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Recensione" La casa nel bosco" di Gianrico e Francesco Carofiglio (Ediz. Rizzoli, 2014)

La casa nel bosco è il nuovo romanzo, scritto a quattro mani, dei fratelli Carofiglio. Entrambi baresi, entrambi autori di romanzi di successo, i fratelli Carofiglio sono Gianrico, il più noto, classe 1961, magistrato, ex senatore della repubblica, ora scrittore a tempo pieno e Francesco, classe 1964, architetto, illustratore, sceneggiatore per cinema e tv; questo per dirvi che i Carofiglio sono poliedrici e talentuosi. I due devono, inoltre, aver vissuto un'infanzia ed un'adolescenza molto felici ed intense. Ed adesso vi spiego il perchè.

In molti dei romanzi di Gianrico e Francesco c'è una particolare attenzione per l'adolescenza ed i suoi ricordi, per quella terra di mezzo in cui non si è ancora adulti ma non si è più bambini, quel limbo in cui ogni emozione è amplificata, ogni sogno ancora realizzabile. 

I Carofiglio si sono entrambi cimentati con il genere "racconto di formazione" (ne cito alcuni, ma la lista è lunga: L'estate del cane nero e Radiopirata di Francesco ed il racconto Il Maestro di bastone, nella raccolta Non esiste saggezza di Gianrico) ed i loro personaggi hanno sempre avuto uno sguardo indulgente ed affettuoso nei confronti del proprio passato e dei ricordi di fanciullezza. Raccontano la giovinezza con leggerezza e commozione, i Carofiglio, ed indubbiamente lo fanno bene.
Ecco, quest'ultimo romanzo, raccontato a due voci, un capitolo per ciascuno, è la summa di questa loro capacità. 
La casa nel bosco è la storia di due fratelli che hanno vite e caratteri diversi (e forse non vanno neanche tanto d'accordo) e che si ritrovano a passare qualche ora insieme in occasione della vendita della loro vecchia casa delle vacanze, la casa nel bosco, appunto. La casa va svuotata e Gianrico e Francesco si trovano, loro malgrado, vicini e catapultati in un viaggio nella memoria del loro passato; ogni oggetto, ogni profumo, ogni sapore, diviene pretesto per un ricordo, un aneddoto, un momento di condivisione. Dalle prime cotte amorose alla passione per gli sport, dalle marachelle alle tradizioni culinarie di famiglia..ne nasce un memoir tenero e corale, che lascia intravedere, come dicevo, l'attaccamento degli autori alle proprie radici, alla famiglia ed al tempo passato.
Ne La casa nel bosco c'è tanto de L'estate del cane nero (Francesco Carofiglio, 2011) e de Il bordo vertiginoso delle cose (Gianrico Carofiglio, 2013) ma c'è anche qualcosa de Il passato è una terra straniera (Gianrico Carofiglio, 2004) e di Radiopirata (Francesco Carofiglio, 2011). 
Si attinge tanto ai romanzi precedenti, quindi; forse troppo! per chi, come me, ha letto gran parte dei loro libri, la ripetitività si fa sentire e non permette un giudizio oggettivo. 
La casa nel bosco è un breve romanzo ben scritto, ironico, a tratti commovente, ma non aggiunge quasi nulla di nuovo all'opera dei due autori, è godibile, ma "già letto". 
Mi aspettavo uno sforzo creativo in più, anche perchè l'idea di partenza è molto carina, si poteva svilupparla meglio, magari con un tocco di originalità in più. 
Senza nulla togliere alla bravura dei due autori ed alla loro capacità di farci rivivere ogni volta un po' della nostra giovinezza!

                                                

I libri citati nel post:


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