Recensione: C'era una volta un fiume di Bonnie Jo Campbell (Ediz. Neri Pozza, 2012).



Buongiorno Lettori, oggi vi parlo di un romanzo che mi è stato consigliato dall'altra lettrice accanita di famiglia, mia cugina. Si tratta di C'era una volta un fiume di Bonnie Jo Campbell, un libro affascinante e molto coinvolgente, malgrado una protagonista che avrei più di una volta preso a sberle! 

Margo, quindici anni, ha trascorso tutta la sua giovane vita sulle sponde boscose del fiume Stark in Michigan. E' cresciuta tra il fiume e le foreste, in perfetta simbiosi con la natura, giocando libera con i cugini maschi, in un insediamento, Murrayville, che porta il nome della sua famiglia, una "tribù ostinata e cocciuta", ma anche un clan potente, padrone della Murray Metalli, unica industria della zona.

Il fiume Stark scorreva intorno al villaggio di Murrayville, come il sangue scorreva attraverso il cuore di Margo Crane.

Margo è una ragazzina selvatica, più a suo agio con un fucile tra le braccia che sui banchi di scuola, è taciturna, ombrosa, cacciatrice e tiratrice provetta, ed è bella, inconsapevolmente, pericolosamente, attraente. Siamo all'inizio degli anni ottanta e durante una festa in famiglia Margo subisce prima le attenzioni e quindi le molestie di Cal, lo zio affascinante che per lei ha sempre avuto un debole. È l'inizio di una faida famigliare terribile che scuote la piccola comunità rurale, già messa a dura prova dalla morte del capostipite, il nonno di Margo, e dal progressivo fallimento dell'attività industriale. 
Margo, rimasta sola, decide di abbandonare Murrayville, che fino a quel momento è stata il suo unico orizzonte, e di allontanarsi sulla sua barca in teak, la River Rose, un tempo appartenuta al nonno, avendo come unici compagni un fucile e un romanzo. 

C'era una volta un fiume è la storia del viaggio di Margo lungo il corso dello Stark e nelle foreste circostanti, alla ricerca della madre che l'ha abbandonata tempo prima, ma soprattutto alla ricerca di se stessa e del suo posto nel mondo.
È un viaggio alla Huckleberry Finn, in una natura selvaggia che Margo vive in completa libertà, cullata dalle correnti del fiume, cibandosi degli animali che uccide con mira da cecchino e scuoia con abilità chirurgica. 
La ragazzina si nasconde, ma il suo fascino selvatico attrae le persone, specie quelle di sesso maschile, che incontra lungo il suo cammino. Sta crescendo, non è ancora pienamente consapevole della sua femminilità, ma ha imparato a riconoscere il "potere" che esercita sugli uomini, è il suo lato oscuro e la sua debolezza: cercare il calore umano nel letto di personaggi a volte equivoci, a volte realmente invaghiti di lei, camminare al loro fianco per un periodo, scappare quando il legame diviene ingombrante o difficile. Lungo la strada, la ragazza col fucile si scontrerà con la brutalità e la violenza, con l'incapacità della madre di accoglierla, e con i propri limiti.
Sarà Smoke, un uomo non più giovane, burbero e saggio, a instaurare con Margo un legame profondo e finalmente disinteressato e ad accompagnarla  fino ad una nuova consapevolezza.

"Nel suo rifugio sul fiume, sicuro e accogliente, era riuscita a studiare se stessa come in passato aveva fatto con gli aironi blu, i martin pescatori, i cani e gli uomini che aveva incontrato sulla sua strada".

Romanzo di formazione che strizza l'occhio ai classici, C'era una volta un fiume è un libro ben scritto e splendidamente ambientato in un contesto selvaggio e senza tempo. Certo, è un libro corposo, e ci sono, specie nella parte centrale, momenti in cui il comportamento della protagonista risulta scontato nella sua reiterazione: quando Margo imbraccia la carabina e mette gli occhi su un animale selvatico, finirà per ucciderlo e macellarlo con le sue mani in scene cruente, francamente per me un po’ fastidiose; quando incontra un uomo, finirà quasi immancabilmente per cercare consolazione nel suo letto. Detto questo, il romanzo è scorrevole, capace di incantare con il suo irresistibile profumo di libertà e di commuovere grazie al rapporto tutto speciale tra Margo la ribelle e Smoke, l'uomo in grado di domarla senza costringerla in gabbia.
Consigliato agli amanti dei romanzi d'avventura.

Genere: La donna in bianco in copertina? Scordatevela!
Pagine: 368.
Voto:

Commenti

  1. Mi pare un libo ben strano e non credo sia nelle mie corde. Ci vedrei bene un film. O no?
    Bacione da Lea

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    1. Bravissima! Ho pensato anch'io ad un film. E si presterebbe decisamente!

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  2. Potrebbe fare al caso mio! La copertina è molto bella anche se la donna è messa lì quasi per caso :D Segno!

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    1. Ecco, la copertina, quella non c'entra proprio! E' un bel romanzone, un po' cruento in certe parti, ma ben scritto.

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  3. Me lo segno anch'io: mi ispira moltissimo!

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  4. Il fatto che sia un libro corposo e che la protagonista sia irritante, mi fanno propendere per il no, anche se la storia in effetti mi intriga...sì, no, boh...ci penso.
    Un abbraccio, Stefi

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    1. E' un romanzo senza tempo, magari arriverà il momento giusto! Bacioni!

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    1. :) Allora torna a raccontarmi dopo averlo letto, sono curiosa!

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  6. Letto anni fa,appena fu pubblicato.Ricordo che ne uscii esausta,troppo lungo e ripetitivo in alcune parti.Ma soprattutto,non ne ho capito il senso.Mi è sembrato un puro esercizio di scrittura,non mi ha lasciato nulla.

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    1. Ahaha, sono d'accordo con te per le parti ripetitive, per il resto io l'ho apprezzato, mi rendo conto peraltro che è un libro che divide, può piacere (pur con qualche riserva) ma lo si può anche odiare!

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