La mia settimana Libosa 3.#8.
Cari Lettori eccoci qui al pazzo appuntamento delle letture in Libreria.
In realtà è un periodo un po' fiacco e non sto leggendo tanto: colpa dei mezzi di locomozione famigliari. Pare che le nostre automobili abbiano deciso di rompersi contemporaneamente (eh, sì, anche la mia amatissima twingo non è messa bene), tanto che si è resa necessaria una decisione drastica: il cambio di almeno una delle due vetuste autovetture del nostro parco macchine. Più facile a dirsi che a farsi! Sono sommersa di preventivi, calcoli di cilindrate, numeri di Quattroruote e domande filosofiche (troppo lunga, troppo corta, sedile scomodo per la genitrice, il cane ci starà o no?). Giuro che se mi fanno provare un'altra macchina, esco di senno. Ecco dov'è finito il mio tempo libero.
Torniamo a noi, che sto divagando.
Rispetto alla scorsa puntata, ho:
- Recensito: La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone. Molto carino, il mio pensiero qui.
- Letto e recensito: Essere vivi di Cristina Comencini, un romanzo sorprendente! la mia recensione qui e Il sorriso lento di Caterina Bonvicini, altro libro che mi è rimasto nel cuore, qui.
- Letto: La vita secondo Banana di PP. Wong, un romanzo sull'integrazione razziale e sul difficile mondo degli adolescenti. Appena possibile vi lascerò il mio pensiero, stay tuned!
Sto leggendo un romanzo che mi sta piacendo tanto, si tratta de La pioggia prima che cada di Jonathan Coe, autore famosissimo che non avevo mai "sperimentato". Ho seguito il suggerimento di Lea del blog Due Lettrici quasi perfette che me ne ha tessuto le lodi, ho scelto un titolo a caso, e devo dire che sono contentissima di questo consiglio libroso. E' una delle cose più belle dell'essere blogger: curiosare nelle librerie altrui e scoprire nuove storie e nuovi viaggi. Quindi, grazie Lea!
La Zia Rosamond non è più. È morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco - canti dell'Auvergne - e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c'era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma... Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po' fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Imogen era quella deliziosa bimba bionda venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta - come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto - che ascoltare le cassette incise dalla donna...
Entrate in Libreria:

Casa di Marilynne Robinson, è il secondo volume di una trilogia di questa autrice premio Pulitzer (Trilogia di Gilead), il primo volume, Gilead, è nella mia libreria da anni, ma in lingua inglese. Ho trovato questa copia al mercatino dell'usato e non ho saputo resistere!
Glory Boughton ha trentotto anni qandò una delusione amorosa la riporta nella natia Gilead per occuparsi del vecchio padre e della consunta casa avita. Il fratello Jack ne ha qualcuno di più allorché, pochi mesi più tardi, bussa alla stessa porta in cerca di un approdo per il suo spirito tormentato. Le braccia del patriarca si aprono ad accogliere il più amato dei suoi otto figli, il più corrotto, il più smarrito. Ma il suo cuore e la sua mente faticano a fare altrettanto. Nella versione robinsoniana di quella che l'autrice definisce la più radicale delle parabole evangeliche - capovolgendo, come fa, le nozioni di merito e ricompensa -, l'accento cade sul momento successivo a quello della festosa accoglienza: il momento del perdono, della piena reintegrazione nella casa del padre, laddove il limite umano si fa più invalicabile. Il terzo romanzo di Marilynne Robinson ci ripropone un mondo familiare: l'immobile cittadina agraria di Gilead, "fulgida stella del radicalismo" nella sarcastica rivisitazione di Jack; la metà degli anni Cinquanta, con i loro scontri razziali e la loro sedata quiescenza; il venerabile pastore presbiteriano Robert Boughton, ormai troppo stanco, e i suoi due figli più interessanti, la dolente Glory e l'oscuro Jack. Stesso luogo, tempo, personaggi del precedente "Gilead", dunque (compagno contiguo anziché sequenziale di questo "Casa"), ma diversa prospettiva a illuminare da un'altra angolazione più trascendente e insieme il più terreno dei temi: 'nostos', il ritorno a casa.

Per oggi è tutto. Vi auguro buona settimana e buone letture!
Fatemi sapere cosa state leggendo :)
Non conoscevo la trilogia della Robinson! È il tipo di libro che mi attrae molto. Io sto leggendo Melody di Sharon M. Draper che ha appena vinto il premio Andersen.
RispondiEliminaSono troppo felice che Coe ti stia piacendo.
Un bacione da Lea
Sono felice io per Coe..adesso ho tutti gli arretrati da leggere :)
EliminaLa trilogia di Gilead deve essere bella, sì, bella e impegnativa. Ma, come dici tu, ogni tanto ci vuole.
bacio
Di Coe ho letto e apprezzato "la casa del sonno". Ho letto qualcosa d'altro ma invece non mi ha entusiasmata, tanto che non mi ricordo bene i titoli. Questo l'ho iniziato e abbandonato, magari gli offro una seconda possibilità, che dici?
RispondiEliminaCiao Paola, come ho scritto io non ho letto niente altro di Coe, quindi non posso fare paragoni, per ora questo romanzo mi sta piacendo molto, lo trovo ben scritto e molto vero, ma ancora non l'ho finito. Ti saprò dire a breve. Mi pare comunque un libro che merita. Baci.
EliminaJonathan Coe l'ho trovato sempre meraviglioso, qualsiasi cosa abbia letto di suo. "La pioggia prima che cada" ha uno dei titoli più belli mai sentiti (per fortuna tradotto letteralmente dall'originale), e di suo, oltre alla Casa del sonno come detto più sopra da Paola, ti consiglio "La famiglia Winshaw", una bella saga familiare scritta davvero bene...
RispondiEliminaMi è piaciuto tanto tanto..e ora corro a recuperare tutti i titoli :)
EliminaGrazie di essere passata!
Bellissimo La pioggia prima che cada!!!
RispondiEliminaL'ho adorato!
EliminaUh Tessa vuoi un passaggio? Passo con la mitica Twingo rossa di nonna Norma 😉
RispondiEliminaBellissima la tua recensione di Essere vivi che voglio leggere al più presto e anch'io non vedo l'ora di conoscere Coe, merito di Lea. Sto leggendo un'autrice osannata da Stè, l'altra lettrice imperfetta, e giuro sono diventata #jodipicoultdipendente.
Leaving è un libro fantastico😁
Buone letture e in bocca al lupo per la scelta della nuova macchina! Bacio da 💖
Grazie Cuore, forse abbiamo scelto la macchina (ma la vecchia twingo rimane la mia preferita). Ho finito Coe e te lo consiglio caldamente!
Eliminabaci
Mi fiondo a leggere la recensione😉
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