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Recensione: Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio (Ediz. Einaudi, 2017).


Buongiorno Lettori oggi vi parlo dell'ultimo romanzo di Gianrico Carofiglio, Le tre del mattino. Carofiglio è uno scrittore che, come sapete, ho molto amato, specialmente nella serie legal thriller con protagonista l'Avvocato Guerrieri e in generale nei suoi titoli giovanili. I romanzi più recenti, invece, mi hanno spesso delusa, tanto da farmi pensare che l'autore avesse perso per strada il suo più grande talento: la capacità di tratteggiare personaggi e storie con delicatezza e grande naturalezza. 
Con questo presupposti, ho iniziato Le tre del mattino, un romanzo breve ma intenso, che ho letto in poche ore. 

"Nella vera notte buia dell'anima sono sempre le tre del mattino". (F. Scott Fitzgerald)

Racconto sommesso e intimista di un padre e di un figlio che si trovano a trascorrere insieme due giorni, e soprattutto due notti, a Marsiglia, all'inizio degli anni ottanta. Quarantotto ore per colmare un lungo vuoto, dato che il giovane Antonio, io narrante del romanzo, è figlio di genitori separati, e con il padre non condivide da anni alcuna quotidianità o intimità affettiva. Quei due giorni a Marsiglia, che Antonio ci racconta a distanza di anni, ormai divenuto uomo adulto, divengono ricordo affettuoso di un momento cruciale nella vita dei due protagonisti. Una scoperta reciproca, al di fuori degli schemi, dei ruoli e della distanza che la vita quotidiana ha loro imposto; si riscoprono complici, per le strade di una città fascinosa, multirazziale e dai mille volti. 
Le tre del mattino è un romanzo di formazione (genere in cui Carofiglio è maestro) concentrato in una manciata di ore, ma è soprattutto un racconto di emozioni e sentimenti, di strani incontri e di personaggi che nella notte marsigliese incrociano il loro destino con quello dei protagonisti. Questo cammino di anime nella notte, mi ha ricordato quel piccolo gioiello che è Né qui né altrove. Una notte a Bari (uno dei miei libri preferiti dello scrittore), ho ritrovato la capacità di tratteggiare attimi di vita con pudore e delicatezza e lo stile scorrevole e raffinato. Una pecca peraltro c'è, almeno a mio gusto: alcuni dialoghi tra padre e figlio decisamente troppo formali e poco naturali, in netto contrasto con la semplicità del racconto e con l'atmosfera intima dal sapore dolceamaro. 

Un buon ritorno, dunque, per Gianrico Carofiglio, pur con qualche momento un pizzico troppo manierato. 
Consigliato a tutti gli amanti di questo prolifico, talentuoso autore; se ancora non lo conoscete, allora il mio consiglio è quello di leggere assolutamente i titoli meno recenti, imperdibili.

Genere: Tenera è la notte.  
Pagine: 176.
Voto: 
 e mezzo!

Commenti

  1. Vorrei che riprendesse a scrivere dell' avv Guerrieri!

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  2. Ciao Tessa, dopo aver letto la tua recensione non posso che leggerlo.
    Lea

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  3. Ciao Tessa l'ho appena finito. Premetto che è il primo libro che leggo di quest'auto quindi non ho elementi di paragone. Sicuramente scorrevole e ben scritto ma manca qualcosa e non so neanche dirti cosa. Mi ha lasciato un po di amaro in bocca!

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