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Recensione in anteprima: Il tempo dell'attesa di Elizabeth Jane Howard (Ediz. Fazi; 14 aprile 2016).

Lettori, sono veramente contenta di raccontarvi le mie impressioni su Il tempo dell'attesa, nuovo capitolo della Saga della famiglia Cazalet, creata dalla penna di Elizabeth Jane Howard e pubblicato proprio oggi dalla Casa Editrice Fazi.

De Gli anni della leggerezza, primo volume della saga, romanzo che mi ha entusiasmata, vi avevo parlato qui
Ritornare a Home Place, la casa dei campagna dei Cazalet nel Sussex, è stato un po' come tornare a casa. È passato un anno dall'ultima volta che ci sono stata, era il settembre del '38 e la famiglia, riunita, festeggiava il discorso di Chamberlain e l'accordo di Monaco; lo spettro della guerra in Europa pareva scongiurato, almeno per il momento. Un anno dopo Home Place si prepara a un conflitto mondiale ormai inevitabile. 
L'atmosfera è cambiata, non è più tempo di gite al mare, partite di tennis e feste, in casa fervono i preparativi, ma ci si prepara a tempi duri, si lavora per oscurare le finestre, per mettere insieme pranzo e cena con quello che il razionamento permette. La vecchia dimora, che a ben guardare comincia a mostrare i segni del tempo, si riempirà presto, fornendo protezione alle donne e ai bambini Cazalet: è l'Home Place delle donne, quella che viviamo ne Il tempo dell'attesa, mentre i tre figli maschi del Generale: Edward, Hugh e Rupert, si dividono tra i doveri nei confronti della patria e la gestione della fabbrica di legnami di famiglia a Londra.
E così, vagando di stanza in stanza, ho rincontrato le "ragazze", le figlie più grandi dei fratelli Cazalet: Louise, ormai sedicenne, Polly e Clary, entrambe quattordicenni. Sono loro il cuore di questa storia, a loro, più di tutti, appartiene l'età dell'attesa: l'attesa di divenire adulte, di uscire dal limbo in cui si sentono costrette, troppo grandi per stare con i bimbi di casa, troppo piccole per ottenere l'attenzione degli grandi.
Mi hanno preso per mano, queste tre coraggiose ragazzine, e mi hanno mostrato il loro mondo, il loro delicato rapporto con i genitori e la loro guerra, vissuta lontano dal fronte .
Louise, testarda e determinata, ha deciso che da grande farà l'attrice di teatro, la vita borghese le va stretta; l'ho vista partire eccitata per una scuola di recitazione, incurante del freddo, del razionamento, dei bombardamenti sulle città. L'ho vista crescere, trasformarsi in una piccola donna, portare il suo primo paio di pantaloni (di nascosto dalla nonna!), l'ho sentita confidarsi con Stella, la sua nuova miglior amica e una sera, nella stanza del biliardo, appartarsi con un uomo più grande e decisamente infatuato di lei. Cosa provi Louise per questa persona onestamente non lo so. Amore? Voglia di libertà e di crescere in fretta? Certo lei, fra tutti, è quella che ha più motivi per allontanarsi da Home Place e da due genitori spesso fonte di rabbia e imbarazzo.
Polly e Clary invece condividono questi anni sospesi, dormono nella stessa camera e studiano a casa insieme, con la saggia e fidata istitutrice Mrs. Milliment (una figura davvero indimenticabile), cementano quotidianamente la loro amicizia, confidandosi le proprie pene e consolandosi vicendevolmente. 
Polly, insicura e terrorizzata da quel che la guerra può sottrarle, vive nel costante incubo del domani, crede di non avere alcun talento speciale e si cruccia, non riuscendo a immaginare un futuro, al di là di quella casetta in campagna tutta sua e piena di animali, che pare il suo unico desiderio; Clary, che ha già affrontato in tenera età la perdita della mamma, sogna invece di diventare scrittrice e si esercita con lunghe missive che invia al padre al fronte e con un diario al quale confida ansie e paure.
Polly è generosa, mette sempre gli altri avanti a se stessa, tanto da tenersi dentro un grande dolore pur di non intristire Clary, che deve già essere forte per quel che rimane della sua famiglia: il problematico fratellino e la giovane matrigna. Clary è tenace, positiva e non perde mai la speranza, anche quando la vita sembra davvero remarle contro.
In un mondo borghese dove i sorrisi di circostanza nascondono lutti e dolori e dove i bambini sono tenuti all'oscuro, anche dell'evidenza, le due ragazzine cercano risposte, si interrogano sul futuro, sul comportamento degli adulti, sulla vita e sulla morte, senza mai smettere di proteggersi l'un l'altra.
"..È una specie di trappola. Uno non dice le cose alle persone a cui vuole bene. Invece io penso che più vuoi bene a qualcuno, più dovresti dirgli tutto, anche le cose brutte. Credo che dirsi le cose sia il più grande gesto d’amore". Mise il braccio intorno a Polly. "Non devi mai più portare da sola un peso simile. Pro-mettilo!".
"Va bene. Ma prometti anche tu", disse Polly.
"Lo prometto. Ogni omissione sarà un segno di non amore".
Ho lasciato Home Place alla vigilia dell'entrata in guerra degli Stati Uniti, il conflitto mondiale è ben lontano da una risoluzione, ma anche i conflitti, le bugie e i segreti dei Cazalet paiono essersi gonfiati negli ultimi mesi, c'è nell'aria un senso di sospensione, una quiete apparente venata di aspettativa e di un po' di paura: molti nodi stanno per venire al pettine.
Eppure, salutando questa grande e complicata famiglia, non posso fare a meno di pensare a quanto sia accogliente, a come ti faccia sentire a tuo agio, a quanti personaggi straordinari racchiuda. 
Ancora una volta la penna di Elizabeth Howard mi ha incantata: acuta, tagliente ma straordinariamente leggera nel raccontare anche ciò che leggero non è. Il romanzo non ha deluso le aspettative, forse, per mio gusto personale, ho preferito la coralità del primo volume, i molteplici punti di vista presentati, ma il focalizzarsi sulle ragazze non ha penalizzato la storia, anzi, ha creato un forte legame di empatia con questi tre personaggi raccontati a tutto tondo e ha snellito la narrazione. 
Non vedo l'ora di ritrovarle, Polly, Clary e Louise e di vedere cosa ha in serbo per loro il futuro; vorrei abbracciarle e dire loro che tutto andrà per il meglio, diventeranno grandi e troveranno la loro strada. Ma forse...sarebbe solo l'ennesima bugia o una mezza verità. E ogni omissione è un segno di non amore.
Da leggere assolutamente.

Commenti

  1. Una recensione bellissima: appassionata e lucida al tempo stesso. Mi hai messo addosso una grandissima voglia di leggere il libro. Il tempo dell'attesa è finito...domani il romanzo sarà in libreria!
    Ciao da Lea

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    1. Ma cosa scrivo!!! il quattordici è oggi!!!!!!
      corro in

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  2. Ok, mi hai convinta ... ma devo iniziare ancora dal primo: grazie!

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    1. Spero ti piacerà quanto è piaciuto a me! grazie a te della fiducia!

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  3. Completamente d'accordo con te! Vedremo il terzo capitolo di questa bella saga! :)

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    1. Non vedo l'ora! I Cazalet mi piacciono proprio :)

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  4. Tessa quando un libro piace traspare nella recensione! Questa saga ti ha conquistata e ha conquistato anche me... inseriti entrambi i volumi in wishlist ora tra le tante letture da leggere dovrò trovare il tempo anche per la famiglia Cazalet! Alla prossima un bacio!

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    1. Ahah, ti ho allungato la WL! I Cazalet hanno bisogno di tempo, leggili in un momento di quiete, di voglia di Inghilterra, di dimore antiche e famiglie numerose!

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  5. Tessa quando un libro piace traspare nella recensione! Questa saga ti ha conquistata e ha conquistato anche me... inseriti entrambi i volumi in wishlist ora tra le tante letture da leggere dovrò trovare il tempo anche per la famiglia Cazalet! Alla prossima un bacio!

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  6. Io non ho letto il primo, ma ne parli davvero con tanto entusiasmo!

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    1. Te lo consiglio, specialmente se ami le atmosfere british!

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  7. L'ho aspettato tanto! Semplicemente, non vedo l'ora di leggerlo, di incontrare nuovamente la scrittura meravigliosa della Howard e tutti quei personaggi che tanto mi sono mancati...

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    1. Li ritroverai, Paola, e non ti deluderanno! io sono già in astinenza (ho perfino pensato di leggere il terzo in inglese)!

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  8. Le recensioni, a mio avviso, sono lo specchio della verità e ci permettono di far capire ai nostri lettori quando un romanzo vale davvero la pena! Che dire? Mi hai convinta, non solo, mi fiondo a recuperare il primo o in cartaceo o in digitale, ma devo averlo. Bacio!

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    1. Allora..fammi sapere cosa ne pensi una volta letto!

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  9. Tessa, lo sai che aspettavo la tua recensione...divina a dir poco, sentita, e trasparente l'amore che nutri per questa famiglia. Louise deve essere davvero straordinaria e poi io amo le storie al femminile. Sono sempre più propensa a provarci. Leaaaaaa aspetto anche la tua di recensione eh. Baci Tessa.

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