientazioni inglesi, le saghe famigliari, se non vi siete persi una puntata di Downton Abbey, questo romanzo non vi deluderà.

Genere: saga famigliare molto british.
Pagine: 606.
Voto: 
                                  5  !


lunedì 12 ottobre 2015

Recensione: Qualcuno ti guarda di Rachel Abbott (Ediz. Bookme, 2015).

Un piacevole thriller psicologico che ho scovato, quasi per caso, la scorsa estate. Cercavo un romanzo scorrevole da leggere in spiaggia e direi che questo giallo centra l'obiettivo: intrattiene, raccontando una storia di violenza domestica attuale e piuttosto angosciante.
È sera quando Olivia Brookes telefona alla polizia per denunciare la scomparsa del marito Robert e dei tre figli. Ha la voce rotta, è in preda al panico e, scampata all'oscura tragedia che anni prima ha inghiottito i suoi affetti più cari, teme che il destino voglia accanirsi contro di lei una seconda volta... Il mattino successivo, però, Robert fa ritorno a casa insieme ai bambini. Persuade gli agenti che si è trattato di un malinteso, lasciando intendere che la moglie soffre di nervi. Due anni dopo, una nuova emergenza costringe il detective Tom Douglas a tornare a casa dei Brookes: questa volta è Olivia a essere scomparsa con i bambini. Porte e finestre non mostrano segni di effrazione, l'auto è ancora parcheggiata in garage, i vestiti sono nell'armadio, non manca all'appello nemmeno un giocattolo. Ma le foto che potrebbero servire per avviare le indagini e diramare un comunicato sono sparite: rimosse dagli album, dal cellulare, dai computer. Il marito Robert appare sconvolto, svuotato; eppure qualcosa nella sua versione dei fatti non torna e, nella ridda di interrogativi che la polizia si trova di fronte, il sospetto che stia nascondendo qualcosa si fa di ora in ora più forte. Che fine hanno fatto Olivia e i bambini? Quali segreti si celano dietro la rispettabile facciata dei Brookes? "Qualcuno ti guarda" è un thriller che parla di ossessione, un'ossessione d'amore che risponde alla domanda: fin dove ti spingeresti per non perdere la persona che ami?

Rachel Abbott è un'autrice divenuta piuttosto famosa in Inghilterra grazie ad una serie di romanzi thriller autopubblicati con crescente successo: la serie, che ha come protagonista l'Ispettore Tom Douglas, si compone per ora di 4 titoli. Qualcuno ti guarda è il primo ad essere tradotto in italiano (anche se cronologicamente è il terzo della serie).
Non entro nei dettagli della trama, vi lascio la sinossi e vi dico solo che si tratta del racconto di un amore malato e ossessivo e di una madre che fa di tutto, proprio di tutto, per amore dei propri figli. 
La storia è avvincente e complicata, l'autrice ci fornisce una serie di indizi, tramite il racconto dei personaggi, che si vanno via via ad incastrare tra loro, come in un puzzle, fino alla soluzione. E' un romanzo che tiene il lettore incollato alle pagine, almeno per tre quarti della narrazione: la parte finale perde infatti un po' di mordente, le rivelazioni clou forse arrivano un po' troppo presto o il finale viene procrastinato troppo a lungo, a seconda dei punti di vista: una cinquantina di pagine in meno gioverebbero alla tensione narrativa.
Il romanzo, come gli altri della serie, è autoconclusivo, ma visto che i protagonisti dell'indagine, l'Ispettore Tom Douglas ed i suoi colleghi, sono ricorrenti, non sarebbe stato male leggere i libri in ordine cronologico, avrebbe evitato quella sensazione di "mi sono perso qualcosa" che, personalmente, trovo abbastanza irritante. 
Ambientato tra Birmingham e le Isole del Canale, Qualcuno ti guarda è un thriller psicologico che funziona, scritto in modo intelligente, con personaggi ben delineati. Lo consiglio!

Genere: attrazione fatale.
pagine:350.
Voto: 
               e mezzo!

lunedì 5 ottobre 2015

Recensione in anteprima: La casa di Parigi di Elizabeth Bowen (Ediz. Sonzogno, 2015).

Oggi vi lascio il mio pensiero su un romanzo in uscita il prossimo 8 ottobre per Sonzogno, collana Bittersweet, si tratta de La casa di Parigi, considerato il miglior lavoro di Elizabeth Bowen (1899-1973), una delle più importanti autrici della narrativa irlandese del Novecento.
Sonzogno ce lo ripropone in una veste tutta nuova e per la prima volta in Italia in versione integrale.
Si tratta di un classico della letteratura, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1935, che mi ha colpito per la sua modernità, complice probabilmente l'ottima traduzione. 
Un libro da leggere con calma, gustandone ogni frase, ogni pensiero, ogni descrizione: siamo davanti ad una prosa così evocativa e intensa, da rendere immagini e sensazioni palpabili e nitide davanti agli occhi del lettore.
In una livida alba invernale del dopoguerra, Henrietta, 12 anni, sbarca alla Gare du Nord. Ad attenderla una conoscente di sua nonna, Naomi Fisher, che l'ospiterà durante la breve sosta a Parigi: Henrietta viene da Londra ed è diretta verso il sud della Francia. La Parigi che l'accoglie è fredda e malinconica e la casa dove sarà ospite per la giornata, quella di Madame e Mademoiselle Fisher, sembra inghiottirla fin da subito nella sua atmosfera cupa e polverosa. 
La signora Fisher giace malata in un enorme letto al piano superiore e tutto nella casa sembra ruotare attorno alla sua figura manipolatrice e meschina. Naomi, sua figlia, è una donna quasi invisibile, completamente in balia degli umori materni e chiaramente a disagio davanti alla piccola ospite che, viceversa, è apparentemente piuttosto sicura di sé e puntigliosa. In questo clima, magistralmente descritto parola dopo parola, tanto da provocare nel lettore un senso di claustrofobia e di incombente tragedia, Henrietta incontra Leopold, un ragazzino timido e introverso che proprio quel giorno è ospite delle Fisher in attesa di incontrare la madre biologica che l'ha abbandonato alla nascita.
I due bambini e la casa borghese che li accoglie per qualche ora, sono indimenticabili protagonisti della prima parte del romanzo, quella che ho preferito, intitolata "Presente".
Nella seconda parte, "Passato", si torna indietro sul piano temporale di 10 anni per raccontare le origini di Leopold. Protagonista diviene Karen Michaelis; giovane bella, ricca e talentuosa, Karen è un'amica inglese di Naomi Fisher e all'epoca sono entrambe in procinto di sposarsi. Naomi è promessa a Max, un enigmatico impiegato di origini ebraiche, Karen a Ray, bello, ricco e ben inserito socialmente. Naomi è grigia, Karen è un sole destinato a splendere, ma il destino e una fugace stretta di mano in un assolato pomeriggio estivo, sparigliano le carte e innescano una passione destinata a rovinare molte vite.
Non è stato facile per me venire a capo di questa seconda parte, la prosa si fa infatti meno lineare, il racconto, palesemente immaginario, forse frutto della fantasia di Leopold, si svolge in un'atmosfera onirica, mescolando riflessioni a dialoghi concitati, mentre gli avvenimenti si susseguono senza un preciso riferimento temporale. 
La terza ed ultima parte del libro ritorna al "Presente" e rappresenta la chiusura del cerchio: è pomeriggio inoltrato ed è l'ora dei saluti, nella Casa di Parigi nulla è mutato, apparentemente, ma Leopold e Henrietta hanno acquisito una nuova consapevolezza sul mondo pieno di segreti e tradimenti degli adulti.
I due si separano alla Gare de Lyon, dove Henrietta sale sul treno che la porterà dalla nonna nel sud della Francia, mentre Leopold si avvia verso un futuro incerto e tutto ancora da immaginare. E' un addio impacciato che lascia spazio solo ad un ultimo gesto di cameratismo e tenerezza.
La casa di Parigi è un romanzo che affascina con i suoi contrasti, Henrietta e Leopold sono bambini che si comportano e pensano non certo con l'innocenza della fanciullezza, si feriscono vicendevolmente con chirurgica precisione e ragionano come adulti, ma con sapienti particolari l'autrice li riporta nel mondo infantile e bisognoso di certezze che appartiene alla loro età: uno scimmiotto di pezza dal quale non ci si può separare, un abbraccio, un pianto sconsolato. Nulla è prevedibile nel mondo della Bowen, dove le madri custodiscono segreti terribili e manipolano le figlie tramando in silenzio e sempre in silenzio soffrono i tradimenti e le debolezze delle figlie fino a morirne. E' un mondo borghese che tenta in ogni modo di salvare le apparenze e che trova nella casa delle Fisher la sua migliore rappresentazione: ordinata, claustrofobica, silenziosa, con la carta da parati "opaca rossa con le strisce ombreggiate ad arte, tanto da sembrare vere e proprie sbarre", una casa di bambola che più che un nido rassicurante si trasforma in prigione.
Un romanzo d'atmosfera che gli amanti dei classici non possono lasciarsi sfuggire.

venerdì 2 ottobre 2015

Il mio primo amore book tag!


Ieri Chicca del blog Librintavola mi ha nominata per partecipare a questo tag molto curioso. Approfitto di una pausa per rispondere all'unica (ma tosta) domanda del tag: 
             Qual'è il libro che vi ha fatto innamorare della lettura

Le regole sono semplici: utilizzare l'immagine qui sopra e nominare tre blog alla fine del tag, perchè rispondano anche loro alla domanda!

Dunque, la domanda sembra facile, ma proprio così facile non è! non sono stata una lettrice precocissima, ricordo che all'inizio delle scuole elementari leggevo più per dovere scolastico che non per piacere; in questo senso, a costo di sembrare una maschiaccia tamarra (che ero), non posso che ringraziare I gialli dei ragazzi che verso gli 8 anni, durante un'estate in compagnia di mio cugino, divennero una vera e propria droga. Ce li scambiavamo e li leggevamo a velocità imbarazzante, costringendo mio padre a laboriose ricerche nei mercatini dell'usato per trovare le copie mancanti di questa o quella serie. Ecco, molte di voi leggevano Piccole donne, il mio cuore batteva per gli Hardy boys, I tre investigatori o i Pimlico boys (roba da guerre puniche)!
Una volta rotto il ghiaccio e capito che si poteva leggere con e per piacere, ho iniziato ad attingere dalla libreria di casa e a questo punto è difficile scegliere un libro in particolare; probabilmente il primo romanzo che mi ha fatto piangere e insieme ridere e insieme innamorare dei suoi personaggi è stato Una donna e altri animali di Brunella Gasperini, lo so, sono ripetitiva (ne ho parlato qui). Brunella ha cambiato per sempre il mio rapporto con la lettura, da allora non mi sono mai più addormentata senza un libro sul comodino. 
A questo punto non mi resta che nominare 3 blog:

Nunzia, Libropatia

A voi!!