venerdì 31 luglio 2015

Recensione:Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati (Ediz. Guanda, 2015).

Oggi vi lascio il mio pensiero su Il ragazzo in soffitta, primo romanzo del regista Pupi Avati, un libro che mi è piaciuto davvero tanto.

Narrato su due piani temporali e ambientato in due città, con toni e atmosfere molto differenti, il racconto si rivela un noir carico di suspense.
A Bologna, città cara ad Avati, nel presente, Berardo detto Dedo è un adolescente simpatico e con poca voglia di studiare, la sua vita è quella di un normale liceale, tanti amici, la prima cotta, genitori separati e un fratello autistico. 
Giulio, un nuovo compagno di scuola di Dedo, è invece il classico perdente, grassoccio, timido, indossa orribili cravatte e conosce l'Eneide a memoria. Vive solo con la mamma, non ha mai conosciuto suo padre.
A Trieste, qualche anno fa, Samuele Menczer subisce il rapporto morboso di una madre malata e in perenne lutto e di un padre silenzioso e colpevole. È fisicamente un diverso che cerca perennemente di compiacere i sogni di gloria musicale che mamma e papà nutrono nei suoi confronti. Non ha talento, nemmeno un briciolo, la sua vita è una lunga serie di delusioni e fallimenti. La sua strada, lastricata di rabbie, rancori e desideri di rivalsa,  è destinata all'inferno. Diventerà un mostro, Samuele, di quelli che la cronaca nera, la tv e i giornali piazzano in prima pagina.
A Bologna, Dedo racconta in prima persona, con il tono e lo stile semplice ed esuberante di un ragazzo, la sua imprevedibile amicizia con Giulio lo sfigato. 
A Trieste, in terza persona, ci viene raccontata in modo preciso, ricercato e quasi asettico, la nascita di un orco violento.
Quando le vicende di Dedo, di Giulio e di Samuele Menczer, ormai anziano, si incrociano, i due ragazzi si ritrovano legati indissolubilmente da colpe e tragedie del passato più grandi di loro, in un crescendo di follia, fino al finale, decisamente sorprendente.
Ho amato questo romanzo così particolare, con i due piani temporali caratterizzati da narrazioni stilisticamente così opposte: l'esuberanza di Dedo, il ripiegarsi in se stesso di Samuele, la sana ignoranza del primo, la malata applicazione del secondo. E Giulio in mezzo, sospeso fra i due mondi.
È un romanzo noir in cui la pietà umana è comunque protagonista, dove non ci sono vincitori, dove nulla è completamente cattivo o buono, bianco o nero.
Un libro che tratta temi attuali, dalla malattia, fisica e psichica, all'amore come forza distruttiva, all'amicizia che rende coraggiosi, e lo fa in modo garbato e partecipe, sondando il lato oscuro che si nasconde in molti di noi.
Da leggere.

Genere: Non aprite quella porta.
Pagine:248.
Voto:
 
                e mezzo

lunedì 27 luglio 2015

Recensione: Il Creasogni di Simone Toscano (Ediz. Ultra, 2015).

Il Creasogni, romanzo d'esordio del giornalista Simone Toscano, è un racconto che si legge in poche ore e che va approcciato, secondo me, con la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una fiaba; una favola originale, con spunti creativi e dal sapore antico, come quelle che ci leggevano da bambini.

All'inizio ammetto di essere rimasta un po' spiazzata dalla prosa molto semplice e dai personaggi (pochi) presentati in modo così essenziale da risultare distanti, quasi impalpabili. Poi, entrando nel vivo della storia, ho trovato la chiave di lettura e mi sono fatta trasportare dalle vicende dei protagonisti.
Il SignorEttore di mestiere fa il creasogni, costruisce su misura i sogni degli abitanti del piccolo borgo di Mangiatrecase; è un uomo solitario, di cui poco o nulla si sa, i suoi occhi sono tristi, le sue notti prive di quei sogni che inventa, assembla e regala alle altre persone. Ettore vive con un bambino, Catello, raccolto per strada, anche lui apparentemente solo al mondo e con un cagnolino trovatello di nome Cerino.

La scomparsa di Catello in circostanze misteriose e in concomitanza con l'arrivo in paese di un gruppo di personaggi esotici e ambigui, spinge il SignorEttore ad intraprendere un viaggio che lo porterà ad affrontare terre sconosciute e paure nascoste in fondo al proprio cuore. Un viaggio tra sogno e realtà, dove gli elementi fiabeschi della tradizione si dosano sapientemente con spunti del tutto originali. E così Ettore lascia dietro di sé sogni pronti a "prendere vita", invece di sassolini o briciole di pane, mentre Catello, che si è allontanato da casa richiamato dal gusto del proibito, si ritrova in gabbia.
La storia si popola di personaggi e di rivelazioni inaspettate, mentre bene e male si affrontano nella guerra più antica del mondo. Sarà il potere dei sogni e dei sentimenti ad indicare la via verso la libertà.
Per chi ama le favole e per chi ama raccontarle ai propri bambini: eccone una nuova di zecca. 
Un romanzo breve, scritto con uno stile semplice, forse ancora acerbo, specie in alcuni dialoghi, ma con tante idee originali: prima fra tutte un protagonista che plasma i sogni con le proprie mani, li cesella dalla materia, senza spigoli, come un buon artigiano, e gli dà vita, regalandoli, riempendo di dolcezza le notti di chi gli sta vicino, esaudendo i desideri di chi non smette di sperare.

venerdì 24 luglio 2015

La mia settimana librosa 2.#19.

Buongiorno da Tessa il bradipo; questo caldo anomalo mi ha messo completamente a tappeto, sono indietro con le recensioni e le segnalazioni (e con tante altre cose della vita reale, non voglio neanche pensarci). Vi lascio però un veloce recap delle letture.
Ho letto Il creasogni di Simone Toscano, che si è rivelato una lettura piacevole, una favola adatta a tutti, con alcuni spunti originali; ho letto anche La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo, un romanzo sull'amicizia maschile che mi ha annoiato in certi punti, ma che allo stesso tempo è riuscito a commuovermi in più momenti. La presentazione di questi romanzi la trovate qui, presto, spero, le recensioni.
All'inizio di questa settimana ho avuto un momento NO in cui ogni libro che iniziavo mi sembrava quello sbagliato. Sono finiti ingloriosamente nel cestone delle delusioni alcuni romanzi che probabilmente non lo meritavano, li riprenderò in momenti più consoni. Ne cito uno (ma sono parecchi, eh, sì, ero parecchio furiosa!): L' inganno della luce di Louise Penny, un giallo ambientato in Canada che sulla carta mi attirava molto.
Three Pines è una piccola cittadina del Quebec che neppure compare sulle mappe. Un posto idilliaco, dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre placida. Almeno in apparenza. Armand Gamache è perfettamente in tono con l'ambiente. Cinquantacinque anni, di corporatura solida, raffinata cultura e modi garbati, si direbbe un tranquillo professore di storia o letteratura, e non l'ispettore capo della omicidi. Ma l'inganno è spesso un meccanismo estremamente raffinato, che si alimenta dei più piccoli dettagli e si cela dove meno te lo aspetti. Anche in una tiepida serata di inizio estate in cui tutto sembra perfetto. Clara Morrow, pittrice locale di grande talento, sta festeggiando insieme ad amici e personaggi del mondo dell'arte il successo della personale tenutasi al museo di Montreal. Eppure la mattina seguente, tra le peonie del giardino di Clara viene ritrovato il corpo senza vita di una donna, la cui presenza alla festa non era stata notata da nessuno. Quando l'ispettore Gamache avvia le indagini, scopre un mondo fatto di invidie, gelosie e antichi rancori in cui la verità sull'omicidio è offuscata da molte ombre.
Purtroppo ho trovato le prime 70 pagine del romanzo estremamente lente, quindi ho preferito rimetterlo in libreria e lasciarlo un po' in stand by. Tra le altre cose mi sono accorta che l'autrice ha scritto una serie di romanzi con lo stesso protagonista, l'Ispettore Gamache, questo è il primo che viene tradotto in italiano, ma non è il primo in ordine cronologico (è uno degli ultimi); che i personaggi abbiano un vissuto già "raccontato" in precedenza, è chiaro fin dalle prime pagine e io mi chiedo..perchè? non si poteva iniziare la serie dall'inizio? troppo semplice?.
Chiudiamo il momento di polemica.

Sto leggendo (e lo bramavo da tempo) La specialista del cuore di Claire Holden Rothman.

È una gelida notte d'inverno del 1874 quando Honoré Bourret, rinomato medico di St Andrews East, ridente cittadina del Quebec vicina alla foce del fiume Ottawa, entra nella camera di Agnès, la sua bambina di cinque anni, la bacia, esce, poi raccoglie nella sua stanza qualche vestito e i soldi messi da parte per il battesimo di Laure, l'altra figlia di cui sua moglie è in attesa, e scappa. Una fuga generata da un'accusa orribile: aver percosso e affogato sulla riva dell'Ottawa Marie, sua sorella, una ragazza storpia e muta, diventata, a detta degli abitanti di St Andrews East, un peso insopportabile per lui e la sua carriera dopo la scomparsa dei loro genitori. Da quella notte d'inverno, un pensiero ossessivo si insinua nella mente di Agnès: ritrovare suo padre, "quell'uomo triste e tenebroso", e riconquistarlo. Alla morte della madre, incapace di sopravvivere agli eventi, Agnès, la pelle scura come quella di una zingara, viene accudita dalla nonna assieme a sua sorella Laure, bella come un angelo coi suoi capelli setosi e color del grano. Mentre Laure si rifugia nel suo mondo protetto e incantato di bambina dalla salute cagionevole, Agnès coltiva con ostinazione un sogno apparentemente irrealizzabile per una ragazzina del XIX secolo: percorrere le stesse orme del padre, diventare medico, nella speranza di poterlo un giorno incontrare.
Per ora una lettura molto piacevole!

Per oggi è tutto, chiedo ancora perdono per gli arretrati, ci sto lavorando!

sabato 18 luglio 2015

Recensione: Una famiglia quasi perfetta di Jane Shemilt (Ediz. Newton Compton, 2015).

In questo periodo sono in vena di thriller e mi attirano le famiglie molto problematiche. La famiglia  "quasi perfetta" di Jenny e Ted, creata dalla penna di Jane Shemilt, di perfetto ha solo l'apparenza.

Jenny, medico di base, ha un marito neurochirurgo di successo, tre figli destinati ad una brillante carriera accademica, una bella casa e una vita all'apparenza invidiabile.
Jenny è la voce narrante e il cuore di questo romanzo, è lei che ci racconta, tramite un continuo alternarsi di emozioni del presente e flash back del passato, il terremoto emotivo che sconquassa la sua famiglia quando, improvvisamente, la figlia Naomi, bella, intelligente e da poco entrata nell'adolescenza, scompare senza apparente motivo. Una bugia banale, "vado a cena con la compagnia di teatro", una ragazzina che non rientra a casa una notte, e una madre che non si dà pace, anche quando le evidenze sembrano pesare come macigni.
È un'indagine psicologica, un'autopsia dei comportamenti e delle bugie di Naomi, quella che Jenny porta avanti per mesi, sondando nel mondo segreto della sua ragazza, rompendo, inconsapevolmente, i fragili equilibri famigliari che tengono uniti gli altri membri di famiglia, specialmente il marito Ted e uno dei due figli maschi, Ed.
Una famiglia quasi perfetta è un romanzo dalla trama accattivante, penalizzato da una scrittura molto semplice, che spesso sembra non riuscire ad andare in profondità nella descrizione dei personaggi e dei loro conflitti interiori, soffermandosi invece troppo spesso su aspetti più superficiali: il clima, la natura, i quadri che Jenny dipinge per hobby. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più del rapporto tra Jenny e Naomi prima dell'evento, anche Theo e Ed, i fratelli della ragazza scomparsa, sono davvero poco caratterizzati.
Il romanzo fa comunque il suo dovere: la ricerca di Jenny e la voglia di scoprire che fine ha fatto Naomi, rimangono vive fino all'ultima pagina del libro. 
Non aspettatevi però azione o colpi di scena, non ne troverete fino al finale, che, se pur con un retrogusto da soap opera, e molto inverosimile, è sufficientemente drammatico e privo di buonismo da riscattare alcuni punti piuttosto noiosi che mi hanno ammorbata nella parte centrale (mi sento in dovere di dirvi che molti hanno invece trovato il finale davvero brutto; mia cugina, compagna di lettura, voleva gettare il libro dopo l'ultima pagina).

In conclusione,  un romanzo che si lascia leggere senza grandi sussulti, buona l'idea di base e l'utilizzo dei piani temporali per movimentare il racconto. Lo stile dell'autrice, forse complice la traduzione, non mi è piaciuto particolarmente.
Se amate i romanzi che sondano i rapporti genitori figli (madre e figlia, nello specifico) vi consiglio La verità di Amelia di Kimberly McCreight, un romanzo che ho letto lo scorso anno e che ho trovato molto bello (ne avevo accennato qui).

Genere: segreti e bugie.
pagine:330
voto: 
                                                                           

lunedì 13 luglio 2015

La mia settimana librosa 2.#18.

Buongiorno lettori, come state? fa caldo anche da voi? io sogno un tuffo in mare, ma per ora rimane un miraggio.
Non è un gran periodo per la lettura (non è un gran periodo in generale), sto macinando qualche giallo molto leggero, tanto per non sforzare il povero, unico, neurone accaldato che mi è rimasto.
Rispetto alla scorsa puntata, ho finito La ragazza del treno, di Paula Hawkins, che non mi è dispiaciuto (qui  la recensione) e L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso, che ho trovato molto divertente (recensione).

Dopo aver letto, alcune settimane fa, il giallo Famiglia perfetta, di Pam Lewis, che devo, ahimè, ancora recensire, ho deciso di fare il bis con un altro thriller (più psicologico) dal titolo praticamente uguale Una famiglia quasi perfetta, di Jane Shemilt, evidentemente in questo periodo le famiglie incasinate mi attirano (ne cerco una più sfigata della mia? chi lo sa). Bella la cover, non male la trama, romanzo un po' lento, per ora.


Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l'allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l'attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto..

Per quanto riguarda le entrate il Libreria, vi segnalo:
Il creasogni di Simone Toscano, che ringrazio per la copia omaggio con tanto di dedica!
Il Signor Ettore è un uomo schivo, di poche parole, con un velo di tristezza negli occhi. Nulla si conosce di lui, se non che possiede un dono speciale: sa di quale materia sono fatti i sogni. Ne conosce l'essenza lieve, che ha imparato a modellare, nella forma e nei colori, nelle sfumature e nei dettagli, riuscendo a creare visioni bellissime e avvolgenti. Nella piccola comunità di Mangiatrecase spetta a lui il compito di esaudire le richieste di chi, pur tra mille difficoltà, non vuole rinunciare a inseguire un sogno. Per tutti costruisce illusioni su misura, tranne che per sé e per la sua particolare "famiglia": una cagnetta che lo segue come un'ombra, e un bambino, spuntato anche lui dal nulla. Dietro questa apparente serenità ribolle però un mondo di speranze infrante, di assenze e rimpianti, di amori perduti. Sarà un evento drammatico come l'improvvisa scomparsa del bambino a risvegliare i cuori dei protagonisti che troveranno la forza di superare le difficoltà della vita e di sognare ancora, con coraggio. Un romanzo lieve e delicato come un sogno, ingenuo e difficile come l'amore, vero come la vita stessa.
La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo, un romanzo del 2012 che voglio leggere da un bel po' di tempo! (e poi..la copertina con i ragazzi che si tuffano, per me è un must have!).

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie. Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: "Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia". Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.

Ecco, per oggi è tutto! non mi resta che ricordarvi che, se amate il genere giallo, Mondadori offre una promozione 2x1 riguardante le edizioni digitali dei romanzi di Agatha Christie. La promozione dura fino al 19 luglio e i titoli fra cui scegliere sono tantissimi! (maggiori informazioni sulla pagina FB).

venerdì 10 luglio 2015

Boomstick Award 2015


Cari lettori, in questo periodo non proprio rose e fiori mi ero ripromessa di non rispondere a tag, premi ecc. Ma a distanza di pochi giorni ben 3 blogger hanno scelto la Libreria per il Boomstick Award, e con motivazioni che hanno decisamente impennato la mia autostima! posso far finta di non essere compiaciuta e felice? questo blog è così piccolo e casalingo, che io ancora mi stupisco quando ricevo commenti, mail o richieste (le più svariate).

Stringiamo. Ringrazio di cuore i blog : Librintavola, Uno Scaffale di Libri & L'incanto dei libri per aver premiato La Libreria di Tessa e ancora di più li ringrazio per le belle parole che hanno scritto.

Il Boomstick Award, ideato da Hell, con il suo banner rimanda a L’Armata delle tenebre, un film del 1992 interpretato da Bruce Campbell nel ruolo di Ash, nel terzo capitolo della serie horror La casa. Il Boomstick è un fucile che Ash chiama “bastone di tuono” e, con l’assegnazione del premio, il blog è il nostro bastone di tuono (questo mi fa parecchio ridere, n.d. Tessa).

Ed ecco le regole:
– Citare il nome dell’ideatore del premio e del banner;
– Ringraziare il blog che vi ha nominato;
– Attenersi alle regole;
– Nominare altri 7 blog e motivarne la scelta.

Dunque, ringraziate le carinissime blogger che mi hanno premiata e spiegata la teoria del bastone di tuono, segnalo 7 blog. Alcuni avranno già ricevuto il premio, altri, forse, per questioni di tempo, non lo ritireranno, non mi offendo (e non ho navigato molto nella blogsfera nell'ultimo mese, quindi non sono aggiornata).

Libropatia: un blog giovane ma con un'anima tutta particolare, Nunzia Libropatica farà strada, ne sono sicura! in più abbiamo gusti piuttosto simili, sia in fatto di libri che in fatto di grafica e presentazione del blog.

Desperate Bookswife: Salvia ha aperto da poco un blog tutto suo, e lei è una persona un po' speciale per me. A lei ricorro quando ho dubbi sul bon ton da tenere nel blog; il suo angolo è un posto rilassante che cerco di visitare appena posso.

Il cuore in un libro: anche questo è un blog giovane, Cuore Zingaro, la sua blogger, forse la conoscete, era ospite fissa del blog La Libridinosa (che non citerò, perchè Laura non ritira premi, sforna recensioni ogni 3 nanosecondi, non perdetele). Il blog di Cuore è un'oasi di pace, lo si intuisce alla prima occhiata. Lei ci mette proprio un sacco di "cuore", e si sente.

Nicholas ed Evelyn e il Diamante guardiano: Tania Paxia ha un tipo di letture e gusti diversi dai miei, ma è un vulcano di idee, scrive romanzi, pubblica, fa disegni bellissimi. Il suo è un mondo magico.

Un libro per amico: Se volete sapere tutto, ma proprio tutto di un romanzo, Daniela esaudirà ogni vostro desiderio. Le sue recensioni sono accurate e completissime.

La ragazza che annusava i libri: Stefania ha un approccio ai romanzi nel quale mi ritrovo molto. Spesso le nostre votazioni e i nostri gusti coincidono.

E ora due blog al prezzo di uno. Li cito consapevole che a loro i tag non piacciono, ma la tentazione di assegnare loro il Bastone di Tuono è troppa. Silvia Il piacere della lettura, che, come ho già avuto modo di dire, scrive le recensioni che vorrei scrivere io, con humor che mi solleva l'umore & Mr. Ink Diario di una dipendenza, che scrive storie solitamente più interessanti dei romanzi che recensisce. Vi gusta?

Grazie ancora a Chicca, Rosa e Siham!