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Recensione in anteprima: La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll (Ediz. Sonzogno, dal 25/02/2016 in libreria).

Oggi sono felice di proporvi una recensione in anteprima. Si tratta de La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll, in uscita il prossimo 25 febbraio per Sonzogno, che ringrazio per l'opportunità. 
Nulla è come sembra a Broughty Ferry, tranquillo paesino sulla costa scozzese. Jean Milne, ad esempio, è una matura zitella che vive sola in una lussuosa villa di ventitré stanze (quasi tutte chiuse) ed è, per i suoi concittadini, un modello di rispettabilità. Eppure, quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, l’immagine pubblica, che così a lungo ha resistito, comincia a incrinarsi. Chi può avere ucciso in maniera tanto feroce una signora così riservata? E perché, di colpo, conoscenti e testimoni diventano elusivi e reticenti? E chi è l’uomo che, su carta violetta, le ha scritto, alla vigilia dell’assassinio, una lettera a dir poco personale? La notizia del crimine si diffonde rapidamente per tutta la Gran Bretagna, suscitando nei lettori delle gazzette una curiosità così morbosa che la polizia si sente subito sotto pressione: bisogna trovare un colpevole e bisogna trovarlo in fretta, anche a costo di qualche procedura non proprio scrupolosa. A indagare, con i più moderni ritrovati della scienza investigativa (siamo nel 1912), viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, un esperto per i casi più difficili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla. E alla fine sarà uno shock per tutti. Basato su una storia vera, e ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli archivi della polizia e nei giornali dell’epoca, questo caso viene riaperto con sapiente talento narrativo e tocchi di britannico humour.
Tratto da un evento di cronaca realmente accaduto, siamo nel 1912 in un piccolo paese scozzese, Broughty Ferry, oggi sobborgo della città di Dundee, il libro racconta le indagini per l'omicidio della signorina Milne, anziana eccentrica ritrovata cadavere nel salotto della propria casa. 
L'efferato omicidio è a tutt'oggi rimasto insoluto, Andrew Nicoll ce lo ripropone basandosi su una minuziosa ricerca nei documenti d'epoca e presentandoci una personale risoluzione del caso, quanto romanzata essa sia..starà al lettore deciderlo.
Vi dico subito che l'approccio a questo libro non è stato dei più facili: considerata l'ambientazione e il tragico fatto di cronaca da cui la storia prende spunto, immaginavo un giallo classico molto serioso, aspettavo anche, un po' ingenuamente, un protagonista che mi conducesse per mano fino alla soluzione dei tanti misteri legati al brutale fatto di sangue (un Hercule Poirot o una miss Marple, insomma, dato che la critica, nel presentare questo libro, ha scomodato più volte la regina del mystery Agatha Christie).
Non ero preparata allo stile del sergente Frazer, voce narrante della vicenda. Scozzese ruvido e di poche parole, John Frazer inizia a raccontarci il "fattaccio" con un'ironia noir molto british e vagamente surreale. L'impressione è stata un po' quella di trovarmi a teatro, il cadavere della signorina Milne,  ormai piuttosto freddo, al centro della scena,  i personaggi che le si affollano intorno, io sono seduta in galleria, un po' distante; è una rappresentazione, questa, della quale mi sfugge qualcosa. Siamo nel 1912 e siamo in Scozia, probabilmente la lingua, i modi di dire, il gergo "dialettale", non aiutano a farmi sentire parte degli avvenimenti; la traduzione è ottima, ma forse non rende l'ironia originale.
Anche i protagonisti, ben descritti, risultano un po' teatrali: c'è il comandante Sempill, ottuso e di vedute ristrette, lui vuole un colpevole da mandare sulla forca e, sopra ogni cosa, vuole fare carriera, è un personaggio davvero detestabile; c'è poi l'Ispettore Trench, imponente, ragionevole, compassionevole, lui è il poliziotto buono; e infine il nostro narratore, il sergente Frazer, sempre un po' defilato, quasi sottotono, ma dall'intelletto fino. 
Man mano che il palcoscenico si anima di tante comparse, nobildonne, servette, spazzini, albergatori e cacciatori di dote, la narrazione acquista ritmo e il romanzo diviene, a mio avviso, decisamente scorrevole. Così ci troviamo a seguire le tracce di un tal Mr. Walker, il colpevole designato e perfetto, assistiamo a confronti, a interrogatori, a indagini compiute alla vecchia maniera, senza alcun supporto scientifico (altroché RIS e DNA !) e con evidenti falle investigative. 
Fino al colpo di scena finale, inaspettato, per certi versi sconvolgente.
Andrew Nicoll è convinto di aver trovato il tassello mancante del puzzle, quello che individua il vero colpevole. A me rimane qualche dubbio su questa indagine lacunosa e sulle conclusioni dell'autore, ma temo che l'unica che potrebbe rivelarci la verità, si sia portata con sé per sempre questo e ben altri segreti (leggere per credere). 
Un giallo dall'atmosfera e dallo stile particolare, che si legge agevolmente e che consiglio. Non raggiunge una votazione più alta perchè non è riuscito a coinvolgermi totalmente. 

Genere: Un attizzatoio e vecchi merletti.
Pagine:352.
Voto: 
                e mezzo.

Commenti

  1. Mi aspettavo qualcosina di più, ma mi incuriosisce parecchio. Aspetto il cartaceo. :)

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    1. Ciao Mik. Il libro è da provare; a me piace empatizzare e non ci sono riuscita fino in fondo, ma son gusti!

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    2. Poi, te lo confesso, mi turba il giallo della copertina... ahahah!

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    3. ...a ciascuno i suoi turbamenti!! ;)
      sai che la copertina originale è decisamente fuorviante e meno accattivante?!

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  2. bhe questo titolo mi mette una grandissima curiosità! la tua recensione è molto indicativa rispetto a quello che potrei aspettarmi pertanto, e giusto perchè ormai sono arrivata all'infinito e oltr,e lo segnerò tra i libri da leggere.
    ciao carissima

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    1. Ciao Chicca, le liste si allungano e i libri ormai si accatastano sul pavimento! la situazione è disperata!

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  3. La tua recensione è chiara. Non è questo il giallo che cerco. Peccato però.
    un saluto da lea

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    1. 'Cipicchia, sono stata così persuasiva? eppure mi ero fatta l'idea che potesse piacerti.

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  4. Ciao Tessa! Finalmente trovo un momento per scriverti. Trovo che la tua metafora teatrale azzecchi il nucleo della storia: la lentezza di uno spettacolo teatrale sembra quasi riportata su carta. Solo che, ciò che può apparire meraviglioso su un palco, probabilmente perde mordente su carta. Concordo anche nella mancata empatia che, come sai, è stato un grande deterrente anche per me. Alla prossima!

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    1. Sì, concordo. E continuo a pensare che la traduzione probabilmente tolga qualcosa (e ripeto, non per colpa del traduttore). Il finale non me lo aspettavo! Al prossimo libro!

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  5. non vedo l'ora di leggerlo, mi ispira molto!
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. Allora fammi sapere quando lo avrai letto. Guardo sempre ammirata le tue foto! :)

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  6. Ciao Tessa, lo leggerò a breve e ti farò sapere il mio pensiero :-)
    Baci

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