Lettori fissi / segui il blog!

Recensione: Vangelo d'inverno di Brendan Kiely (Ediz. Mondadori, 2015).

Vi lascio una breve recensione di questo romanzo, letto il mese scorso, che non mi ha convinta del tutto.
Il tema è forte: si parla di abusi su minori da parte di uomini di chiesa, un reato odioso che l'autore riesce a trattare con la necessaria cautela, ci sono parti crude, sicuramente, ma non si scade mai grossolano o fastidioso.
"Per raccontarvi cos'è successo veramente, quello che non sapete, quello che i giornalisti non hanno riferito, devo partire dalla festa annuale organizzata da mia madre per la vigilia di Natale..." È Aidan Donovan a raccontare questa storia. Aidan ha sedici anni e una famiglia che sta andando in pezzi. Aidan è quanto mai confuso e cerca rifugio, forse pure un ingannevole conforto, nelle attenzioni di padre Greg, il prete della chiesa del suo quartiere, il solo adulto che si dimostra interessato a lui, disponibile ad ascoltarlo e a prendere sul serio le sue inquietudini. Di colpo però l'amicizia con padre Greg scivola in un precipizio terribile. Aidan sente chiudersi su di sé anche quello che sembrava essere rimasto l'unico porto sicuro. Sconvolto, tormentato da un pericoloso senso di vergogna e di colpa, cerca scampo dalla sua vita in un nuovo gruppo di amici, capaci di fargli dimenticare lo sfacelo del suo mondo: Josie, la prima fidanzata, Sophie, una ragazza strana e inafferrabile, e Mark, il capitano carismatico della squadra di nuoto. Ma anche Mark nasconde un segreto, fatalmente vicino a quello di Aidan e allo stesso modo drammaticamente inconfessabile. "Vangelo d'inverno" è una mappa coraggiosa sulle strade che l'amore può prendere trasformandosi in un'arma pericolosa contro un innocente, ma anche sulla forza della verità e dell'amore.


La storia di Aidan, il giovane protagonista, è ambientata nell'inverno tra il 2001 e il 2002, il periodo del grande scandalo mediatico sulla pedofilia nella chiesa cattolica americana. L'atmosfera di omertà, vergogna e minacce che serpeggia nella ricca, distratta borghesia del Connecticut, tutta feste, mondanità e college prestigiosi, è descritta in modo credibile; è il trionfo dell'apparenza, dove le famiglie, come quella di Aidan, vanno a pezzi, ma con un sorriso di circostanza stampato in volto e dove i ragazzi, spesso messi alle strette dalle aspettative dei genitori, cercano sollievo facendo uso di qualsiasi sostanza psicotropa capiti loro in mano. Anche il legame fiducia che, in questo clima, il protagonista (e non solo lui) instaura con padre Greg, destinato a trasformarsi da salvatore in carnefice, è tratteggiata in modo realistico. Mi ha lasciata perplessa invece la dinamica che lega il protagonista ad un gruppo di coetanei, Josie, Sophie e Mark, con i quali Aidan condivide i giorni dello scandalo e i segreti più inconfessabili. Il loro rapporto, su cui è basata la parte più corposa del romanzo, non è riuscito a trasmettermi nessun senso di calore e coraggio; non sono entrata in sintonia con i personaggi, che ho percepito come figure impalpabili e piuttosto evanescenti. La loro amicizia? un lungo delirio alcolico e impasticcato, una grande, enorme confusione di identità e ruoli. Forse era l'intento dell'autore, quello di trasmettere un senso di estraneità e caos, ma personalmente non mi ha lasciato molto.

Un romanzo incentrato su un tema importante e attuale, che non è riuscito a conquistarmi. Peccato.


Commenti

  1. L'argomento trattato in questo libro è sicuramente un tema forte e drammatico. Purtroppo la cronaca riporta, ancor oggi, casi di pedofilia nella Chiesa a testimonianza del fatto che gli abusi continuano a verificarsi. Importante è combattere l'omertà che circonda questi reati :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, un reato odioso e tanta omertà, in questo il romanzo è molto credibile.

      Elimina
  2. ci sono alcuni argomenti che librescamente parlando non riesco a trattare, la pedofilia è uno di questi. Mi è capitato poche volte di leggerne, per caso in realtà, ed ogni volta era un tormento. Come mamma il solo pensiero mi fa star malissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, per una mamma immagino debba essere particolarmente doloroso e duro. Questo romanzo te lo sconsiglio....

      Elimina
  3. Sembrava un gran bel romanzo! Spero tu riesca a rifarti con qualche altra lettura :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ora sto leggendo un thriller non male! presto la recensione :)

      Elimina
  4. Ciao Tessa, cavolo un tema bello tosto direi. Diciamo che necessita del giusto momento. Non credo che riuscirò a farlo rientrare nelle mie letture ma ti ammiro per la tua forza. Un abbraccio grande

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari