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Recensione: Gli innocenti di Paola Calvetti (Ediz. Mondadori, 2017).


Se penso al romanzo Gli innocenti di Paola Calvetti, da poco pubblicato per Mondadori, la prima parola che mi viene in mente è eleganza. Si tratta infatti di un romanzo breve pervaso di eleganza, a partire dalla costruzione narrativa: un dialogo muto tra i due protagonisti, Jacopo e Dasha, durante l'esecuzione del doppio concerto per violino e violoncello di Brahms. Un dialogo serrato e immaginario, i ricordi che scaturiscono assieme alle note, l'infanzia, la giovinezza, l'incontro a Parigi, la passione, l'amore, le ferite del passato che rendono impossibile il futuro insieme, la separazione. 
Jacopo e Dasha si sono amati per "cinque anni, sei mesi e novanta giorni", lei giovane violoncellista albanese, arrivata in Italia nel 1991 su un barcone, il sole della sua terra negli occhi, lo sguardo proiettato verso il futuro; lui, affascinante introverso violinista di fama, i capelli brizzolati, l'anima lacerata da un primo crudele abbandono, quella della madre biologica mai conosciuta, che lo affidò alla nascita all'Istituto degli Innocenti di Firenze. 
Jacopo e Dasha hanno trovato fin da bambini conforto nella musica, e grazie alla musica si sono incontrati e amati, ma l'incapacità di lui di affrontare il passato e il rapporto con la figura materna, sia la madre naturale, la cui identità è diventata per Jacopo un'ossessione, sia la fragile madre adottiva, non gli ha permesso di cogliere l'opportunità che la fiduciosa giovinezza di Dasha gli offriva: un futuro e una famiglia propria. 

"Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?".

E ora che si ritrovano insieme sul palco, proprio nella città natale di Jacopo, mentre violino e violoncello si inseguono e fondono sulle note di Brahms, i due intrecciano un dialogo che non ha alcun bisogno di parole. Jacopo e Dasha, notte e giorno, ombra e luce, una storia che dura il tempo di un concerto, ma le cui radici affondano molto lontano. 

"Senza saperlo, suonavo la notte della mia infanzia".

Etereo, essenziale e raffinato, Gli Innocenti racconta l'amore, ma indaga anche con pudore nelle pieghe di due vite tormentate dal destino e dalla Storia e di due modi opposti di reagire alle avversità. A tempo di musica e in punta di piedi. 
Pur preferendo, per gusto personale, romanzi più corali, devo dire che Gli innocenti mi ha convinta per stile, grazia e originalità.

Genere: Amore a tempo di musica.
Pagine: 132.
Voto: 

Commenti

  1. L'ho terminato tipo 10 minuti fa. Premetto che adoro lo stile di Paola e che i suoi romanzo sono per me quelli che rientrano nella comfort-zone. Questo, in particolare, ha toccato corde per me delicate, di cui ti dirò di più nella recensione!
    Ciao dolcezza!

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    1. Ciao Soavissima :) Io non conoscevo l'autrice, ma sono rimasta veramente colpita dalla sua delicatezza nel raccontare, sicuramente recupererò i romanzi precedenti! Baci, aspetto la tua recensione.

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  2. Tessa, la tua recensione mi ha coccolata, l'ho sentita morbida, delicata e molto sentita. Bravissima

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    1. Oh, grazie Nunzia, non sai quanto mi fa piacere sapere che ti è arrivata la delicatezza di questa storia breve ma intensa! Grazie mille.

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  3. Letto da pochissimo e apprezzato veramente tanto. Una storia che ho trovato profonda e intensa.

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    1. Sì, concordo, un romanzo che merita! baci.

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  4. Devo leggerlo.
    La Calvetti l'ho già apprezzatissima in passato, complice Olivia. ;)

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    1. Olivia è finita immediatamente in WL. E questo nuovo romanzo..credo ti piacerà! :)

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  5. Ho amato Olivia per cui ho grandi aspettative per questo romanzo.
    Lo leggerò senza ombra di dubbio! :)

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    1. Io Olivia la devo recuperare, questo te lo consiglio :)

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  6. Ciao Roberta, inizio a leggere questo breve romanzo proprio oggi. La Calvetti mi piace, ho adorato "Parlo d'amor con me", mentre Olivia, che ho letto successivamente, mi ha leggermente delusa, anche se comunque rimane un bel romanzo. La tua recensione, delicata ed elegante, mi ha messo ancora più voglia di iniziare questa lettura. A presto!

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  7. Olivia mi era piaciuto, ma faccio sempre molta fatica con i romanzi a due voci (due punti di vista, due io narranti ecc.). Comunque è breve e potrei anche leggerlo, soprattutto tenendo presente la tua bella recensione.
    Lea

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    1. Di solito io preferisco romanzi con più personaggi e più storie, ma devo dire che questo ha il suo fascino!

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  8. uff ma solo io non ho letto nulla di questa autrice? tutti a parlarne così bene! devo rimediare. assolutamente :)

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  9. Gli uomini brizzolati mi fanno impazzire...e allora perché ho un compagno pelato??? :-p
    Il romanzo è molto interessante per struttura e tema, bella la delicatezza che hai saputo portare anche nella recensione. Lo segno ma passo per ora. Aspetto di sapere cosa pensi di Svegliare i leoni!

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