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Recensione: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso (Garzanti, 2015)

Vani Sarca, la protagonista de L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, mi ha conquistata; non è stato amore a prima riga, ma un graduale e crescente moto di stima nei confronti di questo personaggio molto particolare. Silvana Cassandra Sarca, Vani per gli amici, è una ghostwriter, mette la sua cultura e la sua mente brillante al servizio di scrittori famosi in crisi d'ispirazione, o, più banalmente, incapaci da soli di far breccia nel cuore del pubblico. Lavora dunque dietro le quinte, vincolata da una clausola di riservatezza e pure sottopagata. Ma a lei, avvolta nel suo cappotto total black e nascosta da un ciuffo di capelli ancora più black, di tutto questo, come di molte altre cose della vita, importa poco. Almeno così sostiene.


Saccente, tagliente, menefreghista, la dottoressa Sarca all'inizio non mi ha trasmesso una grande simpatia: ho fatto un po' fatica ad abituarmi al suo linguaggio, un mix tra John Wayne in un western d'annata e un personaggio da romanzo hardboiled. E se gli amici la paragonano a Lisbeth Salander di Millenium, a me ha ricordato, da subito, un personaggio da fumetto: grandi occhi, ciuffo aerodinamico, impermeabile svolazzante e battuta fulminante. E quando sono entrata in questa ottica, senza cercare troppa verosimiglianza o attinenza alla realtà...allora è stato amore. 
Mi sono divertita un mondo a leggere questo romanzo d'esordio, un po' storia romantica (visto il personaggio per nulla sdolcinata), un po' intreccio giallo, un po' noir, un po' racconto di una professione poco conosciuta, quella di ghostwriter.

Di solito non amo i romanzi che mescolano generi narrativi diversi, ad esempio non sono una fan dei libri di Alessia Gazzola, che hanno per protagonista una  specializzanda in medicina legale pasticciona e dal cuore spesso infranto. In questo senso partivo prevenuta, e lo sono rimasta fino a quando non ho capito che L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome non va letto per la storia gialla, piuttosto poco credibile, o per la storia d'amore, già più verosimile, ma per i suoi personaggi. Che sono vivi, tridimensionali, accuratamente studiati e funzionano alla grande. Oltre alla protagonista vi dico solo un nome, il Commissario Berganza, incrocio tra Dick Tracy e Mike Hammer, insieme sono una coppia da tenere d'occhio! 
In attesa di un prossimo episodio, speriamo non scritto da un ghostwriter, vi consiglio questo romanzo davvero divertente e impreziosito da richiami ai classici di cinema e letteratura, un valore aggiunto!

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.

Commenti

  1. Una lettura piacevolissima, e lo è ancora di più quando arriva inaspettatamente! Come te non avevo grandi aspettative per questo romanzo ma lo stile di Alice Basso mi ha fatto cambiare idea molto rapidamente, davvero un ottimo romanzo!

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    1. in tanti ne parlate bene, mi sa che mi state convincendo!! :)

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    2. Sì, davvero inaspettato e molto divertente!

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  2. Carinissimo, come sai concordo! Immaginavo altro, e per fortuna mi sono ricreduto. Ps. Ti segnalo un errorino nel titolo del post. E' un romanzo Garzanti, non Rizzoli. :)

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    1. Ahha, chiamalo errorino. Sei il ghostwriter preferito! :)

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  3. l'ho comprato e non vedo l'ora di iniziarlo!!
    http://www.audreyinwonderland.it/

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  4. Ciao Tessa passa da me c'è una sorpresa per te!!!!! Baci!

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  5. Ciao Tessa!!! Leggerò questo libro la prossima settimana. ti farò sapere :-) Bacio

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  6. ero convinta di avere già commentato questo tuo articolo e invece nulla accidenti.
    comunque dicevo che anche questo libro spero di riuscire a leggerlo al più presto, sono proprio curiosa soprattutto dopo la tua recensione. a presto.

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  7. cominciato proprio questa mattina ... dopo aver finito sempre questa mattina Dov'è finita Audrey?
    ebbene sono in piedi da prima dell'alba :P

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    1. ma ne vale la pena! sono due romanzi molto carini, due rivelazioni!

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    2. dopo una full immertion notturna (non ti dico che borse marca Vuitton ho sotto gli occhi) ho terminato il libro della Bassi. mi è piaciuto immensamente e a differenza tua ho amato dalle prime pagine Vani. adesso devo solo trovare il tempo di recensire :D

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