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Recensione: Non è stagione di Antonio Manzini (Ediz. Sellerio, 2015).

Non è stagione di Antonio Manzini è un giallo di impostazione piuttosto classica, con un buon mix di azione e caratterizzazione dei personaggi. Non conoscevo l'autore, sono stata attirata dalla bella copertina (Sellerio ci azzecca quasi sempre, in fatto di copertine) con un orso polare sotto la neve, pipa in bocca e sci in spalla: originalissima per un romanzo giallo. Ho scoperto, leggendo la quarta di copertina, che questo è il terzo romanzo di una serie che ha come protagonista il burbero e caustico vicequestore Rocco Schiavone; probabilmente iniziare dal terzo capitolo non è stata una gran furbata, ma tant'è...ormai avevo già il libro aperto e pronto per la lettura.
Il romanzo è scorrevole e, come dicevo, dosa bene tutti gli ingredienti. La trama è abbastanza solida, intricata il giusto e ben portata a termine, la storia principale si mescola con una vicenda del passato, fino ad un finale aperto e d'effetto. Lo stile è lineare, senza fronzoli, con dialoghi ironici ed acuti che ho molto apprezzato. I protagonisti, specie Schiavone, vicequestore trasferito forzatamente, per motivi disciplinari, da Roma ad Aosta, ma anche i suoi colleghi della questura, sono ben caratterizzati, anche se in alcuni casi sfiorano la macchietta (la coppia di poliziotti scarsamente dotati in fatto di neuroni, i "Derege", si rendono protagonisti di scenette comiche degne di una rivista di varietà).
Schiavone è un bel personaggio, pungente nello humor, malinconico il giusto, l'uomo ha decisamente un suo perchè, eppure anche lui, in alcuni punti del romanzo, scivola nel "troppo", perdendo un po' di credibilità. Va bene essere cani sciolti ed insofferenti alle regole, ma escogitare costantemente azioni intricatissime per eludere le normali procedure investigative, alla lunga risulta inverosimile e noioso (possibile che Schiavone non possa mai, dico mai, aspettare un mandato ufficiale? deve sempre sfondare qualche finestra o inventare qualche prova falsa?).
Rocco Schiavone mi ha dato un altro problemino, leggevo il libro...e mi veniva in mente la faccia di Luca Zingaretti nel commissario Montalbano, versione televisiva degli omonimi, celebri, romanzi di Andrea Camilleri. Un Montalbano in loden e clarks (tanto Zingaretti lo puoi vestire come vuoi, sempre figo è!), circondato da montagne e non dal bel mare di Sicilia, ma le similitudini ci sono e sono innegabili. Le si può trovare nel protagonista ed anche nelle dinamiche con i colleghi: i Derege sono, ad esempio, la versione gemellare di Catarella, piantone pasticcione di Montalbano.
In conclusione, una buona lettura che non mi ha fatto gridare al miracolo.
Vi lascio la trama, per chi volesse farsi un'idea più precisa.
C'è un'azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. È perché il passato dell'ispido poliziotto è segnato da una zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un'indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c'è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere. I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l'area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umor nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.

Genere: giallo- noir con ambientazione montanara.
Pagine:317
Voto 

Commenti

  1. Che coincidenza! Anch'io l'ho visto stamattina in libreria e l'ho aperto perchè incuriosita dalla copertina :)

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    1. la copertina è bellissima!! probabilmente se tornassi indietro comincerei però la lettura dal primo romanzo della serie!

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  2. Ciao! Io lo scorso anno ho letto il primo della serie. L'ho trovato piacevole, ma non da innamorarmi del tutto. Non ho mai letto Camilleri, quindi non posso notare le somiglianze e non ho mai nemmeno visto la serie in TV :-( , ogni tanto penso di comprare il secondo e il terzo della serie, ma poi rifletto e mi dico che ho troppi libri da leggere!!!! Comunque Schiavone è stato di compagnia!!!
    Baci

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    1. Giusto! piacevole, ma non da innamorarsi, non avrei potuto dirlo meglio! in quanto a Montalbano...non ho letto tanti romanzi, ma non ho perso nemmeno una puntata della serie televisiva. Te la consiglio (specie le prime stagioni)(quelle sono da innamorarsi!).
      baci

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