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Recensione: Ricordami così di Bret Anthony Johnston (Ediz. Einaudi, 2015).

Oggi vi parlo di un romanzo d'esordio che ha ricevuto molti consensi di pubblico e critica, si tratta di Ricordami così di Bret Anthony Johnston, da qualcuno etichettato come thriller, ma che di thriller ha molto poco.
Il libro, dalla trama piuttosto originale, trova i suoi punti di forza in una minuziosa indagine psicologica del vissuto dei protagonisti e in un'ambientazione particolare e ben descritta.
Costa sud del Texas, nell'immaginaria cittadina di Southport, fantasma di una località di villeggiatura sul Golfo del Messico che ha perso la sua attrattiva turistica decenni fa, la famiglia Campbell vive una quotidianità sospesa da quattro anni, dal giorno in cui il figlio primogenito, Justin, è uscito di casa con il suo skateboard ed è sparito nel nulla.
Un ragazzino di 11 anni che scompare, senza lasciare praticamente alcuna traccia. Cosa succede in una normalissima famiglia borghese quando una simile tragedia travolge come uno tsunami la quotidianità?
Succede che Eric, il padre, insegnante di storia e uomo mite, si rifugia in una routine che forse gli dà la parvenza di un'esistenza normale, tacita il suo senso di inadeguatezza continuando a tappezzare le strade di volantini con l'immagine del figlio, anche a distanza di anni dalla scomparsa, trascura il dolore della moglie, Laura, che al contrario, non fa nulla per nascondere lo strazio. 
E cosi, mentre lei passa le sue giornate in un centro per la cura e riabilitazione dei delfini malati, il figlio più piccolo della coppia, Griff, cresce cercando il proprio spazio in un mondo dove nulla è più come prima e dove l'ingombrante assenza di Justin riempie le stanze e l'anima del senso di colpa di chi è "sopravvissuto".
In questa spirale di dolore e di ottundimento dei sensi, quando ormai ogni speranza di lieto fine pare perduta, Justin viene ritrovato. 
E così, improvvisamente, l'assenza non è più protagonista, al suo posto il ritorno, la presenza. Semplice? No. 
Cosa succede in una famiglia quando un figlio sparito da quattro anni ritorna a casa? Quando il bambino che hai lasciato, si ripresenta adolescente, taciturno, enigmatico e poco incline a condividere quel vuoto di anni?
Succede che la paura non finisce e neanche il senso di colpa. 
Succede che i genitori si tormentano con domande che non osano fare "perché non ti ho trovato prima? Quali abusi hai subito? Ci vuoi ancora bene?". E Griff, sempre all'ombra di quell'ingombrante presenza-assenza, fa perfino fatica a confessare a Justin di essere diventato un bravissimo skater, in quei quattro anni, emulando un fratello perduto, che in skate invece adesso non va più.
In un'estate soffocante quanto l'atmosfera di Southport, paese di un'unica via principale, di motel chiusi, di gamberetti e ponti d'acciaio sospesi sulla baia, l'umidità appanna i finestrini delle auto e il ronzio dei condizionatori copre i sussurri della famiglia Campbell, che cerca disperatamente di ritrovare la serenità.
Impeccabile nel descrivere un Texas che non immaginiamo e un dolore che nessuno vorrebbe mai sperimentare, il romanzo non è stato per me una facile lettura. 
Ho atteso che succedesse qualcosa di sorprendente, che arrivasse un gesto liberatorio, un racconto chiarificatore, un confronto. La narrazione pareva promettere un momento di tensione, di redenzione da tanto dolore. Niente.
La storia, ben narrata e ben costruita, ci guadagna in realismo, ma in alcuni punti finisce col trascinarsi con un ritmo piuttosto lento. 
Un romanzo che consiglio a chi ama l'introspezione psicologica e non cerca l'azione o le forti emozioni. 

Genere: l'altra faccia del lieto fine.
Pagine: 464
Voto:                                                   
                                                               
 e mezzo

Commenti

  1. La recensione è bella, il libro sembra interessante, ma no grazie. Raccontami però il finale che sono curiosa.
    ;-)
    Ciao da Lea

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    1. in separata sede, se vuoi, perchè qualcuno lo vorrà leggere, questo romanzo!
      :P

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  2. Penso faccia proprio per me!
    Anche se qualcosa, ma cosa?, mi intimorisce.

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    1. Mhm, se ci ripenso l'unica cosa di cui avrei timore è la lentezza. C'è anche un senso di claustrofobia (vagamente angosciante)che aleggia, ma soprattutto per il tipo di ambientazione. Se lo provi, fammi sapere come lo hai trovato.

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  3. Mmmmhhh... Non so, non ne sono convinta. Eppure sembrava intrigante...

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    1. Dipende da cosa cerchi...diciamo che io mi aspettavo qualcosa di diverso, quindi l'ho apprezzato a metà!

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  4. Ciò che mi piace del tuo modo di argomentare è la capacità di incuriosirmi senza svelare dettagli importanti e togliermi il gusto della lettura. Pensavo fosse un thriller... È ovvio che ci si aspetti un colpo di scena. Ora so come devo approcciarmi alla lettura. Ho letto un romanzo simile, Harry non ha paura, che mi era piaciuto tantissimo, quindi confido possa piacermi anche questo, in più l'ambientazione, il Texas, mi intriga parecchio. Devo decidermi a metterlo in una delle prossime tbr.
    A proposito, ho recuperato il primo della saga dei Cazalet, non ho resistito...tu e Lea avete per virtualmente guidato la mia mente verso il Sussex??? ;-)

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    1. Ah, il Sussex! e Home Place. Spero ti facciano buona compagnia. Io sto leggendo il secondo e lo amo quanto il primo! I Cazalet mi hanno rapito il cuore.

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    2. Cuore hai centrato appieno uno dei pregi di Tessa, per questo io l'adoro riesce ad incantarmi con le sue parole.

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  5. Ciao, ho letto questo libro e mi è piaciuto un sacco, ti viene in mente qualcosa su questo genere che potrei leggere? Grazie, Lau!

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    1. Ciao Lau, benvenuta! devo dire che questo romanzo è davvero unico nel suo genere, non riesco a pensare a nulla di simile. Se ti è piaciuta l'ambientazione e non lo conosci, puoi provare con Lansdale, che racconta la profonda provincia americana, se ti intriga l'idea del rapimento e del "dopo", puoi provare Room, Stanza letto armadio specchio (ne hanno tratto un film), che mi dicono essere molto bello. Fammi sapere!

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  6. Ciao, Concordo con il tuo commento. Il libro è scritto benissimo ma a livello narrativo il suo incipit originale è un po' tutto quello che ha da offrire. Potrei scrivere un romanzo su uno che fa un viaggio in treno a testa in giù per esplorare prospettive inusuali... ma se poi non succede nulla dopo due stazioni il libro diventa un po' palloso....

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