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Recensione: Le cose cambiano di Cathleen Schine (Ediz. Mondadori; 2016).

Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo, Le cose cambiano di Cathleen Schine, che mi è piaciuto davvero tanto.
Guardatela, in copertina, questa bella signora non più giovane che ci guarda con l'espressione di una che ha ancora troppe cose da fare prima di cedere e lasciare che altri decidano come e dove trascorrerà i suoi ultimi anni. 
Joy Bergman, 86 anni, ebrea newyorkese, moglie devota di Aaron, madre di Molly e David e nonna affettuosa di tre nipoti, è la colonna portante di questa storia corale che ci parla di vecchiaia senza indorare la pillola, ma con un umorismo tagliente che pervade ogni pagina.
È un anno drammatico per il clan Bergman, da sempre abituato a contare sulle proprie forze, è l'anno in cui la terza età si trasforma in vecchiaia, quella brutta, quella della malattia e del dolore. Di fronte al deperimento cognitivo e fisico di Aaron, la famiglia si trova a dover fronteggiare quel momento delicato in cui i genitori anziani diventano sempre più fragili e i figli si sentono moralmente chiamati a prendere decisioni in loro vece. 
Forse ci vorrebbe una badante, forse un'infermiera, o una casa di riposo: si arrovellano i "ragazzi", impauriti anche dal risvolto economico della faccenda e dai conti che non tornano mai. E quella casetta al nord, la casa bianca delle vacanze, quella che Joy è riuscita a salvare dai molteplici e fallimentari investimenti economici del marito, fascinoso, innamorato ma inaffidabile, che fine farà?
La Schine ci guida con tatto e grande sensibilità su un terreno minato, dipingendo in rapida alternanza i sentimenti dei figli di fronte all'inevitabile decadimento di mamma e papà. David, il figlio maschio, è più pratico e razionale, diviso fra le necessità della moglie, delle figlie e del lavoro, e il tempo che riesce a ritagliare per i genitori. Molly, la femmina, è sensibile e incline ai sensi di colpa, primo fra tutti, quello di essersi ricostruita una vita, dopo il fallimento del suo matrimonio, nella lontana California, dove vive con una compagna. E in mezzo a un turbinio di consigli non richiesti, proposte, affanni, ecco Joy, Joyful, come la chiamava affettuosamente Aaron, adorabile coriacea svampita, che a 86 lavora ancora part time in un museo e non ci sta proprio a diventare un "rudere", un peso per la famiglia.
Joy, che mentre la sua New York cambia volto con l'alternarsi delle stagioni e mentre i nipoti crescono, tra piccoli e grandi grattacapi, vive i mesi più duri della sua esistenza, rimane vedova, sperimenta il dolore della solitudine, la paura del futuro, la fragilità di un fisico affaticato e logorato. È lei, con la sua testardaggine, con le battute fulminanti sussurrate anche nei momenti più drammatici, con le sue borse sempre piene e il suo deambulatore rosso, a insegnarci che c'è ancora tempo e modo per amare: la vita, la sua città, e perché no, anche un uomo gentile.
Un romanzo raffinato e vero sulla famiglia, sulla terza età, sul rapporto genitori figli, con una protagonista che mi ha totalmente conquistata.
Come recita il titolo originale del libro, da un verso del poeta e scrittore inglese Philip Larkin, “They May Not Mean To, But They Do” (“Non vorrebbero, magari, ma lo fanno”), a volte malgrado l'affetto e le migliori intenzioni, genitori e figli finiscono per non capirsi e per "incasinarsi" la vita.
Un piccolo gioiello da leggere, decisamente consigliato.

Genere: indomita, adorabile vecchietta.
Pagine: 300.
Voto:                
 e mezzo.

Commenti

  1. Buona segnalazione. Dopo "la lettera d'amore", che mi era piaciuto, gli altri della Schine che ho letto mi erano piaciuti sempre meno. Forse lo inizio in questi giorni, che anche i miei genitori iniziano a mostrare i segni dell'età. Ti dirò se mi è piaciuto.
    Paola

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    1. Io di suo ho letto I Newyorkesi, che non mi era dispiaciuto. Questo mi ha fatto pensare, mi ha colpito, complice forse la mia situazione di figlia con genitori non esattamente pimpanti...

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  2. Mi hai convinta. Mi fido molto dei tuoi giudizi e della schine uno degli ultimi romanzi mi aveva convinta. Lo leggerò a breve.
    Grazie Tessa.
    Lea

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    1. Oddio che prosa orrenda...chiedo perdono. Cerco sempre di non commentare dal cellulare e poi ...patatrac.
      Buona notte da lea

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    2. Grazie della fiducia Lea! leggilo e fammi sapere :)

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  3. la Schine l'ho letta tanto tempo fa e mi era piaciuto il suo modo di scrivere...questa storia fa per me ! grazie Tessa

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  4. Mi mancano poche pagine per finire questo libro, che mi ha attirato per l'argomento molto vicino alla mia vita. Lo consiglio! Descrive molto bene le sensazioni sia dei figli che della madre, ma soprattutto della madre. Forse perchè la mia è mancata da pochi mesi, mi sono un po' depressa leggendo, ma va bene così. La malinconia e gli argomenti spinosi sono necessari per riflettere
    sulla Vita. Buona lettura

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    1. Grazie di esserti fermata a commentare questo bel romanzo. Come hai scritto, si tratta di un romanzo in cui molti si riconosceranno, io ho genitori anziani e molte delle situazioni descritte le ho vissute sulla mia pelle. Mi spiace tanto per la tua perdita, ti mando un grosso saluto. Tessa

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