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Recensione: La casa sull'isola di Catherine Banner (Ediz. TRE60, 2017).



Buongiorno Lettori, oggi vi parlo di un romanzo che mi ha particolarmente colpita, letto su consiglio di mia cugina, durante un paio di torride giornate dello scorso agosto, La casa sull'isola di Catherine Banner mi ha lasciato quella piacevole sensazione che solo le storie belle ed emozionanti sanno regalare. Si tratta di un libro che sicuramente non dimenticherò e che, lo dico senza incertezze, è stato la vera scoperta e la lettura più bella della mia estate. 

Catherine Banner, giovane autrice inglese, italiana d'adozione, qui al suo esordio, ci accompagna delicatamente ma con penna sicura, in un viaggio emozionante, una saga famigliare in cui tante piccole storie si intrecciano alla grande storia del Novecento italiano. 

Tutto inizia con l'abbandono di un neonato nella ruota del brefotrofio di Firenze alla fine dell'Ottocento, comincia così la storia di Amedio Esposito, orfano cresciuto dalle suore, che mostra, crescendo, un'intelligenza vivace e una vera passione per le storie e i racconti delle persone che lo circondano. 
Divenuto giovane uomo e laureato in medicina, Amedeo sente l'esigenza di mettere quelle radici che il destino gli ha negato e di trovare il proprio posto nel mondo. Così, nel 1914, accetta un incarico di medico condotto e approda a Castellamare, un'isola al largo della costa siciliana.

"una sagoma bassa e tetra contro l’orizzonte, nient’altro che uno scoglio in mezzo al mare".

In questo fazzoletto di terra e roccia in mezzo al mare, Amedeo pianterà, anno dopo anno, profonde radici. Troverà l'amore, avrà figli e nipoti, ristrutturerà una casa, la casa ai margini della notte, dalla cui terrazza osserverà il mondo cambiare; vivrà due guerre, il boom economico che raggiungerà perfino quello sperduto angolo di mondo e la crisi economica che lo metterà in ginocchio. Vedrà i figli e i nipoti diventare adulti, alcuni li vedrà scappare da Castellamare, per poi farvi ritorno, perché in qualche modo quell'isola all'apparenza inospitale, costituirà per tutti un richiamo impossibile da ignorare. 

Soprattutto, Amedeo collezionerà storie, le storie tramandate di generazione in generazione dagli abitanti dell'isola, personaggi indimenticabili di cui l'autrice riesce veramente a cogliere l'essenza, rendendoli così reali e veri, che paiono uscire dalle pagine e materializzarsi davanti al lettore.

La casa sull'isola è un romanzo toccante e suggestivo, splendidamente scritto, e pervaso da un realismo magico che ricorda la migliore Isabel Allende. 
È una saga famigliare, ma anche un romanzo corale che racconta una comunità intera, pettegola, arretrata, diffidente, ma capace di inaspettata generosità. 
Un mondo antico in bilico tra religione, superstizione, mito e leggenda, che chiede solo di essere raccontato. 

"Era quel tipo di posto che non si poteva amare senza sforzo e, tuttavia, adesso capiva che era anche l’unico posto sulla faccia della terra che lei amasse".

Poetico e coinvolgente: assolutamente da non perdere!


Genere: l'isola ai confini del mondo.
Pagine: 416.
Voto: 

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