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Recensione: Il treno per Tallinn. La prima indagine di Marko Kurismaa, di Arno Saar (Ediz. Mondadori, 2016).


Buongiorno Lettori, oggi vi parlo di un romanzo che mi ha favorevolmente colpita, si tratta de Il treno per Tallinn di Arno Saar, pseudonimo dietro al quale si nasconde, stando a quanto scritto nella presentazione del libro, un noto scrittore italiano. 
Devo essere sincera, quando Mondadori mi ha proposto questa lettura, ero un po' scettica. Un autore nostrano che si nasconde dietro a un nome straniero per raccontare una storia ambientata in una cittadina dell'ex Unione Sovietica, mi pareva impresa ardita. E invece, mi sono dovuta ricredere.
Il romanzo, fin dalle primissime righe, racchiude in sé così tanti omaggi al giallo classico, da risultare immediatamente gradevole, almeno per una come me, che da ragazzina è cresciuta a pane e Agatha Christie.
Nella piccola stazione ferroviaria di Tallinn, cittadina portuale affacciata sul Baltico, crocevia di culture (80 km in linea d'aria da Helsenki) e dal 1991 fieramente indipendente dal dominio sovietico, il cadavere di un uomo viene ritrovato su un treno proveniente dalla Russia. Apparentemente si tratta di una morte naturale o legata all'abbondante uso di alcoolici avvenuto durante il viaggio. Non ci sono segni di violenza, arti smembrati, corpi in decomposizione, ma lo scenario più classico che possiamo immaginare: un possibile avvelenamento durante la corsa sui binari, lungo il desolato scenario di neve e steppa che porta a Tallinn.
Omicidio in treno, con probabile avvelenamento: il pensiero va a Hercule Poirot e alla cara Miss Marple, che a questo punto si staranno allegramente e metaforicamente sfregando le mani. 
La cerchia degli indiziati inizialmente è ristretta ai pochi viaggiatori di prima classe del treno: ecco un altro elemento del giallo classico che si aggiunge al quadro!
Incaricato delle indagine è il commissario di polizia Marko Kurismaa, un personaggio tutto d'un pezzo; uomo dalla notevole fisicità, Marko non teme il freddo e preferisce muoversi con gli sci da fondo piuttosto che chiudersi nella sua vecchia auto. Pronto a menar le mani se necessario, Kurismaa sa muoversi con destrezza in un ambiente dove corruzione, povertà, droga e prostituzione, convivono da sempre con la spinta versa l'Europa, la modernità e la bellezza, che fanno dell'Estonia un paese in continuo mutamento. 
Marko, con la sua personale interpretazione del senso di giustizia e del dovere, il piglio deciso e la battuta pronta, ricorda Marlowe in chiave moderna, e il richiamo al genere hard boiled è ben confezionato.
Ambientato splendidamente in un' Estonia dai grandi contrasti, nella città di Tallin, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, dove le tracce dell'occupazione sovietica, i tristi casermoni di stampo stalinista, convivono con le strette vie della bellissima città vecchia medievale, il romanzo si legge velocemente e sorprende. Non è tanto per l'intreccio giallo, piuttosto essenziale e senza fronzoli, ma è proprio per l'atmosfera sospesa nel tempo che lo pervade, per la capacità di descrivere un paese ancora in lotta per la propria identità, proprio come il commissario Marko Kurismaa, un personaggio azzeccato, realistico nel suo romanticismo vecchio stampo.
Un tributo al grande giallo classico fin dalla copertina "Giallo Mondadori" , un libro che penso possa piacere a molti e che, a quanto pare, avrà presto un seguito: il commissario è destinato a tenerci compagnia in futuro e io sono curiosa di conoscerlo meglio.
Decisamente promosso!

Genere: tra Gorky Park e Assassinio sull'Orient Express.
pagine: 166.




Commenti

  1. Incantatrice! Mi hai convinta. All'omaggio al giallo classico mica posso resistere.
    Baci lea

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    1. Ahaha, Incantatrice a chi???
      Secondo me ti piacerà, leggendolo mi veniva in mente il tuo veleno nel latte :)

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  2. Sarà mio!!!! Ai grandi classici del giallo io non posso e non voglio resistere. Preparo già la scorte di the! Questa te la devo dire: io sono da caffè, mi piace molto di più. Ma quando leggo un giallo all'inglese mi preparo il the. NOn sono mica a posto....

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    1. Cara PAola..stai parlando con la regina delle sciroccate! Io NON sono decisamente a posto :)

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  3. Tessa convinci pure una che con il giallo classico non ha quasi nulla a che fare a parte qualche sprazzo di Agatha Christie. Mi piacerebbe molto avvicinarmi al genere e restare affascinata come dopo aver letto la tua recensione 😊

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    1. E' un romanzo piuttosto breve, indolore, direi. Perfetto per provare!

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  4. Poirot mi affascina moltissimo, Miss Marple meno ma, in genere, Agatha Christie la stimo molto.
    Questo treno per Tallin lo segno, chissà che non riservi piacevoli sorprese :)

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    1. Non ci avrei scommesso nulla..eppure mi sono "divertita" a leggerlo.

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  5. Anche io come Cecilia amo molto Poirot e un pelino meno la cara miss Marple e questo libro, dopo la tua recensione mmmmm quanto mi attrae!! segno segno!

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