mercoledì 30 marzo 2016

Recensione: Correva l'anno del nostro amore di Caterina Bonvicini (Ediz. Garzanti, 2014).

Ecco la recensione di un romanzo che è risultato una piacevole scoperta, si tratta di Correva l'anno del nostro amore, della giovane autrice Caterina Bonvicini (che non conoscevo, ma che sicuramente non mi "sfuggirà" più!).

Olivia e Vincenzo crescono spensierati in una grande villa sui colli bolognesi. Coccolati dalla tata e "riparati" dal mondo esterno dai cancelli del lussureggiante giardino, i due bambini vengono allevati come fratelli e sono legati da un sentimento di cameratismo e da un'attrazione fanciullesca, che abbatte l'enorme barriera che li divide e della quale sono ancora inconsapevoli: la classe sociale. Olivia fa parte di una ricca famiglia borghese, i Morganti, suo nonno Gianni è un imprenditore intelligente e smaliziato, sua nonna Manon una donna colta e intelligente, pronta a proteggere famiglia e status sociale a suon di giri di perle, sorrisi di circostanza e lesta nel nascondere i dolori sotto un costoso tappeto persiano. Valerio invece è "solo" il figlio del giardiniere e della domestica. 
Così, quando la madre di Valerio, ambiziosa e avida, decide di volere qualcosa di più di una vita "a servizio" e si trasferisce a Roma col figlio ancora bambino, Valerio si rende conto, non senza un certo di sgomento, che la borgata della capitale nella quale è stato catapultato e la villa dei Morganti sono due mondi inconciliabili e che lui è straniero in entrambi.
Mentre corre la storia d'Italia, dagli anni di piombo e delle stragi di terrorismo, all'ascesa del governo Berlusconi, da Tangentopoli, a Mani pulite, corre anche, affannosamente, il sentimento tra Olivia e Valerio, un amore mai sopito ma che sembra non essere mai "abbastanza". 
Il destino si divertirà a far incrociare le loro strade, i capricci, le ambizioni, le differenze a dividerle.
Olivia diventerà donna senza mai riuscire a scrollarsi di dosso l'etichetta di ragazza ricca e capricciosa, anche quando, alla morte di nonno Gianni,  l'impero economico dei Morganti crollerà miseramente; apparentemente senza ideali e ambizioni, passerà la vita rincorrendo relazioni sbagliate, perennemente in fuga, incapace di amarsi e di amare in modo adulto e consapevole.
Valerio, d'altro canto, rinuncerà al sogno giovanile di diventare magistrato, si legherà a una ricca famiglia di costruttori romani, trasformandosi, per la felicità della madre, in un ricco, infelice, corrotto "palazzinaro".
Si inseguiranno e si penseranno per quarant'anni, i due, forse idealizzando il sentimento che li univa da bambini, innegabilmente attratti fisicamente, ma incapaci, a conti fatti, di costruire qualcosa insieme. E quella differenza economica e sociale, a sorti alterne, sarà comunque più potente del sentimento.
Con uno stile ironico e leggero, la Bonvicini racconta, in modo pungente e al contempo indulgente, i vizi e le contraddizioni della nostra società, di un mondo disposto al tradimento e alla corruzione in nome del dio denaro e del potere, di una borghesia che non è riuscita ad inculcare ai figli il valore del lavoro e della fatica.
Amaro, ma con leggerezza, il romanzo, che trova in Valerio la sua perfetta voce narrante, scivola via veloce, regalandoci alcuni personaggi azzeccati (uno per tutti, nonna Manon, indimenticabile) e una storia d'amore (amore?) esente da romanticismi, ma pervasa, fino a un  finale non scontato, dal sapore dolce amaro del rimpianto, . 
Come guardare un album di fotografie ingiallite, ritrovando, per un attimo, lo sguardo divertito e puro del bambino che sei stato e dell'adulto che invece non sei riuscito a diventare.

Genere: Una storia tutta italiana.
Pagine: 257.
Voto: 

mercoledì 23 marzo 2016

Recensione: Il corpo che affiora di Viveca Sten (Ediz. Rizzoli, 2010).

L'atmosfera idilliaca dell'isola di Sandhamn, nell'arcipelago di Stoccolma, viene turbata dall'ombra della morte e del delitto. Il corpo di un uomo di mezza età affiora accanto a uno scoglio, avvolto in una rete da pesca. L'uomo è Krister Berggren, viveva da solo in uno squallido appartamento della periferia di Stoccolma, e a casa sua le uniche tracce di un qualche rapporto con altri esseri umani sono una foto della madre e una cartolina della cugina Kicki. E anche quest'ultima, Kicki, viene trovata uccisa, avvelenata. Le indagini sono affidate all'ispettore Thomas Andreasson, che può contare sull'aiuto di una sua amica d'infanzia, Nora Linde, avvocato. La scia di delitti è finita o continuerà? E le due vittime sono state eliminate dallo stesso assassino? Per scoprirlo, Thomas e Nora dovranno portare alla luce inconfessabili segreti.

Oggi vi parlo di un romanzo giallo, Il corpo che affiora di Viveca Sten, libro d'esordio e primo volume della serie I misteri dell'isola di Sandhamn, dalla quale è stata tratta anche un serie tv. Purtroppo questo titolo, pubblicato nel 2010, è l'unico tradotto in italiano e immagino rimarrà tale.
Si tratta di un giallo nordico piuttosto anomalo, che non soffre della lentezza di alcuni dei suoi conterranei, e nemmeno dell'atmosfera fredda e buia che il nostro immaginario collega all'estremo nord dell'Europa.
L'arcipelago di Sandhamn vicino a Stoccolma, dove si svolge l'azione, appare, malgrado la serie di morti apparentemente non collegate l'una all'altra che lo scuote, come un gioiello di isolotti e insenature, una natura incontaminata dove godere delle lunghe giornate estive, del sole tiepido, di gite in barca, di profumo di salsedine e mirtilli. 
Forse la trama gialla è un po' fiacca, ma l'ambientazione e la descrizione dei protagonisti, l'ispettore Thomas Andresson e l'avvocato Nora Linde, è accattivante. Lui, gigante biondo e sufficientemente tormentato, lei, amica d'infanzia "peperina" con "allegra" famigliola al seguito.
Si tratta di un romanzo semplice, che ricorda molto, per stile e ambientazione, la più famosa Camilla Lackberg. Non troverete i diversi piani temporali, né la trama intricata, che della Lackberg sono un po' il marchio di fabbrica, ma il libro è scorrevole, il finale è movimentato e l'interesse è catturato, almeno nel mio caso, soprattutto dalla storia personale dei protagonisti.
Sinceramente, visto che a quanto sembra non verranno tradotti altri titoli di questa serie, non so se consigliarvelo. Potrebbe essere una piacevole lettura estiva (o pasquale, o per un pigro weekend), reperibile in ebook a un prezzo piccolo piccolo.

Genere: omicidi in paradiso.
Pagine:382.
Voto: 


venerdì 18 marzo 2016

Recensione & Delusione libresca: Adesso di Chiara Gamberale (Ediz. Feltrinelli, 2016).

"Esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima: quel momento è adesso. Arriva quando ci innamoriamo, come si innamorano Lidia e Pietro. Sempre in cerca di emozioni forti lei, introverso e prigioniero del passato lui: si incontrano. Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo, finalmente, adesso... E allora Lidia che ne farà della sua ansia di fuga? E di Lorenzo, il suo "amoreterno", a cui la lega ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è abituato a dimenticare? Chiara Gamberale stavolta raccoglie la scommessa più alta: raccontare l'innamoramento dall'interno. Cercare parole per l'attrazione, per il sesso, per la battaglia continua tra le nostre ferite e le nostre speranze, fino a interrogarsi sul mistero a cui tutto questo ci chiama. Grazie a una voce a tratti sognante e a tratti chirurgica, ci troviamo a tu per tu con gli slanci, le resistenze, gli errori di Lidia e Pietro e con i nostri, per poi calarci in quel punto "sotto le costole, all'altezza della pancia" dove è possibile accada quello a cui tutti aspiriamo ma che tutti spaventa: cambiare. Mentre attorno ai due protagonisti una giostra di personaggi tragicomici mette in scena l'affanno di chi invece, anziché fermarsi, continua a rincorrere gli altri per fuggire da se stesso..."
Lo spazio sospeso, meraviglioso e incandescente, dell'innamoramento. Un romanzo speciale, uguale solo a se stesso.
Adesso arriva, adesso fa tutto da solo.
Infatti lo invochiamo. 
Infatti fa paura. 
Come un animale che abbiamo visto solo in foto, come un’eclissi, una notizia. 
Come qualcosa che nessuno ci ha lanciato contro eppure ci arriva addosso. 
Fa da solo.
Eravamo preoccupati, sia per Chiara Gamberale che per Lidia, il suo alter ego e la sua voce interiore. Eravamo preoccupati dopo aver letto i suoi ultimi romanzi, Per dieci minuti (Feltrinelli, 2013) e Avrò cura di te (Longanesi, 2014) due romanzi in cui la scrittrice e conduttrice romana ci metteva in mano il suo cuore, a pezzi.

Queste prime righe della recensione di ibs del nuovo romanzo di Chiara Gamberale mi hanno tratta in inganno. Ho molto amato Per dieci minuti e la sua protagonista Chiara, mi sono immedesimata in lei, nella sua storia, nel suo dolore. E ho pensato che Lidia, la protagonista di Adesso, fosse, in qualche modo, la stessa persona e il libro l'ideale continuazione del romanzo precedente. Ma Lidia non è Chiara, c'è qualcosa di diverso e sopra le righe in lei e Adesso, piccolo manuale dell'innamoramento, non è Per dieci minuti, non si avvicina neanche lontanamente a quel romanzo semplice ma disarmante, che tanto mi è piaciuto.
Quello che la quarta di copertina e la recensione non dice, è che Lidia Frezzani è, invece, la protagonista di un romanzo un po' più datato e meno noto della Gamberale, La zona cieca, che io non conoscevo e che ora come ora non mi attira particolarmente. Se lo avessi saputo, forse avrei avuto meno aspettative e sarei rimasta meno delusa.
Delusa, sì, perché questo libro, che dovrebbe raccontarci le difficoltà e le paure di innamorarsi e lasciarsi andare quando non si ha più venti anni e sulle spalle pesano esperienze complicate, matrimoni falliti, ex coniugi da dimenticare e figli da proteggere, si rivela davvero inconcludente.
Ci sono i presupposti per una storia, anche carina, ma non vengono praticamente sviluppati. Il lettore si trova invece spiazzato e trascinato fin dall'inizio in un vortice di brevi storie parallele alla principale, che hanno come denominatore comune l'incontro, l'attrazione, il cogliere o non cogliere il momento, l'Adesso, ma che nulla aggiungono alla storia di Pietro e Lidia. Storia che è già ampiamente e frequentemente interrotta da "contributi", quali mail, dettagliati curricula sentimentali, pensieri sparsi, continue divagazioni che dovrebbero, probabilmente, movimentare la narrazione, ma riescono soltanto a renderla discontinua. 
La narrazione, sì, parliamone. Un "continuo flusso di coscienza", così è definito lo stile adottato per raccontarci questa storia di un sentimento tormentato, una infinita serie di frasi stile bacio perugina, aggiungerei io, un ottovolante di metafore (quante volte si può definire il cuore "il rosso buffone", senza suonare ripetitivi o stucchevoli?), un filosofeggiare sull'amore e sulla paura d'amare che colpisce con alcune verità, ma sommerge, il più delle volte, con un mare di frasi fatte e pensieri banali. 
Un peccato, perché Pietro e Lidia, malgrado una vita un po' da soap opera, lei con un ex marito odioso, re della filosofia spiccia, lui con un passato di "masturbazione sessuale compulsiva" e una quasi ex moglie che gli ha preferito il convento, dove intende portare anche la figlioletta (ce n'è abbastanza per un intero pomeriggio di interviste con Barbara D'Urso), potevano raccontarci una bella storia di rinascita e di coraggio, bastava farli parlare con la semplicità del cuore, invece di dare voce a schizofreniche voci interiori e tirare in ballo il rosso buffone.
Mi dispiace, non ci siamo proprio.

Genere: Bacio perugina.
Pagine: 215.
Voto: 

mercoledì 16 marzo 2016

La mia settimana librosa 3. #5 & primo vincitore dello Sbarazzo!

Buongiorno cari Lettori, oggi puntata speciale della Settimana Librosa con proclamazione del primo vincitore dello Sbarazzo 2016! siete pronti?

Prima parliamo di letture. Ci eravamo lasciati con una Tessa intenta a leggere Città in fiamme  (qui il link) e ci ritroviamo sempre con questo romanzo sul comodino, messo in pausa più volte: necessita di un'attenzione e di una energia che forse al momento mi manca. Non è sicuramente un brutto libro, anzi, ma la scrittura visionaria, ricca, complessa, ricercata..mi ha travolta con un fiume di parole che mi ha la un po' stordita. Ce la farò mai a finirlo? Vedremo.

Nel frattempo ho letto un giallo molto soft, si tratta de Il corpo che affiora di Viveca Sten, un romanzo nordico che mi ha tenuto buona compagnia nella sua semplicità. Mi ha ricordato, nello stile e nell'ambientazione, Camilla Lackberg, regina del giallo nordico. Ve ne parlerò nei prossimi giorni.


L'atmosfera idilliaca dell'isola di Sandhamn, nell'arcipelago di Stoccolma, viene turbata dall'ombra della morte e del delitto. Il corpo di un uomo di mezza età affiora accanto a uno scoglio, avvolto in una rete da pesca. L'uomo è Krister Berggren, viveva da solo in uno squallido appartamento della periferia di Stoccolma, e a casa sua le uniche tracce di un qualche rapporto con altri esseri umani sono una foto della madre e una cartolina della cugina Kicki. E anche quest'ultima, Kicki, viene trovata uccisa, avvelenata. Le indagini sono affidate all'ispettore Thomas Andreasson, che può contare sull'aiuto di una sua amica d'infanzia, Nora Linde, avvocato. La scia di delitti è finita o continuerà? E le due vittime sono state eliminate dallo stesso assassino? Per scoprirlo, Thomas e Nora dovranno portare alla luce inconfessabili segreti.

Sto finendo di leggere Adesso di chiara Gamberale (trovate trama e presentazione qui). Una delusione che brucia parecchio. Un romanzo forse scritto..sotto l'effetto di allucinogeni? Non me ne voglia l'autrice, che mi sta anche simpatica. Ve ne parlerò prestissimo.


Entrate in Libreria. Vi segnalo un'unica new entry, ma di quelle preziose. Si tratta di Benedizione, primo volume de La trilogia della pianura di Kent Haruf. Ne ho letto 30 pagine e già sono col cuore a pezzi. Se continua così...

Nella cittadina di Holt, in Colorado, Dad Lewis affronta la sua ultima estate: la moglie Mary e la figlia Lorraine gli sono amorevolmente accanto, mentre gli amici si alternano nel dare omaggio a una figura rispettata della comunità. Ma nel passato di Dad si nascondono fantasmi: il figlio Frank, che è fuggito di casa per mai più tornare, e il commesso del negozio di ferramenta, che aveva tradito la sua fiducia. Nella casa accanto, una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna, e in paese arriva il reverendo Lyle, che predica con passione la verità e la non violenza e porta con sé un segreto. Nella piccola e solida comunità abituata a espellere da sé tutto ciò che non è conforme, Dad non sarà l'unico a dover fare i conti con la vera natura del rimpianto, della vergogna, della dignità e dell'amore. Kent Haruf affronta i temi delle relazioni umane e delle scelte morali estreme con delicatezza, senza mai alzare la voce, intrattenendo una conversazione intima con il lettore che ha il tocco della poesia.


Passiamo quindi a parlare di Sbarazzo.
Ieri si è concluso l'annuale "giochino" che consiste nell'aiutarmi a fare pulizia nelle mie librerie. Vi avevo chiesto di parlarmi un po' di voi, dei vostri gusti, di raccontarvi..e lo avete fatto, in tanti e ne sono stata davvero felice! 
Ho deciso che ci saranno due vincitori, uno scelto da me e uno estratto a sorte fra tutti i partecipanti. 
La mia scelta ricade su una Lettrice che mi ha fatto davvero ridere, arrivando a offrire le terga per tatuarsi il nome del blog (potremmo fare un concorso dal titolo : scegli il font più adatto per il tattoo!), lei questo libro lo desidera così tanto, che ancor prima dell'inizio dello Sbarazzo, aveva chiesto venisse messo in palio. Lea vince quindi la mia vecchia copia de Il camaleonte.
Complimenti e prepara il lato B.
Oggi estrarrò il secondo vincitore. Stay tuned!
Estrazione del secondo vincitore (video sulla pagina FB): la vincitrice è Pasquy, che riceverà, su sua richiesta, un romanzo a sorpresa!


giovedì 10 marzo 2016

Quattro chiacchiere...su di me!

Buongiorno Lettori! Oggi vi propongo un post un po' diverso dal solito. 
Un mesetto fa ho chiesto ai partecipanti allo Sbarazzo della Libreria (a proposito, avete ancora pochi giorni per aderire e portarvi a casa un libro leggete qui), di raccontarsi brevemente. É stato bello leggere i post che ne sono venuti fuori! Ironici, seriosi, brevi, lunghi, pieni di sogni, di speranze, di..vita!
Vi ho chiesto di aprirvi e vi ringrazio di averlo fatto, in tanti, mentre io rimango, a detta di qualcuno, piuttosto misteriosa.
Oggi vi racconto qualcosa di me. Potrebbe non essere molto interessante, ma vediamo cosa ne esce.
Tessa. Ecco, iniziamo dal nome! Perché Tessa? Io mi chiamo Roberta, un nome che non mi esalta (cerco di non pensare ai miei genitori che ascoltano Peppino di Capri negli anni '60 e prendono spunto da una sua canzone per il mio nome)(mi assicurano che non è successo così) e che negli anni è stato abbreviato e storpiato in tutti i modi: Rò, Roby, Roxy, Bi: famigliari, amici e colleghi mi hanno ribattezzata. Voi potete chiamarmi come preferite, Roby, Tessa, Roberta, è lo stesso, come vi sentite più a vostro agio. 
Perché Tessa, vi chiederete a questo punto. Penso di averlo già raccontato in qualche tag: perché Tessa è un nome ricorrente nei romanzi della mia amata Brunella Gasperini, romanzi che, in qualche modo, hanno segnato la mia vita di lettrice compulsiva. Le Tessa di Brunella sono donne in gamba, autonome, coraggiose; ecco, non che io sia proprio una pappamolla, ma da ragazza un po' le ho invidiate, queste donne così forti e determinate !
Ragazza. Altra parola importante. Perché io mi sento sempre una ragazza, ma ormai il tempo delle mele è passato da un po'! E malgrado io preferisca ancora un paio di Converse a scarpe più serie e lo zainetto alle borse griffate, ormai gli anni pesano sulla groppa (48 il prossimo giugno) e quindi abbiate pazienza quando tiro fuori dal cilindro romanzi che nessuno conosce, sono antica, io!
Cosa faccio nella vita, a parte leggere? Sono laureata in medicina e per parecchi anni ho lavorato/studiato in un grosso ospedale, ritmi frenetici, sempre un romanzo thriller in borsa per tenermi sveglia nelle ore di guardia. Da qualche anno, per vari motivi che non vi sto a elencare, ho lasciato la corsia in favore di orari più umani e più tempo da dedicare a me stessa e alle persone a cui voglio bene.
Cosa mi piace. A parte leggere? Mi piace il mare, quello d'inverno anche di più! Veneta di nascita e d'adozione, vengo da una famiglia lombardo-ligure e il mio mar ligure l'ho sempre davanti agli occhi, mi piace il verde, la campagna, gli alberi e ho una passione smisurata per qualsiasi tipo di animale, esclusi rettili e insetti. Cani, cavalli, conigli, criceti (ho un debole per i roditori), non mi sono fatta mancare nulla, compresa una lumaca ospitata per anni in bagno (e vabbè, tanto normali in famiglia non lo siamo, amen). 
Vado matta per le serie tv, specie quelle americane, per un buon film, per il tè con i biscotti allo zenzero, per le chiacchiere con le amiche, sono pigra, anti sportiva, logorroica e non ho il dono della sintesi (ma questo lo avete capito da soli!).
E poi, in ordine sparso: ho un cane trovatello che dorme con me sul divano, una vecchia twingo che mi porta in giro per la città di Giulietta e Romeo, una casa al mare che adoro, due genitori che richiedono un sacco di energie, un'amica reale che non mi legge perché non usa il computer, un'amica virtuale che mi ha insegnato a usarlo, il computer, una cugina che legge più di me, un nipotino nuovo di zecca, un ex marito, un appartamento pieno di librerie dell'Ikea e il Kobo sempre a portata di mano. 
Mi piacciono i romanzi che parlano di famiglia e di amicizia, mi annoiano i libri d'amore melensi, mi tengo alla larga da storie che trattano di animali e malattie, le prime perchè mi fanno piangere, le seconde perchè, se non sono credibili, mi fanno arrabbiare. 
Siete stufi? Ho finito.
Non smettete di leggere, commentare e partecipare, perchè voi mi piacete un sacco!



lunedì 7 marzo 2016

Recensione in anteprima: Girl runner di Carrie Snyder (Ediz. Sonzogno, in libreria dal 10 marzo 2016).

Buongiorno Lettori! Oggi sono qui per raccontarvi in anteprima un romanzo d'esordio davvero particolare, si tratta di Girl running di Carrie Snyder, in uscita il 10 marzo per Sonzogno, che ringrazio per la copia omaggio.

1928, Olimpiadi di Amsterdam, le donne sono ammesse per la prima volta a competere nelle gare di atletica leggera. La squadra di atletica femminile canadese è composta da sei ragazze destinate a rimanere nella storia, tanto da guadagnarsi il soprannome di Matchless Six (Imbattibili Sei). Questa è storia vera, quella che ci raccontano gli annali sportivi, come storia vera è il fatto che da quell'Olimpiade fino al 1960, le donne non potranno più correre gli 800 metri: il loro fisico considerato troppo fragile per le lunghe distanze.

Aganetha "Aggie" Smart, la protagonista di questo romanzo, è un personaggio di fantasia, il suo nome non compare tra quelli delle Matchless Six, ma in qualche modo lei le rappresenta, un mix di queste ragazze, straordinariamente moderne e anticipatrici dei tempi.

Ma non aspettatevi un libro tutto incentrato su sport e competizioni, Running girl è soprattutto la storia di una donna, Aganetha, che noi incontriamo quando la sua esistenza è ormai sul viale del tramonto, a 104 anni, ricoverata in una casa per anziani, la mente non più così lucida, le gambe che non possono più portarla lontano.
Nel corso di un misterioso viaggio in macchina con due sconosciuti che l'hanno "prelevata" dalla casa di riposo, sarà la stessa Aggie a raccontarci la sua vita. Un flusso impetuoso e confuso di ricordi, senza continuità temporale, partendo dall'infanzia nella campagna dell'Ontario, dalle corse nei campi attorno a casa, da una famiglia numerosa, complicata, colpita da tanti lutti, famiglia che rimane sempre al centro della narrazione. 
Corre Aggie, sempre, più veloce dei coetanei maschi, i piedi più rapidi dei pensieri, i ricordi che si aggrovigliano: la fuga, la città, la lotta per l'indipendenza, l'allenatore che intravede in lei un potenziale, i primi allenamenti al fianco di quella ragazza ricca e viziata, per la quale Aganetha prova un cameratismo che diventa forse qualcosa di più. E sempre correndo, a perdifiato, estate e inverno, ghiaccio e sudore, i ricordi vanno all'Oro Olimpico negli 800 metri, all'improvvisa, effimera popolarità, alle copertine sui giornali, all'uomo che forse non può amare abbastanza, ma che sicuramente la ferisce nel profondo, alla sorella meschina, a quella amata e complice, alla madre silenziosa, che, a casa, fa la levatrice ma che "aiuta" le ragazze nei guai anche in altro modo.
L'autrice non abbellisce e non ricama sugli eventi, non cerca nemmeno la facile commozione, malgrado la storia sia effettivamente triste. Lo sguardo di Aganetha sul suo passato è pieno di solitudine e rimpianto ma esente da autocommiserazione, i sentimenti sono spesso appena accennati, sfiorati, impalpabili come i ricordi confusi di un anziano, come la vita silenziosa delle donne che, all'inizio del secolo scorso, non potevano nemmeno dare un nome alle proprie emozioni.
Girl running è un romanzo drammatico con un'eroina sicuramente imperfetta, un romanzo a tratti non semplice da seguire per i continui salti temporali, ma ben scritto e mai noioso. 
Il finale, forse un pochino ingenuo (come l'espediente del viaggio misterioso), apre al lettore uno squarcio di speranza: che Aggie possa alla fine correre più leggera, un passo dopo l'altro, senza più dolori.


                                      Amsterdam 1928. Le Matchless Six.

martedì 1 marzo 2016

la mia settimana librosa 3. #4.

Ciao Lettori! eccoci al riassunto delle mie letture e delle nuove entrate.
Rispetto alla scorsa puntata ho letto:
I frutti del vento di Tracy Chevalier, un bel romanzo, un po' "freddo" per i miei gusti, qui trovate la recensione.
Le convalescenti di Michele Gazier, un libro spiazzante, molto particolare, qui la recensione.
L'estate che ammazzarono Efisia Caddozzu di Marisa salabelle, l'outsider, iniziato per caso e molto gradito! eccolo qui.
Sto leggendo Città in fiamme di Garth Risk Hallberg, romanzo appena uscito per Mondadori, che mi ha omaggiato di una copia e che ringrazio. E' una lettura impegnativa, ostica, un fiume di parole, 1000 pagine, chissà se riuscirò  a venirne a capo. Difficile ma ipnotico, vedremo.
New York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d'artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo. Forse due. Il momento esatto in cui scocca la mezzanotte. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall'incandescente scena punk. Il momento esatto in cui la pasticca fa effetto. I nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stanchi che la darebbero alle fiamme: tutto parte dell'ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c'entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Il momento esatto in cui va via la luce. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento. Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 13 luglio 1977. Il momento esatto in cui esplode.

New entry di queste settimane!
Adesso di Chiara Gamberale. Non ho resistito, l'ho comprato in ebook, penso mi servirà per intervallare Città in fiamme (dal quale, me lo sento, dovrò prendermi delle pause). La Gamberale mi colpisce spesso al cuore, semplice ma diretta. Spero questo ultimo romanzo non mi deluda.
Esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima: quel momento è adesso. Arriva quando ci innamoriamo, come si innamorano Lidia e Pietro. Sempre in cerca di emozioni forti lei, introverso e prigioniero del passato lui: si incontrano. Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo, finalmente, adesso... E allora Lidia che ne farà della sua ansia di fuga? E di Lorenzo, il suo "amoreterno", a cui la lega ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è abituato a dimenticare? Chiara Gamberale stavolta raccoglie la scommessa più alta: raccontare l'innamoramento dall'interno. Cercare parole per l'attrazione, per il sesso, per la battaglia continua tra le nostre ferite e le nostre speranze, fino a interrogarsi sul mistero a cui tutto questo ci chiama. Grazie a una voce a tratti sognante e a tratti chirurgica, ci troviamo a tu per tu con gli slanci, le resistenze, gli errori di Lidia e Pietro e con i nostri, per poi calarci in quel punto "sotto le costole, all'altezza della pancia" dove è possibile accada quello a cui tutti aspiriamo ma che tutti spaventa: cambiare. Mentre attorno ai due protagonisti una giostra di personaggi tragicomici mette in scena l'affanno di chi invece, anziché fermarsi, continua a rincorrere gli altri per fuggire da se stesso...
I garbati maneggi delle signorine Devoto di Renzo Bistolfi. Mi ero ripromessa di leggerlo e oggi l'ho ricevuto in regalo! Sarà sicuramente una delle mie prossime letture!
Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo trascorre lento, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all'antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole. Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per una piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.
La scelta di Sigmund di Carlo Martigli. Un romanzo storico dalla trama particolare, omaggio di Mondadori. Un libro che mi incuriosisce molto.la scelta di sigmund
Roma, 1903: la quiete della dolce notte estiva è turbata da un delitto perpetrato nel luogo più inviolabile, il Vaticano. Una guardia svizzera viene trovata morta insieme a una cameriera. Il vecchio papa ha le mani legate: indagini ufficiali solleverebbero un polverone, mettendo a repentaglio la credibilità della Chiesa. Ci penserà il Padre eterno a punire il colpevole. Ma quel che Leone XIII vuole assolutamente impedire è che, dopo la sua morte, il soglio di Pietro sia occupato da una persona coinvolta nel crimine. Così, per risolvere il mistero con la dovuta discrezione, Leone XIII decide di avvalersi della consulenza di un medico viennese, che si dice abbia elaborato teorie che rivoluzioneranno per sempre l'indagine della mente umana: Sigmund Freud. Con il suo metodo psicoanalitico, Freud dovrà portare alla luce il segreto che si cela nel cuore buio di uno dei cardinali destinati a diventare papa: Mariano Rampolla del Tindaro, il segretario di Stato, Luigi Oreglia di Santo Stefano, decano dei cardinali e camerlengo, Joaquín De Molina y Ortega, aiutante di camera del pontefice. E dovrà fare in fretta, perché il colpevole potrebbe tornare a colpire. Ad affiancarlo, un novizio in cui il papa ripone totale fiducia, Giuseppe Angelo Roncalli, giovanissimo ma già in odore di santità. Tra le strade chiassose di una Roma abbacinante e dentro le spesse mura del Vaticano – in cui convivono la bellezza senza tempo della Cappella Sistina e le stanze segrete in cui si tessono complicate trame diplomatiche – si muove uno straordinario gruppo di personaggi. Sigmund Freud, nella cui severa imperturbabilità trova spazio l'incapacità di resistere a un buon sigaro e alle lusinghe femminili; Leone XIII, papa modernissimo e sagace, che all'eccentricità unisce una fede concreta e propositiva; un giovane novizio, Giuseppe Angelo Roncalli, d'animo puro e cervello fine, e la cameriera Maria, semplice, intelligente e sensuale, con sua figlia Crocifissa, uno spirito ribelle che non si fida del dottore viennese...

Per oggi è tutto; voi li conoscete questi romanzi? li avete letti/li leggerete?
Alla prossima!