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Recensione: La gemella silenziosa di S.K. Tremayne (Ediz. Garzanti, 2015).

Buongiorno Lettori, questa gelida giornata invernale sembra perfetta per lasciarvi le mie impressioni su La gemella silenziosa di S. K. Tremayne, thriller dai contorni paranormali, che ha affascinato i lettori di mezzo mondo.
A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l'isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell'isola nel mare della Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l'inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, stranamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: "Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io". Sarah è devastata e il tarlo del dubbio comincia a torturarle l'anima. Cos'è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?
La Gemella silenziosa è un romanzo page turner, di quelli che una volta iniziati non riesci a chiudere fino alla fine, questo è sicuramente il suo pregio più immediato. Ma è davvero il thriller dell'anno, il romanzo "indimenticabile" promesso da pubblicità e critica? Ni. E vi racconto perché.
Sarah e Angus hanno perso da alcuni mesi una delle proprie figlie in circostanze tragiche. Kirstie e Lydia erano due gemelle omozigote, perfettamente identiche, praticamente indistinguibili se non per alcuni aspetti caratteriali. Ed ora la biondissima Kirstie è rimasta sola. Sarah è una mamma angosciata e distrutta, Angus un padre dilaniato dai dubbi e taciturno, che affoga il dolore alzando un po' troppo il gomito. E, a peggiorare la situazione, Kirstie comincia a comportarsi in modo misterioso e a sostenere, in alcune circostanze, di essere in realtà la sorella Lydia.
Famiglia distonica con bambina inquietante, la prima parte del romanzo è interessante ed ansiogena al punte giusto. Tante sono le domande che si accavallano: i genitori hanno seppellito e pianto la figlia sbagliata? Un terribile errore? Oppure Kirstie è malata, psicologicamente segnata dalla perdita della gemella, tanto da cercare di assomigliarle sempre di più? Certo questa creatura che appare dietro ogni angolo, cambiando personalità da un momento all'altro, sembra davvero "posseduta" e fa leva sulle nostre paure più ancestrali. Insomma, un'ansia notevole! E via via che la narrazione procede, cresce la tensione anche tra i genitori, si intravedono segreti inconfessabili, sospetti e accuse silenziose.
In questo caos emotivo, Sarah e Angus decidono forse di rivolgersi a un bravo psichiatra? Si confidano le proprie paure e dubbi? No. Impacchettano le loro cose e si trasferiscono su un'isola privata e disabitata delle Ebridi, in un cottage da ristrutturare: manca l'acqua potabile, il riscaldamento, e la tradizione celtica lo vuole pure infestato da spiriti; in più, per raggiungere la terraferma, si può scegliere se solcare il mare spesso burrascoso e gelido o aspettare la bassa marea e attraversare a piedi una distesa di fango e sabbie mobili.
Ah, dimenticavo. Sta arrivando l'inverno e i cellulari non prendono. Il panorama però è meraviglioso.
Una situazione talmente surreale e inverosimile, da togliere pathos alla vicenda, che rimane comunque scorrevole e dal ritmo sostenuto.
Viste le premesse, non è difficile indovinare come e dove si svolgerà la "scena clou" del romanzo, che apre le porte ad un finale a mio gusto deludente. Alcuni nodi vengono al pettine, alcuni segreti svelati, ma il quesito centrale rimane, in fondo, senza risposta.
In definitiva, se cercate un romanzo che vi tenga svegli un paio di notti, se amate le atmosfere cupe e le storie con un pizzico di paranormale, leggetelo, non vi deluderà. Se invece preferite una storia credibile e personaggi con cui empatizzare, lasciate perdere. Malgrado il tanto dolore e la solitudine che sicuramente li tormenta, Sarah, Angus e la gemella silenziosa, risultano troppo inquietanti e irresponsabili per potersi davvero immedesimare in loro. 
Menzione speciale al cane di casa, l'unico ad aver capito tutto, e all'atmosfera delle Ebridi scozzesi, che aggiunge fascino alla trama.

Genere: Chiamate l'esorcista.
Pagine:307.
Voto: 

Commenti

  1. Ciao Tessa, di questo romanzo ne ho sentito parlare tantissimo, tutti o quasi tutti lo hanno elogiato...è la prima recensione che leggo non entusiasmante! Sono sincera la trama mi intrica ma non ho voglia di letture deludenti e non all' altezza delle aspettative!

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    1. Se ti attira la trama e ti piace il genere, come ho scritto, leggilo tranquilla. E' sicuramente ben scritto, coinvolgente. A me non ha convinto del tutto, ma è anche vero che sono una persona molto razionale che ama le storie credibili. Forse non era il libro adattoa me.

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  2. Ciao Tessa! Dalla tua recensione parrebbe quasi che tu abbia letto un libro completamente diverso da quello che ho letto io!
    A parte il fatto che Sarah si rivolge da uno psichiatra più di una volta, trovo che il finale sciolga tutti i nodi e sveli tutti i misteri contenuti nella storia. Inoltre, proprio il luogo in cui la famiglia sceglie di trasferirsi è parte integrante della storia: isolato, misterioso, cupo. Più volte mi è sembrato che l'isola di Skye sia la vera protagonista di questo romanzo.
    Ma tant'è il mondo è bello perché è vario e ognuno interpreta ed ama i romanzi in modo diverso!

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    1. Oddio..adesso mi fai venire la paranoia di non aver capito il finale! Comunque hai ragione sull'ambientazione, bella e funzionale all'atmosfera di isolamento e paura; semplicemente ho trovato discutibile che una famiglia con tanti problemi finisse proprio lì! ma, come ho scritto sopra, io sono una con i piedi per terra, razionale, e forse un romanzo del genere non è nelle mie corde!

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  3. Ho letto così tanti pareri contrastanti su questo thriller che ne ho rimandato la lettura... però essendo ormai nella mia libreria, dovrò dargli una possibilità! ;)

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    1. Se lo hai già in libreria...leggilo e fammi sapere il tuo parere!

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  4. non è di certo il thriller dell'anno però a me nel complesso è piaciuto. ha la giusta dose di ansia e nervosismo che merita e il finale mi sembra più che coerente con la storia.

    adoro confrontare i pareri!!!!

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    1. Chicca, vado a rileggere il finale. A me è parso un po' buttato là, molto soggettivo, ma il mondo è bello perchè è vario! Adesso sto leggendo un thriller che è piaciuto a tutti quelli che lo hanno recensito..e che io sto odiando.

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    2. ti prego non dirmi che è 9 giorni ahahahahah io ce l'ho in bella vista da leggere, ma devo prima finire i prestiti bibliotecari e due libri che mi ha portato un collega ...

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  5. Ciao Tessa! Ho accantonato questo thriller per ora, ma è uno di quelli a cui voglio dare una possibilità anche se ho letto tanti pareri contrastanti. Diciamoci la verità è bello conoscere pareri diversi, se no non ci sarebbe discussione, ognuno interpreta le cose a suo modo, le recepisce diversamente da un altro e tu hai espresso molto chiaramente il tuo parere. A presto!

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    1. Il bello è proprio discutere e sentire pareri diversi. E' uno dei motivi per cui ho aperto il blog!

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  6. Io lo sto leggendo ora...vi diro : )!

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