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Recensioni: Katherine Webb, Una canzone quasi dimenticata & L'eredità segreta.

Oggi vi lascio il mio pensiero sui romanzi di Katherine Webb, gli unici due tradotti in italiano, che ho letto nel mese di agosto, in preda a visioni mistiche dovute al caldo tropicale. In effetti in quel periodo non ero propriamente in me, le recensioni potrebbero essere quindi più farlocche del solito.
Partiamo dal romanzo pubblicato più recentemente, Una canzone quasi dimenticata (Mondadori, 2014), che è anche quello che mi è piaciuto di più. Si tratta di una classica storia Cornovaglia/Dorset, scogliere, cottage spazzati dal vento, amore, tradimenti e colpa. Un po' Rosamunde Pilcher, un po' Kate Morton, un pizzico di Charlotte Link e di Rachel Hore ( tutte autrici che amo), Una canzone quasi dimenticata,  si svolge sui classici due piani temporali: nel presente Zach Gilchrist, gallerista e artista in crisi, rincorre notizie sulla travagliata vita personale di Charles Aubrey, pittore del Novecento, per scriverne una biografia; nel passato Mitzy, ragazzina selvatica e cresciuta senza guida né affetti veri, fa amicizia con le figlie di Aubrey, sue vicine di casa durante l'estate e diviene musa di Charles e frequentatrice abituale della sua famiglia. Mitzy, che non ha mai conosciuto l'agio materiale, e nemmeno la tenerezza, scambia l'interesse di Aubrey (che come uomo non è uno stinco di santo) per amore, e ne diviene ossessionata. Dall'ossessione al dramma il passo è breve; il romanzo, equilibrato e ben scritto nella prima parte, prende una piega vagamente noir- telenovela proseguendo nella lettura. L'autrice aggiunge molta carne al fuoco, dal viaggio esotico, a un amore travagliato nel presente, forse ci sono pure dei contrabbandieri. Diciamo che un po' meno...sarebbe stato più sobrio. 
Il libro rimane peraltro godibile, perfetto per una lettura non troppo impegnata, ma ricca di emozioni. Purtroppo la trama ufficiale racconta ben più del dovuto, non leggetela se non volete perdervi i colpi di scena della seconda parte.

L' eredità segreta (Mondadori, 2011) è un romanzo che ha avuto un buon successo ed è il più conosciuto dell'autrice. 
L'ambientazione rimane un classico: un'antica villa della nobiltà inglese, ma non aspettatevi balli e belletti, a Storton Manor, nel Wiltshire, ci sono solo stanze vuote e gelide e un giardino che ha un gran bisogno di manutenzione. Le sorelle Erica e Beth Calcott  hanno ricevuto in eredità la casa, ormai disabitata, con tutti i suoi segreti. Storton Manor è il luogo dell'infanzia, delle lunghe estati con i nonni, dei primi amori, ma è anche il posto in cui, molti anni prima, è scomparso il cugino Harry, inghiottito dal giardino e mai più ritrovato. E non è finita qui; la dimora racchiude segreti ancora più antichi, una vecchia foto, raffigurante una donna con un bimbo in braccio, accende infatti la curiosità di Erica e porta il lettore lontano, agli inizi del Novecento, quando una ricca ragazza di New York intraprende, per amore, un viaggio verso le sconfinate praterie dell'Ovest.
L'eredità segreta è un libro che racconta quattro generazioni di donne, le cui storie finiscono per intrecciarsi e legarsi in una serie di segreti inconfessabili.
L'utilizzo di vari protagonisti e di più piani temporali movimenta un romanzo corposo (circa 400 pagine) che propone un intreccio narrativo non sempre verosimile, specialmente nelle parti ambientate nel presente e nell'infanzia  di Beth e Erika; anche qui, come in Una canzone quasi dimenticata, c'è qualche scivolone stile telenovela, ma lo stile scorrevole e un discreto ritmo, aiutati dalla curiosità che l'autrice riesce creare attorno alla storia, accompagnano agilmente fino all'ultima pagina. Stranamente ho trovato la parte ambientata nel Wild West più coinvolgente (di solito sono un'amante delle atmosfere inglesi): angosciante e cupa, rende bene il senso di estraneità della giovane protagonista.

In conclusione si tratta di due romanzi che sento di consigliare agli amanti del genere: non troverete la ricerca psicologica raffinata di Kate Morton o di Charlotte Link, o le indimenticabili descrizioni di Rosamunde Pilcher, ma sicuramente queste storie vi intratterranno..anche in condizioni climatiche estreme!







Commenti

  1. carine ^_^ quest'autrice la conosco solamente di nome, ma se non è male ci farò un pensierino :) il primo soprattutto mi ispira molto!

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    1. Sono due romanzi che si leggono piacevolmente, in effetti ho preferito anch'io il primo.

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  2. Non conoscevo nessuno dei due ma il secondo mi incuriosisce!! ;)

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    1. Se ami il genere li troverai sicuramente piacevoli.

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  3. sei per me una continua fonte di sorprese. sappi che in questi ultimi mesi sei tu la responsabile dell'allungamento all'infinito della mia Wish list! :D
    Chicca

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    1. Verrò punita per questo? :P
      Comunque se non hai mai provato le altre autrici che ho citato nel post...provale, prima di Katherine Webb!

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  4. ho letto la Link ma non la morton ... aggiungiamo anche lei va!

    e no non sarai punita :D

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  5. Buongiorno Tessa!! Mi sei mancata :-) ma sono ancora senza connessione. Dunque veniamo ai romanzi, uno ce l'ho, ma non l'ho ancora letto - una canzone quasi dimenticata - e mi ispira moltissimo :-) appena lo leggerò ti dirò il mio pensiero :-)
    a presto, baci

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  6. credo che concederò un'opportunità al primo titolo :)

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    1. Diciamo che è più originale del secondo, come trama; si perde un po' nella seconda parte. Fammi sapere se lo leggi!

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  7. Cottage e scogliere e ville Inglesi con grandi giardini, misteri da risolvere...mi ispirano entrambi :-)

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    1. Ottimi da leggere in ogni stagione dell'anno!
      ciao Cuore :)

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  8. Adoro le storie che hanno come scenario i paesaggi inglesi, ambientate in antichi cottage o grandi ville padronali *-*

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    1. Anch'io!! penso di aver letto tutto il leggibile in merito, non resisto al richiamo old England!

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  9. Ho finito ieri "una canzone quasi dimenticata" e mi è piaciuto. L'ho trovato struggente, forse la vicenda non è del tutto verosimile, ma mi ha coinvolta molto. Mi è piaciuto il fatto che l'autrice non dà un giudizio, racconta i personaggi nella loro imperfetta e dolente umanità con partecipazione e delicatezza. Effettivamente lo spoiler del risvolto di copertina è dannoso, meglio non leggere la trama. Me lo sono goduto un sacco. Anche l'altro mi era piaciuto ma forse questo mi ha toccata di più.
    Paola

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  10. Ciao Paola! anch'io ho amato decisamente più questo romanzo che il precedente. Sono passati mesi da quando l'ho letto e recensito, ma Mitzy mi è rimasta cuore.

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