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Recensione: siamo tutti completamente fuori di noi di Karen Joy Fowler (Ediz. Ponte alle Grazie, 2015).

Ho finito da poche ore questo romanzo e mi sto scervellando su come scrivere una recensione sensata senza anticipare troppo e senza parlare di quello che è, allo stesso tempo, il tema portante del romanzo, ma anche il colpo di scena che mi ha lasciata a bocca così aperta da temere una dislocazione della mandibola. Capite bene che l'impresa è ardua, e probabilmente inutile, perché immagino molti di voi avranno letto recensioni o commenti in rete, dove tutto viene allegramente svelato in poche parole. 
Poche parole che rovinano l'esperienza di questo originalissimo, a tratti geniale, romanzo. Siamo tutti completamente fuori di noi di Karen Joy Fowler; io l'ho avvicinato in modo assolutamente ingenuo, la trama ufficiale, infatti, racconta poco o nulla, la copertina, con una ragazzina dal viso innocente arrampicata su di un albero verdissimo, le gambe a penzoloni, mi ha colpita, ispirandomi un grande senso di libertà. 
Non possiamo dirvi qui il fondamentale segreto di questo libro, che scoprirete leggendo. Possiamo però riferire quel che ne ha scritto la giuria del PEN/Faulkner, uno dei più prestigiosi premi letterari americani, assegnato nel 2014 a "Siamo tutti completamente fuori di noi": "Fowler dà un nuovo significato al principio secondo cui 'ogni famiglia infelice è infelice a modo suo'". E raccontare solo alcuni aspetti della trama: Rosemary Cooke ha cinque anni quando, d'estate, viene spedita dai nonni. Al ritorno in famiglia scopre che sua sorella è sparita e dell'argomento non bisogna parlare. Cinque anni più tardi, suo fratello scappa di casa, e probabilmente è ricercato dall'FBI. È facile intuire quanto la vita di Rosemary sia segnata da queste due assenze. Ma quando devi raccontare una storia, le ha insegnato suo padre, comincia dal centro. Salta l'inizio. E al centro di questa storia c'è lei ventiduenne che si ritrova finalmente a fare i conti col proprio passato e coi propri ricordi. Tra l'altro, e lei lo sa benissimo, dei ricordi non ci si può fidare più di tanto...

Rosemary Cooke e la sua famiglia molto complicata: ecco il mio punto di partenza. Non potevo immaginare però quanto profondamente ferita, chiusa e prigioniera del proprio passato fosse la famiglia Cooke. Quanto il mestiere del professor Cooke, capofamiglia e psicologo comportamentalista, docente universitario irremovibilmente aggrappato alla sua scienza, avrebbe influito sulla moglie e sui tre figli. Fern, Rosemary e Lowell, uniti dal legame a volte doloroso e fallibile che solo i fratelli conoscono, un legame fatto di piccole grandi gelosie e tradimenti, di assenze dolorose ma destinato a durare, almeno nel cuore, tutta la vita.

Rosemary. Questa è la sua storia, complicata, visionaria a volte, i ricordi che si accavallano, avanti e indietro in un viaggio nel tempo e nella memoria. 
Rose bambina, chiacchierona e amata, vive in una fattoria piena di gente; Rose cresciuta, ragazza fin troppo silenziosa e solitaria, frequenta senza grandi risultati l'università; Rosemary che si è vista strappare a breve distanza di tempo, in tenera età, entrambi i fratelli: Fern, la sorella con cui è cresciuta in simbiosi, scomparsa misteriosamente, Lowell, il fratello maggiore, fuggito volontariamente da una famiglia sempre più cupa e decimata. Ogni defezione un trasloco, in case sempre più piccole e silenziose, la porta della camera dei genitori un muro invalicabile per Rosemary, che reca sulle spalle tutto il peso dell'essere "quella rimasta", la testimone del fallimento degli ideali di famiglia, con il dubbio perenne, forse anche motivato, di avere in qualche modo colpa nell'allontanamento dei fratelli.
Quella che ci racconta Karen Joy Fowler è una storia di perdita, di elaborazione e perdono, ma è anche un'incredibile storia di denuncia, le cui radici sono profondamente radicate negli anni settanta, quando gli studi su psicologia e comportamento fiorivano ovunque, sull'onda di un ottimismo scientifico e culturale che spesso sfiorava l'irresponsabilità. 
Storia d'amore e "libertà" toccante, è un romanzo che a volte confonde, mescolando momenti di ironia, a momenti di profonda commozione, intercalati da dissertazioni scientifiche e filosofiche che personalmente ho trovato piuttosto ridondanti. Non è una prosa semplice e immediata, quella della Fowler, ma è disseminata di verità e frasi davvero azzeccate, di immagini indimenticabili e di un'originalità che, come ho detto, sfiora la genialità.
Un romanzo che non piacerà a tutti, ma che merita una chance.
Vorrei dirvi molto altro, ma vi rovinerei davvero la lettura! 

Genere: Il passato è una terra straniera.
Pagine: 311.
Voto: 



Commenti

  1. Risposte
    1. Ma sei spoilerato o no? questo è il dilemma!

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    2. Passo due anni dopo dicendo che no, non me lo sono spoilerato, e che ho trovato una copia a prezzo stracciato su Ebay. Arriva!

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  2. *legge il titolo*
    Carino, ma non so se lo comprerei
    *legge la trama*
    Davvero bello, quasi quasi...
    *legge la recensione di Tessa*
    Miiiiiiiioooooooo

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  3. mi hai parecchio incuriosito, segnato!! :)

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  4. Non lo conoscevo assolutamente ma adesso lo voglio anch'io :P

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    1. Moolto particolare! se non temi lo spoiler..altrove puoi trovare più notizie, io non me la sono sentita.

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  5. nessuno spoiler per me quindi adesso curiosità immensa! :D

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