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Recensione: L'Usignolo, di Kristin Hannah (Ediz. Mondadori, 2016).

Buongiorno amici della Libreria, oggi vi lascio il mio pensiero su L'usignolo di Kristin Hannan, un romanzo che ha riscosso un enorme successo tra i lettori americani e inglesi. 
Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne.
Il libro, catalogato come romanzo storico (vincitore del Choice Award 2015 del sito Goodreads, nella categoria historical fiction), viene presentato in Italia come un potente affresco di un'epoca, una storia sulla forza delle donne, quelle donne che non hanno imbracciato un fucile e non sono andate al fronte, durante il secondo conflitto mondiale, ma hanno combattuto una guerra quotidiana e silenziosa, non per questo meno pesante e pericolosa di quella dei loro mariti. "La guerra (nell’ombra) delle donne, storie di abnegazione e coraggio", titolava qualche giorno fa il Corriere della sera.
Qui mi tocca fare un po' l'avvocato del diavolo; a me L'usignolo è piaciuto, per due notti non sono riuscita a staccare gli occhi dalle sue pagine, ma se devo recensirlo come un romanzo storico che racconta la guerra da una una prospettiva nuova, originale, mai letta, allora devo fare un passo indietro.  
L'usignolo è la storia, romanzata, di due sorelle e delle loro vite, degli amori, delle speranze e delle tragedie, nella Francia invasa dai nazisti; più sentimentale che storico, quindi, il romanzo non vi farà scoprire risvolti inediti su un conflitto già abbondantemente raccontato da altri autori, alcuni dei quali personalmente testimoni delle atrocità naziste. Penso alla Nemirosvky, e alla sua Suite francese, e la cito non a caso, dato che le prime 100 pagine del libro di Kristin Hannah, per ambientazione e temi, la ricordano molto.
Tutto questo lungo preambolo per dirvi cosa non dovete aspettarvi da questo libro così amato in patria; e quindi? Perché leggerlo?
Perché se amate i romanzi che raccontano le grandi passioni, le speranze, il coraggio, il dramma di una guerra che colpisce impietosamente i deboli, questa storia vi terrà incollati alle pagine. Imparerete ad amare le sorelle Rossignol (usignolo, in francese): Isabelle, avventata e ribelle, con quel senso di invincibilità addosso  che appartiene solo alla giovinezza, Vianne, più pacata e silenziosa, madre e moglie, ben consapevole che ogni passo falso potrebbe costarle gli affetti più cari. Così diverse, ma così forti, le sorelle Rossignol, vi entreranno nel cuore. Attraverserete i Pirenei con Juliette, attivista partigiana, patirete il freddo, la fatica, ma proverete anche l'incredibile voglia di amare ed essere amata, malgrado l'inferno attorno, vi troverete in coda per un boccone di pane con Vianne, in un paesino della Francia occupata, proverete la sua disperazione di madre sola, l'impotenza di fronte al nemico, la nostalgia del marito; imparerete con lei che i figli non sono solo di chi li mette al mondo, i bambini, in guerra, sono figli di tutte le donne eroiche che li proteggono, sfamano, nascondono.   
Grazie ad un stile semplice ma evocativo, questo romanzo raggiunge dannatamente bene il suo obiettivo: coinvolge, commuove, intrattiene. Per questo piace al grande pubblico, specie femminile, che gli perdona, come ho fatto io, un pizzico di melodramma di troppo.  
Io ve lo consiglio, non è un accurato romanzo storico sulla resistenza francese, ma è una bella storia di donne. Fragili, impaurite, a volte, ma incredibilmente resilienti. 
Per non dimenticare chi la guerra l'ha vissuta davvero.

Genere: l'amore ai tempi della guerra.
pagine: 466.
Voto: 
     
 quattro!
         

Commenti

  1. Ciao Tessa aspettavo questa recensione! Amo questo genere di storie e spero di leggerlo.Il tuo pensiero è stato molto convincente e ben scritto, hai reso perfettamente ciò che l' autore voleva trasmettere a noi lettori, possiamo definirlo un omaggio alle donne?

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  2. Ciao Tessa aspettavo questa recensione! Amo questo genere di storie e spero di leggerlo.Il tuo pensiero è stato molto convincente e ben scritto, hai reso perfettamente ciò che l' autore voleva trasmettere a noi lettori, possiamo definirlo un omaggio alle donne?

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    1. Sì, direi di sì. Una storia di donne forti ambientata durante la guerra. Un romanzone da leggere con i fazzoletti a portata di mano.

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  3. Dalla tua attenta e intensa recensione si comprende che "L'usignolo" è un romanzo in cui le emozioni si vivono pagina dopo pagina. Avevo già intenzione di leggerlo ora ne ho la certezza :)

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    1. E' un romanzo già pronto per una trasposizione cinematografica; gli si perdona qualche scivolone, l'importante è leggerlo come fiction e non aspettarsi troppo realismo..

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  4. Ho capito perfettamente cosa intendi e credo che anche un pizzico di melodramma di troppo possa andar bene. Un libro di questo tipo può raggiungere infatti quei lettori che magari reputano i libri della Nemirosvky troppo impegnativi.
    Lo metto in wish list!
    ciao da lea

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    1. Ciao Lea, esatto! è un romanzo per il grande pubblico, che cattura, che commuove, di facile lettura. Adatto a tutti.

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  5. accidenti che entusiasmo! allora devo segnare anche questo titolo vero?:)

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    1. Io ne sono stata catturata. leggendo gli trovavo dei difetti, ero consapevole di alcuni limiti (tanto dramma, tante situazioni già lette)..eppure me lo sono divorato.

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  6. Non ho capito se può fare al caso mio oppure no...dipende, su certe tematiche storgo sempre un po il naso, soprattutto quando si tratta di storie al femminile: le amo, ma...devono essere come piacciono a me, con pochi pochi sentimentalismi. Ci rifletterò su!

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    1. Non sono sicura ti piacerebbe, almeno per quel poco che ti conosco tramite le recensioni dei libri che hai letto; non mi sento di consigliartelo spassionatamente. Sì, pensaci su, leggi qualche altro parere!

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  7. Le storie di donne le adoro e mi è chiaro dalla tua recensione che questo libro fa al caso mio. In più citando Suite francese mi hai ulteriormente incuriosita, è un libro che vorrei tanto leggere. Bacio bacio

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    1. Suite francese è molto realistico, questo molto fiction, ma sicuramente in entrambi le donne sono protagoniste! baci anche a te.

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  8. Grazie Tessa, come spesso accade sono d'accordo con te! Ho passato tutto questo fine settimana letteralmente incollata (a tratti da sentirmi un pò dissociata quando facevo qualche pausa) a questo libro che ho amato molto. E' vero, è un romanzo, e si capisce quando leggendo degli orrori della guerra si percepisce sempre del sentimento e dell'amore di fondo, cosa che non succede quando si leggono storie di chi quell'orrore l'ha realmente vissuto. Detto questo io l'ho trovato un bellissimo libro, di quelli che finiscono troppo in fretta! Alla prossima

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    1. Grazie a te per essere passata e aver lasciato il tuo pensiero! sai che io ho passato due notti in bianco perchè non riuscivo a staccarmi da questo libro?! Ha qualcosa di magnetico, evidentemente. Baci

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