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Recensione: La signorina e l'amore di Giovanna Mozzillo (Ediz. digitali goWare 2014).

Qualche settimana fa vi avevo segnalato la ristampa in formato digitale di un romanzo intitolato La signorina e l'amore di Giovanna Mozzillo (qui la presentazione). Ieri notte, mentre qui infuriava un vento invernale, ho chiuso metaforicamente questo libro con l'impressione di essermi tuffata in mondo di colori e suoni lontano anni luce.

Il romanzo racconta la storia d'amore di Rosella, timida e vulnerabile ragazza della borghesia napoletana e Leonardo, medico affermato e ambizioso, già sposato e non intenzionato a lasciare la famiglia per la giovane di cui si è innamorato. Un amore adultero e quindi dolorosamente impossibile, vissuto in un periodo di grandi cambiamenti storici, il libro è ambientato negli anni che vanno dal 1925 al 1942.
La signorina e l'amore è il racconto di un sentimento profondo e coraggioso, ma è anche molto di più. E' un racconto di donne, donne che riempiono le pagine con la loro vitalità, con la forza e le debolezze, col chiacchiericcio, con le piccole manie, i vezzi, gli amori e le tragedie. Donne di tutte le età ed estrazione sociale: c'è Rosella "fragile di nervi" ma così coraggiosa nell'infrangere ogni regola per amore, la sorella Teresa, indipendente e straordinariamente moderna, la zia Pipina, che da una vita aspetta il grande amore che l'ha dimenticata, Carolina, giovane e spumeggiante amica del cuore ed ancora la baronessa Laganà, corteggiata anche da ottantenne, arguta e arrogante e le "plebee" Nice e Maria Consiglia destinate ad amori tragici.
Donne specchio dei tempi, perché il romanzo è anche un potente affresco della società borghese napoletana negli anni dell'ascesa del fascismo e della seconda guerra mondiale: una borghesia arroccata a difesa dei propri diritti acquisiti, intransigente, avvolta in un bozzolo di lezioso perbenismo.
Romanzo d'amore, ma anche storico e sociale e tributo nostalgico e appassionato a una città, Napoli, presente e viva in ogni pagina.
Amore, morte, destino, coraggio, nostalgia per il tempo che fugge e sopra ogni cosa leggerezza (e non certo intesa come superficialità) sono gli ingredienti di questo romanzo. E' leggera la scrittura di questa autrice, una prosa antica ma non antiquata, musicale e raffinata. Un'esperienza per me nuova: leggere un libro e sentirsi allo stesso tempo a teatro, all'opera, al cinema, con i protagonisti che prendono vita pagina dopo pagina, lasciandoti addosso un' incredibile sensazione di vitalità.

Commenti

  1. Ciao Tessa! Arrivo qui da te grazie all'iniziativa "Spring Party" di Ilenia di Libri di Cristallo! Ti lascio un salutino, a presto!

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    1. Ciaooo, grazie di essere passata, ricambio quanto prima!

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  2. Ciao! Finalmente mi sto assestando e trovo anche il tempo di visitare i miei blog preferiti!!! Questo libro non sembrerebbe molto il mio genere, ma c'è qualche cosa nella tua recensione che mi dice che potrebbe comunque piacermi. Ci penso un po' su e ti dico!! Per ora ti abbraccio

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