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Recensione: Amy Snow di Tracy Rees (Ediz, Neri Pozza; 2016).

Buongiorno Lettori, siamo arrivati ad agosto, il mese tradizionalmente dedicato alle ferie e al riposo. Siete in vacanza? O forse ancora al lavoro, in città quasi deserte? Ovunque vi troviate, siete in qualche modo capitati su questa pagina, e io vi ringrazio per l'affetto con cui mi seguite e vi lascio il mio pensiero su di un romanzo storico molto dickensiano.

Si tratta di Amy Snow, libro d'esordio di Tracy Rees. Un romanzo di stile vittoriano che farà felici gli amanti del genere. 
Amy Snow è la storia di una grande amicizia e di una commovente devozione e lealtà, quella che lega l'orfana Amy alla ricca e ribelle Aurelia Vennaway, figlia di aristocratici e sua salvatrice.
È l'inverno del 1831 quando le strade di Amy e Aurelia si incontrano; Amy è una neonata che è stata abbandonata nuda e inerme in mezzo alla neve, Aurelia una bambina di otto anni troppo vivace per obbedire al volere dei genitori, che la vorrebbero in salotto, davanti al camino, a imparare le buone maniere.
Aurelia salva la neonata, battezzata Amy Snow, da morte certa, ma poco può contro il pregiudizio e la cattiveria dei genitori (specialmente dell'algida madre), che della piccola, sicuramente figlia del peccato, non ne vogliono proprio sapere. Per loro Amy non dovrebbe nemmeno entrare in casa, ma Aurelia riesce, grazie alla sua cocciutaggine, a spuntarla, e la bimba cresce nel retrocucina, accudita a turno dalla servitù, ma senza un vero ruolo, quasi trasparente agli occhi di tutti, eccetto a quelli della sua benefattrice. 
Le due condividono, all'insaputa dei signori Vannaway, escursioni, giochi e un'amicizia che diventa sempre più simile a un rapporto di sorellanza. Si riesce quasi a vederle, sfogliando le pagine del romanzo, le due fanciulle: l'una, Aurelia, vestita e acconciata come una signorina dell'alta società, destinata al matrimonio e alla ricchezza, l'altra, Amy, una figuretta quasi invisibile, destinata nella migliore delle ipotesi a fare la sguattera in cucina.
Ma il destino, si sa, scompiglia le carte in tavola, e quando Aurelia muore, in giovane età, per un difetto cardiaco, Amy, a soli 17 anni, si ritrova senza una casa, ma con in mano la prima di una serie di lettere che costituiscono il testamento morale di Aurelia e una specie di caccia al tesoro. Tappa dopo tappa, indizio dopo indizio, lettera dopo lettera, Amy insegue le tracce lasciate per lei da Aurelia: il premio finale sarà la rivelazione di un grande segreto riguardante l'amica e al contempo una vita nuova di zecca. Viaggiando sola, da Londra a Bath, e quindi verso il nord fino a York, Amy compirà un viaggio emozionante (per lei e per il lettore), debutterà in società, cambierà pelle assieme ai vestiti, incontrerà personaggi indimenticabili e anche l'amore, senza mai tradire la sua indole orgogliosa, forte, a volte sfrontata, ma anche profondamente ingenua. Soprattutto non tradirà mai Aurelia e il suo ricordo, anche quando le richieste postume dell'amica risulteranno francamente pesanti e venate da un po' di egoismo.
Interamente raccontato da Amy, ma con il contributo delle lettere di Aurelia, che ce ne restituiscono intatta la personalità ribelle, moderna e idealista, il romanzo scorre piacevolmente, anche se ammetto di aver provato un filo di noia nelle parti riguardanti i risvolti amorosi della nuova vita di Amy (cortesie, trine e merletti non fanno per me). 
Il viaggio di Amy nell'Inghilterra perbenista dell'Ottocento è ben costruito, lo stile richiama il romanzo vittoriano: l'orfana dickensiana, dopo una vita di angherie, grazie all'amica ribelle (quasi una suffragetta ante litteram), si riscatta dal passato e trova il suo posto in un mondo dove la distinzione tra buoni e cattivi, giusti e ingiusti, è netta, senza possibilità di vie di mezzo. Malgrado questi cliché, a volte un po' forzati, i personaggi sono azzeccati e ben descritti; alcuni, come l'anziana, caustica e irriverente Mrs.  Riverthorpe,  sono davvero irresistibili.
E se la rivelazione finale, il segreto intimo di Aurelia, risulta alla fine piuttosto prevedibile, la storia di questo legame affettivo che sopravvive alla morte è comunque commovente e ben riuscita.
In conclusione, si tratta decisamente un esordio maturo, ben scritto, molto accattivante. Soffre, ma è un mio gusto personale, di qualche pagina e "indecisione" di troppo nei capitoli che riguardano i corteggiatori (sono più di uno!) della nostra protagonista e le sue scelte amorose, ma in definitiva è un romanzo che si legge con piacere e intrattiene. 
Particolarmente consigliato agli amati del genere storico-vittoriano.
In quanto libro d'esordio non lo voto, ma lo promuovo pienamente! 


Commenti

  1. Ciao Tessa.
    Ma che bella recensione! E che bel libro. Mi piace il genere. E hai usato la parola: "dickensiano", troppo x potervi resistete. E quindi.... lo leggo!
    Ti auguro un buon fine settimana, ciao, Marina

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  2. Ciao Tessa.
    Ma che bella recensione! E che bel libro. Mi piace il genere. E hai usato la parola: "dickensiano", troppo x potervi resistete. E quindi.... lo leggo!
    Ti auguro un buon fine settimana, ciao, Marina

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    1. Grazie Marina! se ami il periodo e il genere..non puoi perderlo (a me è piaciuto, anche se trine, merletti, abiti fruscianti e corteggiamenti a distanza..non sono il mio genere). Un bacio.

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    2. L'ho letto e sono assolutamente d'accordo con te. E' davero un libro piacevole, godibile, lo si legge volentieri, sebbene certe pagine( appunto quelle dei corteggiatori e delle descrizioni di abiti, ricevimenti etc) risultino un pò stucchvoli e noiose. Anche per me promosso e complimenti a te,Tessa, per il tuo blog !!

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    3. Grazie mille per i complimenti e per il commento!

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  3. La tua recensione è ben scritta e convincente, mi farebbe propendere per una lettura, però non so, pur essendo un'amante del genere, non m'ispira. Magari lo segno per tempi migliori. :)

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    1. Grazie Cecilia! il libro è corposo, ha bisogno dei suoi tempi, ma se ami il genere sono sicura che prima o poi lo leggerai!

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  4. Ciao Tessa, aspettavo la tua opinione riguardo a questa lettura e durante il mio tour campano non potevo non fare una capatina a casina tua per farmi un'idea su questa Amy e devo dire che la recensione mi ha decisamente convinta, nonostante il periodo storico non mi sia congeniale, o meglio, mi ci sto avvicinando piano piano. Tu l'hai promosso e io non vedo l'ora di acquistarlo! Un abbraccio tutto napoletano :-)

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    1. Uh, un bacio napoletano, che bello!
      Se lo leggi, fammi sapere come lo trovi..attenzione però, è molto vittoriano, se non ami il genere o non ti è congeniale, pensaci su!

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  5. Amo l'epoca vittoriana, ma sono reduce da Belgravia e non voglio farne indigestione! Magari più in là, chissà...

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    1. Ti capisco, io ho appena finito un romanzo della Strout e la voglia di cambiare genere è notevole! troverai il momento adatto. Ciao Soavissima :)

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  6. Ciao Tessa!
    Questo è uno di quei libri che mi chiama ad intermittenza: lo leggo, non lo leggo. La tua recensione mi farebbe propendere per "lo leggo", ma confesso di essere un po' allergica anch'io a trine e merletti.
    Concludendo...lo leggo, ma non subito, magari quando le temperature saranno un po' più pungenti e una tazza di tè caldo mi aiuterà ad immergermi meglio nell'atmosfera.
    Baci, Stefi

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    1. Hai ragione! in effetti è un libro perfetto da leggere con una copertina sulle gambe e davanti al caminetto (va bene anche il termosifone, dai!). A presto :)

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  7. Io non ho bisogno di sollecitazioni. È il mio genere. Bacioni da chi ti segue anche da lontano. Lea

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  8. Ciao Tessa, ecco, potrebbe essere il mio genere ma purtroppo non è il momento. Hai stuzzicato la mia curiosità, lo segno, ma sicuramente dovrà aspettare. Questo è un periodo di grandi cambiamenti e le letture sono parecchio leggere! A presto :-)

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    1. Aspetterà buono buono il suo tempo! Buone letture leggere, fanno bene! un bacio

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  9. Mi fido di te tanto quanto della Neri Pozza, ma davanti ai merletti fuggo. Fuggo! Già ho dato con I Gillespie, che ti piacerebbe tantissimo. Tra un paio di anni...
    Io subito mi "intossico", coi romanzoni, sai? :-P

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    1. ..in effetti dopo Amy Snow, ho sentito la necessità di disintossicarmi da trine e merletti! I Gillespie è in WL da secoli, arriverà il suo momento :)

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  10. appena finito, e lo consiglio caldamente

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    1. :)
      Grazie di essere passata e di aver la sciato il tuo parere!

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  11. appena finito, e lo consiglio caldamente

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  12. Beeello...a me e'piaciuto moltissimo.

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  13. Bah....ho letto che molte recesioni parlano di questo libro come "accattivante", alcune addirittura "che si legge tuto d'un fiato". Io l'ho letto, mi chiedo se i signori critici lo hanno mai fatto. Per le prime 350 pagine sulle circa 450 del libro è noioso, banale, a volte quasi stupido. Lo avrei certamente restituito in libreria se non fosse passato troppo tempo da quando l'ho comprato a quando ho iniziato a leggerlo. Veramente come si può dire che è un bel libro ? Non lo consiglio si possono spendere meglio i 18 euro che chiede l'autrice.

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    1. Ciao Simona, immagino sia una questione di gusti. Io non ho trovato il libro noioso né banale (e giurin giurello, l'ho letto sul serio), l'ho trovato ben scritto e molto vittoriano, forse è un genere che non ti piace! Ci sono punti che ho gradito meno, altri più brillanti, ma è sicuramente un bel romanzo d'esordio.

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  14. Io l'ho adorato! E lo consiglio vivamente! Il genere poi mi piace particolarmente, infatti ho scritto anch'io un romanzo ambientato in epoca vittoriana, finalista al concorso ilmioesordio2016, si intitola "Il diario delle cose improbabili". Qui la trama https://www.amazon.it/diario-delle-cose-improbabili-ebook/dp/B01L9C1FRO spero possa piacere 😊

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