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La mia settimana librosa 2. # 8

Eccoci all'appuntamento settimanale con le letture in corso. La settimana è iniziata con una serie di libri che non sono riuscita a leggere, li ho riposti in libreria aspettando momenti "migliori"; a volte mi succede di avere un periodo schizzinoso, in cui molte letture non mi prendono (non sono brutte, non sono da buttare direttamente nel cestone delle delusioni, ma magari non ho semplicemente voglia di scoprire SE mi piaceranno continuando a leggere, se sono salvabili). Penso che dopo un romanzo ricco di emozioni e contenuti come L'albero velenoso della fede (qui) non sia facile trovare una lettura all'altezza.
Quindi, accantonati per il momento Blackland di Belinda Bauer e La fragile Costellazione della vita di Anthony Marra (qui la presentazione), ho deciso di provare un romanzo di Meg Wolitzer, autrice americana poco conosciuta in Italia, che mi aveva entusiasmata con il suo Quando tutto era possibile" (mini recensione). Leggo, divertendomi, La città delle ribelli, un romanzo davvero particolare.

Smettere di fare l'amore con i propri uomini per ritrovare la felicità. La vera felicità. Questa è la strategia che le donne di Stellar Plains, nel New Jersey, adottano, più o meno consapevolmente, per ritrovare sé stesse e i loro desideri. Una dopo l'altra iniziano a rifiutare qualsiasi contatto con i loro compagni. L'ispirazione per la rappresaglia è data da Fran Heller, la nuova professoressa di teatro del liceo, che ha deciso di mettere in scena Lisistrata, la commedia di Aristofane in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero del sesso per protestare contro i loro mariti e contro la guerra. Eppure Stellar Plains sembra un luogo felice. Niente turba la serenità delle coppie che vi abitano. O almeno così appare. D'altro canto... Dory e Robby Lang, insieme dai tempi dell'università, dicono di amarsi come il primo giorno, ma stanno scivolando verso una stanca sopportazione; la moglie del preside è afflitta da una sindrome di stanchezza cronica, mentre il marito se la intende con la consulente scolastica. Gli uomini fingono di non vedere le crepe celate dietro le facciate linde e ordinate e le erbacce che infestano le aiuole immacolate. E allora è compito delle donne guardare la realtà in faccia, riprendere in mano il loro destino e combattere la battaglia per salvare le coppie, e la passione delle loro notti. "La città delle ribelli" usa l'ironia come un bisturi e penetra nelle camere da letto in punta di piedi, svelandoci i segreti e i desideri nascosti di ogni donna.


La scrittura della Wolitzer mi piace davvero tanto. 
Poi leggerò E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone (ringrazio Francesco dell'Ufficio stampa Lettera EFFE!). E' ora di fare un giro a Borgo Propizio!
Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

In questi giorni sono usciti alcuni romanzi che desidero intensamente, la mia WL si allunga.
Il capitolo conclusivo della trilogia dell'Isola di Lewis di Peter May, L'uomo degli scacchi deve essere mio, è una saga che amo tantissimo (la trovate qui)! mi intriga molto anche Il settimo bambino di Erik Valeur e L'invenzione delle ali di Sue Monk Kid.

Dopo aver abbandonato la polizia e aver deciso di stabilirsi definitivamente sulla più settentrionale delle isole Ebridi, Fin Macleod tiene lontano i cacciatori di frodo dalle terre di un facoltoso locale. Ed è proprio nel corso di un giro di ricognizione in quegli aspri territori che, in compagnia dell'amico Whistler, si imbatte nella più incredibile delle visioni. Un piccolo velivolo, all'apparenza intatto, col rosso e il bianco della fusoliera ancora ben visibili, è apparso su un cumulo di sassi, nell'alveo di un lago che si è appena ritirato. A bordo, il corpo di Roddy Mackenzie, una vecchia conoscenza di Fin e Whistler. E ben presto Fin si rende conto che della vicenda Whistler sa molto più di quanto non voglia ammettere.


All'alba dell'11 settembre 2001, in una spiaggia a nord di Copenaghen, viene rinvenuto il cadavere di una sconosciuta. Poche ore dopo, mentre il mondo osserva attonito il crollo delle Torri Gemelle di New York, la polizia danese chiude il caso come "morte accidentale". Eppure, sul luogo del ritrovamento vengono raccolti quattro oggetti che rimandano palesemente a un macabro rituale: un libricino di fantascienza, un ramo di tiglio, un piccolo cappio e un raro canarino con il collo spezzato. A poche centinaia di metri dalla spiaggia si erge, inoltre, il celebre brefotrofio di Kongslund diretto da Martha Ladegaard, cui nessuno ha pensato di rivolgere la benché minima domanda. Queste e altre considerazioni si affollano nella testa di Knud Tasing, giornalista screditato da uno scandalo e sull'orlo del licenziamento, allorché, sette anni dopo, apre la lettera anonima che gli è stata recapitata e ne esamina il contenuto: un articolo del 1961 che parla del brefotrofio e una foto che ritrae sette bambini. Alcuni di loro sono volti noti della società: un astronomo, un noto presentatore televisivo, un avvocato e persino l'assistente di un ministro. Uno solo, invece, tale John Bjergstrand, non compare da nessuna parte. Come se non fosse mai esistito. Chi è quel bambino? E perché qualcuno sta cercando di attirare l'attenzione su di lui dopo così tanto tempo?

Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano.

Per oggi è tutto, a presto con alcune segnalazioni!
baci.

Commenti

  1. Acciderbolina Tessa *-* Mi incuiriosiscono quasi tutti!
    L'invenzione delle ali assolutamente. Grazie al tuo post ho anche scoperto La città dei ribelli che deve essere molto interessante *-*

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    1. Sì, ci sono un sacco di uscite interessanti! Stanotte finisco La città delle ribelli poi ti so dire...

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  2. Uh, mi ispirano un po' tutti!

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    1. Difficile scegliere sto giro! non so da dove iniziare (con un mutuo forse...visto tutto quel che vorrei!).

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  3. Anche a me incuriosiscono tutti, forse L'uomo degli scacchi non è nelle mie corde, ma mai dire mai!! ;-)

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    1. Sono gialli molto particolari questi di Peter May, a me i primi due son piaciuti tanto. Bisogna mare il genere...

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  4. Curiosità alle stelle! Ione leggerei già tre :) A partire dall'ultimo!

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  5. Ciao Tessa!
    Ti capisco, anche a me capita ogni tanto di non trovare nulla che mi piaccia, poi magari riprendo in mano quei romanzi iniziati in quel periodo e scopro che non sono affatto male :) Comunque, L'invenzione delle ali sembra molto interessante..

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    1. Rosa...io a volte scarto i libri..poi li riapro dopo mesi/anni e magari li trovo bellissimi!!

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  6. "L'invenzione delle ali" ha una trama molto interessante. Prendo nota :)

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  7. Bellissimo post! Complimenti! Mi sono iscritta come lettore fisso, se hai voglia di ricambiare il link è:
    http://lalibreriadiluce.blogspot.it/
    Grazie se lo farai ^_^

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  8. Ciao! L'invenzione delle ali mi hanno già detto in due essere molto bello, quindi lo leggerò, ne sono certa!! Quello della Limone è una garanzia, l'ho letto lo scorso anno dopo aver letto "Borgo Propizio", il capitolo precedente. Gli altri non li conosco, ma mi ispira moltissimo "Il settimo bambino". Bacioni

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