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Chiacchiere librose: Romanzi ambientati in librerie, librai, libraie & aspiranti tali.

Buongiorno Lettori! oggi ho un po' di tempo da dedicare al blog, ma non ho pronta nessuna recensione, ho appena finito L'amante di Calcutta un romanzone che mi ha tenuta occupata ben dieci giorni (il libro non c'entra, sono io che ho un periodo molto incasinato) e sto per iniziare Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini, romanzo ambientato in una piccola libreria a Londra, che per ora non ha trovato molti consensi in rete.
Secondo me è la "maledizione dell'ambientazione in libreria", una sindrome che colpisce molti autori recentemente, perchè, diciamolo, la libreria va di moda, fa tendenza e con lei tutto quello che riguarda libri, librai, libraie ed aspiranti tali. Negli ultimi anni ne siamo stati sommersi, e si sa, il troppo stroppia, così le storie di libri e biblioteche, che qualche anno fa hanno attirato tanto il pubblico e decretato alcuni veri e propri casi letterari, ora sono un filone usato e abusato; certo, una bella cover con tanti libri fa sempre chic, attira, ma se poi il lettore non trova nella storia un po' di ossigeno e originalità..parte la maledizione della libreria e la delusione è quasi assicurata.
Ho pensato, per ingannare questo giorno di pioggia, di guardare con voi un po' di titoli, vicini e lontani, famosi e non, che riguardano il tema "libreria, libro, libraio". La lista sarebbe quasi infinita, ma noi facciamo un riassunto. Venite con me!
All'inizio fu Il nome della rosa di Eco, era il 1980: manoscritti, pagine avvelenate e monasteri medievali decretarono l'enorme successo di questo romanzo pieno d'atmosfera, ne verrà tratto anche un celebre film. Splendido. 
E' di Carlos Ruiz Zafon uno dei più famosi thriller che parlano di libri, L'ombra del vento, del 2006, in una Barcellona dall'atmosfera gotica, il Cimitero dei libri dimenticati nasconde un labirinto di intrighi, amori ed eventi misteriosi. Un romanzo che ho amato tantissimo.
Geraldine Brooks, nel romanzo storico I custodi del libro, del 2008, racconta la vera storia della Haggadah di Sarajevo attraverso gli occhi di una giovane restauratrice, convince pubblico e critica.
Un' abbazia e una biblioteca con volumi particolari, ancora libri e avventura, sacro e profano, predestinazione e storia del mondo, per il grande successo di Glenn Cooper, La Biblioteca dei morti e Il libro delle anime, suo seguito, rispettivamente 2009 e 2010.
Alla luce di questi titoli (che sono solo alcuni del genere) mi sono resa conto che il binomio avventura/thriller e biblioteca/libro funziona alla grande o almeno ha funzionato per questi autori.
 


Se si accantona l'ingrediente avventura e ci si addentra nel tema libri e sentimenti, i risultati sono altalenanti.
Diane Setterfield con la sua Tredicesima storia (2013) mette d'accordo critica e pubblico, creando un romanzo che dosa bene tanti ingredienti e che diventa un caso editoriale. La storia della giovane libraia antiquaria, incaricata di scrivere la biografia di una famosa scrittrice, ci porta nella campagna inglese e racconta l'amicizia di due donne di generazioni diverse. Un libro da non perdere.
Punta su tenerezza e semplicità La libreria degli amori inattesi, del 2013, di Lucy Dillon: libri, amore e pelosi quattro zampe, l'autrice gioca tutte le carte per attirare la simpatia del lettore; scorrevole, ma non certo indimenticabile.
Grande successo nel 2014 per La misura della felicità di Gabrielle Zevin, storia di un libraio vedovo e infelice e della bambina che gli cambierà la vita; personalmente ho trovato la storia carina, ma molto esile (qui la recensione).
Pollice (il mio) verso per Lo strano caso dell'apprendista libraia (2014), di Deborah Meyler, che di bello ha solo la copertina, non bastano infatti una libreria e la suggestiva città di New York per rendere leggibile questo romanzo d'amore che ha personaggi al limite del surreale (nanorecensione).
Tutta colpa di un libro di Shelley King (2015) e Una piccola libreria a Parigi di Nina George (2014) hanno belle cover e discrete recensioni, non li ho letti, quindi non posso giudicarli. Le trame mi sembrano peraltro, sotto sotto, piuttosto simili.
Il grande Gorsky di Vesna Goldsworthy, uscito da poco per Mondadori, promette, nella sinossi, "una biblioteca in grado di incantare", in realtà nel romanzo, che è molto particolare, la biblioteca fa solo da sfondo, ma tant'è...citarla in quarta di copertina attira! (recensione)

Mi fermo qui, mi pare sufficiente per farsi un'idea di quanto l'ambientazione tra scaffali di libri sia inflazionata eppure ancora "cavalcata" da molti autori e case editrici. Lo spettro è quello della noia, della ripetitività, del già sentito. La maledizione incombe!
Inizio Bianchini, mi piacerà??








Commenti

  1. bellissimo post brava Tessa. devo ammettere che un po' di questi libri li ho letti, amati (zafon) piaciuti abbastanza (dillon) piaciuti così così (zevin) per nulla piaciuti (setterfield) . ma ce n'è uno che non hai nominato che ho adorato La vita quando era nostra di Marian Izaguirre che consiglio! buon week end Chicca

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  2. Ciao CHicca, grazie! sai che ieri, finito di scrivere, mi sono venuti in mente tanti altri titoli!? Il libraio di Kabul, 82 Charing Cross road (che ho da poco recensito) e altri ancora, ma il libro che dici tu non lo conosco!!! devo rimediare, grazie del consiglio!

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  3. concordo, il tema "libreria" fa sempre presa sui lettori, ciò nonostante credo che qualcosa possa salvarsi, quello che conta alla fine è sempre la qualità del libro, a prescindere dagli espedienti usati come richiamo pubblicitario :) 'Dimmi che credi al destino' per me è stata una delusione, mi auguro che a te possa piacere :*

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  4. ...Lo sto leggendo proprio ora. Certo, difficile confrontarlo con Io che amo solo te, ma non mi dispiace (forse perchè sono partita con poche aspettative).

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