venerdì 29 gennaio 2016

Segnalazione: Diana Malaspina & Tania Paxia.

Buongiorno Lettori, oggi vi lascio un paio di segnalazioni di autori emergenti. Ne ho tantissime arretrate che spero di riuscire a postare nei prossimi giorni. Oggi tocca a:

Mi sei capitata per caso di Diana Malaspina. Uscito ieri (28 gennaio), questo romanzo di esordio è pubblicato e reperibile su Amazon. 
Pamela è all'ultimo anno di un Dottorato di Ricerca quando scopre di essere incinta. Con la tesi da scrivere, l’incertezza di un contratto futuro e l’assenza del padre del bambino che ormai vive dall'altra parte dell’oceano è evidente che non era proprio il momento ideale per diventare madre. Rifiutando di farsi scoraggiare, Pamela affronterà questa avventura con la sua potente arma segreta, un’ innata ironia, e con una forza nuova che piano piano la trasformerà in una mamma. In questo viaggio però, Pamela non è sola. Amiche leali ed esilaranti e una giovanissima futura nonna,bionda e svampita solo in apparenza, la affiancheranno e la aiuteranno a non farsi sopraffare dalla paura di non farcela e dal senso di responsabilità terrorizzante nei confronti di una figlia che si trova a tenere tra le braccia, sola, ancora “ospite” in una casa dei genitori che non sente più completamente sua. A sconvolgere ancora di più la vita di Pamela ci si mette anche l'amore. Nel peggior momento possibile della sua vita sentimentale, la protagonista incontrerà un uomo capace di scoprire tutte le sue carte. Si farà strada nel suo cuore e, con la dolcezza di un uomo che sa di aver trovato la donna della sua vita, le mostrerà fino a che punto può essere vero che l’amore ti accetta per ciò che sei e che si può amare una persona solo interamente, desiderando con lei anche tutto ciò che fa parte della sua vita. 
L’autrice: Diana Malaspina fanwriter da anni all’interno del fandom di Harry Potter con il nickname Opalix, è una ricercatrice universitaria (precaria) in Microbiologia Molecolare presso l’Università di Bologna. È una mamma-scienziata pendolare che sfrutta il quotidiano viaggio in treno per coltivare la passione per la scrittura. Su Amazon ha pubblicato il libro per bambini “Fiabe per bimbi che crescono”.

Prima che arrivassi tu di Tania Paxia. L'amica Tania, del blog Nicholas ed Evelyn e il Diamante guardiano, ha invece pubblicato il suo nuovo romanzo il 25 novembre scorso. Si tratta di un romanzo rosa e lo trovate su Amazon (selfpublished, 2015).
Allegra (Ally) Thomas ha ventun anni, vive a Pisa e ha cambiato tre facoltà diverse in tre anni. È avvilita e senza una prospettiva per il futuro, soprattutto dopo la brusca lite con il padre di origini americane che la vorrebbe laureata in architettura, come lui. Ma Ally ha un sogno: scrivere e tradurre libri. 
Le cose si complicano dopo la sua partenza programmata per una vacanza di tre mesi a Brooklyn organizzata dai suoi zii e cugini americani. All'inizio è logorata dai sensi di colpa e perseguitata dagli incubi, ma le basta uno scontro accidentale con un ragazzo, Evan James, sul marciapiede di fronte al ristorante di suo zio, per cambiare tutto, arricchire le sue giornate e passare qualche ora spensierata...a parte la sbornia che riesce a rimediare durante un'uscita con suo cugino e i suoi due amici, tra i quali c'è anche Evan. Ma Evan ha in mente soltanto una donna: Madison. Per questo Ally decide di stringere una promessa solenne con lui per aiutarlo nell'impresa di riconquistare la sua ex fidanzata. Tra equivoci, shopping, bagni in piscina, chiacchierate al buio e baci rubati, Ally cercherà di fare chiarezza su ciò che vuole davvero.

L'autrice: Tania Paxia vive a Bibbona, un paesino nella provincia di Livorno. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza (Magistrale) di Pisa e una delle sue grandi passioni è scrivere.
“Nicholas ed Evelyn e il Diamante Guardiano” è il suo primo romanzo. Il racconto che lo segue “Nicholas ed Evelyn e il Dragone Carbonchio” è uscito il 1 marzo. Il secondo della serie “Nicholas ed Evelyn” è in fase di scrittura. Nel frattempo, ha scritto altri libri: “La Pergamena del Tempio” un giallo su base storica edito da Europolis Editing, in ripubblicazione autonoma il 14 agosto 2015, un paranormal “Il marchio dell’Anima EVANESCENT The Rescuer of Souls #1”, un fantasy “La cacciatrice di stelle”, una commedia romantica intitolata “Sono io Taylor Jordan!” e un romance “Ti amo già da un po’”.

Due romanzi rosa che hanno le carte in regola per divertire, intrigare e intrattenere specialmente il pubblico femminile!



mercoledì 27 gennaio 2016

Recensione: L'Usignolo, di Kristin Hannah (Ediz. Mondadori, 2016).

Buongiorno amici della Libreria, oggi vi lascio il mio pensiero su L'usignolo di Kristin Hannan, un romanzo che ha riscosso un enorme successo tra i lettori americani e inglesi. 
Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne.
Il libro, catalogato come romanzo storico (vincitore del Choice Award 2015 del sito Goodreads, nella categoria historical fiction), viene presentato in Italia come un potente affresco di un'epoca, una storia sulla forza delle donne, quelle donne che non hanno imbracciato un fucile e non sono andate al fronte, durante il secondo conflitto mondiale, ma hanno combattuto una guerra quotidiana e silenziosa, non per questo meno pesante e pericolosa di quella dei loro mariti. "La guerra (nell’ombra) delle donne, storie di abnegazione e coraggio", titolava qualche giorno fa il Corriere della sera.
Qui mi tocca fare un po' l'avvocato del diavolo; a me L'usignolo è piaciuto, per due notti non sono riuscita a staccare gli occhi dalle sue pagine, ma se devo recensirlo come un romanzo storico che racconta la guerra da una una prospettiva nuova, originale, mai letta, allora devo fare un passo indietro.  
L'usignolo è la storia, romanzata, di due sorelle e delle loro vite, degli amori, delle speranze e delle tragedie, nella Francia invasa dai nazisti; più sentimentale che storico, quindi, il romanzo non vi farà scoprire risvolti inediti su un conflitto già abbondantemente raccontato da altri autori, alcuni dei quali personalmente testimoni delle atrocità naziste. Penso alla Nemirosvky, e alla sua Suite francese, e la cito non a caso, dato che le prime 100 pagine del libro di Kristin Hannah, per ambientazione e temi, la ricordano molto.
Tutto questo lungo preambolo per dirvi cosa non dovete aspettarvi da questo libro così amato in patria; e quindi? Perché leggerlo?
Perché se amate i romanzi che raccontano le grandi passioni, le speranze, il coraggio, il dramma di una guerra che colpisce impietosamente i deboli, questa storia vi terrà incollati alle pagine. Imparerete ad amare le sorelle Rossignol (usignolo, in francese): Isabelle, avventata e ribelle, con quel senso di invincibilità addosso  che appartiene solo alla giovinezza, Vianne, più pacata e silenziosa, madre e moglie, ben consapevole che ogni passo falso potrebbe costarle gli affetti più cari. Così diverse, ma così forti, le sorelle Rossignol, vi entreranno nel cuore. Attraverserete i Pirenei con Juliette, attivista partigiana, patirete il freddo, la fatica, ma proverete anche l'incredibile voglia di amare ed essere amata, malgrado l'inferno attorno, vi troverete in coda per un boccone di pane con Vianne, in un paesino della Francia occupata, proverete la sua disperazione di madre sola, l'impotenza di fronte al nemico, la nostalgia del marito; imparerete con lei che i figli non sono solo di chi li mette al mondo, i bambini, in guerra, sono figli di tutte le donne eroiche che li proteggono, sfamano, nascondono.   
Grazie ad un stile semplice ma evocativo, questo romanzo raggiunge dannatamente bene il suo obiettivo: coinvolge, commuove, intrattiene. Per questo piace al grande pubblico, specie femminile, che gli perdona, come ho fatto io, un pizzico di melodramma di troppo.  
Io ve lo consiglio, non è un accurato romanzo storico sulla resistenza francese, ma è una bella storia di donne. Fragili, impaurite, a volte, ma incredibilmente resilienti. 
Per non dimenticare chi la guerra l'ha vissuta davvero.

Genere: l'amore ai tempi della guerra.
pagine: 466.
Voto: 
     
 quattro!
         

domenica 24 gennaio 2016

Recensione: Noi due e gli altri di Fionnuala Kearney (Ediz. Neri Pozza, 2015).

Beth e Adam sono sposati da vent'anni, hanno una figlia diciannovenne, una bella casa in campagna, amici in comune, una vita apparentemente tranquilla.
In realtà, quando li conosciamo nelle prime pagine del romanzo d'esordio di Fionnuala Kearney, i verbi che racchiudono la vita di questa coppia bella e di successo, sono già coniugati al passato. Perché l'unica cosa che Beth e Adam possono condividere, ora, è l'amore per la figlia. Niente più casa, niente più progetti insieme, niente più matrimonio. Adam ha tradito Beth, per mesi, con una donna più giovane, ai suoi occhi più attraente. E non è la prima volta.
Si può perdonare due volte lo stesso peccato, soprattutto quando il peccatore è l'uomo che ami ( o pensavi di amare)? Si può riconquistare la donna che hai così profondamente deluso, per ben due volte?
Alternando i punti di vista dei protagonisti, un capitolo a testa, l'autrice ci racconta quella che all'inizio pare un'"ordinaria" storia di tradimento e rancori. Lo fa con piglio deciso, mantenendo i toni piuttosto leggeri, venando i dialoghi di ironia, anche dove il dramma interiore dei protagonisti è ben percepibile. È una storia forse già raccontata e letta, quella di questo matrimonio in frantumi, dove la donna prende in mano le redini del proprio destino, va in terapia, cerca un lavoro, esce con le amiche, custodisce una nuova consapevolezza di sé, e dove l'uomo, invece, rimane indietro, quasi incapace di rendersi conto della profondità del dolore arrecato. Adam cerca di rimettere insieme i cocci del suo matrimonio, ma, elefante in una cristalleria, riesce, ogni volta, a peggiorare la sua situazione. 
È la storia personale di Adam, intorno a pagina 100, a segnare il cambio di registro del romanzo: Adam e i suoi scheletri nell'armadio (e fra questi, l'ultima relazione extraconiugale è solo la punta di un iceberg), Adam bugiardo patologico, Adam che ora perde il controllo e il fragile castello di anni e anni di bugie lo travolge come una valanga rovinosa.
Ecco che quella che pensavo essere una storia dolce amara sulla fine di un amore, si trasforma in un'intricata vicenda di possibilità perdute, di rapporti genitoriali mancati, di scelte morali che non sempre coincidono con quelle del cuore. 
Forse un po' sovraccarico (di avvenimenti condensati, di tematiche forti, di rivelazioni a sorpresa), forse, in alcuni punti, un po' inverosimile, ma decisamente scorrevole e ben scritto, questo romanzo racconta l'incapacità di comunicare, di condividere con le persone amate i propri fardelli, anche quelli apparentemente inconfessabili; prima che sia troppo tardi, prima che le bugie soffochino la fiducia, prima di un epilogo senza vincitori né vinti.
Ottimo romanzo d'esordio, Noi due e gli altri, non si aggiudica un voto più alto solo per una questione di emozioni, del tutto personale. Ho fatto fatica, stranamente, a empatizzare con Beth; non sono riuscita a sentire fino in fondo il suo dolore, a fare il tifo per la sua "rinascita". Mi è parsa, quasi da subito, dieci passi più avanti di Adam, come se il suo cuore, in fondo, fosse già al di là dell'ostacolo. Adam, invece, l'avrei più volte strangolato, mi ha trasmesso rabbia ma anche una grande tristezza. Bello il finale, amaro e reale.

Genere: quello che non ti aspetteresti guardando la (fuorviante) copertina.
Pagine: 415.
Voto:                                                                            
 e mezzo.
  

           
                             

giovedì 21 gennaio 2016

Chiacchiere librose: le mie storie famigliari preferite.

Oggi vi voglio parlare di un genere che ha sempre esercitato su di me un grande fascino: la saga famigliare. Come sempre mi  focalizzo su titoli di letteratura moderna, mettendoci del mio: quindi troverete qualche romanzo molto noto e "classico", ma anche qualche libro meno conosciuto e probabilmente un po' datato.

La casa degli spiriti di Isabel Allende. Ecco un evergreen. Penso non si possa citare il genere, senza che il pensiero vada alla storia di Esteban Trueba e Clara del Valle; mistero, fascino, passione, storia e finzione, realtà e fantasia.  Imperdibile.

Conta le stelle se puoi di Elena Loewenthal. Un romanzo poco conosciuto, che a me è piaciuto tanto. Delicato, malinconico, ma al contempo forte come Nonno Moise e la sua grande famiglia. Un libro che racconta piccoli eventi che danno vita ad un grande affresco: potete leggere la mia recensione completa qui.

Medicus e la trilogia della famiglia Cole, di Noah Gordon.  Questo libro lo conoscono in pochi, ma, una ventina di anni fa, io ne rimasi affascinata. Medicus (1986) è un romanzo storico, narra la storia di Robert J. Cole, che attorno all'anno 1000, a Londra, diviene apprendista cerusico e scopre di avere un dono, un dono che lo porterà fino in Persia, alla scuola di Avicenna, a studiare medicina. Romanzo avventuroso (un po' alla Ken Follett) e originale, diventa saga famigliare se letto nel contesto di una corposa trilogia, composta anche dai successivi due capitoli,  Lo Sciamano (ambientato nella metà dell'800, nel selvaggio West; molto bello),  e Il ritorno dello sciamano (storia dell'ultima discendente della famiglia Cole, decisamente meno bello dei precedenti, direi evitabile). Io, Medicus ve lo consiglio caldamente; lo trovate in formato digitale su Amazon a prezzo contenuto (idem per gli altri due capitoli di questa saga).

Lessico famigliare di Natalia Ginzburg. Ecco, da Medicus alla Ginzburg ci vuole il mio coraggio, ma mi piace variare! Il libro che ho amato di più di questa grande scrittrice; autobiografico, descrive la quotidianità della famiglia Levi, tra gli anni '30 e '50 del secolo scorso, è una cronaca famigliare (più che una saga) affettuosa e molto arguta. Un classico.

Una donna e altri animali di Brunella Gasperini. Altro volo pindarico; ma La Gasperini cita spesso la Ginzburg e io cito lei, che nelle cronache famigliari è insuperabile. Una donna e altri animali (prima edizione 1978) è un piccolo gioiello, almeno per me; non a caso è uno dei miei libri del cuore. Racconta la famiglia dell'autrice mescolando realtà e finzione, non è un'autobiografia in senso stretto, attraverso gli animali di casa, che si legano indissolubilmente ai ricordi, tristi, buffi, felici, ironici, di un'esistenza normale e insieme straordinaria. Trovate la recensione completa qui; il libro è facilmente reperibile usato, a prezzo contenuto, specie per copie delle ristampe più recenti (amazon, ebay).

Gli anni della leggerezza, primo capitolo della saga dei Cazalet, di Elizabeth Jane Howard. Recentissimo, questo romanzo segue la quotidianità della famiglia Inglese dei Cazalet, negli anni che precedono di poco lo scoppio della seconda guerra mondiale. Uno dei migliori romanzi del 2015 (recensione qui), attendo con ansia i successivi capitoli. Decisamente da leggere.

Una spola di filo blu di Anne Tyler. Anche questo recente, racconta la saga della famiglia Witshanck; un romanzo che, come ho avuto modo di scrivere più volte, mi ha rubato un po' il cuore. Elogio della quotidianità e struggente cronaca del tempo che passa, inesorabile. Per nostalgici e per lettori pazienti. Il mio pensiero qui.

Casa rossa di Francesca Marciano. Un bel libro, non tanto noto. La grande casa rossa nella campagna leccese sta per essere chiusa definitivamente, serberà il ricordo della famiglia Strada e delle sue donne, così diverse tra loro, così  particolari. Il romanzo ha qualche anno, ma in libreria trovate una ristampa economica del 2014, fateci un pensiero!

Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi. Autobiografico; la morte della madre dell'autrice è lo spunto per raccontare la storia della sua famiglia, ricordi di un passato più o meno lontano che hanno come comune denominatore lo struggente dolore della perdita, raccontato sottovoce e velato di ironia. Una Bignardi che non immaginereste, un libro davvero commovente.

Qui mi fermo, altrimenti vi annoiate! la verità è che il genere offre davvero tanti titoli, di tanti autori più o meno noti; ho voluto ricordare, in queste chiacchiere, alcuni romanzi di cui serbo un ricordo particolare, che mi hanno colpita, che , in alcuni casi, ho letto più di una volta. Senza nulla togliere a tanti altri, magari più famosi o recenti ( ad esempio Il ciclo dei Courteney di Wilbur Smith, composto da alcuni capitoli davvero affascinanti, ma anche da alcuni davvero noiosi o le tre generazioni di donne di Acquanera di Valentina D'Urbano). 
Spero di avervi dato, nel mio piccolo, qualche titolo da scoprire o riscoprire.
Alla prossima chiacchiera librosa!











lunedì 18 gennaio 2016

La mia settimana librosa 3. #2.

Eccoci ad un nuovo appuntamento con cosa succede qui in Libreria. Dove eravamo rimasti?
Ho letto e recensito Il matrimonio di mio fratello di Enrico Brizzi. Il romanzo è piuttosto lungo, mi ha tenuto compagnia per molti giorni, il giudizio definitivo è favorevole e lo trovate qui.
Dopo il tumulto di emozioni sollevato dalla recente lettura di Una spola di filo blu (qui la recensione), ho deciso di recuperare qualche titolo di Anne Tyler, autrice che conoscevo davvero poco; la scelta, del tutto casuale, è caduta su La figlia perfetta, romanzo che ho preso in prestito in biblioteca. Devo ancora scriverne la recensione; il libro ha un ritmo abbastanza lento, ma conferma il grande talento narrativo di questa scrittrice, in grado di raccontare il quotidiano con sensibilità e arguzia. 
Baltimora, 15 agosto 1997. Due piccole orfane arrivano dalla Corea. Ad attenderle all'aeroporto le due famiglie che le adotteranno: i Donaldson, una coppia molto americana, e gli Yazdan, di origine iraniana. Grazie al legame delle bambine, tra queste famiglie, pur tanto diverse, nasce un'insolita e intensa amicizia. Ogni anno, infatti, il 15 agosto, anniversario dell'arrivo delle piccole, i politicamente corretti Donaldson organizzano una festa che, se all'inizio sembra un pretesto per favorire l'integrazione delle figlie, ben presto diventa un'occasione di socialità e calore per tutti. Anno dopo anno la festa si ripete, sempre più elaborata e affollata; le due famiglie nel frattempo si allargano, si aprono, s'intrecciano...
In questi giorni sto leggendo Noi due e gli altri di Fionnuala Kearney, un romanzo molto particolare e "pepato", a dispetto della fuorviante cover con una donnina sognante (o afflitta da pene amorose), accasciata sul sofà, e della sinossi che porta un po' fuori strada.
Beth è una donna tradita, ferita per ben due volte da Adam, ai suoi occhi ormai nient'altro che un donnaiolo incallito e bugiardo. La prima volta è stata capace di perdonare l'"innocente scappatella" del marito. Ha comprato con lui un rudere e l'ha trasformato in una bella casa di tre piani in stile edoardiano, affacciata su un viale costeggiato da sicomori. Là ha accudito con cura Meg, la loro adorata bambina e, al chiuso della mansarda rallegrata dalla luce che penetra da tre lati, ha ricavato il suo studio, dove ha composto le sue canzoni, e scacciato definitivamente l'ombra del primo tradimento. Come perdonare, però, un marito che ti tradisce una seconda volta, per giunta con una "cameriera" che ha la metà dei suoi anni? E come non cadere dopo una simile doppia ferita nell'incertezza nei riguardi del mondo e di sè stessa? Sino al punto da accorgersi per la prima volta dei segni lasciati dal tempo sul proprio corpo e pensare che, al di là di qualunque rotolo del Mar Morto, Dio è indiscutibilmente maschio? Adam si è reso conto di essere nei pasticci nell'istante stesso in cui ha incontrato Emma nel ristorante in cui lavora. Sguardi, occhiolini, sorrisi e poi, sul sedile posteriore del taxi... l'irrimediabile. Per un istante l'immagine di Beth, così bella, fedele e piena di talento ha attraversato la sua mente. Ma solo per un istante, perché subito dopo l'idea di fare sesso con una donna più giovane ha preso il sopravvento, e Adam si è sentito riconciliato di nuovo con la vita a quarantatré anni....
Per quanto riguarda le entrate in Libreria, vi segnalo L'Usignolo di Kristin Hannah, un romanzo che volevo assolutamente leggere, ringrazio quindi Anna di Mondadori per la copia omaggio.
Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne.
Tra l'altro, ho scoperto che questa autrice, che non conoscevo, ha scritto altri romanzi, fra cui L'estate in cui imparammo a volare (sempre edito da Mondadori), libro dalla trama per me accattivante, che ho subito trafugato dalla libreria di una mia amica!
Kate e Tully si incontrano, tredicenni, nell'estate del 1974. Sono diversissime, timida e introversa la prima, bellissima ed esuberante la seconda, ma si uniranno in un'amicizia che durerà per decenni. Fino a che Tully diventerà una star del giornalismo televisivo e Kate sposerà John, ex corrispondente di guerra e soprattutto ex di Tully. Attraverso l'America che cambia, le insicurezze di Kate e Tully e gli scherzi del destino metteranno a dura prova la loro amicizia, fino all'ultima sfida.

Per oggi è tutto, alla prossima!

venerdì 15 gennaio 2016

Recensione: Il matrimonio di mio fratello di Enrico Brizzi (Ediz. Mondadori, 2015).

Sull'autostrada che porta in Trentino, una bella macchina corre fin troppo velocemente. E' l'auto aziendale di Teo, 39 anni, un posto di lavoro fisso, una famiglia borghese alle spalle, molti vizi e qualche virtù; Teo sta andando a cercare il fratello maggiore Max, un tempo alpinista di fama mondiale, ora commesso in un negozio, padre separato e infelice. 
Max è scomparso con i due figli e il viaggio di Teo attraverso mezza Italia per ritrovarlo, diventa pretesto per un lungo e accorato racconto che ci parla di due fratelli un tempo molto uniti, della vita che cambia beffardamente le carte in tavola e di un'Italia profondamente trasformata nel corso di una sola generazione.
Progetto ambizioso e corposo, questo romanzo di Enrico Brizzi, autore che conoscevo solo di fama, che in quasi 500 pagine racconta, con  tagliente lucidità e intelligenza, la storia dei fratelli Lombardi e della loro famiglia, dagli anni del boom economico fino ad oggi. 
Bambini cresciuti in una bella casa, nella Bologna degli anni '70-'80, Max, Teo e la sorellina minore Sofia, figli di due avvocati, conducono esistenze tranquillamente borghesi. Max è, fin dalle scuole elementari, un leader nato e Teo, più timido e obbediente, cammina sulle sue orme, guardando al fratello maggiore come a un supereroe.
Cosa spinge Max, divenuto adolescente ribelle e poi uomo sfuggente, a rifiutare il futuro che i genitori hanno, in qualche modo, già preparato per lui, a lasciare gli studi, la famiglia, gli amici e concentrare ogni sua energia nel progetto di una vita a contatto con la natura, nelle scalate in quota, nella conquista di vette sempre più alte?.
Idealismo? ambizione? follia? C'è un po' di tutto ciò nella parabola di un personaggio testardo, pronto a sacrificare ogni cosa, anche la più preziosa, per l'ebrezza di spingere il proprio fisico al limite, dove l'aria è rarefatta e la montagna crudele. 
E Teo? Quando il bambino dolce e affettuoso si è trasformato nell'uomo qualunquista e cinico, le cui uniche ambizioni paiono essere il lavoro fisso con benefit e auto aziendale, una striscia di polvere bianca da sniffare in solitudine e qualche ragazza da trattare come un fazzoletto usa e getta?.
Teo e Max, diversi ma ugualmente "perdenti", legati l'un l'altro da un passato comune e da un vincolo di sangue che nessuna lontananza, litigio, gelosia o ripicca può realmente separare. 
Fratelli, ma anche genitori e figli, mogli e mariti: la famiglia, insomma, raccontata nelle sue gioie e nei suoi dolori, con grande umanità e una buona dose di ironia.
Un progetto ambizioso, dicevo, questo Matrimonio di mio fratello, ma per me pienamente riuscito, grazie a una narrazione che non perde mai il ritmo, a personaggi credibili e descritti a tutto tondo e allo sguardo penetrante, ma al contempo indulgente, dell'autore su questa Italia che cambia e su questi figli del benessere che sembrano non essere mai all'altezza dei padri. 
Da leggere.

martedì 12 gennaio 2016

Due anni insieme!

Cari Lettori, mi sono resa conto che, ridendo e scherzando, ci conosciamo ormai da due anni! Il blog ha da poco iniziato il suo terzo anno di vita. 
Questo breve post è per ringraziarvi. Il mio zoccolo duro di Lettori fissi e fidati, quelli che commentano, che suggeriscono titoli, che coraggiosamente sperimentano i miei consigli librosi. 
Quando ho aperto La Libreria di Tessa, un po' per gioco, un po' per scommessa, ero consapevole della difficoltà che avrei incontrato nel trovare un mio spazio nella blogsfera e dei lettori affezionati. Sapevo di non poter promettere aggiornamenti quotidiani e di non poter contare sul supporto mediatico delle mie amiche reali, lettrici anche loro, ma decisamente poco social e poco informatiche. 
Lo ammetto, il numero esiguo di lettori fissi mi ha, a volte, messa in crisi; specie durante il primo anno. Almeno un paio di volte ho pensato di mollare. Ma a quel punto è sempre arrivato qualcosa di inaspettato a farmi cambiare idea: una mail di incoraggiamento, l' offerta di collaborazione da parte di Mondadori (io alle collaborazioni neanche avevo mai pensato, dovevate vedermi quel giorno, pensavo fosse uno scherzo), un Lettore in più comparso chissà da dove ( e quando i lettori fissi si contano sulle dita delle mani, lo sapete, anche uno fa una certa differenza).
E quindi, sono ancora qui. Con i miei pochi ma super Lettori, con i miei libri del cuore spesso fuori moda (e ignoti ai più) e le recensioni prolisse, sempre indietro nelle segnalazioni e in ritardo con le rubriche. Ma ci sono, ancora. Ed è grazie a voi. 
Vi abbraccio e vi ringrazio di aver trasformato questo angolo in un posto per me speciale.

venerdì 8 gennaio 2016

Recensione: L'amante giapponese di Isabel Allende (Ediz. Feltrinelli, 2015).

Buonasera Lettori, oggi vi parlo dell'ultimo romanzo di Isabel Allende, L'amante giapponese, un libro che mi ha tenuto compagnia nel periodo natalizio.
Ho letto alcune opinioni in rete riguardo a questa ultima opera della grande scrittrice cilena, alcune molto tiepide, altre decisamente non soddisfatte da una storia considerata troppo "ricca" di argomenti, trattati, a volte, con leggerezza.
Personalmente il romanzo mi è piaciuto, non è a livello delle prime opere della scrittrice, ma mi ha fatto riscoprire le grandi doti di narratrice dell'Allende, la sua capacità di incantare con personaggi femminili e storie d'amore fuori dagli schemi, per nulla tradizionali, cariche di sentimenti, di colori, di magia.
Alma Belasco, donna testarda e volitiva, ha superato gli ottant'anni e ha deciso di trascorrere gli anni che le rimangono a Lark House, una struttura per anziani a San Francisco. 
Lark House ospita bizzarri personaggi in cerca di un "buon ritiro", facoltosi ex hippy, seguaci delle dottrine new age, artisti in pensione, una "fauna" davvero variopinta. Alma, misteriosa e introversa, non è interessata a dare confidenza agli altri ospiti, l'unica persona che farà breccia nella sua armatura e nel suo cuore, è la dolce Irina, ragazza moldava dal passato tormentato, che diverrà sua collaboratrice, infermiera e confidente. Proprio a Irina e al nipote Seth, che per Irina ha preso la classica sbandata, Alma racconterà la storia della sua vita. Una storia lunga e incredibile, che inizia nel 1939, quando Alma bambina, alle soglie del secondo conflitto mondiale, viene frettolosamente allontanata dalla Polonia, dove lascia la famiglia, e spedita negli Stati Uniti, da una zia che ha sposato un uomo ricco e influente, l'avvocato Belasco. 
L'antidoto per il senso di vuoto e la nostalgia di casa, per Alma ha un unico nome, quello di Ichimei, il figlio del giardiniere giapponese dei Belasco. La loro è un'amicizia tra bambini che diventerà, col passare del tempo, un amore "impossibile" lungo una vita. 
Il romanzo è essenzialmente una storia rosa, ma è un rosa carico di sfumature. Alma e Ichi sono condannati a non potersi amare pubblicamente, li condanna la storia, con la deportazione dei giapponesi residenti negli Stati Uniti durante il conflitto mondiale, li condanna la differenza culturale, che vuole Ichi fedele e leale alle tradizioni della sua famiglia e del suo paese, e Alma stessa ci mette del suo. Perché lei non è la classica eroina innamorata, Alma, diventata donna, è un' artista, una persona influente con una vita agiata, alla quale non è disposta a rinunciare. Alma ama Ichi, ma ama anche se stessa e vuole infinitamente bene all'uomo che da sempre le è vicino lealmente: il suo migliore amico e marito Nathaniel. 
L'Allende ci racconta una saga famigliare e una storia d'amore fuori dagli schemi, ed è un ritorno a un genere che le è congeniale. Il romanzo scorre facilmente, intrattiene e coinvolge.
Indubbiamente, nell'ultima parte, quando si focalizza un po' di più sul sentimento (un po' scontato) che lega Seth e Irina, l'autrice esce dal seminato e carica la storia di notizie e accenni ad argomenti troppo pesanti per essere liquidati in poche righe. Questo può confondere e indisporre, ma in definitiva poco toglie al fascino di questo feuilleton quasi cinematografico, che va letto per quello che è: una storia d'amore, di lealtà, di egoismo e di riscatto, senza alcuna velleità di denuncia politica, storica o sociale (la Allende di D'amore e ombra è mille miglia lontana da qui).

“Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l’ossigeno.”

Genere: Il piccolo samurai e la capricciosa ragazza occidentale.
Pagine: 281.
Voto: 

lunedì 4 gennaio 2016

Recensione: Una spola di filo blu di Anne Tyler (Ediz. Guanda, 2015).

Oggi vi parlo dell'ultimo romanzo di Anne Tyler, autrice che personalmente conoscevo davvero poco e che è considerata una delle migliori scrittrici contemporanee.

Una spola di filo blu è un libro che ho fatto fatica a leggere e non perché scritto male, noioso o poco interessante. È un romanzo minimalista, certo, dove ogni evento, ogni dialogo, anche apparentemente banale, ha il suo peso nel costruire un grande affresco: la storia di una famiglia borghese americana, speciale per alcuni versi, ma in definitiva molto comune. Minimalista e intimista, quasi completamente incentrato sullo studio a tutto tondo dei personaggi, il libro può risultare lento, ma per me la difficoltà non è stata certo la noia, quanto l'empatia che ho provato per i protagonisti e la profonda malinconia evocata da una storia costruita abilmente attorno a piccoli gesti quotidiani.
Abby e Red Whitshank sono brave persone, hanno lavorato una vita intera, hanno tirato su quattro figli, due maschi e due femmine, hanno aperto la loro bella casa dal grande portico in legno, accogliendo chi aveva più bisogno. 
Certo, non sempre le cose sono state facili, e qualcosa di sbagliato lo avranno pure fatto se Denny, uno dei figli maschi, pare non voler mettere la testa a posto; senza lavoro o compagna stabile, lui da anni si sottrae alla famiglia, scompare per mesi e mesi senza dare notizie di sé. Non c'è forse un Denny in ogni famiglia? E non è forse vero che questo figlio attraente, ma sfuggente e inaffidabile, diventa nel tempo un accentratore di attenzioni, un figliol prodigo da ricoprire di affetto e comprensione, tanto da ingelosire i fratelli meno scapestrati e difficili?.
Sottili rivalità e segreti ben custoditi serpeggiano nella casa dal grande portico, che si rianima di voci e presenze: Abby e Red, giunti ormai nella loro terza età, mostrano i primi acciacchi degli anni che passano. Un vuoto di memoria, un paio di occhi che non vedono più come un tempo, orecchie che non sentono i cigolii delle porte e delle assi sconnesse; la casa, la vera protagonista del racconto, invecchia con i Whitshank e richiede quelle attenzioni che Red e Abby presto non potranno più darle. Figli e nipoti sono chiamati ad accudire i genitori, in un ribaltamento di ruoli triste ma, ahimè, fisiologico. E questa ultima riunione di famiglia, ha il sapore dolce amaro della memoria e dei bilanci di una vita straordinaria nella sua normalità. 
Avanti e indietro nel tempo, ascolteremo Abby raccontare di quello "splendido pomeriggio tutto giallo e verde, con un po’ d’ariettain cui, ragazza, ha conosciuto Red, proprio nel portico di quella casa, e ci verrà narrata la storia di Julius, padre di Red, che quella dimora l'ha costruita, immaginata e inseguita per anni, e di Linnie Mae, sua moglie, ragazza di provincia tenace e silenziosa. Dalla veranda dei Whitshank vedremo scorrere lenti i giorni e gli anni, pigramente seduti sul dondolo che Linnie Mae aveva fatto dipingere, per ripicca, di blu carico; lo stesso blu del bizzarro vestito di nozze di Red, il blu della spola di filo che servirà a rammendarlo, tanti anni dopo, per una ben meno felice occasione. Una spola di filo, emblematica, perché cos'altro è una famiglia, se non una continua opera di rammendo di piccoli grandi strappi, il più delle volte involontariamente procurati?.
Questo romanzo mi ha colpito al cuore, in più di un punto l'ho trovato tremendamente triste e dolorosamente vero. Ma questa è una lettura frutto del mio vissuto personale, in realtà penso che il romanzo potrebbe piacere a molti di voi, specialmente a chi ama i viaggi senza grandi scossoni e non si aspetta un finale con i fuochi d'artificio.

Genere: Una grande storia americana.
Pagine:391
Voto: 

sabato 2 gennaio 2016

La mia settimana librosa #3. 1. Anno nuovo, libri nuovi!

Salve Lettori! riassunto delle letture di questo periodo (ho trascurato così tanto questa rubrica che più che settimana librosa... è diventato mese libroso, ahimè). 
Ho avuto un fastidiosissimo blocco della lettrice in queste settimane; in preda a un livello di acidità da record, ho continuato a far volare poveri romanzi innocenti nel cestone delle delusioni. Alcuni li recupererò in un momento più favorevole, altri probabilmente non meritano una seconda chance, vedremo.
Qualche giorno fa ho ritrovato il mio ritmo di lettura notturna grazie a un romanzo che mi sta piacendo assai, si tratta de Il matrimonio di mio fratello di Enrico Brizzi.
Teo ha trentanove anni, un lavoro sicuro, una macchina aziendale e una ragazza diversa ogni weekend. Sta bene, per il momento la vita gli piace abbastanza. Non come suo fratello Max, più grande di tre anni, che è sempre stato radicale in ogni cosa: nella ribellione ai genitori come nella passione per l'alpinismo che lo ha condotto a imprese estreme, nel costruire una famiglia e fare figli, come è giusto, passati i trenta e anche nel divorziare rovinosamente subito dopo i quaranta... Si sono sempre amati, questi due fratelli, e al tempo stesso non hanno potuto evitare di compiere scelte opposte, quasi speculari, sotto gli occhi spalancati e impotenti della sorella e dei genitori, che nella Bologna dei gloriosi anni Settanta e dei dorati Ottanta erano certi di aver offerto loro tutto ciò che serve per essere felici. Teo sta rientrando in città per immergersi in uno dei suoi weekend di delizie da single quando i genitori lo chiamano: Max è scomparso, insieme ai suoi bambini. Così Teo resta alla guida e punta verso le Dolomiti per andare a cercarlo. E, lanciato lungo l'autostrada tra angoscia e speranza, ci racconta tutta la loro vita: dalle gesta di papà Giorgio – dirigente della ditta di motociclette Vortex – e di mamma Adriana – un po' femminista e un po' signora italiana vecchio stile – all'epica di un'infanzia felice, dagli anni del liceo all'improvviso momento delle scelte, che per i ragazzi di questa generazione significa trovarsi di fronte un mondo completamente diverso da quello dei padri. Con profondo divertimento e un po' di commozione, Enrico Brizzi torna al suo più puro talento narrativo dando vita a una grande epopea, che è insieme la rievocazione di un'Italia che non c'è più ma che conosciamo tanto bene e la storia intima di due fratelli diversissimi: chi dei due si è illuso? Chi ha scelto la strada migliore? Il legame che da sempre li unisce sopravviverà agli anni della maturità? Ma soprattutto: che fine hanno fatto Max, i suoi bambini, e tutti i sogni con cui siamo cresciuti?
Decisamente il mio genere, vi saprò dire come procede la lettura (497 pagine, un discreto mattoncino).
Nuove entrate in Libreria (regali, omaggio case editrici ecc.).
Aspettando buone notizie di Kate Atkinson, autrice che mi è piaciuta in alcuni romanzi (I casi dimenticati), meno in altri (Vita dopo vita).
Joanna aveva solo sei anni quando, un tardo pomeriggio d'estate, un uomo sconosciuto comparso dal nulla sulla strada che lungo i campi portava verso casa uccise sua madre e i suoi fratelli. "Corri, Joanna, corri" le aveva urlato la madre, e lei aveva obbedito, si era persa in mezzo al grano, ed era riuscita a fuggire. Trent'anni dopo, Joanna non è più la bambina perduta in quel campo irrorato di sangue, ora nella sua vita tutto sembra funzionare alla perfezione: ha un buon lavoro, una bella casa, un marito affettuoso e un bambino per cui nutre un amore immenso. Ma solo perché una volta ti è successa una cosa terribile, non significa che non ti possa succedere di nuovo. Quando Joanna scompare misteriosamente insieme a suo figlio, Jackson Brodie, affascinante detective con la tendenza a confondere la professione con la vita privata, non può ignorare la richiesta d'aiuto di Reggie, la baby sitter poco più che adolescente che un bizzarro gioco del destino ha messo sulla sua strada. Sono proprio le coincidenze della vita, quelle che Brodie chiama "spiegazioni in potenza", l'ingrediente fondamentale di questa intricata storia, dove eventi drammatici, omicidi insensati e colpi di scena abbondano, e dove tutto ruota alla fine intorno alla perdita irrecuperabile di un affetto profondo. Ciò che resta, oltre alla consapevolezza che è possibile sopravvivere con grazia anche a un dolore che non passa, è comunque l'amore: feroce, viscerale e travolgente, per tutti l'unica cosa che conta.
Generazione perduta di Vera Brittain. Memorie dell'autrice, tributo alla generazione "perduta" della Grande Guerra.

Nel 1914 Vera Brittain si affaccia alla giovinezza. È brillante e anticonformista, decisa a cambiare un destino di moglie gentile e madre paziente diventando una delle prime donne ammesse in un selettivo college di Oxford. Con l'egocentrismo dei suoi vent'anni, inizialmente Vera considera la grande guerra soprattutto una scomoda interruzione delle proprie attività. Ma la portata degli eventi che stanno travolgendo l'Europa diventa presto chiara: la devastazione non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale. Lasciata Oxford, Vera diventa infermiera volontaria e serve la patria a Londra, a Malta, in Francia, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a tutto e tornare a un nuovo genere di "normalità" non sarà facile. Dopo una risurrezione difficile ma necessaria, divenuta scrittrice e giornalista, Vera raccoglie le sue memorie in quest'opera incisiva e struggente, testamento ideale e tributo alla sua generazione. Il libro è un classico della letteratura inglese, perché attraverso la propria storia, vivida e sincera, Vera non racconta soltanto la disillusione e il dolore, ma anche il cammino di maturazione delle idee per le quali ha combattuto tutta la vita, armata solo della sua penna: pacifismo e lotta per i diritti delle donne.

Prima famiglia di Pietro Valsecchi, romanzo d'esordio del produttore di tante fiction di successo.
Frank e Sal Palermo sono i due figli maggiori di una famiglia di emigrati siciliani nella New York dei primi del Novecento. Frank, il più grande, ha ereditato la schiena dritta del padre, vuole lavorare e studiare sodo per diventare un grande uomo di legge ed essere rispettato come un americano vero. Sal è l'esatto contrario, pensa che non sarà mai accettato dagli americani ed è mosso da un'ambizione e un'energia incrollabili, che lo porteranno a diventare il mafioso più potente degli Stati Uniti. Tra loro resterà solo il legame del sangue, mentre la vita e le scelte che compiranno li porteranno a combattersi senza tregua: Frank schierato con la legge, Sal a guida della criminalità organizzata. Prima Famiglia è un romanzo avvincente e ricco di colpi di scena, che racconta la lotta senza quartiere di due fratelli alla conquista di un posto al sole nella terra dove tutti i sogni possono realizzarsi. Accanto a loro vivremo le emozionanti vicende degli altri membri della famiglia Palermo, in un paese pieno di pregiudizi verso gli emigranti italiani, dove li aspettano la miseria e le umiliazioni da cui credevano di essere fuggiti. Seguiremo personaggi indimenticabili come il padre Luigi, pronto a ogni sacrificio per dare un futuro ai suoi cari, ma senza scendere a compromessi con la Mano Nera, l'organizzazione criminale che gestisce la vita degli italiani a New York, o la madre Carmela, che cercherà disperatamente di preservare l'unione della famiglia. E poi i due figli minori: Nina, affascinata dal carisma di Sal ma troppo fragile per reggere la violenza di un mondo spietato, e Tony, destinato a diventare un grandissimo regista a Hollywood. Il primo film che girerà sarà proprio la storia dei Palermo: attraverso il suo sguardo scopriremo i segreti più inconfessabili della famiglia.
La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi. Una buona occasione per conoscere meglio questo autore di cui ho letto poco.
La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del "pubblico a casa". Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua "firma". Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, per far sì che un crimine riceva ciò che gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?

Un discreto bottino, direi, ma MANCA qualcosa. Sì, manca l'oggetto del desiderio, ovvero L'ombra della montagna di Gregory Roberts, il seguito dell'amatissimo Shantaram. Ho continuato a dire in giro che lo bramavo, col risultato che tutti pensavano fosse un regalo "troppo scontato"! ancora non ho avuto il tempo di correre in libreria e riparare. Ma sarà presto mio.
Alla prossima, buone letture!


venerdì 1 gennaio 2016

Chiacchiere librose: I migliori libri letti nel 2015!

Buon Anno Lettori! siete sopravvissuti ai bagordi? alle feste, alla frenesia, al panettone, ai pacchetti regalo o alla malinconia che accompagna, a volte, questa stagione?
Io ho trascorso gli ultimi giorni dell'anno in felice compagnia e ho degnamente salutato il 2015, sperando in un 2016 sereno...e un po' più fortunato (ciao ciao 2015, a mai più rivederci).
Di solito la fine dell'anno porta con sé i bilanci degli ultimi 12 mesi, in tutti i campi; durante queste feste ho avuto così tanto fare e sono stata così bene con le persone che amo, che mi sono risparmiata i bilanci umani ( tanto i miei non quadrano mai, quindi è stata una benedizione) e le uniche somme che voglio tirare con voi sono quelle che riguardano le mie letture! 
Ho radunato un po' i miei neuroni e stilato una lista dei titoli a mio gusto più interessanti. Quelli che, anche ripensandoci a distanza di tempo, mi hanno lasciato qualcosa in più. Sono in ordine del tutto casuale, meno i primi due, che salgono sul podio più alto.

Gli anni della leggerezza, la saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard. Uno dei miei preferiti, perchè amo il genere saga famigliare e mi piacciono le storie credibili, in cui immedesimarsi. Poi amo le grandi case inglesi, le riunioni di famiglia, i bambini che crescono. Bello, una piccola chicca (recensione).

L'albero velenoso della fede di Barbara Kingsolver. Un romanzo non semplice, ma che mi è rimasto nel cuore: la storia delle donne della famiglia Price e del loro difficile rapporto con l'Africa, terra che toglierà loro tanto e altrettanto donerà. I destini di una madre e delle sue figlie che si intrecciano con la Storia di un continente e con le ambizioni umane. Corposo, commovente, lucido (recensione).

Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati. Un po' romanzo di formazione, un po' noir, questo romanzo mi è piaciuto tanto, ha un tocco delicato malgrado l'argomento molto attuale e crudo. Storia di amicizia e di colpa (quella di un padre che ricade sul figlio), merita sicuramente (recensione).

Il mistero di Oliver Ryan di Liz Nugent. Noir deliziosamente crudele e intrigante. Chi è Oliver Ryan? Liz Nugent ve lo racconta con stile deciso e accattivante, non lasciatevelo scappare! (recensione).

L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso. Il mio romanzo-rivelazione. Una storia che pensavo non fosse nelle mie corde, un po' thriller, un po' romantica, che mi ha conquistata con una protagonista irresistibile e dei dialoghi ironici e intelligenti. Siete tra i pochi a non averlo ancora letto? correte ai ripari. (recensione).

Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli. L'educazione erotico sentimentale di Libero Marsell, che da ragazzino diventa uomo. Ambientato tra Parigi e Milano, Atti osceni in luogo privato, è il romanzo che non ti aspetti, perchè oltre al sesso c'è molto di più. Una storia che sa essere ironica, dura, ma anche incredibilmente tenera (recensione).

Siamo tutti completamente fuori di noi di Karen Joy Fowler. Originalissimo nella trama e nello stile. Un romanzo sulla famiglia e sulla libertà che non passa inosservato. Si ama o si odia. A me ha lasciato a bocca aperta (recensione). 

L'amante di Calcutta di Sujata Massey. Le tante vite di Pom orfana indiana che deve sopravvivere alla storia travagliata del suo paese. Un grande romanzo di puro intrattenimento: c'è l'amicizia, la famiglia, la Storia e naturalmente l'amore. Un grande affresco, da non perdere. (recensione).

L'amante giapponese di Isabel Allende. Una storia d'amore, lunga una vita. Un romanzo non esente da qualche scivolone, ma che mi ha fatto "ritrovare" la grande narratrice cilena, maestra nel raccontare le tante sfaccettature dell'animo femminile. Lo recensirò presto.

Qui mi fermo. Diciamo che questi sono i romanzi che mi hanno colpita di più, che hanno resistito al passare dei mesi, lasciandomi un ricordo particolare; ci sono due noir, ma nemmeno un thriller (probabilmente quello che mi è piaciuto di più è Le conseguenze dell'odio di Elizabeth George, ma non è all'altezza dei romanzi precedenti dell'autrice, quindi non l'ho messo nella lista "top"), ci sono romanzi di svariati altri generi, storie d'amore, di crescita, di famiglia; quasi tutti li trovate già recensiti qui sul blog (vi ho lasciato i link).
Spero di esservi stata utile! 
E via, con l'anno nuovo e nuove letture!