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Recensione: La città delle ribelli di Meg Wolitzer (Ediz. Garzanti, 2012).

La città delle ribelli di Meg Wolitzer è un romanzo che mi ha convinto a metà. Ora vi racconto perché. 

Meg Wolitzer è un'autrice americana che ho conosciuto per caso pochi mesi fa grazie al romanzo Quando tutto era possibile (qui), storia di formazione che mi ha davvero entusiasmato (sappiate che in Italia è piaciuto solo a me, non mi prendo responsabilità!). La città delle ribelli  conferma, secondo me, la grande capacità della Wolitzer di raccontare con ironia e arguzia la vita della borghesia americana. 
A Stellar Plains, cittadina di provincia con le villette uguali e ordinate, i giardini ben curati e la scuola superiore che costituisce il centro di aggregazione sociale e culturale, la nuova insegnante di arte, una donna decisa e non convenzionale, decide di mettere in scena la Lisistrata. Cosa c'entra la commedia di Aristofane, in cui le donne ateniesi decidono di non concedersi più ai loro uomini, per fermare una guerra lunghissima e sanguinosa, con il liceo Eleanor Roosevelt ed i suoi insegnanti e allievi? C'entra, perché fin dalle prime prove del saggio teatrale, uno strano, improvviso incantesimo colpisce le donne di Stellar Plains, in particolare le docenti del liceo e le allieve. Inconsapevolmente e irrazionalmente queste donne smettono di essere attratte dai propri compagni, siano essi mariti, compagni occasionali, fidanzati o amanti. 
Questa specie di sortilegio creerà scompiglio nelle vite di  molte famiglie e sarà occasione per mettere in discussione rapporti vecchi e nuovi, coppie apparentemente perfette e relazioni più smaliziate.

Ho amato l'atmosfera molto americana che la Wolitzer descrive nella prima parte del libro e i personaggi, ben tratteggiati, ai quali mi sono subito affezionata. Dory e Robby, coppia di insegnanti dalla vita così normale e apparentemente felice, Willa, la loro figlia adolescente, Ruth, l'insegnante di ginnastica assediata dal marito e da una ciurma di figli, Leanne, bella ed intrigante, che della sua sessualità libera non fa certo mistero e Bev, che al contrario, ha perso la propria autostima e preso peso in eccesso. Mi è piaciuto entrare nelle loro case e vivere, attraverso di loro, il rapporto genitori-figli, insegnanti-alunni, che l'autrice tratta in modo intelligente e acuto, descrivendo un gap generazionale che esiste da sempre, ma che internet ha reso, per certi versi, ancora più profondo.
La seconda parte del romanzo, più incentrata sul sortilegio, sui suoi effetti e sul parallelismo tra Lisistrata e quello che succede alle donne di Stellar Plains, mi ha lasciata abbastanza indifferente. Forse perchè questa sorta di magia sembra colpire un po' alla cieca, finendo per congelare anche coppie che, a mio parere, non avevano alcun bisogno di questo vento gelido tra le lenzuola, forse perchè, al contrario delle ateniesi di Aristofane, le nostre protagoniste non hanno alcuna coscienza della piccola rivoluzione che sta avvenendo e non c'è quindi un percorso consapevole: fatto sta che questa parte del racconto, finale compreso, non mi ha entusiasmato.
Un libro che, in conclusione, si legge con piacere e che conferma le capacità narrative dell'autrice.
"Erano sfrecciati attraverso le esperienze del sesso, della nascita della loro figlia e della sua infanzia e ora erano diversi, non potevano tornare dov'erano prima. O forse potevano, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Qualche volta lo avrebbero desiderato ancora, solo non così spesso. Ci sarebbero stati degli assestamenti, e loro si sarebbero adattati. Il sesso non era tutto, ma era qualcosa. Era qualcosa per loro".

Genere: Desperate Housewives (la serie tv) ambientato in un liceo.
Pagine: 246.


Voto 

 
                e mezzo.

Commenti

  1. Sembra molto carino, e adoro la Lisistrata. :)

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    1. Carino, sì e originale! anche se in realtà questo parallelismo con la Lisistrata mi ha lasciato un po' così...Se lo leggi voglio sapere il tuo parere!

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    2. Certo! Della Lisistrata ho un ricordo imbarazzantissimo che risale al penultimo anno di liceo. In classe eravamo pochi maschi e la prof di greco, guarda un po', aveva fatto leggere a me e a un'altra ragazza delle battute della commedia parecchio spinte. CHE VERGOGNA, ahahah!

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    3. Che imbarazzo!! Io non ho fatto studi classici, quindi della Lisistrata ho un ricordo più recente, una versione abbastanza "scanzonata" con Gaia De Laurentis (che è tanto caruccia!) di qualche anno fa.
      La versione del Liceo E. Roosevelt non puoi fartela mancare!

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  2. Come sempre una bella recensione da far venire voglia di leggerlo, lo prendo in considerazione...magari dopo aver smaltito le mie letture...anche se non hai dato un voto alto la trama la trovo particolare!!!

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    1. Grazie! non badare troppo alle mie "stelline", io sono tiratissima di voti (menomale non faccio la maestra!).
      E' un'autrice da scoprire, secondo me.
      Baci

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  3. Come sempre una bella recensione da far venire voglia di leggerlo, lo prendo in considerazione...magari dopo aver smaltito le mie letture...anche se non hai dato un voto alto la trama la trovo particolare!!!

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    1. Grazie!! mi era sfuggito il tuo post, scusa!
      baci.

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